Articoli con tags ‘ Lampedusa ’


Caporalato, la voce di Giusi Nicolini: “Equipararlo a reati di mafia”

Set 14th, 2015 | Categoria: news
Equiparare, in maniera chiara e definitiva, il caporalato ai reati di mafia. E’ la richiesta avanzate da Giuseppina Maria Nicolini, sindaco di Lampedusa e Linosa, alla presidente della Commissione Antimafia del Parlamento, Rosy Bindi, nel giorno del “Premio Casato Prime Donne 2015”, promosso da Donatella Cinelli Colombini, a Montalcino (Siena). Proprio al sindaco, in prima linea sul fronte dei migranti, è andato uno dei premi dell’edizione 2015. La richiesta di Nicolini, spiega una nota, è anche un suggerimento alle Istituzioni, che il primo cittadino del Comune delle due isole si augura venga accolto e realizzato in tempi brevi. E sarebbe una misura davvero incisiva ed importante per tutta l’agricoltura italiana, settore dove il fenomeno del caporalato incide di più in assoluto. Dalla trecentesca chiesa di Sant’Agostino di Montalcino, dove si è tenuta ieri la manifestazione, le parole di Nicolini sui migranti (“Fare accoglienza è un modo di costruire la pace. Tutti dobbiamo confrontarci con questo olocausto”), sono una testimonianza forte e coraggiosa del dramma dei profughi. Il tutto in un territorio, come questa parte della provincia senese, che si è rivelato particolarmente capace di integrazione con il 15% di stranieri sull’intera popolazione, un dato superiore alla media nazionale (8,1%) e a...


I Cie italiani e nell’Ue: vergogne “comunitarie”

Ott 3rd, 2014 | Categoria: prima pagina
di Piero Innocenti
Lo scorso 25 settembre 2014, la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, presieduta dal senatore Luigi Manconi (politico competente e perbene) ha approvato il rapporto sui centri di identificazione ed espulsione (Cie) in Italia. Alcuni mesi prima, la stessa Commissione, con la risoluzione approvata il 5 marzo, riguardante le misure minime da adottare nei Cie, aveva sollecitato il Governo ad eliminare le numerose carenze riscontrate in tali centri per assicurare adeguata tutela della dignità e dei diritti degli stranieri trattenuti. Il “rapporto Manconi” contiene valutazioni molto critiche sulla gestione e sulle carenze organizzative e sanitarie di tali centri, alcune, peraltro, già espresse da diversi anni, a partire da Medici senza frontiere (2004), al rapporto Mistura (2007), a Medici per i diritti umani (2013) e, per ultimo, alla commissione ministeriale Ruperto (2013). Fino ad oggi, tuttavia, le proposte avanzate per migliorare la situazione generale hanno avuto scarsa attenzione nei confronti degli stranieri “carcerati” nei Cie. Qualcosa, oggi, sembrerebbe muoversi con la proposta Manconi di riduzione dei tempi massimi di trattenimento a 30 giorni prorogabili una sola volta fino a 90 sempre che emergano elementi concreti che consentano di ritenere probabile l’identificazione ovvero la proroga si renda...


Aspettando i migranti in mare e un’Unione Europea più attenta e solidale

Mar 19th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
Capisco che non ci sia una particolare predisposizione della gente, in generale, a sentir parlare di profughi, di problemi legati all’immigrazione, di tratta e di persone ridotte in schiavitù. Già sono troppi e angustianti i problemi che affliggono molti italiani. Ci sono stati, è vero, in passato, momenti di vera partecipazione collettiva e commozione in occasione dei tragici naufragi nei pressi di Lampedusa con centinaia di persone annegate mentre cercavano di raggiungere un approdo sicuro. Ma poi si va avanti e ci si dimentica di tutto (o quasi). Anche dei solenni impegni presi sul piano politico per fare in modo “che non si ripetano più queste tragedie”. Le istituzioni dell’Unione Europea brillano anche in questo continuando a mostrare poca attenzione (e molta retorica) ai flussi migratori che arrivano dall’Africa, dalla Libia in particolare, sulle nostre coste che sono le frontiere esterne della stessa Unione Europea. Che fine ha fatto la Task Force del Mediterraneo annunciata dall’UE nell’ottobre 2013 per iniziative di tipo “operativo e concettuale” (traduzione letterale dal documento) sulle migrazioni nel sud Europa? Che esito ha avuto lo studio (GMES- Global Monitoring Enviroment System), finanziato dall’UE sull’osservazione della Terra per avere, tra l’altro, anche informazioni accurate sulla sicurezza e...


