Articoli con tags ‘ Iran ’


Narcotraffico, l’Iran chiede aiuto all’Occidente

Set 9th, 2010 | Categoria: news
L’Iran chiede aiuto all’Occidente nella lotta al narcotraffico. Lo fa per bocca dell’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Mohammad Khazaee, che in un intervento presso l’Assemblea Generale ha detto che il traffico di narcotici rappresenta “la principale fonte di finanziamento” dei gruppi militanti nella regione. Gruppi di taliban, s’intende, che attraversando il fragile confine tra Aghanistan e Iran esportano sui mercati occidentali circa il 90 per cento della produzione mondiale di oppio,pari a 6.900 tonnellate secondo i dati in possesso alle Nazioni Unite. «Per decenni l’Iran è stato in prima fila nella lotta contro i mafiosi transnazionali della droga», ha detto Khazaee. «Migliaia di ufficiali iraniani hanno perso la loro vita e miliardi di dollari sono stati spesi per combattere i trafficanti di droga e per interrompere le spedizioni di oppio». Per Teheran la lotta al narcotraffico è una priorità. Farian Sabahi, docente di Storia dei Paesi Islamici all’Università di Torino, spiega che: “Secondo le stime della Repubblica islamica i tossicodipendenti sono circa 4 milioni (su 70 milioni di abitanti), le principali rotte del narcotraffico che partono dall’Afghanistan attraversano l’Iran dove la polizia cerca di intervenire, con alti costi in termini di vite umane tra gli agenti”. E aggiunge: “L’impegno dell’Iran alla lotta contro...


Estate 2010: gli sbarchi non sono finiti

Lug 27th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Toni Castellano e Elena Ciccarello
Sabato 24 luglio una pattuglia della Polizia Stradale ha fermato sulla A18  Messina-Catania, tra gli svincoli di Giardini Naxos e Taormina, un camion che viaggiava in direzione Milano, dopo esser partito da Agrigento, con a bordo 81 immigrati irregolari. Gli agenti hanno adocchiato un braccio che fuoriusciva dalla copertura telata del rimorchio. Hanno fermato il mezzo e, sollevando il telone del traino, vi hanno trovato dentro gli stranieri, quasi tutti di origine palestinese, iraniana ed egiziana. Tra gli 81, anche 15 minorenni. (altro…)


Iran chiama Italia: insieme nella lotta al narcotraffico afghano

Lug 21st, 2010 | Categoria: news
Sembra che gli Stati facciano a gara a candidarsi come risolutori del problema del narcotraffico proveniente dall’Afghanistan. Dopo le dichiarazioni di Viktor Ivanov, capo del Servizio federale russo anti-droga, che lo scorso giugno ha fatto sapere della disponibilità della Russia “a guidare una coalizione internazionale di lotta contro il narcotraffico, in special modo nella lotta al traffico di droga dall’Afghanistan”, si è espresso ieri il ministro degli esteri iraniano Manoucher Mottaki. In occasione della recente conferenza internazionale sull’Afghanistan tenutasi a Kabul, che ha riunito circa circa 70 delegazioni di Paesi e rappresentanti delle istituzioni internazionali, il ministro Mottaki ha proposto al suo omologo per l’Italia, Franco Frattini, una collaborazione tra idue paesi nella lotta al narcotraffico che ha origine nei campi d’oppio afghani e che arriva a soddisfare metà del mercato mondiale. La proposta di Mottaki è stata divulgata dall’agenzia stampa studentesca iraniana Isna, e confermata dallo stesso Frattini. Il progetto consisterebbe nella gestione congiunta della zona di frontiera tra l’Afghanistan e l’Iran appunto, regione che prende nome dalla provincia Herat. La cittadina di circa 250 mila abitanti è da tempo sotto il controllo del contingente italiano ma è da sempre la porta occidentale da cui esce il fiume di...


