Articoli con tags ‘ latitante ’


Spagna arrestato il capo del gruppo “teste matte”, latitante dal 2010

Apr 14th, 2015 | Categoria: news
Lucio Morrone, 53 anni latitante dal 2010, è stato arrestato tra Malaga e Marbella in Spagna dal Nucleo Investigativo di Napoli (coordinato dalla Dda locale) e dalla Gaurdia Civil. Morrone è ritenuto essere il capo di un gruppo criminale operante nei quartieri spagnoli di Napoli chiamato “teste matte”. Interesse principale del gruppo sembrerebbe essere il controllo dei traffici illeciti della zona. A partire del 2013 è stata emessa nei confronti del latitante un’ordinanza di custodia cautelare a cui è seguita una condanna a 20 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Nel 2010 era stato emesso nei confronti di Morrone un ordine di esecuzione per una condanna a 4anni di reclusione per traffico di stupefacenti.Il latitante, che ha inizialmente esibito documenti falsi, è stato arrestato mentre si recava a ritirare del denaro inviatogli da Napoli presso un’agenzia postale di Benalmadena.


Londra, arrestato il latitante Domenico Rancadore

Ago 8th, 2013 | Categoria: news
Era soprannominato “U Prufissuri”, inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi stilato dal ministero dell’Interno. Domenico Rancadore (nella foto) è stato arrestato, dopo diciannove anni di latitanza, dalla polizia londinese su impulso delle forze dell’ordine italiane. Un’importante sinergia che ha permesso l’arresto del pluripregiudicato, su cui pende una condanna di sette anni per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione ed altri reati. Palermitano, 64 anni, Rancadore è considerato un esponente di spicco di Cosa nostra, tra i vertici del mandamento di Caccamo. Diversi collaboratori di giustizia hanno riferito di lui quale massimo rappresentante della mafia siciliana in Trabia, negli anni Novanta. A Londra, l’uomo viveva con la moglie Annamaria Culcasi Macaluso (figlia di un ex console italiano a Londra) da cui ha avuto due figli oggi trentenni, gestiva un’agenzia di viaggi e riusciva a condurre una vita agiata. Ed è proprio in presenza della donna che Rancadore è stato arrestato; ha tentato la fuga, ma la polizia è riuscito a bloccarlo immediatamente.   (Ma.De.)


Decapitato il clan dei Casalesi: arrestato Michele Zagaria

Dic 7th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Nella tarda mattina di oggi – 7 dicembre –  la primula rossa Michele Zagaria è stato arrestato, dopo sedici anni di latitanza, grazie ad un’operazione delle Squadre Mobili di Napoli e Caserta, oltre che del Servizio Centrale Operativo di Polizia: a coordinare i magistrati della Dia partenopea. Le forze dell’ordine nella notte hanno assediato la zona di Casapesenna, nel Casertano, per poi fare irruzione nel covo del superboss a capo dei Casalesi. Michele Zagaria si trovava in un nascondiglio sotteraneo scavato al di sotto di un’abitazione in via Mascagni, a Casapesenna. All’arrivo delle forze dell’ordine, il boss di Gomorra, rivolgendosi ai magistrati, ha commentato: «Avete vinto voi, ha vinto lo Stato»; subito dopo è stato colto da malore. Nato il 21 maggio 1958, Michele Zagaria “capastorta” era considerato il capo indiscusso del clan dei Casalesi, specie dopo l’arresto – avvenuto nel novembre 2010 – di Antonio Iovine; latitante dal 1995, su di lui gravano accuse di reati quali associazione di stampo mafioso, omicidio, rapina, estorsione. Viene considerato il re del cemento a livello nazionale: i suoi interessi si sono estesi fino al Lazio, alla Toscana, all’Umbria, all’Abruzzo, alla Lombardia e, in particolare, all’Emilia-Romagna. In merito al prezioso lavoro svolto...