Riuscire a capire (e a far capire) il dramma dei migranti

Ott 4th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
Sono già duecento i cadaveri di migranti ripescati in tutta la giornata nelle acque di  Lampedusa. Erano su un barcone stracarico, in un mare che, negli ultimi anni, già ne ha inghiottiti migliaia. L’ennesima tragedia che scuote le coscienze persino delle alte cariche dello Stato. Ma soltanto per un paio di giorni. Poi, più nulla. Come sempre. Fino alla prossima strage. (altro…)


Lampedusa, per i cadaveri non c’è più posto

Nov 22nd, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
Piero Innocenti
Nell’indifferenza mediatica (quasi) generale, alcuni giorni fa, Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa, ha dichiarato che il cimitero locale dei “ senza nome” ( i migranti), è pieno e, quindi, non si sa più dove collocare le bare di quei poveracci che non ce l’hanno fatta, da vivi, a raggiungere la “terra promessa”. Triste e mortificante la riflessione del sindaco “..sempre più convinta che la politica europea sull’immigrazione consideri questo tributo di vite umane un modo per calmierare i flussi, se non un deterrente”. Considerazione ancor di più umiliante e amara se si riflette sulla importante presenza di personalità del mondo cattolico nell’attuale governo “tecnico” e, comunque, in un governo dove non c’è più lo (squallido) ingombro di quei politici leghisti che tanta parte hanno avuto, in un recente passato, nella creazione artificiale della paura e dell’odio verso gli “invasori”. Una notizia brutta che si aggiunge alle molte altre che ancora caratterizzano quel mondo di disperati, uomini, donne e bambini, che arrivano dalle nostre parti per un’accoglienza e una solidarietà spesso carenti. Il fenomeno migratorio, d’altronde, non diminuisce affatto, anzi. Né possono essere confrontati ( magari per far contenti quei politici che hanno strumentalizzato l’immigrazione e che vedono “nero” dappertutto), i dati...


Scusateci, è la Legge del Mare!

Ott 1st, 2012 | Categoria: articoli
di Umberto Di Maggio
«Scusateci, scusateci». Non riuscivamo a dire altro. «Siete i benvenuti, scusateci davvero». Dalle nostre bocche solo parole di accoglienza, dai nostri occhi solo lacrime di commozione. Tutto questo appena sei mesi fa, a Lampedusa, mentre migliaia di persone si incontravano per ricordare insieme a “Libera” il sacrificio delle tante vittime delle criminalità organizzate. Avevamo scelto quel posto, non Corleone, tantomeno Scampia, per lanciare una provocazione, l’ennesima. «Il mare Mediterraneo è il posto con più morti di mafia», le parole di denuncia di Don Luigi Ciotti ancora risuonano a monito. Erano arrivati in 50, partiti invece in 60. Somali ed eritrei dalla pelle scura come le notti che avevano trascorso nel Deserto e nel Grande Mare. Stanchi e spossati da una fuga durata mesi quei nostri fratelli aspettavano che gli si aprissero le porte della libertà. Desideravano pace, tranquillità, lavoro e futuro. In cambio ci porgevano la mano affinché potessimo stringere il loro coraggio. «Scusateci, scusateci». Dalle nostre bocche solo quelle parole. La culla della civiltà, la nostra Sicilia, che nei secoli aveva accolto popoli di ogni provenienza non riusciva a regalargli uno straccio di speranza. Giusy Nicolini, oggi, è il nuovo sindaco. La sua energia e la sua specchiata onestà sono state scelte, qualche mese...


Da Lampedusa: come fare di un sogno un incubo

Apr 4th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Karim Metref
Migranti se ne vedono ovunque nella borgata. Camminano a piccoli gruppi lungo le strade. Sono seduti alle terrazze dei caffè. Occupano ogni banco pubblico, ogni piazzetta. Sembrano davvero più numerosi della popolazione locale. Nello stesso tempo impressiona la calma degli abitanti dell’isola. Nessuno li guarda male, nessuno rifiuta di servirli ai caffè, nei negozi. Comunicano pochissimo ma non si evitano non si guardano in cagnesco. Due mondi che vivono uno accanto all’altro, senza veramente incontrarsi ma senza nemmeno scontrarsi. Più giù, vicino al Porto Vecchio, sulla spiaggetta della Cala Palme, la scena che ci aspetta è spaventosa. È lì che si capisce veramente la dimensione del dramma. Una vera e propria tendopoli fatta di pezzi di plastica e di stoffa appesa tra le palme e le barche. Una favela temporanea. Parlando con i ragazzi, si scopre che a dormire lì sono i più fortunati. La maggioranza passa le notti sul cemento del molo o sulla sabbia con spesso una coperta per due persone o anche con solo i vestiti che si ha addosso. I...


