Articoli con tags ‘ internet ’


Internet, il mondo segreto dei trafficanti di armi cinesi

Apr 27th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
In Cina il traffico di armi attraverso i valichi terrestri è in declino, eppure il mercato nero continua a prosperare grazie al web. È quanto emerge da una recente indagine condotta della polizia cinese che ha smascherato un gruppo di contrabbandieri specializzati nel commercio di armi da fuoco ed esplosivi tramite internet. Una scoperta che mette in luce un fenomeno finora sottovalutato ma decisamente insidioso per il contrasto al traffico internazionale di armi. Il talento di Mr. Zhou Dimenticatevi lo stereotipo del losco trafficante sempre in giro per il mondo in cerca di terroristi e criminali interessati a comprare la sua mercanzia. In Cina la nuova frontiera del commercio rappresentata dalla rete, aggiunta alla mancanza di un adeguato controllo sulle spedizioni delle merci, permette di cimentarsi nel contrabbando di armi in modo relativamente semplice. Il caso di Zhou Zhaoping, trentunenne dalla provincia di Juangsu finito in manette con l’accusa di aver venduto armi online, è un esempio della facilità con cui anche elementi estranei alla criminalità organizzata possono entrare in questo business clandestino. Zhou ha confessato di aver iniziato la sua attività di trafficante comprando e rivendendo parti di ricambio di pistole cinesi e successivamente, spinto dagli enormi profitti (molte migliaia di yuan)...


Messico: L’aquila insanguinata

Ott 20th, 2010 | Categoria: prima pagina
di Cynthia Rodriguez
I dati non lasciano spazio a dubbi: 28mila le vittime della “guerra contro le droghe” in tre anni e mezzo di Governo, una media di 21 morti al giorno. Una guerra che colpisce tutta la popolazione, sia essa innocente o coinvolta nel narcotraffico. Viaggio nella terra messicana, alla scoperta di ciò che spesso non si apprende più dai mass-media ma dai social network (altro…)


Mafia e internet, Skype apre alle intercettazioni

Mar 10th, 2009 | Categoria: news
Altro che Facebook. Mafiosi, criminali e trafficanti di ogni risma per comunicare usano Skype. Si tratta di un programma che consente di effettuare chiamate telefoniche a basso costo attraverso internet. La voce degli utenti viene trasformata in pacchetti di dati digitali che viaggiano in rete criptati con un algoritmo segreto che ne rende impossibile l’intercettazione. Le richieste di collaborazione delle autorità nazionali ed europee inoltrate alla società estone (ma con sede in Lussemburgo) creatrice del programma hanno avuto esito negativo. Fino ad oggi l’unica possibilità in mano agli inquirenti è stata quella di inserire una cimice per intercettazioni ambientali nel terminale usato dagli intagati per la comunicazione. A fine febbraio però, dopo che sui media si è aperto il dibattito sui rischi connessi all’utilizzo del software da parte della malavita, Skype ha annunciato di essere pronta a lavorare fianco a fianco di Eurojust, l’organo istituito nel 2002 allo scopo di promuovere il coordinamento di indagini e procedimenti giudiziari fra gli Stati membri dell’Ue. Apertura giudicata cautamente positiva negli ambienti investigativi, visto che in passato Skype aveva affermato di collaborare già con le autorità, specificando però «per quanto legalmente tecnicamente possibile».


La bufala della mafia su facebook

Feb 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
Sulla rete si diffondono messaggi ripugnanti di persone che inneggiano alle mafie e ai loro boss. Giovani in cerca di visibilità o nuova strategia comunicativa dei clan? Per arginare il fenomeno, il Senato ha approvato una norma che lascia perplessi Stop alla mafia su Facebook. Addio filo camorristi, amici dello stupro, dispensatori di odio razziale. In breve, via i cattivi dal mondo della rete. Il Senato il 5 febbraio ha approvato in prima lettura il ddl sul “pacchetto sicurezza” con un emendamento – l’art. 50 bis – che prevede, in caso di procedimento giudiziario per i reati di istigazione a delinquere, apologia di reato o istigazione a disubbidire alle leggi compiuti a mezzo internet, che il ministro dell’Interno possa disporre con decreto l’interruzione dell’attività on line sotto accusa, ordinando ai fornitori di servizi di connettività di utilizzare strumenti di filtraggio idonei allo scopo. «In questo modo diamo concretezza alle nostre iniziative di ripulire la rete, e in particolare il social network Facebook, dagli emuli di Riina e Provenzano, delle Br, degli stupratori di Guidonia e di tutti gli altri esempi cui finora si è dato irresponsabilmente spazio» ha dichiarato il senatore Giampiero D’Alia, capogruppo Udc a Palazzo Madama, promotore della...


Usa, il mercato n.1

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 15 Il mercato statunitense è sicuramente quello più appetibile, ma anche più monitorato. È il mercato nero con il maggior potere di acquisto, nel quale opera la potente tenaglia rappresentata, da un lato, dalle importazioni della criminalità russa e, dall’altro lato, dalla grande quantità di sostanze e farmaci doping che giungono con quotidiana facilità dal Messico. Inserirsi in quel mercato illegale è difficile. Anche perché l’azione di contrasto da parte della Us Dea e delle forze di polizia è aumentata dopo l’entrata in vigore della nuova legge del 2004, per cui è più complicato e pericoloso introdurre il doping nel territorio statunitense. D’altra parte, a detta degli esperti, la lotta al doping resta, per le forze di polizia e per il sistema giudiziario statunitense, una priorità minore rispetto ad altri reati. Insomma, inserirsi nel mercato statunitense, lungi dall’essere impossibile, è però impegnativo per la concorrenza delle organizzazioni criminali già consolidate e richiede qualche cautela in più per evitare guai con la polizia. Bisogna però dire che, dal 2000 ad oggi, sono aumentate, dal punto di vista informatico e tecnologico, le possibilità di gestire a distanza i traffici tramite Internet e non solo la criminalità russa, ma anche quella cinese ha saputo approfittare...


Non accettate chat dagli sconosciuti

Nov 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Il cyber-pedofilo medio? È maschio, giovane, di buona cultura. E l’uso del computer attenua la sua percezione del crimine e del rischio di essere scoperto. Sulle sue tracce gli uomini della Polizia postale, che avvertono: nell’11% dei casi, chi adesca sul web abusa anche fisicamente dei minori Pedofilia e pornografia sono sempre esistiti. Ma Internet ha rappresentato una vera rivoluzione per la diffusione in tempo reale del materiale in tutto il mondo, per l’anonimato che permette, per la possibilità di chiudere e riaprire siti molto velocemente rendendo difficile la loro individuazione da parte delle forze dell’ordine. In Italia le riviste pedo-pornografiche erano sparite a metà degli anni Settanta. Il lettore tipo, non sempre un vero e proprio pedofilo, ma piuttosto una persona propensa alla perversione, era spesso trattenuto dall’acquistarle da tabù sociali: si vergognava o temeva di essere scoperto. «Con Internet la produzione e la circolazione di materiale pedo-pornografico sono aumentate in modo notevole: la rete ha reso facilmente accessibile il materiale e ha globalizzato il fenomeno. Immagini e filmati di minori girano per tutto il mondo e vengono acquistati con carte di credito. C’è gente disposta a pagare 200-400 dollari per foto pedo-pornografiche, ed anche molto di più per filmati....