Articoli con tags ‘ inquinamento ’


Dieta all’amianto contro la calura estiva

Lug 28th, 2010 | Categoria: Biutiful Cauntri, news
di Peppe Ruggiero. Giornalista e coautore del documentario Biutiful Cauntri
Con l’arrivo del caldo torrido si consiglia una dieta a base  di verdure, ortaggi e frutta. Andatelo a dire ai cittadini del Triangolo delle Bermude, gli abitanti dei tre comuni vesuviani Boscoreale, Poggiomarino e Striano dove la Procura di Torre Annunziata ha scoperto che  amianto e altri rifiuti tossici pericolosi tra cui vernici, diluenti e solventi, venivano interrati nei fondi agricoli coltivati del Napoletano da un’organizzazione criminale che faceva scomparire cosi’ tonnellate di rifiuti speciali. Concime alla diossina, insalata all’amianto, verdure verniciate. Come nel film Gomorra. Piu’ di quello visto nel documetario Biutiful Cauntri.   (altro…)


La camorra uccide anche senza sparare

Giu 1st, 2010 | Categoria: Biutiful Cauntri
di Peppe Ruggiero. Giornalista e coautore del documentario Biutiful Cauntri
Un dossier choc redatto dal geologo Giovanni Balestri e consegnato lo scorso mese di marzo alla Procura di Napoli certifica che nell’area nord di Napoli, denominata “la Terra dei Fuochi” da Legambiente nel lontano 2002,  un’infiltrazione nelle falde acquifere di ben 14 mila tonnellate di percolato, il liquido velenoso prodotto dalla discarica Resit, che non è mai stato smaltito regolarmente. Un avvelenamento silenzioso aggravato dal fatto, sempre certificato dalla relazione, che le pareti di quella  discarica non erano mai state impermeabilizzate. Una bomba ecologica.  In quella discarica, come riferito dal pentito dei Rifiuti Gaetano Vassallo, sono state interrate circa 300 mila tonnellate di rifiuti speciali provenienti dalle industrie del Nord, prevalentemente dall’Acna di Gengio. Un affare che univa l’Italia.  Si produceva  al nord, si attraversava l’Italia e si smaltiva e inquinava al sud. La camorra fatturava e incassava. (altro…)


Biutiful Cauntri

Mag 25th, 2010 | Categoria: Biutiful Cauntri
di Peppe Ruggiero. Giornalista e coautore del documentario Biutiful Cauntri
Immobile. Un termine che sintetizza la politica ambientale del nostro paese. E non solo ambientale. Immobile è un fabbricato, una casa. Ma immobile è anche cio’ che non si muove. Due facce di una stessa medaglia: quella dell’ecomafia del cemento illegale, di migliaia di casa abusive costruite con le betoniere dei clan. Dei terreni, beni immobili, che vengono quotidianamente avvelenati da rifiuti tossico-nocivi che avvelenano l’aria, contaminano le falde acquifere, inquinano le coltivazioni agricole, minacciano la salute dei cittadini. Una vera e propria guerra. Con i magistrati costretti ad affrontarla con armi spuntate. Colpa, anche , di una politica immobile. Che non si muove davanti ad uno dei fenomeni piu’ gravi dal punto di vista economico, ambientale, sociale e sanitario e che da oltre sedici anni non si decide ad approvare l’introduzione nel codice penale dei delitti contro l’ambiente. E questo accade sotto gli occhi di tutti. (altro…)


Valle del Sacco: un territorio avvelenato

Gen 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Marco Maddalena
Luogo simbolo di tutti gli avvelenamenti del territorio laziale, la Valle del Sacco è vittima da tempo di incuria, speculazione e mala amministrazione. Il raccolto di uno scempio perpetrato da anni, dalla viva voce di chi abita in quei comuni. (altro…)


La verità resta in fondo al mare

Nov 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
Non è la Cunski il relitto ritrovato al largo di Cetraro. Dopo interminabili giorni di attesa per sapere se fosse davvero quella la nave dei veleni, tutto sembra risolto. Ma è davvero così? (altro…)


I fanghi di Brindisi

Lug 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Una piramide di cento metri sepolta nelle viscere di una località nel reggino nasconde tonnellate di rifiuti pericolosi. Arrivano dalla centrale Enel di Brindisi: un sistema di coperture e falsificazioni emerso solo grazie a uno strano via vai di camion (altro…)


