Articoli con tags ‘ Isola Capo Rizzuto ’


L’amministratore, un mestiere pericoloso

Ott 11th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Quella che si è conclusa è stata un’estate difficile per gli amministratori. Il tragico episodio di Pollica – l’assassinio del sindaco Angelo Vassallo – è il più doloroso per la sua concretezza. Angelo Vassallo ha lasciato una moglie e due figli, ma non solo. Il vuoto istituzionale e la ferita civica sono sensibili quasi quanto la sparizione per un paesino della sua piazza centrale, del posto dove la gente in provincia si ritrova e costruisce legami. Purtroppo la lista degli atti intimidatori criminali è lunga: negli ultimi caldi mesi d’estate sono arrivate buste con minacce e proiettili, sono andate a fuoco automobili, esplose bombe sotto ai portoni. A Ottana, in provincia di Nuoro, il sindaco Gian Paolo Marras si è dimesso dopo aver ricevuto, con la sua famiglia, gravi intimidazioni a colpi di fucile. Solo l’ultimo degli episodi in Sardegna, dove solo nell’ultimo anno sono stati almeno 60 gli amministratori minacciati. A Isola Capo Rizzuto, il 5 luglio, è andata a fuoco l’auto del sindaco Caterina Girasole. Epilogo dei roghi  che a Isola hanno appiedato altri due esponenti del consiglio comunale a distanza di pochi giorni. La modalità dell’attentato è stata la stessa: con del liquido infiammabile e un cerino esponenti dei...


La politica del cambiamento di Carolina Girasole

Ago 3rd, 2010 | Categoria: articoli
di Angela De Lorenzo
Diventare sindaco con l’obiettivo di cambiare le cose in un paese della Calabria come Isola Capo Rizzuto, per chi ci vive e lo conosce veramente, non può che rappresentare un’impresa titanica. Una sfida davanti alla quale, però, non tutti rinunciano, perché, nonostante sia soprattutto il marcio a riempire le cronache, anche qui c’è gente che ha voglia di lottare, gente onesta, dignitosa e coraggiosa. È gente che, pur nella consapevolezza delle difficoltà, non considera l’impresa utopica, perché si lascia conquistare dalla voglia di mettersi in gioco, per provare a fare qualcosa di positivo per la propria gente e i propri cari. Ecco perché Carolina Girasole ha accettato di candidarsi come sindaco di Isola Capo Rizzuto, dopo un primo rifiuto, nel 2006, dettato, forse, anche dalla consapevolezza che le suggeriva di stare lontana dai guai. Perché lei, che la politica fino a quel momento l’aveva vissuta solo da spettatrice, ne è sempre stata convinta: “Qui c’è tanta gente per bene che aspetta di riscattarsi. (altro…)


Parte da Torino la carovana “memoria e impegno”

Lug 25th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
Dopo il primo raduno dei Giovani di Libera tenutosi a Cascina Arzilla – bene confiscato a Volvera (To) -, che ha ospitato più di 150 ragazzi provenienti da tutta Italia, parte sabato da Torino la carovana di “memoria e impegno”. Memoria per ricordare le vittime della mafia e per non abbandonare i testimoni di giustizia. Impegno verso la valorizzazione dei beni confiscati e la loro restituzione alla società, lungo il versante della lotta civile alle cosche. La carovana, patrocinata dal Consiglio Provinciale di Torino, vedrà più di 20 ragazzi da tutta Italia affrontare un viaggio a bordo di minibus e auto che partendo da Torino raggiungerà Roma, Latina, Milazzo, Polistena, Isola Capo Rizzuto e Castel Volturno, per un totale di oltre 3000 km in 5 giorni. La carovana prenderà il via da Cascina Caccia, bene confiscato a San Sebastiano da Po nei pressi di Torino e dedicata al procuratore ucciso dalla ‘ndrangheta nel 1983 , passerà poi da Roma per ricordare la diciassettenne testimone di giustizia Rita Atria che si tolse la vita dopo la strage di via D’Amelio e la morte di Paolo Borsellino. Da Roma si dirigerà a Milazzo, poi Polistena e Isola Capo Rizzuto, comune recentemente colpito...


