Articoli con tags ‘ latitanza ’


Rizziconi, smantellata filiera della latitanza

Ott 17th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Si è costituito nel carcere di Palmi, Mario Luciano Crea, di 27 anni, di Rizziconi, latitante dall’inizio di luglio di quest’anno. Crea è accusato di aver fatto parte di una filiera criminale, specializzata nella gestione delle latitanze. Una sorta di “agenzia di servizi”, che per decenni ha permesso a pezzi da novanta dei clan della Piana di Gioia Tauro di sottrarsi alla cattura con gli ex latitanti Peppe Crea e Peppe Ferraro, catturati a gennaio scorso dopo decenni di latitanza, dopo un bliz in un covo nelle campagne di Maropati. Una rete che venne smantellata con un’operazione della squadra Mobile di Reggio Calabria e dagli uomini del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato che, per ordine dei magistrati della Dda arrestarono, sempre a luglio, 11 persone tutte accusate a vario titolo di associazione mafiosa, favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena.


Catturato il latitante Domenico Presta

Apr 13th, 2012 | Categoria: news
E’ stato catturato ieri sera Franco Presta, pericoloso pluripregiudicato che era latitante dal 2009. Sulle sue spalle pesa una condanna definitiva a cinque anni ed è stato nel frattempo destinatario di altre misure restrittive come quella emessa nell’inchiesta ”Terminator 4”. Viene ritenuto un killer spietato e responsabile di tre omicidi compiuti nel cosentino durante la guerra di mafia. Sono stati gli uomini della squadra mobile di Cosenza ad arrestarlo. Nel gennaio dell’anno scorso il figlio 22enne, Domenico Presta, venne ucciso a San Lorenzo del Vallo nel corso di una lite per un parcheggio. Il responsabile, Aldo De Marco, venne arrestato dai carabinieri e confessò il delitto. Un mese esatto più tardi, in un agguato in casa vennero trucidate la cognata e la nipote dell’assassino, Barbara e Rosellina Indrieri. Un commando fece irruzione nell’abitazione del piccolo centro del cosentino e fece fuoco. Il fratello del responsabile dell’omicidio di Domenico Presta, Gaetano De Marco, scampò all’agguato perché si trovava in camera da letto. Nell’aprile successivo, tuttavia, anche a lui è toccata la stessa sorte. E’ stato ucciso mentre si trovava a bordo della sua automobile. Secondo gli inquirenti la scia di sangue sarebbe la spietata vendetta per la morte del giovane Domenico Presta.Franco Presta...


Clan dei Casalesi, arrestato Carmine Zagaria

Gen 27th, 2011 | Categoria: news
Si riaprono le porte del carcere per Carmine Zagaria (nella foto), fratello della “primula rossa” Michele. Il camorrista è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile napoletana a Cancello Arnone (Caserta) in esecuzione di un’ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli che di fatto ha ripristinato la custodia cautelare in carcere già disposta dal Gip il 17 marzo 2010. Un’ordinanza che aveva permesso di far scattare le manette ai polsi non solo di Carmine ma anche di Nicola Zagaria, padre dei due boss del clan dei Casalesi. Era il 31 marzo: il figlio 43enne era stato arrestato sul molo di Olbia, mentre il padre era stato raggiunto dalle forze dell’ordine a Casapesenna con l’accusa di estorsione. A causa della sua anziana età gli erano stati concessi i domiciliari, mentre Carmine Zagaria fu condotto in carcere, da dove uscì però meno di un mese dopo – 22 aprile – a causa della “mancanza di gravi indizi di colpevolezza”. Carmine Zagaria è accusato di tentata estorsione aggravata commessa nei confronti di un imprenditore edile impegnato nella realizzazione di diversi appartamenti in provincia di Ferrara. L’edilizia è reputata, secondo la Direzione distrettuale antimafia, il punto di forza del fratello di Carmine, Michele Zagaria, considerato...