La lotta dura

Feb 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Piero Innocenti
Ai confini dell’Iran ogni giorno si combatte una vera e propria guerra al contrabbando di stupefacenti. Nonostante i sequestri sfiorino cifre da record, il flusso di oppiacei dall’Afghanistan è in costante aumento. Fotografia di uno stato che prevede la pena di morte per i trafficanti e ritiene reato la tossicodipendenza (altro…)


L’oppio non conosce frontiera

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Da sempre crocevia tra Oriente e Occidente, l’Iran è oggi costretto a confrontarsi con la tossicodipendenza di ampi strati di popolazione locale e immigrata dall’Afghanistan. Ma le logiche punitive e le sterili politiche attuate difficilmente risolveranno i danni “collaterali” di un business, quello degli stupefacenti, in costante ascesa Per arrivare a Bam, città del sud est dell’Iran completamente devastata dal terremoto del 2003 (cfr. «Narcomafie» 06/06), si è obbligati a superare una media di un posto di blocco ogni venti chilometri, che si intensifica se si decide di proseguire verso est o verso nord, direzioni che conducono verso l’Afghanistan. «L’autorità controlla che non si trasporti droga, siete pregati di voler consegnare i vostri documenti se richiesto», viene spiegato, ogni volta, ai passeggeri dei pullman che si imbattano nei check-point. Bam, tappa obbligata dei contrabbandieri. Bam, a più di tre anni dal sisma, sembra essere ancora un luogo “senza legge”. La città è tra i maggiori centri di smistamento dei traffici di droga e di minori che transitano in Iran. Le rotte di entrambi partono dall’Afghanistan, arrivano in Iran, dopo una deviazione attraverso il Pakistan, proseguono in Turchia per morire in Europa. Secondo il rapporto dell’Unodc (l’Agenzia delle Nazioni Unite contro droga e...


Ti ricordi Bam?

Giu 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Distrutta oltre due anni fa da un violentissimo sisma, la città iraniana è ancora un cumulo di macerie. La solidarietà del mondo non è mancata, ma dei fondi destinati alla ricostruzione non se ne sa più nulla. Mentre gli sfollati continuano a vivere in situazioni disastrose, le istituzioni si scaricano le responsabilità a vicenda La città di Bam è diversa dal resto dell’Iran. Per chi arriva da Teheran, l’incontro con immensi spazi deserti e disabitati è straordinario. Su questa città dissestata e silenziosa aleggia un’atmosfera particolare. Il terremoto che nel dicembre del 2003 distrusse Bam e l’area circostante ha lasciato una ferita profonda nella gente e nel paesaggio, provocando il distacco di questa regione dal resto dell’Iran che continua a crescere e prosperare. C’è un elemento, però, che rende davvero peculiare l’atmosfera: la totale assenza di legge, come conferma Nazi Oskooi, presidentessa dell’ong Sib, che lavora con le donne di questa città per il recupero sociale degli orfani. Briciole, sciacalli e criminali. A due anni e mezzo dal sisma a Bam gli sfollati vivono ancora nelle tende, affrontando quotidianamente situazioni al limite del possibile. I negozi ai bordi della strada coprono la distruzione, offrendo quasi l’illusione che lo sfacelo possa in questo...


Epurazione “raffinata”?

