Articoli con tags ‘ India ’


Business in pillole

Lug 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Con le sue oltre 20mila aziende farmaceutiche registrate (e almeno altrettante non riconosciute legalmente) l’India è diventata in poco tempo uno dei leader mondiali del settore. Abbattendo i costi, i suoi farmaci “generici” stanno salvando la vita a milioni di persone. Ma, dati anche gli scarsi controlli, c’è un rovescio della medaglia: il traffico di farmaci contraffatti o di sostanze acquistate in blocco dalla criminalità organizzata per alimentare il mercato delle droghe e del doping Una volta era una lista importante da depennare prima di intraprendere un viaggio in India. Nella valigia non mancava mai una piccola farmacia per ogni tipo di emergenza: dissenterie, infezioni, febbri, malaria. Nelle farmacie delle principali città indiane si poteva trovare di tutto, ma erano perlopiù farmaci di importazione e poteva accadere che fossero venduti oltre la data di scadenza. Vi erano forti e giustificati sospetti che le multinazionali scaricassero in India, come in altri paesi in via di sviluppo, prodotti destinati a essere ritirati dal mercato occidentale perché mal conservati, superati, o addirittura ritenuti dannosi per la salute. Capsule e pastiglie si compravano al pezzo e venivano spesso avvolti in carta di giornale. Inoltre i farmaci d’importazione costavano più che nelle farmacie americane o europee...


Esproprio mafioso

Lug 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Goa, piccolo e periferico Stato dell’Unione indiana, è da sempre meta di turisti che cercano droga, sesso e nessun controllo. A farla da padrona in questi traffici è la mafia russa, che ora si sta comprando il territorio pezzo per pezzo, riciclando i proventi nell’immobiliare. Per questi acquisti la legge e la burocrazia chiudono entrambi gli occhi, anzi, in virtù di un “piano di sviluppo” permettono di liquidare i proprietari delle terre con quattro soldi I cartelli stradali che indicano hotel, pub o lavanderie sono scritti in russo e buona parte dei giovani che cavalcano senza maglietta gli scooter per spostarsi da una parte all’altra di Morijim Beach a Goa – il più piccolo Stato dell’Unione indiana, lo Shangri La per molti giovani fin dai tempi degli hippies negli anni Settanta – vengono proprio “dal freddo”.  La “mini Russia”, così come viene chiamata dagli indiani, si trova in questa fascia di terra che si affaccia sul mare dove la vita è sempre sembrata agli occidentali facile e spensierata, dove c’è un rave party quasi ogni sera, dove si può bere vodka o arak e ci si può passare spinelli e joint senza timore di essere disturbati dalla polizia. Dove ci si può fare...


I “signori degli slum”

Lug 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Nello slum di Dharavi di Mumbai, il più grande di tutta l’Asia con una popolazione di circa un milione e mezzo di abitanti, la vita è regolata quasi completamente dalla mafia. È lei che decide chi può abitarvi o dare avvio a un’attività, quanta acqua far arrivare e se autorizzare l’allacciamento abusivo ai cavi dell’elettricità. Ma soprattutto è la mafia che nelle elezioni (amministrative, di Stato e nazionali) propone i suoi candidati, perlopiù appartenenti alla casta degli intoccabili (i dalit, che sono il 16% della popolazione indiana) e che poi li fa votare dagli abitanti degli slum.  Senza l’appoggio delle mafie difficilmente un politico dalit riesce a farsi eleggere. Per una legge della Corte Suprema in ogni governo, sia quello centrale di Delhi, che in quelli dei singoli Stati, sono riservate quote precise ai dalit (circa l’8%). In questo modo la mafia trova il sistema di portare i suoi rappresentanti fino ai vertici della politica indiana a volte inneggiando slogan populisti a favore delle discriminazioni di casta.    La creazione di uno slum è una vera e propria appropriazione indebita del territorio da parte di un boss con la collaborazione di un network di corrotti e corruttori: coinvolti nel progetto ci sono...


il gigante bifronte

Lug 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Tra poco più di 10 anni l’India sarà la seconda potenza economica del mondo; una scalata fulminante fatta di eccellenza tecnologica e spirito imprenditoriale. Ma su 1 miliardo e 100 milioni di abitanti il 60% è povero e il 25% è fuori da ogni “casta”, abbandonato alla legge della giungla. Viaggio nelle contraddizioni e nelle disuguaglianze indiane «Che Paese l’India! In parte Silicon Valley, in parte Età della Pietra!». È così che Steve Hamm, giornalista e scrittore americano, ha descritto l’India nel suo libro Bangalore Tiger, un best seller nelle librerie di Delhi e Mumbai. Hamm racconta la scalata della Wipro, un’azienda che in soli cinque anni è diventata leader mondiale nel settore dei servizi tecnologici.  La storia della Wipro si adatta perfettamente a quella di molte altre aziende indiane che in pochi anni stanno trasformando non solo l’economia del loro Paese, ma dell’intero pianeta. Nel 2020 il potere economico indiano sarà secondo solo alla Cina, mentre gli Stati Uniti si dovranno accontentare del terzo posto. Il detto che va per la maggiore tra gli imprenditori indiani è “Buy anytime, anywhere”, comprare sempre e ovunque. Loro lo fanno. Ma poi c’è anche l’India che vive ai tempi di Stone Age e che...


