Articoli con tags ‘ Intercettazioni ’


Vincenzo Mandalari, latitante e arrestato nell’hinterland milanese

Gen 24th, 2011 | Categoria: news
Era riuscito a sfuggire per un pelo al maxi blitz – operazione “Il Crimine” –  del 13 luglio 2010 che portò all’arresto di 304 persone tra Calabria e Lombardia. Vincenzo Mandalari, 50 anni originario di Guardavalle, in provincia di Catanzaro, era scappato dalla sua villa bunker di Bollate, facendo perdere le tracce di sè e inducendo i criminali finiti in manette a credere che “don Enzo” fosse stato vittima della lupara bianca, pagando quel suo “vizio” di chiacchierare al telefono, rivelando infiltrazioni della ‘ndrangheta nell’edilizia. Telefonate che hanno permesso ai Carabinieri del gruppo di Monza di intercettare il capo del ‘locale’ ‘ndranghetista di Bollate e di provvedere al suo arresto, avvenuto venerdì sera alla stazione ferroviaria di San Giuliano Milanese, dove l’uomo attendeva la moglie. Al comparire delle forze dell’ordine, Mandalari ha esibito senza troppa convinzione la carta d’identità commentando: «Non pensavo che mi avreste trovato». Vincenzo Mandalari, figlio di Pino, uno dei fondatori del coordinamento regionale delle famiglie calabresi “Lombardia”, era titolare di un’impresa di strade e costruzioni, la “Imes srl”. L’ordine di custodia cautelare, firmato dal gip Andrea Ghinetti su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia Ilda Boccassini, Alessandra Dolci e Paolo Storari, parla di “associazione a delinquere di...


Arrestati i tre attentatori di Marras

Ott 11th, 2010 | Categoria: news
Solo grazie a una telecamera si è giunti a una svolta nelle indagini sull’attentato subito da Gianpaolo Marras, sindaco di Ottana, vittima il 24 settembre scorso di un attacco all’incolumità sua e dei suoi familiari: una bomba era stata fatta esplodere fuori dagli uffici per i Servizi Sociali del Comune e alcuni colpi di fucile erano stati sparati verso la sua abitazione, ferendo la moglie e sfiorando la culla del figlio di appena due mesi. L’attentato spinse Marras a minacciare le dimissioni “a meno che i responsabili non vengano arrestati”, dichiarò allora. Oggi però Marras non scioglie le riserve sulla possibilità di abbandonare la poltrona di sindaco: “Ancora non ho maturato alcuna scelta. Certo quello di oggi è un elemento da considerare, ma prenderò una decisione solo fra qualche giorno” aggiungendo che prima intende parlare con gli inquirenti poiché uno dei fermati è Maurizio Sedda, anch’egli di Ottana, collega di Marras alla Legler, azienda tessile che nel paese ha una filiale in aria di crisi: “Dall’azienda io sono stato messo in cassa integrazione ma Sedda ci lavova ancora, è guardiano” spiega Marras. “Non mi capacito chi mi voglia male e prima di decidere se confermare o ritirare le dimissioni ho bisogno...


Intercettazioni: una tela di Penelope, neppure Berlusconi ci crede

Giu 16th, 2010 | Categoria: Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato. Direttore di Ossigeno per l’informazione, osservatorio della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza
”Sento che ora si parla di mettere in calendario per il mese di settembre il ddl intercettazioni. Poi bisognerà vedere se il capo dello Stato vorrà firmarlo. E quando uscirà, se non piacerà, i pm della sinistra si appelleranno alla Corte Costituzionale che, secondo quanto mi dicono, lo boccerà”. Perché il premier Silvio Berlusconi, che finora si è mostrato sicuro del risultato, esprime tanto scoramento? Perché, io credo, fa finalmente una valutazione realistica delle difficoltà, e probabilmente si prepara a rinunciare alla parte più hard e più discutibile del provvedimento. (altro…)