Figli di un dio minore

Apr 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Le malformazioni sono una delle conseguenze più evidenti, ma più taciute dell’inquinamento ambientale. Pochi, però, si preoccupano di tenerle d’occhio. Così, in Italia, il luogo in cui si nasce può cambiare il proprio destino Una gravidanza senza intoppi con i giorni che precipitano allegri verso l’appuntamento del parto. L’orologio si ferma solo sulla soglia della stanza d’ospedale, finché il bambino non nasce. Poi tutto diventa veloce, inatteso, drammatico. Così ricorda la nascita di suo figlio il signor Domicoli. Una corsa frenetica tra ospedali, da Vittoria a Ragusa, da Ragusa a Catania. Cinque lunghi giorni in una stanza, fissando il corpicino di Carlo attaccato alle macchine. Il tempo scandito da analisi e esami, fino alla scoperta che la causa di tutto è un’alterazione genetica. Un fattore esterno. Domicoli, guardando le fiamme delle ciminiere che illuminano la notte e il mare di Gela, si chiede quanto lo stabilimento dell’Enichem sia responsabile delle sofferenze della sua famiglia. La risposta forse riposa su qualche scrivania della procura cittadina, in uno studio epidemiologico che evidenzia tra i neonati gelesi un’incidenza delle malformazioni doppia rispetto alla media nazionale, con una prevalenza di ipospadie (malformazione dell’apparato genitale) tra le più elevate mai riportate in letteratura. Le prove ci sarebbero, ma...


Via la monnezza, la puzza resta

Apr 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
L’emergenza rifiuti a Napoli è ormai catalogata come risolta. Ma i sacchi per le strade erano solo la punta dell’iceberg. Tutto il resto c’è ancora: infiltrazioni della camorra negli appalti, impianti non a norma, discariche abusive. E i dati sui tumori in crescita esponenziale non si possono insabbiare “E grazie. Napoli: bella ieri, bella oggi, bella domani”. Così l’attrice napoletana Elena Russo, nello spot della Presidenza del Consiglio, parla di una Napoli ripulita e di una regione che riparte dopo gli anni del disastro ambientale più grave dal dopoguerra. Un’immensa voragine dove è stato sversato un mare di contributi pubblici, 2 miliardi di euro; correi camorra, classi dirigenti e imprenditoria. Per la bella Elena − secondo alcuni raccomandata da Berlusconi − è tutto finito. Ma sul disastro è stato steso un lungo tappeto, e sotto c’è una ecatombe civile e ambientale. Con i finanziamenti cambia tutto. L’inceneritore di Acerra è partito dopo anni di attesa. Al mega evento televisivo hanno partecipato in tanti, con Silvio Berlusconi che ha elogiato i manager di Impregilo, quelli sotto inchiesta per truffa ai danni dello Stato, frode in forniture pubbliche e abuso d’ufficio. Il premier li ha definiti “eroi”, e lui di eroi se ne intende....


Il palazzo dei veleni

Gen 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Cancro ai polmoni, ai testicoli, al cervello, aborti spontanei. È il resoconto di una formazione universitaria fatta di vapori tossici e rettori “distratti” in cerca di voti. A Catania, presso la facoltà di Farmacia, gli studenti trascorrevano giornate intere tra le esalazioni di metalli pesanti. Chi sapeva ha taciuto per anni Grida di allarme inascoltate, sogni di giovani ricercatori infranti. Studenti che lavoravano sino a tarda sera nei ristoranti per finanziarsi gli studi e il mattino seguente respiravano in facoltà vapori cancerogeni. Storia nascosta dalla stampa monopolizzata a libro paga dell’università di Catania, prima in Italia per numero di consulenze: 800 in un anno. Governata dal 2000 al 2006 da Ferdinando Latteri, democristiano di vecchia data, rettore-barone da 100mila preferenze alle europee del 2004 con l’Ulivo, dopo essere stato per 10 anni in Forza Italia, eletto deputato nazionale nel 2006 con la Margherita e rieletto alle ultime politiche con il Pdl al Parlamento, ultima tappa seguita all’approdo nel partito di un vecchio amico d’infanzia: il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo. Un palazzo contaminato, una bomba tossica costruita scaricando illecitamente nella rete colabrodo del sistema fognario sostanze pericolose di ogni tipo che entravano in circolo, finivano in una vasca sotterranea sfondata, mentre i...


Soffia il vento, urla la bufera

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Fonte di energia pulita o scempio naturalistico? Sull’utilizzo dell’eolico in Italia è scontro. Da una parte i produttori e alcune associazioni ambientaliste, che lo ritengono indispensabile e vantaggioso. Dall’altra molte comunità locali, che vedono violato il diritto costituzionale alla salvaguardia del territorio in nome di una pubblica utilità che si traduce in vantaggi solo per le aziende. E 12 comuni del beneventino minacciano persino la secessione dalla Regione Campania, considerata troppo “generosa” nel rilasciare le autorizzazioni Grandi, immensi, dalle braccia enormi: non si tratta di giganti delle favole, ma di impianti eolici, contro cui molte comunità locali italiane si battono accusandoli di scempio paesaggistico e danni alla flora e alla fauna. Un business, quello dell’energia eolica, portato avanti, secondo le accuse, in maniera indiscriminata, in spregio delle regole, e che ha aperto la strada alla devastazione del territorio in cambio di proventi da capogiro, di cui però beneficiano solo le aziende, e non le popolazioni. Tanto che in Campania, in provincia di Benevento, 12 comuni della Val Fortore vogliono addirittura staccarsi per diventare parte del Molise. Un’occasione per produrre energia pulita e combattere l’inquinamento da effetto serra che l’Italia non deve perdere rischiando di rimanere ai margini dell’Europa, ribattono le aziende produttrici e...