Isola Capo Rizzuto, amministratori nel mirino

Lug 5th, 2010 | Categoria: articoli
di Toni Castellano
Nella notte di giovedì 1 luglio si è acceso un primo falò a Isola Capo Rizzuto. Purtroppo non è stato uno di quei classici falò estivi da festa sulla spiaggia o di quei roghi agresti con cui i contadini si sbarazzano delle sterpaglie seccate al sole. Ad alimentare le fiamme c’era la Renault Twingo del responsabile dell’ufficio tecnico urbanistico del comune Agostino Biondi. La sera seguente – 2 luglio – la pratica incendiaria si è ripetuta ai danni di una Toyota Yaris di proprietà di Anselmo Rizzo, vice sindaco di Isola e assessore al Turismo. L’auto era parcheggiata nei pressi dell’abitazione dello stesso Rizzo. Dopo questo secondo grave episodio Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, è intervenuto dai microfoni della trasmissione “Quelli di Caterpillar”, dalla spiaggia di Senigallia, ospite del Caterraduno annuale dei radioascoltatori dell’omonima trasmissione Caterpillar. ”Le mafie hanno paura della libertà – ha detto Ciotti – della freschezza e fanno tutto per dividerci dalla verità. ll lavoro positivo che si sta svolgendo su quel territorio – facendo riferimento a Isola Capo Rizzuto –  da parte del Prefetto, delle Forze di Polizia, di un coraggioso sindaco e della sua giunta, delle associazioni di volontariato e di categoria disturba. E allora non...


Isola Capo Rizzuto, la comunità raccoglie quello che il clan ha seminato

Giu 22nd, 2010 | Categoria: articoli
di Angela De Lorenzo
Il 21 giugno è iniziata la prima trebbiatura dell’orzo su un terreno di cinque ettari confiscato al clan Arena di Isola Capo Rizzuto (Kr). Non è stato semplice organizzarla perché, come spesso accade, i clan continuano ad esercitare il loro potere intimidatorio sul territorio anche quando i loro beni sono stati confiscati. E’ storia vecchia. E’ accaduto anni fa a Corleone, in occasione della prima trebbiatura del grano alla nascita della cooperativa “Placido Rizzotto”: non si riusciva a trovare una trebbia disponibile. Si è ripetuto da poco nel casertano, dove è stato necessario trebbiare il grano nel cuore della notte per evitare l’assalto della camorra. Anche questa volta ad Isola Capo Rizzuto le mietitrebbie sembravano tutte impegnate e pareva che in tutto il territorio provinciale, addirittura, scarseggiassero. Pochi giorni prima, giovedì 17 giugno, l’associazione Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie’, tramite la voce di don Ciotti, aveva lanciato l’allarme: “non si trova nessuno disposto a venire a trebbiare in un terreno confiscato agli Arena. Tutti si ritirano perché hanno paura. I terreni erano stati coltivati dallo stesso clan criminale nonostante fossero stati già sequestrati e confiscati”. Per realizzare la raccolta sui terreni confiscati al clan Arena, sui quali...


Di Girolamo, un Catilina tra i tanti

Mar 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Marco Nebiolo
Sette giorni. È il tempo da primato impiegato dal Senato per sbarazzarsi del senatore Nicola Paolo Di Girolamo, eletto nella circoscrizione estero-Europa nelle file del Pdl con il contributo di voti rastrellati dalla cosca ’ndranghetista degli Arena nelle comunità calabresi di Stoccarda e Francoforte. Sette giorni da quel 24 febbraio in cui i giornali hanno iniziato a descrivere il panorama da “strage della legalità” (definizione del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso) delineato dall’inchiesta “Broker” sulla maxi truffa all’erario realizzata da Fastweb e Telecom Sparkle, al 3 marzo, giorno in cui l’avvocato Di Girolamo ha varcato la soglia del carcere di Rebibbia con l’accusa di avere rappresentato gli interessi dei mafiosi di Isola di Capo Rizzuto invece di quelli degli italiani residenti oltre confine. Un record da prima pagina, buono per contraddire l’immagine di un Parlamento elefantiaco e autoreferenziale, arroccato nella difesa di privilegi di casta; ottimo per esaltare l’efficienza e il rigore morale di un’istituzione in grado di far prevalere la responsabilità politica su quella penale (il procedimento a carico del senatore “della ’ndrangheta”, ricordiamolo, è in fase di indagini preliminari); perfetto per valorizzare la determinazione di una maggioranza impegnata a troncare ogni legame con ambienti inquinati dall’infiltrazione criminale e...


