Articoli con tags ‘ Kosovo ’


Mafia albanese, un’epopea criminale

Ott 19th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Federico Giamperoli
Storia e attualità di una scalata criminale esemplare nel mondo globalizzato: dalla prostituzione alle mani sulla “brown sugar” afghana. L’inizio del riciclaggio della ricchezza criminale. Nei prossimi mesi Narcomafie pubblicherà un dossier sulla storia e sugli affari della mafia albanese in Italia, analizzando come si è evoluto il fenomeno criminale shqipetaro dai primi anni Novanta ad oggi. C’erano una volta l’ondata migratoria albanese, la marea umana che scatenava il primo grande dibattito sull’immigrazione e ci bloccava 7 anni sulla ratifica dei trattati di Schenghen. Oggi molta acqua è passata sotto i ponti e i centinaia di migliaia di albanesi che vivono, studiano e lavorano onestamente nel nostro Paese hanno più visibilità degli allarmi di allora sulla delinquenza e il degrado che potevano portare in casa nostra. Quel clima di emergenza però si è lasciato dietro un effetto controproducente curioso: appena gli albanesi hanno smesso di essere “ brutti, sporchi e cattivi” agli occhi di chi li denigrava, di criminalità albanese si è smesso di discutere, e di quella organizzata non si è mai nemmeno cominciato a parlare. Anche se gli albanesi che fuggivano dal loro Paese...


Kosovo, nuove accuse per il premier Tachi: “450 persone eliminate su suo ordine”

Giu 10th, 2011 | Categoria: news
“Solo nei sei mesi successivi alla fine della guerra, almeno 450 persone sono state eliminate. Questo deve essere oggetto di un’inchiesta” dichiara in un’intervista Nazim Bllaca. “Sono io stesso autore di uno di questi omicidi”. Bllaca è l’ennesima spina nel fianco del premier kosovaro Hashim Tachi, già sotto inchiesta a causa del rapporto Marty, approvato dal Consiglio d’Europa, che lo accusa di essere coinvolto in un traffico d’organi  espantiati da prigionieri serbi. E Nazim Bllaca non è un testimone qualunque,  l’uomo nel 2009 ammise pubblicamente di essere stato membro di una unità speciale incaricata di commettere omicidi politici per conto del Partito democratico del Kosovo (Pdk), l’attuale forza di governo, subito dopo la fine del conflitto contro la Serbia, nel giugno 1999. Oggi Bllaca vive sotto protezione, venti chilometri a sud di Pristina, con le truppe Eulex che gli stazionano davanti casa. Hashim Tachi, oggi primo ministro di quello che rimane uno dei buchi neri d’Europa, fu uno dei leader del Uck, l’esercito di liberazione kosovaro, che finanziò la propria guerriglia controllando il traffico di droga, e che fece piazza pulita dell’opposizione interna rappresentata dalla Lega democratica del Kosovo (Ldk), il...


Qualcosa di nuovo sul fronte orientale

Apr 21st, 2011 | Categoria: articoli, Orient Express
Ogni tanto, nei Balcani e nella regione post-sovietica, salta fuori qualcosa di grosso a livello criminale e anche qui in Italia ce ne accorgiamo, scrollandoci momentaneamente di dosso il torpore mediatico sull’est. Scriviamo, analizziamo, formuliamo ipotesi. Poi aspettiamo la prossima notizia di una certa stazza, come se dopo la tempesta ordine e trasparenza si ristabilissero. Nient’affatto. Il panorama criminale, a est di Trieste, è sempre fluido e ricco di vicende. Ne raccontiamo qualcuna, emersa in questi ultimi tempi. Partiamo dal Kosovo e dal suo focolaio permanente: Mitrovica, la città etnicamente divisa (metà serba e metà albanese) che avvelena i rapporti tra Pristina e Belgrado, oltre a suscitare preoccupazioni nei corridoi delle cancellerie europee. Un recente rapporto dell’International Crisis Group (Northern Kosovo: Dual Sovereignty in Practice), rispettato think-tank con sede a Bruxelles, ha evidenziato come le cose, lungo le sponde dell’Ibar, il fiume che taglia in due la “Berlino dei Balcani”, vadano come sempre: cioè male. La porzione serba della città è ancora sotto il pieno controllo di Belgrado e non si sa come le autorità del Kosovo possano affermarvi la loro sovranità. La vertenza resta “congelata”. I rapporti tra i due popoli che abitano Mitrovica rimangono tesi. La situazione è aggravata dalla...


