Articoli con tags ‘ informazione ’


Honduras, un anno dopo

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Maurizio Campisi
La nazione dell’America centrale è sprofondata in un baratro, diventando l’emblema dell’informazione pilotata, di un basso grado d’istruzione, dell’impunità per i reati. Aspetti, insieme ad una politica corruttibile e al degrado sociale, che costituiscono l’humus del narcotraffico (altro…)


Nella Calabria dei giornalisti “infami”

Lug 16th, 2010 | Categoria: prima pagina
Il primo capitolo di “Avamposto”, libro inchiesta di Roberta Mani e Roberto Rossi sulla realtà dei troppi professionisti calabresi oggi minacciati dalla ’ndrangheta (altro…)


Sciopero dell’informazione, quando il silenzio fa rumore

Lug 8th, 2010 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
Black-out domani, venerdì 9 luglio, per l’informazione italiana. L’obiettivo è, come ha spiegato Franco Siddi, segretario generale della Federazione Nazionale Stampa Italiana, “creare un giorno di silenzio per dimostrare e denunciare la gravità della situazione che si determina con il ddl. Un silenzio che diventerà assoluto su molte notizie quando e se la norma sarà approvata”. Il giro di vite, va ricordato, riguarda anche pesanti limitazioni nei confronti della magistratura, che non sarebbe più messa in condizioni di lavorare con strumenti idonei – primo tra tutti le intercettazioni – che fino a questo momento hanno permesso la risoluzione di molti casi, specie legati alla criminalità organizzata. Alla vigilia dello sciopero, tuttavia, si registrano delle divergenze. Il comitato “Valigia Blu”, che è sceso in piazza in occasione di numerose manifestazioni contro tale proposta di legge, propone, in alternativa al silenzio, una giornata di informazione massiccia con i costi dimezzati dei quotidiani, dando così la possibilità ai lettori di comprarne diversi per un’informazione pluralista. Tutto questo per evitare ciò che il comitato battezza “autoimbavagliamento”. Marco Travaglio, dalle colonne de “Il fatto quotidiano”, premette di non voler spaccare il fronte, ma chiede in maniera critica se il silenzio sia la forma di protesta più...


Il rovescio della sentenza

Giu 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Antonio Ingroia
Questo vuole essere un messaggio nella bottiglia per alcuni italiani, molti, troppi. Quegli italiani, molti, troppi, che formano le loro opinioni sulla base di quello che dice la tv, dipendendo dall’informazione della Rai e dei tg, soprattutto di quello più seguito, il Tg1, il telegiornale che entra in tutte le case degli italiani, quando le famiglie si riuniscono… Ebbene, il messaggio nella bottiglia dice questo: il senatore Marcello Dell’Utri è stato condannato dalla Corte d’Appello di Palermo alla severa pena di sette anni di reclusione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. La Corte d’Appello ha così sostanzialmente confermato la condanna nel primo grado di giudizio, che era a nove anni di reclusione. Questa è la notizia. È una notizia ovvia e risaputa? Forse per i lettori di questa rivista, ma non certo, ad esempio, per i telespettatori del Tg1, che ha invece rimarcato soltanto l’avvenuta assoluzione di Dell’Utri, da parte della stessa Corte d’Appello, per il periodo successivo al 1992. È in corso, insomma, l’ennesima campagna di disorientamento e di sostanziale disinformazione dell’opinione pubblica, frastornata da notizie false, inesatte, tendenziose. Ed è stato così che perfino lo stesso imputato abbia finito per dichiararsi soddisfatto dell’esito del processo, proponendo...


Conviene essere onesti?