Beni confiscati: siamo ai saldi di fine stagione?

Nov 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Elena Ciccarello
Parliamoci chiaro. L’emendamento alla finanziaria approvato in Senato lo scorso 13 novembre (relatore Maurizio Saia, Pdl), che introduce la possibilità di vendere i beni confiscati ai mafiosi, non rischia solo di essere un regalo alle cosche o una miope soluzione per fare cassa. È un vero e proprio colpo di spugna al lungo e faticoso percorso inaugurato con l’approvazione della legge di iniziativa popolare 109/96 che ha introdotto la possibilità di destinare i beni a scopi sociali. Le ragioni sono semplici. Con questa norma possono essere destinati alla vendita tutti gli immobili confiscati ma non destinati entro 90 giorni (centottanta in caso di operazioni particolarmente complesse). Quindi, in buona sostanza, finirebbe all’asta tutto lo stock di beni che giace in disuso, ad oggi più di 3.000 immobili, cui si aggiungerebbero tutti quelli man mano in scadenza. Non è infatti un segreto che nella stragrande maggioranza dei casi, a causa dei mille impedimenti che intercorrono nella fase di destinazione – ipoteche e proprietà indivise sono le più diffuse – il termine dei 90 giorni sia di gran lunga superato. Facile allora prevedere le conseguenze. Gli ex proprietari cercheranno di rientrare in possesso dei loro immobili ricorrendo ad amici e prestanome. Lo fanno...


Non lasciamoli soli

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Il mobbing su due onesti impiegati di un Comune sciolto per infiltrazioni mafiose; cinque ragazzi di fronte alle ceneri della loro promettente azienda; una famiglia che ha visto sfumare in una notte le fatiche di una vita; un imprenditore perseguitato e minacciato da anni; un sindaco costretto a vivere lontano dai suoi cari per tutelarli. Cinque storie da una terra che ha bisogno di cambiare Questa è la storia di due calabresi perbene. Di due dipendenti comunali efficienti, onesti, motivati. Coraggiosi. Quelli che, con una frase un po’ vecchiotta ma da rivalutare, sono definiti “servitori dello Stato”. Se per il superprefetto di Reggio Calabria Luigi De Sena «la Pubblica amministrazione in Calabria è assolutamente inaffidabile, propugna la cultura della legalità ma non la applica a se stessa»; se il problema principale dei Comuni sciolti per mafia è che “a casa” vanno solo i politici mentre restano funzionari e impiegati, spesso più collusi, la vicenda dimostra che si può cambiare. Ma per qualcuno non si deve cambiare. Bilancio di un commissariamento. La storia comincia nel maggio 2003 quando il comune di Isola di Capo Rizzuto viene sciolto per infiltrazione da parte della ’Ndrangheta che, in questa cittadina del Crotonese, ha il nome della potentissima...


Dove l’abuso si è fermato

Giu 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Discariche illegali, assunzioni arbitrarie di personale pubblico, polizia municipale corrotta, sistematico ricorso a procedure d’urgenza per l’assegnazione di appalti, esponenti delle cosche in Consiglio comunale. Ecco cosa si contrasta nei Comuni sciolti per mafia… Spesso si afferma che la mafia è più efficiente dello Stato. Che funziona meglio. Che offre alla gente opportunità e servizi. Non è vero. Anzi è il contrario. Certo la mafia dà lavoro (di quale si tratti è tutt’altra cosa…), ma a prezzo del degrado. Le prove sono nei rapporti inviati al ministero dell’Interno dai commissari straordinari dei Comuni sciolti per inquinamento mafioso, e contenuti nella relazione inviata annualmente al Parlamento. Vediamo cosa succede negli otto Comuni attualmente commissariati. Volla (Napoli). Il Consiglio comunale viene sciolto il 2 novembre 2004. Qui, si legge nella relazione di accompagnamento del ministero dell’Interno, «l’organizzazione criminosa ha il controllo delle forniture di calcestruzzo e di grossi appalti, attraverso imprenditori compiacenti». L’incarico di esecuzione delle opere relative al Piano di insediamento produttivo viene «conferito, con procedura di affidamento diretto e quindi in difformità dei principi di imparzialità, ad una ditta che era già gravata da provvedimento interdittivo antimafia». Altra storia «sintomatica -– scrive ancora il Ministero – della devianza dell’azione amministrativa del Comune...