Articoli con tags ‘ Italia ’


Corruzione, la promessa di Cantone: “Piano nazionale anticorruzione entro fine ottobre”

Lug 14th, 2015 | Categoria: news
“Puntiamo ad avere entro fine ottobre l’approvazione del piano nazionale anticorruzione: ci aspettiamo collaborazione”. E’ il termine indicato dal presidente dell’Autorità Anticorruzione, Raffaele Cantone, al primo incontro nazionale con i responsabili prevenzione della corruzione degli enti. “Sulla base del piano nazionale gli enti potranno presentare i propri piani anticorruzione entro gennaio 2016” ha aggiunto Cantone. Cantone ha ribadito che i piani anticorruzione che gli enti devono predisporre sono uno strumento di prevenzione centrale e che “bisogna creare una rete italiana della prevenzione della corruzione” nella quale i responsabili che operano nei singoli enti sono un tassello fondamentale. Per questo “serve un rafforzamento del loro ruolo. Il responsabile anticorruzione deve essere autonomo rispetto all’organo di indirizzo politico. Non può essere un soggetto assunto a termine. Deve avere la schiena dritta. E deve essere un interno, competente rispetto alle dinamiche della Pa, non un soggetto calato dall’esterno”, ha detto Cantone. Riguardo ai piani anticorruzione che gli enti devono adottare, per ora “non sono risultati entusiasmanti”, ha detto Cantone, ribadendo che spesso “vengono fatti con una logica burocratica e con la tendenza a sminuire i rischi”.


“Miseria Ladra”: Gruppo Abele e Libera lanciano la campagna

Lug 1st, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
Otto milioni e 173mila persone (il 13,8% della popolazione italiana) sono in condizione di povertà relativa, con una disponibilità di 506 euro mensili (dati 2011). In condizione di povertà assoluta si trovano invece 3 milioni 415mila persone (il 5,2% della popolazione italiana). Povertà assoluta (1 milione di persone in più in soli 4 anni) e povertà relativa sono in aumento non solo per l’effetto della crisi economica. È da almeno dieci anni che il numero degli impoveriti è aumentato in Italia, perché da circa il 1980 ad oggi si è assistito ad un enorme trasferimento di ricchezza dalle tasche dei lavoratori dipendenti ai profitti prima, e alla rendita finanziaria e speculativa poi. Si calcola che in 30 anni la perdita di capacità di acquisto dei lavoratori sia stata ridotta di circa il 20%. Un paese più povero è costretto a fare i conti con il proprio carrello della spesa: sei famiglie su dieci per far fronte alle difficoltà economiche hanno ridotto la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati. E ci si indebita sempre di più: nei soli primi nove mesi del 2012 le famiglie indebitate sono passate dal 2,3 al 6,5 per cento. (altro…)


Corruzione, l’Italia è peggio del Ruanda

Ott 27th, 2010 | Categoria: news
Peggio di così ci fu solo il dato del 1997, quando il punteggio era pari a 5,03.  Nella classifica mondiale della “percezione della corruzione” stilata dal network globale “Transparency International” e diffusa ieri a Berlino, l’Italia – con il suo 3,9 – ricopre il 67esimo posto, collocandosi tra il Ruanda (4 punti) e la Georgia (3,8). Gli Stati più virtuosi tra i 178 esaminati risultano essere, ex aequo, Danimarca, Nuova Zelanda e Singapore, con il 9,3 di punteggio; la maglia nera spetta invece alla Somalia, con un punteggio pari a 1,1. Lo strumento utilizzato dal “TI” è denominato “Corruption Perceptions Index” ed è considerata la misura più credibile al mondo per misurare la corruzione nel settore pubblico: sulla determinazione del punteggio influiscono, oltre al reato di corruzione in senso stretto, tutte le questioni inerenti al malgoverno della cosa pubblica che si manifestano sia a livello nazionale ma soprattutto nei territori regionali. Ad ogni Paese viene assegnato un punteggio da zero a dieci (dove zero indica livelli indicati di corruzione e 10 bassi): si tratta di una funzione “indicativa” e non “classificatoria” in quanto restituisce la percezione della corruzione che hanno manager, imprenditori, uomini d’affari e analisti politici su un Paese, basandosi...


