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Karamarko, già ministro in odore di mafia, diventa capo della destra nazionalista croata

Mag 29th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Si chiama Tomislav Karamarko. E’ il nuovo capo dell’Hdz, il partito democristiano croato fondato da Franjo Tudjman, e di lui ci siamo occupati per un’intricata faccenda di politica e mafia. La sua vittoria alle elezioni interne al partito segnano un rafforzamento in senso nazionalistico dell’Hdz. Già si vocifera che punti alla poltrona di presidente della Repubblica e i media locali lo hanno soprannominato “il Putin croato”. Ma Karamarko è molto di più che un politico ambizioso dal pugno di ferro, già capo della polizia di Zagabria, ha lavorato a lungo per i servizi di intelligence e nei governi Sanader e Kosor è stato ministro dell’Interno. Quando, nel 2009, l’ex primo ministro Ivo Sanader è stato arrestato, Karamarko è stato indicato come il trait d’union tra la mafia e il palazzo. Secondo Domagoj Margetic, giornalista d’inchiesta autore del libro Bankarska Mafjia, Karamarko avrebbe “ispirato” le dimissioni Sanader facendolo minacciare dai clan. Eppure fu proprio Sanader a chiamare Karamarko nel suo governo quando, nel 2003, il Paese era attraversato da una serie di attentati e omicidi eccellenti che si rivelarono essere un attacco della mafia alle istituzioni. Karamarko, chiamato a fronteggiare l’offensiva criminale, è riuscito nel suo compito. Secondo Margetic, alleandosi con...


I segreti di Zagabria

Gen 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, Orient Express
di Matteo Tacconi
Cronista scomodo per alcuni, figura vicina a boss e politici per altri. L’unica certezza è che l’assassinio di Ivo Pukanic ha stordito la Croazia. La criminalità organizzata si è dimostrata onnipresente, collusa con i poteri forti e capace di sfidare apertamente le istituzioni Una cerimonia privata, breve e dignitosa. Intorno alla bara di Ivo Pukanic, i genitori Mijo e Dragica, la figlia Sara, le sorelle Ana e Nevenka. Si raccolgono in preghiera su invito del parroco officiante e porgono l’ultimo saluto al defunto. Subito dopo la salma varca il portone della chiesa della Santa Vergine di Velika Gorica, alle porte di Zagabria, paese natale di Pukanic. Lì fuori, un migliaio di persone. È il 27 ottobre scorso. Molti i giornalisti che rendono omaggio al collega, ucciso quattro giorni prima da una bomba piazzata su una motocicletta posteggiata accanto alla sua Toyota Lexus, proprio di fronte alla sede del settimanale d’inchiesta «Nacional». Un foglio di successo, che aveva cofondato nel 1995 e che dirigeva dal 2000. Insieme a Pukanic ha perso la vita Niko Franjic, responsabile marketing della testata, con lui al momento dell’esplosione dell’ordigno. A firmare la condanna a morte del direttore di «Nacional», la mafia. Le  mura del cimitero sono presidiate da...