Mag 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Togliere il petrolio dalle mani dell’oligarchia corrotta che per decenni ha governato l’Iran: è questo l’obiettivo dichiarato dell’incontenibile presidente Ahmadinejad. Un progetto – nel quale anche il nucleare ha un suo ruolo – che gli vale un crescente consenso interno. Svolta epocale o prova di regime? Intanto, sono già scattati i primi arresti eccellenti Farrokh ha le idee chiare: «Ora la smetteranno con le marchette al Wto», dice serio. L’elezione del conservatore Ahmadinejad alla testa dell’esecutivo, in Iran, ha segnato la rinascita del radicalismo, che in questo Paese mescola islam, nazionalismo e giustizia sociale. La promessa del Presidente, «toglierò il commercio del petrolio dalle mani delle poche famiglie che lo gestiscono», ha fatto breccia nel popolo, in particolar modo dopo gli arresti seguiti all’affare Oriental Oil Kish, compagnia petrolifera iraniana che ha corrotto diversi funzionari del precedente Governo. Un uomo del popolo. Sono in molti ad avere la medesima opinione di Farrokh: «Cadranno tutte le teste malate», ripete la gente, riferendosi all’oligarchia corrotta che per decenni ha guidato l’Iran sulla difficile strada prima della ricostruzione e poi del liberismo. E sono state proprio le esigenze della ricostruzione ad aver giustificato corruzione e arricchimento di pochi. «La guerra e il dopo guerra non...


Scosse di avvertimento a Teheran

Gen 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Con la ripresa del programma nucleare e le allarmanti dichiarazioni anti-Israele, il neopresidente Mahmoud Ahmedinejad sta (ri)portando l’Iran verso il muro contro muro contro l’Occidente. Viaggio nella Capitale, tra le contraddizioni di un popolo ricco di cultura ma dall’identità politica incerta Quando, lo scorso anno, il kolossal storico Alexander di Oliver Stone è approdato nelle bancarelle di dvd pirata di Teheran, a far infuriare parecchi iraniani non è stato l’ennesimo prodotto del Grande Satana americano, ma un equivoco del costumista di scena: i persiani in guerra contro l’esercito di Alessandro il Macedone vestivano infatti panni arabi. «Ma com’è possibile essere così ignoranti!», esclama ancora oggi Hamed, studente di letteratura francese all’università di Teheran. L’irritazione è sincera, così come lo è il razzismo, tacito e scontato, nei confronti di chi, nel 600, portò l’Islam nella Persia zoroastriana. Secondo R.K. Ramazani, il maggior esperto di politica estera iraniana, «tutti i zigzag nella politica culturale, politica, economica, educativa ed estera della Repubblica Islamica riflettono i legami non ancora definiti tra le componenti persiane, islamiche e moderne dell’identità culturale dell’Iran». L’Utopia dell’Islam radicale. Persiani in un mondo a dominanza araba, sciiti in una realtà islamica a maggioranza sunnita, gli iraniani hanno da sempre dovuto rimarcare allo stesso...


La tortuosa via per Damasco

Mag 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
La Siria è al primo posto nell’elenco degli “Stati canaglia”  stilato da Washington.Ma una serie di fattori – in primis la vicinanza con il Libano e i legami con i guerriglieri Hezbollah –  dovrebbe indurre gli Usa alla prudenza Con la fine della seconda guerra del Golfo, gli Stati Uniti hanno inaugurato una nuova, aggressiva strategia nei confronti della Siria: formulare, sotto la minaccia di pesanti ritorsioni, richieste alle quali difficilmente l’avversario potrà (e forse nemmeno vorrà) conformarsi in pieno. Un modo forte, ma non risolutivo, per far pesare sul capo del giovane Bashar el-Assad una spada di Damocle. Lo scopo? Intimidire, bloccare, e ridurre a più miti consigli un Paese che è una spina nel fianco per Israele e gli Stati Uniti.  L’amministrazione Usa ha quindi diffidato il governo siriano dal detenere “armi di distruzione di massa”, dall’ospitare transfughi del regime iracheno, e soprattutto dall’appoggiare le attività di gruppi terroristici. Ossia l’esatto contrario di ciò che la Siria ha fatto, sta facendo e probabilmente continuerà a fare nel prossimo futuro. Con l’eccezione della consegna di qualche pezzo più o meno “grosso” della cricca di Saddam Hussein, pedine sacrificabili di cui il governo di Damasco si è liberato e si libererà forse persino con sollievo. Ispezioni? sì, ma per tutti La...