Transparency International: rapporto sulla corruzione 2010

Ott 27th, 2010 | Categoria: documenti
Transparency International – Corruption perceptions index 2010 results (rapporto sulla corruzione 2010)


Iran chiama Italia: insieme nella lotta al narcotraffico afghano

Lug 21st, 2010 | Categoria: news
Sembra che gli Stati facciano a gara a candidarsi come risolutori del problema del narcotraffico proveniente dall’Afghanistan. Dopo le dichiarazioni di Viktor Ivanov, capo del Servizio federale russo anti-droga, che lo scorso giugno ha fatto sapere della disponibilità della Russia “a guidare una coalizione internazionale di lotta contro il narcotraffico, in special modo nella lotta al traffico di droga dall’Afghanistan”, si è espresso ieri il ministro degli esteri iraniano Manoucher Mottaki. In occasione della recente conferenza internazionale sull’Afghanistan tenutasi a Kabul, che ha riunito circa circa 70 delegazioni di Paesi e rappresentanti delle istituzioni internazionali, il ministro Mottaki ha proposto al suo omologo per l’Italia, Franco Frattini, una collaborazione tra idue paesi nella lotta al narcotraffico che ha origine nei campi d’oppio afghani e che arriva a soddisfare metà del mercato mondiale. La proposta di Mottaki è stata divulgata dall’agenzia stampa studentesca iraniana Isna, e confermata dallo stesso Frattini. Il progetto consisterebbe nella gestione congiunta della zona di frontiera tra l’Afghanistan e l’Iran appunto, regione che prende nome dalla provincia Herat. La cittadina di circa 250 mila abitanti è da tempo sotto il controllo del contingente italiano ma è da sempre la porta occidentale da cui esce il fiume di...


Il frastuono copre gli spari. Da quindici anni

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Il suo nome è oggi simbolo di un giornalismo autentico e della difesa della libertà di stampa. Il suo lavoro è ricordato per l’alto senso civico ed etico, e per la grande professionalità. Nel marzo del 1994 Ilaria Alpi, insieme all’operatore Miran Hrovatin, si recò per il Tg3 in una Somalia devastata dalla guerra civile per “coprire” il ritiro del contingente italiano Ibis 2 a seguito del fallimento dell’operazione internazionale Restore Hope e, nel tempo che le restava, proseguire un’inchiesta che aveva a cuore da anni e che le costò la vita: quella sul traffico di armi e di rifiuti e sulla corruzione della cooperazione italiana in territorio somalo, che in poco tempo era riuscita a bruciare 1.400 miliardi di lire senza portare nel paese africano risultati apprezzabili. (altro…)


Le basi logistiche italiane

Apr 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
«Nella prima fase sei un civile, nella seconda un guerriero. Guarda il gruppo della Bosnia: hanno fatto la jihad e ora fanno altro, ma c’è chi aspetta un nuovo momento». A pronunciare queste parole è l’egiziano Abu Saleh Es Sayed, ex imam della moschea di via Quaranta a Milano. Proseliti per incitare alla Guerra Santa, parole che suonano ancora più sinistre se consideriamo che sono state intercettate circa un anno prima dell’attacco dell’11 settembre 2001 al World Trade Center. Per gli inquirenti, l’ex imam si è inoltre reso «responsabile della falsificazione di documenti per Al Qaeda», attivandosi, nel gennaio 2001, nel fornire passaporti da inviare in America ad aspiranti combattenti. Il 17 novembre 2003 (pochi giorni dopo i tragici eventi di Nassirya) le autorità italiane espellono Abdel Mamour, noto come “l’imam di Carmagnola”, accusandolo di propaganda jihadista e di proselitismo. Aveva fatto delle rivelazioni inquietanti alla stampa, dicendosi sicuro che nel mirino di Al Qaeda ci fossero i militari italiani. L’“imam” nel nostro paese svolgeva un lavoro di consulente finanziario di una banca legata alla famiglia di Osama Bin Laden. Qualche mese prima, la polizia arresta a Milano due seguaci dell’imam Abu Imad al Masri, il marocchino Jousni Jamal e...