Intercettazioni: per qualcuno non cambia nulla, per altri tutto

Giu 14th, 2010 | Categoria: Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato. Direttore di Ossigeno per l’informazione, osservatorio della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenz
Sulle intercettazioni c’è un’ampia mobilitazione. Si levano alte proteste. Ma molti restano indifferenti, non sanno neppure di che si tratta. Altri lo sanno, ma non credono che ci sia veramente una minaccia da scongiurare. Come farglielo capire? Credo che la prima cosa da fare sia ascoltare tutte le voci, cominciando da quelle che ci dicono di non preoccuparci, perché chi strepita contro lo scempio della libertà e della democrazia, esagera. Perché con questa legge non cambierà nulla… (altro…)


Antonio Ingroia: sulle intercettazioni, fatti contro “bufale”

Dic 11th, 2009 | Categoria: recensioni
Non è affatto vero che la riforma proposta dal Governo non incida sulle indagini di mafia. Né sono vere molte informazioni rimbalzate sui media all’origine del clima di diffuso allarmismo, dal “siamo tutti intercettati” al “caso Genchi”. Parole del procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, autore di C’era una volta l’intercettazione, Edizioni Stampa Alternativa. C’è una distanza abissale «fra certe verità ufficiali e la realtà delle cose», continua Ingroia, dichiarando di aver scritto il libro con l’obiettivo di «alimentare un minimo di distanza critica dalle bugie presentate come sacrosante verità» nei lettori, «investiti da vere e proprie campagne di disinformazione». La nuova legge sulle intercettazioni danneggerà le indagini sulla mafia per almeno tre motivi. Il primo: spesso tali indagini scaturiscono da indizi che non hanno alcuna patente di mafiosità. Risulterà dunque agevole continuare a indagare sui mafiosi già noti o indiziati per 416bis, mentre sarà molto più complesso procedere nei confronti degli “insospettabili”, magari apparentemente coinvolti in illeciti di altra natura. Secondo, tra i reati per cui sarà più difficile disporre intercettazioni compare l’associazione a delinquere semplice, reato che spesso riguarda proprio le organizzazioni criminali. Terzo, sarà molto più complesso contrastare i reati di...


Riforma sulle intercettazioni: una sostanziale presa in giro

Giu 15th, 2009 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Gian Carlo Caselli
Detto con tutta franchezza, sembra una presa in giro. La maggioranza di centro destra strilla ogni giorno, sempre più forte, che non se ne può più di vivere in città e paesi dove i delinquenti la fanno da padroni. Della sicurezza ha fatto il principale argomento (vincente) della sua propaganda elettorale, ma quando si tratta di intercettazioni parla un linguaggio completamente diverso, dando prova di un’incoerenza – con profili di schizofrenia – che si risolve appunto in una sorta di presa in giro. Che la sicurezza sia un bene primario, ovviamente non ci piove. È giusto mettere in campo intelligenza, energie e risorse per garantirlo nel modo migliore. Ma non a senso unico, altrimenti si entra in contraddizione con se stessi e si perde di credibilità. Che dire allora di una maggioranza che predica e pratica “tolleranza zero” quando si tratta di delinquenza ricollegabile a frange di migrazione clandestina, per poi arrendersi di fronte alla criminalità medio-grande? Perché qui sta il punto. Nel primo caso si impiega l’esercito per pattugliare le città;  si ordina alla flotta di respingere verso la Libia centinaia di poveracci in cerca solo di sopravvivenza; si pretendono con burbanzoso cipiglio ronde di salute pubblica… Sarà il tempo a...


Ddl Alfano, quale ansia garantista?