Kosovo e traffico d’organi: il Parlamento europeo approva la risoluzione Marty

Gen 26th, 2011 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
“Lei indica Hashim Tachi come padrino della rete mafiosa kosovara. Pensa di avere le prove per portarlo in tribunale?” chiede Audrey Tilve, giornalista di Euronews, a Dick Marty, l’uomo che con il suo rapporto ha finalmente portato alla luce quanto già da tempo si sospettava: il traffico d’organi gestito dall’Uck per finanziare la guerra contro la Serbia di Milosevic. “Da ormai quindici anni il signor Thaci è citato in tutti i rapporti della polizia e dei servizi segreti. Bisognerebbe chiederci perché fino a ora non ci sia mai stata una vera indagine, perché si tollerano i dubbi. Non è solo una questione giuridica o penale: ci sono degli impegni politici da rispettare che non si possono eludere”. L’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha infatti approvato a maggioranza la risoluzione di Dick Marty, che è stata adottata con 169 voti a favore e 8 contrari, 14 gli astenuti. L’assemblea ha invitato la comunità internazionale affinché venga fatta piena luce sui crimini commessi in Kosovo prima, durante e dopo la guerra, con particolare attenzione al traffico di organi, che vedrebbe coinvolto l’attuale primo ministro Hashim Thaci. “Avrei potuto evitare di fare nomi, ma il rispetto per le vittime e le loro famiglie...


Yusuf Sonmez, in 48 ore dall’arresto alla libertà vigilata

Gen 20th, 2011 | Categoria: articoli, Orient Express
di Matteo Tacconi
Martedì 11 gennaio è stato arrestato a Istanbul il chirurgo turco Yusuf Sonmez, dai più ritenuto uno degli esponenti chiave dei traffici mondiali di organi umani. “L’avvoltoio” – così è soprannominato Sonmez – è stato fermato dalle autorità turche sulla base di un mandato di cattura spiccato nei suoi confronti dall’Interpol, su richiesta dei magistrati europei che operano nell’ambito di “Eulex”, la missione civile e di polizia dispiegata dall’Unione europea in Kosovo. La tesi dei togati Ue è che Sonmez abbia prestato servizio per conto delle mafie kosovare. (altro…)


Kosovo accusato dal Consiglio d’Europa: Tachi “il più pericoloso padrino dell’Uck”

Dic 15th, 2010 | Categoria: news, prima pagina
Un rapporto sta passando tra i banchi del Consiglio d’Europa, una bozza ancora, ma a redigerlo è stato Dick Marty, relatore speciale sugli affari legali e i diritti umani del Consiglio stesso. Contenuto: Hasim Tachi era alla guida di un gruppo criminale di stampo mafioso che gestiva il traffico di stupefacenti, armi, e organi umani in Kosovo. Sotto accusa è il cosiddetto “Gruppo di Drenica” che comprende, oltre a Tachi, dirigenti dell’Uck – l’esercito di liberazione del Kosovo – poi divenuti, con l’indipendenza, leader del mondo politico ed economico del Paese. “Thaci e questi altri membri del “Gruppo di Drenica” sono consistentemente indicati come “attori chiave in rapporti di intelligence sulle organizzazioni criminali mafiose kosovare”, dice il rapporto, reso noto da Reuters. L’aspetto più inquietante è quello del traffico d’organi: che l’esercito di liberazione kosovaro utilizzasse simili metodi per finanziarsi, era già oggetto delle indagini di Carla del Ponte, ex procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia, carica che ha ricoperto dal 1999 al 2007. La Del Ponte, che dal 2008 è ambasciatore per la Svizzera in Argentina, ha raccolto le sue accuse in un libro in cui  l’UCK è accusato di aver rapito 300 serbi, rimuovendo loro gli organi...