Arrestati due fiancheggiatori del boss Raccuglia

Dic 16th, 2010 | Categoria: news
Omonimo del boss cui favoriva la latitanza. Salvatore Giuseppe Raccuglia, 41 anni, è stato arrestato stamane con l’accusa di essere un fiancheggiatore del capoclan Domenico Raccuglia, con lui è finito in manette Andrea Di Matteo, 43 anni. Secondo le indagini i due sarebbero affiliati alla ‘famiglia’ di Altofonte. Il loro arresto è stato possibile grazie a un proseguimento delle indagini che portarono alla cattura, nel novembre 2009, proprio del boss Domenico Raccuglia, fino ad allora uno dei latitanti più pericolosi del nostro Paese  – almeno secondo l’elenco dei trenta criminali più ricercati emanato dal Viminale, che individuò in lui l’erede di Matteo Messina Denaro. Gli investigatori, ricostruendo la rete di appoggi che consentì a Raccuglia una latitanza di quindici anni, sono giunti a identificare nei due arrestati di oggi i principali favoreggiatori economici e logistici del boss. Contestualmente, nel corso della stessa operazione, i militari hanno proceduto ad un sequestro di beni, scaturito da autonomo procedimento di prevenzione. Beni per un valore complessivo di circa 50 milioni di euro, tra cui un lussuoso yatch di venti metri, una Ferrari e una Bmw X6, sono stati sequestrati all’imprenditore palermitano Vincenzo Graziano, di 59 anni. Secondo le indagini l’ingente patrimonio sarebbe frutto dell’attività...


Napoli. Arrestato latitante in affari con imprenditori cinesi

Nov 2nd, 2010 | Categoria: news
I carabinieri di Castello di Cisterna, nei pressi di Napoli, hanno arrestato oggi Salvatore Anastasio. L’arresto dell’uomo, ritenuto boss dell’omonimo clan camorrista, è avvenuto lungo la Statale 268 all’altezza di Poggiomarino. Anastasio viaggiava su un autocarro guidato da un altro individuo che dagli accertamenti è risultato avere 43 anni e essere incensurato. Anastasio non ha opposto in nessun modo resistenza all’arresto, anzi al controllo ha fornito i propri documenti originali. Anastasio era latitante da poco più di due anni. Nel luglio del 2008 era riuscito a eludere l’arresto, provvedimento emesso a suo carico dalla Dia di Roma nell’ambito dell’operazione ‘Grande Muraglia’. L’accusa per cui era ricercato è di  associazione di stampo camorristico e ricettazione. L’operazione prendeva un nome orientaleggiante poiché indagati risultarono due imprenditori cinesi, sospettati di essere una facciata della criminalità cinese in Italia. La camorra controllava il mercato delle griffe contraffatte. La merce illegale veniva prodotta e importata dalla Cina. Sbarcata, stoccata e «imposta» dai clan napoletani nei mercati della capitale e in particolare ai commercianti del quartiere Esquilino, sia cinesi che italiani. I proventi dell’attività venivano infine riciclati nell’acquisto di beni immobili – appartamenti o esercizi – dai quali ancora la camorra ricavava i soldi degli affitti.


Casalesi, si stringe il cerchio intorno a Zagaria

Apr 27th, 2010 | Categoria: news
Tempi duri per il clan di Michele Zagaria, il più importante latitante del clan dei casalesi ancora in circolazione insieme ad Antonio Iovine. Lo scorso 31 marzo la polizia e il Ros dei carabinieri hanno arrestato 14 persone con accuse che vanno dall’associazione mafiosa all’estorsione, tra cui il padre del boss, Nicola Zagaria, 83 anni, accusato di estorsione, e il fratello Carmine. Nell’ambito dell’operazione sono stati sequestrati beni per 40 milioni di euro tra cui due imprese di produzione di calcestruzzo e due aziende di allevamento di bufale. Dall’inchiesta, coordinata dalla Dda di Napoli, è emersa la disponibilita di sofisticati apparacchi per la rilevazione di microspie. Il 14 aprile è toccato a Nicola Panaro, 41 anni, latitante da 5 anni, a Lusciano, paese non lontano da Casal di Principe. I carabinieri lo hanno scovato disarmato in un appartamento protetto da un sofisticato apparato di videosorveglianza. Cugino del superboss ergastolano Sandokan Schiavone, Panaro, detto “Nicolino”, era considerato il latitante numero tre della camorra (dopo Zagaria e Iovine) e sarebbe vicino al figlio di Sandokan, Nicola Schiavone.