Giu 10th, 2009 | Categoria: editoriali, prima pagina
di Livio Pepino
La nuova disciplina delle intercettazioni telefoniche e ambientali sta per diventare legge. Le ragioni? Molte non sono dichiarabili (o lo sono soltanto a costo di una ulteriore caduta della già scarsa credibilità del nostro ceto politico). Ma, a fianco di esse, qualcuno ne prospetta altre: in tema di intercettazioni sono stati commessi abusi, si è spesso ecceduto e si sono messe in piazza conversazioni private di persone estranee a qualunque reato. Vero, almeno per chi – come me – non ama la “società controllata”. Ma serve la nuova disciplina a incidere su tali abusi. Forse è meglio chiarire di cosa parliamo. Il nocciolo duro della nuova disciplina è di rara precisione: le intercettazioni telefoniche e ambientali vengono drasticamente limitate nella estensione e nella durata (essendo consentite, di regola, per un massimo di due mesi). Di più: con la normativa in via di approvazione si prevede che esse possono essere disposte solo in presenza di «gravi indizi di colpevolezza» (e, dunque, esclusivamente per “confermare” una prova già esistente e non anche per individuare gli autori del reato); si limitano le intercettazioni ambientali alla ipotesi in cui, nel luogo individuato, sia in corso l’attività criminosa (e non, per esempio, la illustrazione o la...


Ingroia: “Si vietano le intercettazioni per ottenere l’impunità”

Mag 10th, 2009 | Categoria: news
Il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, intervendo lo scorso 11 maggio a un dibattito nell’ambito del Festival del giornalismo d’inchiesta di Marsala, ha duramente criticato il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche e ambientali in via di approvazione da parte del Parlamento: «Questa legge è il frutto della ricerca dell’impunità a tutti i costi da parte di una classe dirigente incline a delinquere e che ha paura della condanna morale dei cittadini. Per questo si vuole imbavagliare la stampa». E ha continuato dichiarando che «quando vennero approvate le leggi che hanno disincentivato e intimidito i collaboratori di giustizia ci dissero che avevamo a disposizione le intecettazioni per svolgere il nostro lavoro di pubblici ministeri. Il potere ha nostalgia della magistratura connivente degli anni 60 e 70, quella dei porti delle nebbie, degli insabbiamenti, di procuratori generali che dicevano che la mafia non esisteva. Siamo una democrazia dimezzata perché non c’è opposizione, se si eccettua spezzoni di magistratura e parte della stampa. Le prospettive sono sconfortanti. La conquista di una democrazia piena dipende dalla gente».


Senza cronaca giudiziaria più oscura la storia d’Italia

Mar 15th, 2009 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Roberto Natale, Presidente della Federazione nazionale stampa italiana
La nuova disciplina sulle intercettazioni non è soltanto una questione di categoria. Ne va del diritto di tutti i cittadini a conoscere le vicende della società italiana. E proprio perché, come giornalisti, abbiamo scelto un punto di vista non corporativo, possiamo affrontare la discussione pubblica a viso aperto e reclamare a voce alta una radicale modifica del testo in discussione per una somma di buone ragioni. La prima è che non stiamo combattendo una battaglia “politica”, dettata cioè da logiche di schieramento. Al disegno di legge Alfano del governo di centrodestra stiamo riservando né più né meno lo stesso trattamento riservato al disegno di legge Mastella del centrosinistra. Contro quel ddl il giornalismo italiano fece una giornata di sciopero. Nessuno può dunque insinuare che oggi si tratti di avversione al Presidente Berlusconi: ci sono regole di autonomia che i giornalisti hanno a cuore sempre, chiunque sia l’inquilino di Palazzo Chigi. La seconda ragione è che non ci siamo arroccati a difendere ogni comportamento dell’informazione, non abbiamo negato che talvolta un articolo o un servizio tv abbiano ferito, e senza motivazioni professionali, la persona che finiva nelle intercettazioni. Non ho sentito alcun rappresentante della categoria invocare il diritto di cronaca per giustificare la...


Senza cronaca giudiziaria più oscura la storia d’Italia

Mar 8th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Roberto Natale, Presidente della Federazione nazionale stampa italiana
La nuova disciplina sulle intercettazioni non è soltanto una questione di categoria. Ne va del diritto di tutti i cittadini a conoscere le vicende della società italiana (altro…)