Nov 15th, 2009 | Categoria: fuoricatalogo
Nel 1998 il fu «Diario della settimana», storico  giornale diretto da Enrico Deaglio, uscì con un supplemento dal titolo quanto mai attuale: Conviene essere onesti? Spiegava Deaglio, in prefazione, che il libretto nasceva come “strumento che potrà essere usato nelle scuole”. Erano gli anni in cui andavano diffondendosi i progetti di “educazione alla legalità” per ragazzi e l’idea di quanto fosse importante riuscire ad immaginare un’Italia senza mafia. All’interno del testo, ottanta pagine, trovano voce, tra gli altri, Andrea Camilleri, Ilda Bocassini e Francesco La Licata. Ma il primo motivo per rileggere oggi il libro sta nel breve e puntuale saggio di Marcelle Padovani, giornalista e scrittrice francese, corrispondente in Italia de «Le nouvel observateur», nota soprattutto per il libro scritto con Giovanni Falcone Cose di Cosa nostra. La Padovani stila un decalogo per i giornalisti di mafia a partire dalla ferma convinzione che la lotta al crimine organizzato non possa essere né «un optional né una scelta estranea alla deontologia del giornalista». Le regole, in sintesi, sono queste: prima, il giornalista non dovrebbe mai pubblicare nulla che possa essere utile alla mafia; seconda, evitare ad ogni costo le dietrologie per attenersi invece a un solido pragmatismo; terza, citare sempre fonti, date e...


Il prezzo dell’informazione

Set 1st, 2009 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_9_2009 “I Siciliani” di Giuseppe Fava riescono a salvarsi dai sigilli grazie ad una sottoscrizione pubblica. Il tribunale di Napoli condanna alcuni camorristi per le intimidazioni al giornalista Capezzuto. Purtroppo però, per ogni vittoria dell’informazione, si contano a decine i casi di giornalisti minacciati. Soprattutto al sud Italia. L’osservatorio Ossigeno di Fnsi e Odg ne propone una fotografia dettagliata (altro…)


Di Maniaci e delle maldicenze

Mag 15th, 2009 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Enzo Iacopino, Segretario nazionale dell’Ordine dei Giornalisti
L’8 maggio si è aperto a Palermo il processo contro Pino Maniaci, da 10 anni conduttore e animatore di TeleJato, tv antimafia di Partinico, imputato per esercizio abusivo della professione. Alla vigilia dell’udienza l’Ordine dei giornalisti della Sicilia aveva minacciato la costituzione di parte civile nel processo La mafia è ovunque, non sono “i giornali del Nord” a inventarla. Spesso è dove meno te lo aspetti. La mafia non è  solo la violenza delle stragi. So di dire una cosa terribile (per la quale chiedo l’indulgenza dell’attenzione), ma la mafia peggiore è quella che ogni giorno mortifica i diritti dei cittadini, toglie loro le speranze con la barbarie dell’intimidazione, spezza i sogni, sottrae risorse alla collettività, riduce in una schiavitù psicologica chi non può essere chiamato a trasformarsi in un eroe, sopperendo alle mancanze di uno Stato per troppo tempo rimasto assente o distratto. So qual è il valore della vita, sia chiaro. E in questo non mi esalta il mio essere cattolico. Ma pensiamo al dolore di un padre, costretto a far vivere il figlio in una zona inquinata da questa o quell’industria, in un’area nella quale il futuro non c’è; all’orgoglio di credere  che il nostro bimbo d’oggi avrà la...


Senza cronaca giudiziaria più oscura la storia d’Italia

Mar 15th, 2009 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Roberto Natale, Presidente della Federazione nazionale stampa italiana
La nuova disciplina sulle intercettazioni non è soltanto una questione di categoria. Ne va del diritto di tutti i cittadini a conoscere le vicende della società italiana. E proprio perché, come giornalisti, abbiamo scelto un punto di vista non corporativo, possiamo affrontare la discussione pubblica a viso aperto e reclamare a voce alta una radicale modifica del testo in discussione per una somma di buone ragioni. La prima è che non stiamo combattendo una battaglia “politica”, dettata cioè da logiche di schieramento. Al disegno di legge Alfano del governo di centrodestra stiamo riservando né più né meno lo stesso trattamento riservato al disegno di legge Mastella del centrosinistra. Contro quel ddl il giornalismo italiano fece una giornata di sciopero. Nessuno può dunque insinuare che oggi si tratti di avversione al Presidente Berlusconi: ci sono regole di autonomia che i giornalisti hanno a cuore sempre, chiunque sia l’inquilino di Palazzo Chigi. La seconda ragione è che non ci siamo arroccati a difendere ogni comportamento dell’informazione, non abbiamo negato che talvolta un articolo o un servizio tv abbiano ferito, e senza motivazioni professionali, la persona che finiva nelle intercettazioni. Non ho sentito alcun rappresentante della categoria invocare il diritto di cronaca per giustificare la...