Golem 2, Messina Denaro sempre più vicino

Mar 10th, 2010 | Categoria: news
All’alba di lunedì 15 marzo l’operazione Golem 2, coordinata dal procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, dal procuratore aggiunto Teresa Principato e dai pm Marzia Sabella e Paolo Guido della Dda, ha portato al fermo di 19 presunti fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro, 48 anni, latitante da 17, ultimo super boss di Cosa nostra ancora in libertà. Nell’operazione sono stati impegnati oltre 200 agenti di polizia delle questure di Trapani e Palermo. Perquisizioni sono state effettuate anche a Caltanissetta, Torino, Milano, Siena, Lucca e Imperia. Tra gli arrestati il fratello Salvatore, ritenuto dagli investigatori reggente del mandamento di Castelvetrano, roccaforte del super latitante. In manette Antonino Marotta, 83 anni, ex componente della banda di Salvatore Giuliano. I fermati, esponenti di rilievo della mafia trapanese, sono accusati di reati che vanno dall’associazione mafiosa all’estorsione, dal danneggiamento al trasferimento fraudolento di società e valori. Lo scorso 16 giugno l’operazione Golem 1 aveva portato in carcere altri 16 persone, accusate tra l’altro di aver gestito i viaggi all’estero di Messina Denaro e di aver garantito i contatti con i boss rinchiusi in carcere al 41 bis.


‘O Sistema delle ramblas

Feb 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
A gennaio due superlatitanti sono stati arrestati a Barcellona. Aumenta dunque il numero di camorristi fermati in terra iberica: segno che gli affari per le mafie non mancano e che la cooperazione tra le polizie dei due paesi sta funzionando. Ma in Spagna la consapevolezza di un’emergenza mafiosa è ancora lontana (altro…)


Catturati i boss do Cosa nostra Nicchi e Fidanzati

Dic 10th, 2009 | Categoria: news
Significativo uno-due contro quel che rimane del Gotha di Cosa nostra. Lo scorso 5 dicembre le forze dell’ordine hanno assicurato alla giustizia due super latitanti della mafia siciliana: Gianni Nicchi, considerato il n°2 dell’organizzazione dopo Matteo Messina Denaro, e Gaetano Fidanzati, 75 anni, trafficante di droga attivo in provincia di Milano dagli anni 70. Fidanzati, latitante dal 2008, è stato catturato dalla polizia nel capoluogo lombardo, in via Marghera. Uscito dal carcere nel 2006 per problemi di salute, era tornato a guidare la famiglia palermitana dell’Acqua Santa. Sarebbe il mandante dell’omicidio di suo genero, Giovanni Bucaro, ucciso nel 2008 per punire i suoi comportamenti violenti in famiglia. Gianni Nicchi è stato individuato dagli uomini della squadra mobile di Palermo in un appartamento al primo piano di una palazzina di via Filippo Juvarra, poco lontano dal palazzo di Giustizia del capoluogo siciliano. Era ospite di una coppia di ragazzi, Alessandro Presti, 19 anni, e Giusy Amato, arrestati per favoreggiamento. Figlio di un ergastolano, nel 2006 sfuggì all’operazione Gotha, in cui furono arrestati il capo mafia Nino Rotolo e molti uomini del suo clan alla vigilia di una guerra di mafia contro i Lo Piccolo. Rotolo si opponeva al piano dei Lo Piccolo di...


Catturato Raccuglia, numero due di Cosa nostra

Nov 10th, 2009 | Categoria: news
Dopo 13 anni di latitanza gli uomini della squadra catturandi della questura di Palermo hanno arrestato Domenico Raccuglia, considerato il numero due di Cosa nostra dopo Matteo Messina Denaro. È stato individuato lo scorso 15 novembre in un appartamento a Calatafimi, in provincia di Trapani. Boss di Altofonte, soprannominato “il veterinario”, è già stato condannato a tre ergastoli per diversi omicidi, tra cui quello del piccolo Giuseppe di Matteo, figlio del pentito Santino, rapito nel 1993, tenuto segregato per oltre due anni e poi soffocato e sciolto nell’acido. Già delfino di Giovanni Brusca, dominava incontrastato sul mandamento di San Giuseppe Iato, territorio strategico negli equilibri di Cosa nostra a cavallo delle province di Trapani e Palermo. Quando si è visto braccato ha tentato la fuga da un balcone ma è stato immediatamente bloccato dagli agenti. Ha cercato di liberarsi di una borsa dentro la quale sono stati trovati 100 mila euro in contanti, delle armi e alcuni pizzini ritenuti molto interessanti dagli inquirenti. Secondo il pm Antonio Ingroia, dentro Cosa nostra «si crea ora un nuovo vuoto, dove i latitanti di spiccco sono sempre meno. Ora assumono maggiore importanza Nicchi a Palermo e Messina Denaro a Trapani».