I pilastri della Giustizia penale comune

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
La libera circolazione di merci, persone, capitali e servizi ha inevitabilmente posto all’attenzione delle istituzioni europee e degli Stati l’intensificarsi di illeciti di portata transnazionale, che per essere perseguiti efficacemente esigono una risposta di giustizia penale comune. I tempi sono oggi maturi perché gli Stati abbiano più fiducia gli uni verso gli altri (altro…)


Le guerre vanno, le mafie restano

Dic 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
  Millenovecentonovantanove: intervento Nato in Kosovo. Dieci anni ci separano da un conflitto che ha stravolto il diritto internazionale, definito nuovi assetti geopolitici e introdotto nuovi attori. L’azione della Nato nel cielo della Serbia comunque sia etichettata – “operazione di polizia internazionale” o “ingerenza umanitaria” – ci ha condotto verso un nuovo ordine mondiale, conseguenza della caduta del muro di Berlino. Un ordine scandito dalla ritrovata praticabilità della violenza armata e da una rivalutazione della sua utilità come strumento di risoluzione delle controversie. Bosnia, Croazia, Serbia, Kosovo ce lo hanno dimostrato. Gli anni seguiti allo sgretolamento del blocco sovietico hanno posto l’umanità di fronte all’emergere di nuove guerre, frutto della globalizzazione, figlie dei processi di privatizzazione della violenza. I conflitti dei Balcani hanno espresso un nuovo modo di concepire la guerra. Di fronte al crollo del comunismo, sono nate organizzazioni criminali schierate e collegate fra loro secondo logiche diverse dalla contrapposizione di un mondo bipolare, Usa/Urss. Durante la guerra serbo-bosniaca, per esempio, sul versante macedone si vide una stretta collaborazione nel contrabbando di armi fra gruppi di musulmani e di cristiani ortodossi, gli stessi che  a qualche chilometro di distanza si massacravano brutalmente. Solo una delle tante dimostrazioni del conflitto balcanico...


Un diluvio di rubli

Set 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, Orient Express
di Stefania Bizzarri e Matteo Tacconi
Alberghi, ville, un tenore di vita in netta crescita: così si presenta il Montenegro a due anni dall’indipendenza. Sono i russi ad aver comprato terre e costruito alberghi: hanno messo radici e non solo come “turisti”, hanno gettato l’ancora per gestire un notevole giro di affari, forti dell’eccezionale accoglienza che Milo Djukanovic ha loro riservato A due anni dall’indipendenza dalla Serbia, sancita per via referendaria il 21 maggio del 2006, il Montenegro ha di che compiacersi. Il paese cresce a un ritmo del 7 per cento e il salario medio, dall’aprile del 2007 all’aprile del 2008, è passato – queste le stime dell’ufficio statistico del Montenegro (www.monstat.cg.yu) – dai 326 ai 402 euro mensili. Non è molto, se comparato al tenore di vita dell’Europa comunitaria. Ma non è poco se il paragone viene effettuato con il nocciolo di paesi “poveri” della ex Jugoslavia: Serbia, Macedonia, Bosnia e Kosovo. I progressi registrati dal paese smentiscono chi, durante la campagna referendaria di due anni fa, vaticinava sventura, sostenendo che la recisione dei legami con la Serbia avrebbe procurato dolorosi contraccolpi economici. Sono il settore turistico e l’immobiliare le chiavi del “balzo in avanti” che Podgorica sta vivendo. Nell’agosto del 2007 l’afflusso turistico è stato di 351.903...


L’era delle Aquile

Giu 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Il Kosovo indipendente e sovrano è diventato realtà. L’amministrazione Onu (Unmik) gradualmente passerà le consegne a Eulex, la missione nata in seno all’Ue. Si inaugura una nuova epoca, decisiva per la stabilità dell’area e per il contrasto al crimine organizzato Intervista ad Alberto Perduca «Urime parvasia», “benvenuta indipendenza”. Il Kosovo vive il suo anno zero. Sono le 15 e 50 del 17 febbraio 2008, a Pristina la piazza brinda ufficialmente alla proclamazione unilaterale di indipendenza dalla Serbia. «La cartina del mondo sta cambiando», aveva esclamato al suo popolo il premier kosovaro Hashim Thaçi, il giorno prima. E intanto quel mondo si divideva tra chi ne riconosceva immediatamente la validità (Usa, Italia, Francia), chi la rifiutava in toto (Spagna, Russia, Cina, Spagna) e i molti che sceglievano di prendere tempo.    Il prossimo 15 giugno sarà approvata la Costituzione. Nascerà una repubblica “democratica, laica e multietnica”. Un Stato formato da 2 milioni di abitanti, di cui il 92% è albanese. Un Kosovo in cui è forte l’influenza dei partiti e dei cosiddetti “clan”, le potenti famiglie allargate. Definito patria dell’economia illegale, “buco nero” dei Balcani, qui da anni si riversa una pioggia di aiuti, 2 miliardi di euro dal 1999 ad oggi, mentre il 40%...