Storie di ordinaria razzia

Apr 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Ci sono due boss della ‘ndrangheta della zona di Africo-Bova che discutono sul come alterare la miscela per fare il calcestruzzo. «Metti meno cemento e più sabbia nell’impasto», fa uno, e l’altro «ma così si sfascia la pompa, la betoniera». È questo l’unico scrupolo. «Mettine di meno e basta», comanda il primo, a chiudere il discorso. Stanno tirando su una scuola in provincia di Reggio Calabria e nessuno dei due si preoccupa di mettere a repentaglio la vita di studenti, professori, dipendenti: le scuole crollano quando sono fatte così, non solo in Abruzzo o a San Giuliano. Pensano solo a fare soldi, meno cemento usano e meno soldi spendono. E questa è ecomafia. C’è poi un clan, sempre della ‘ndrangheta reggina, che fa capo a tale Stellittano, che scava buche profonde anche dieci metri e larghe cinquanta. Usa la terra per fare il cemento e riempie le buche con rifiuti tossici. Stile camorra. Avvelena le falde e i terreni e poi vorrebbe chiedere i soldi per la bonifica, o in alternativa il cambio di destinazione dell’area per costruirci sopra. Lo fa in provincia di Milano, nella Brianza, posti meno noti alle cronache mafiose. Anche questa è ecomafia. In Sicilia, invece, Cosa nostra...


Figli di un dio minore

Apr 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Le malformazioni sono una delle conseguenze più evidenti, ma più taciute dell’inquinamento ambientale. Pochi, però, si preoccupano di tenerle d’occhio. Così, in Italia, il luogo in cui si nasce può cambiare il proprio destino Una gravidanza senza intoppi con i giorni che precipitano allegri verso l’appuntamento del parto. L’orologio si ferma solo sulla soglia della stanza d’ospedale, finché il bambino non nasce. Poi tutto diventa veloce, inatteso, drammatico. Così ricorda la nascita di suo figlio il signor Domicoli. Una corsa frenetica tra ospedali, da Vittoria a Ragusa, da Ragusa a Catania. Cinque lunghi giorni in una stanza, fissando il corpicino di Carlo attaccato alle macchine. Il tempo scandito da analisi e esami, fino alla scoperta che la causa di tutto è un’alterazione genetica. Un fattore esterno. Domicoli, guardando le fiamme delle ciminiere che illuminano la notte e il mare di Gela, si chiede quanto lo stabilimento dell’Enichem sia responsabile delle sofferenze della sua famiglia. La risposta forse riposa su qualche scrivania della procura cittadina, in uno studio epidemiologico che evidenzia tra i neonati gelesi un’incidenza delle malformazioni doppia rispetto alla media nazionale, con una prevalenza di ipospadie (malformazione dell’apparato genitale) tra le più elevate mai riportate in letteratura. Le prove ci sarebbero, ma...


Lui chi è?

Gen 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Chi sono i clienti delle ragazze trafficate? Come e perché le contattano? Una ricerca comparata tra Italia, Olanda, Svezia e Romania analizza caratteristiche e comportamenti degli uomini che richiedono prestazioni sessuali a pagamento, evidenziando elementi comuni, stereotipi e qualche aspetto del tutto inedito   La prostituzione, unitamente all’immigrazione clandestina, è uno dei principali temi oggetto di discussione nel recente dibattito in materia di sicurezza. In particolare, sulla prostituzione, sono stati i sindaci di città medio-grandi del nord-est d’Italia a far sentire la loro voce e a mettere in pratica azioni specifiche tese al contrasto del fenomeno. A Verona e a Padova, città governate da diverse maggioranze politiche, i sindaci hanno emanato un’ordinanza finalizzata a contrastare la domanda di sesso a pagamento lungo le strade facendo ricorso non al codice penale, ma a specifiche norme del codice della strada. I provvedimenti, infatti, prevedono che tutti coloro che si fermano con un veicolo lungo una strada per contrattare prestazioni sessuali sono oggetto di sanzione pecuniaria, in quanto con il loro comportamento intralciano il traffico e generano il rischio di incidenti. Facendo ricorso a questi provvedimenti, secondo i sindaci, si mira a colpire la figura del cliente della prostituzione, che rappresenta la domanda del mercato...