Per amore di “mammà”

Giu 20th, 2011 | Categoria: news
Non voleva mancare al settantesimo compleanno della madre, Pasquale Abate, 48 anni, latitante dal dicembre 2009. Così, dopo lunghe indagini, i carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, venuti a conoscenza della sua presenza presso la casa materna, hanno circondato l’abitazione e per lui non c’è stata altra soluzione che arrendersi e consegnarsi ai militari. Ricercato per scontare un residuo di condanna a 22 anni di reclusione, inflittagli per associazione a delinquere di stampo mafioso e altro, Pasquale Abate era ritenuto reggente dell’omonimo clan, detto anche dei cavallari, operante per il controllo degli affari illeciti a San Giorgio a Cremano (Napoli) e zone limitrofe. (m.imp)


Vincenzo Mandalari, latitante e arrestato nell’hinterland milanese

Gen 24th, 2011 | Categoria: news
Era riuscito a sfuggire per un pelo al maxi blitz – operazione “Il Crimine” –  del 13 luglio 2010 che portò all’arresto di 304 persone tra Calabria e Lombardia. Vincenzo Mandalari, 50 anni originario di Guardavalle, in provincia di Catanzaro, era scappato dalla sua villa bunker di Bollate, facendo perdere le tracce di sè e inducendo i criminali finiti in manette a credere che “don Enzo” fosse stato vittima della lupara bianca, pagando quel suo “vizio” di chiacchierare al telefono, rivelando infiltrazioni della ‘ndrangheta nell’edilizia. Telefonate che hanno permesso ai Carabinieri del gruppo di Monza di intercettare il capo del ‘locale’ ‘ndranghetista di Bollate e di provvedere al suo arresto, avvenuto venerdì sera alla stazione ferroviaria di San Giuliano Milanese, dove l’uomo attendeva la moglie. Al comparire delle forze dell’ordine, Mandalari ha esibito senza troppa convinzione la carta d’identità commentando: «Non pensavo che mi avreste trovato». Vincenzo Mandalari, figlio di Pino, uno dei fondatori del coordinamento regionale delle famiglie calabresi “Lombardia”, era titolare di un’impresa di strade e costruzioni, la “Imes srl”. L’ordine di custodia cautelare, firmato dal gip Andrea Ghinetti su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia Ilda Boccassini, Alessandra Dolci e Paolo Storari, parla di “associazione a delinquere di...


La commissione parlamentare antimafia si occuperà del caso Palazzolo, fu il tesoriere di Cosa nostra

Dic 3rd, 2010 | Categoria: news
Il senatore del Pd, Giuseppe Lumia, riapre l’affaire Palazzolo e chiede, dopo anni di stallo, che gli atti dell’inchiesta vengano acquisiti dalla commissione parlamentare antimafia: “Vito Roberto Palazzolo è il depositario di molti segreti di Cosa nostra, per questa ragione già il giudice Falcone chiedeva di arrestarlo: il governo italiano – dice Lumia – deve avviare un’azione politica seria per ottenere l’estradizione di questo finanziere di mafia. La questione non può essere affrontata in maniera esclusivamente burocratica”. Le indagini dei pm Gaetano Paci e Domenico Gozzo sono infatti ferme dal 2004 a causa del rifiuto, da parte del Sudafrica, di concedere l’estradizione di Palazzolo che proprio nello stato africano ha trovato rifugio godendo di importanti coperture politiche. Era infatti il 1986 quando Robert von Palace Kolbatschenko atterrò all’aereoporto di Johannesburg: con questo nome ,degno di una parodia di qualche film di spionaggio, il tesoriere di Cosa nostra -al secolo Vito Roberto Palazzolo- braccato dalla magistratura italiana,  ottenne dal governo di Johannesburg la cittadinanza. Da allora, nascosto nel suo rifugio dorato, svolge un’attività di mediazione tra mafia e politica. Condannato nel 2006 a nove anni di reclusione per associazione mafiosa, si è sempre dichiarato innocente: ha persino aperto un sito internet, “Presunto...