Canale di Sicilia, trentacinque migranti annegati nella notte

Mar 15th, 2011 | Categoria: articoli
Il barcone si è rovesciato in mare. I quaranta ragazzi che erano a bordo hanno resistito il più possibile, tenendosi a galla in mezzo alle onde del Mediterraneo. Uno ad uno sono affogati. Solo cinque di loro hanno vinto i flutti e la notte finché, nella primissima mattina di oggi, un altro barcone di migranti non è passato lungo la stessa rotta e li ha raccolti. Anche su quel natante altri quaranta uomini provenienti, come i naufraghi, dalla Tunisia. E’ lo schema: quaranta persone, robuste, niente donne o bambini poiché quel tipo di imbarcazione non è sicura. Per lo più giovani che, col coraggio del’incoscienza, tentano la fortuna attraversando il Mare Nostro. Già così il barcone vacilla, sovraccarico. Raccogliere i cinque superstiti poteva significare un’ulteriore tragedia, un nuovo rovesciamento, e solo l’intervento di una navetta della Marina militare italiana ha evitato il peggio scortando fino al porto di Lampedusa i migranti. Continuano le attività di assistenza e soccorso ai barconi provenienti dalle coste Nordafricane. Unità della Guardia costiera e della Guardia di finanza si alternano in mare aperto alla ricerca delle imbarcazioni segnalate al largo, operando diversi soccorsi in situazioni estreme. Soltanto nelle ultime ore sono stati...


Mille persone in una notte, Lampedusa e la fortezza Europa

Mar 7th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Undici imbarcazioni in una sola notte sono arrivate a Lampedusa malgrado il mare mosso, trasportavano oltre mille persone in gran parte uomini. Il primo avvistamento è avvenuto dopo le 23 e ne sono seguiti altri dieci che hanno tenuto impegnati gli uomini della Capitaneria di Porto di Palermo per tutta la notte. I migranti, arrivati a bordo di motopescherecci e piccole imbarcazioni, sono stati portati nel centro d’accoglienza di contrada Imbiacola, struttura che ha una capienza di 850 posti e che già era sovraffollato. Dal ministero degli Interni fanno sapere di un probabile ponte aereo per trasferire i migranti verso il nord Italia, distribuendoli in altri cpt italiani. La Frontex al fronte. La tensione a Lampedusa resta alta, così come quella al Viminale. Da giorni, infatti, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ripete che la crisi libica potrebbe provocare ondate migratorie consistenti nel nostro Paese e chiede aiuto all’Unione Europea colpevole, secondo lui, di non agire con sufficiente impegno. La Frontex, l’agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere, ha però inviato a Lampedusa quattro aerei, due navi e due elicotteri militari che opereranno sin dai prossimi giorni per presidiare le coste di Lampedusa. “A ...


Lampedusa, con le barche brucia la memoria

Set 13th, 2010 | Categoria: news
Venerdì 10 settembre è divampato un incendio nel cimitero delle barche di Lampedusa, presso contrada Taccio Vecchio, dove da circa due anni venivano ammassati i barconi utilizzati dai migranti per attraversare il Mediterraneo. Le fiamme hanno avuto origine da due focolai differenti, elemento che fa presupporre l’origine dolosa del rogo. Dentro al cimitero si trovavano circa 200 natanti, ormai ridotti a carcasse di imbarcazioni il cui ultimo viaggio era stata la traversata del Canale di Sicilia. Per spegnere il rogo, oltre ai vigili del fuoco, è dovuto intervenire un Canadair: le fiamme, dai barconi, si sono infatti rapidamente estese al vicino centro di smaltimento rifiuti, distruggendo una pressa e minacciando la vicina casa del custode.  Sabato 11 settembre l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) ha diramato un comunicato stampa intitolato “Chi vuole la cancellazione della memoria delle migrazioni nel Mediterraneo?”, in cui denuncia la distruzione non involontaria del cimitero delle barche che dietro agli scafi arrugginiti celavano un pezzo di straordinaria rilevanza della storia recente dell’Italia e dell’Europa: una testimonianza materiale delle tragedie vissute da decine di migliaia di migranti. Anche il Pd ha presentato un esposto in cui, come l’Asgi, ha denunciato l’incuria e l’abbandono del deposito, ormai ridotto a discarica abusiva...