Se la giustizia fa l’indiana

Gen 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Corruzione endemica, sovraccarico di funzioni per le forze dell’ordine, collusioni con la politica e carceri sovraffollate e fatiscenti fanno di quello indiano un sistema giustizia allo sfascio. Corsie preferenziali per facoltosi e potenti, per tutti gli altri resta solo la rassegnazione A Varanasi, la città sulle rive del Gange più cara a Shiva, sono circa le sette di sera. Il traffico di questa città senza semafori è un vero caos. Nei vicoli in cui passa a malapena un’auto, ma sono ostinatamente a doppio senso, sono parcheggiati carretti, scatoloni e persino le mucche sacre. Biciclette, motociclette, risciò a pedale o motore e persino camioncini per il carico-scarico merci cercano una pista tutta personale per districarsi e raggiungere la loro meta. Nessuno si scompone, nessuno si arrabbia, nessuno protesta se qualcuno per guadagnare mezzo metro blocca definitivamente le colonne nei due sensi di marcia. Nessuno, nemmeno i due poliziotti del traffico che sono lì, in mezzo a quel caos e guardano quel pulsare di vita come nemmeno li riguardasse. D’altro canto cosa potrebbero fare? Uno di loro lo sa bene. Tira fuori una spranga di ferro, l’appoggia su due sgabelli e chiude l’unica via di una possibile fuga da quel piccolo inferno di...


L’acqua cheta rovina le dighe?

Nov 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Un progetto idraulico titanico. Soprattutto in termini di costi ambientali e sociali, che ricadranno su 25 milioni di contadini indiani. Espropriati ed evecuati, molti non hanno più nulla, ma non mollano: da 19 anni la loro resistenza è la spina nel fianco di governi e multinazionali Sembra non avere fine il progetto idraulico di Sardar Sarovar – 30 grandi dighe, 135 medie e 3000 piccole – nella regione indiana del Gujarat, definito dalla scrittrice Arundhati Roy «il più grande disastro ambientale pianificato». Incominciato nel 1961 con il presupposto di «spegnere la sete di milioni di uomini» e di essere «l’ancora di salvezza» del Gujarat, quello che oggi è diventato il bacino della diga con il suo allegato Wonder Canal si è trasformato in un incubo per le centinaia di migliaia di famiglie già costrette ad andarsene – e che attendono ancora un’equa sistemazione – e per quelle che oggi si sentono minacciate da un’ulteriore estensione della diga. Si prevede che in totale, a lavori ultimati, per il “progetto Narmada” (dal nome del fiume, ndr.) più di un milione di persone sarà stato evacuato, sommersi centinaia di migliaia di ettari di foresta, altrettanti di terre fertili e coltivabili, interi villaggi inondati assieme a siti...


L’acqua cheta rovina le dighe?

Nov 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Un progetto idraulico titanico. Soprattutto in termini di costi ambientali e sociali, che ricadranno su 25 milioni di contadini indiani. Espropriati ed evecuati, molti non hanno più nulla, ma non mollano: da 19 anni la loro resistenza è la spina nel fianco di governi e multinazionali Sembra non avere fine il progetto idraulico di Sardar Sarovar – 30 grandi dighe, 135 medie e 3000 piccole – nella regione indiana del Gujarat, definito dalla scrittrice Arundhati Roy «il più grande disastro ambientale pianificato». Incominciato nel 1961 con il presupposto di «spegnere la sete di milioni di uomini» e di essere «l’ancora di salvezza» del Gujarat, quello che oggi è diventato il bacino della diga con il suo allegato Wonder Canal si è trasformato in un incubo per le centinaia di migliaia di famiglie già costrette ad andarsene – e che attendono ancora un’equa sistemazione – e per quelle che oggi si sentono minacciate da un’ulteriore estensione della diga. Si prevede che in totale, a lavori ultimati, per il “progetto Narmada” (dal nome del fiume, ndr.) più di un milione di persone sarà stato evacuato, sommersi centinaia di migliaia di ettari di foresta, altrettanti di terre fertili e coltivabili, interi villaggi inondati assieme a siti...


Pace? È molto di più che contrario di guerra

Dic 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
La casa dei Gandhi a Bombay si trova in un quartiere non molto lontano dall’aeroporto. È una casa piccola ma dignitosa: una cucina abitabile ben attrezzata, una sala che fa da camera da letto per tutta la famiglia, quattro adulti e due bambini. Fa caldo, ci mettiamo comodi sui letti che di giorno fanno da divani per gli ospiti. Sunanda, la moglie di Arun, siede sulla sedia vicino alla finestra e Tushar, il figlio, gioca con la piccola Vivan. Ci guardiamo intorno. Qualche bambolina riposa sugli scaffali della libreria, un poster di Gandhi ci guarda da una parete. Di tanto in tanto squilla il telefono. Arun Gandhi parla in modo pacato, in un inglese con un lieve accento indiano Sono passati oltre cinquant’anni da quando suo nonno venne assassinato. Tutti elogiano la sua figura, i suoi princìpi e la sua forma di lotta pacifica. Ma le guerre continuano tra la quasi totale indifferenza della gente. Il messaggio di suo nonno è caduto nel vuoto? La gente è troppo presa dai suoi problemi quotidiani, dalle continue violenze che è costretta a subire nella società in cui vive per sentirsi coinvolta dalle disgrazie che accadono ad altri. Nelle grandi città si è impegnati in una sorta...


La notte infinita di Shargri La

Lug 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
La repressione dell’India e le strumentalizzazioni del Pakistan. E poi le infiltrazioni del terrorismo islamico, la situazione drammatica dei civili, la minaccia di un conflitto nucleare. Reportage dal Kashmir, terra contesa che vorrebbe la pace e l’indipendenza Srinagar (Kashmir). Tre shikara dipinte di rosso scivolano lente sul lago Dal. La nebbiolina del mattino ha appena cominciato ad alzarsi. Le pale dei remi a forma di fiore di loto emergono a ritmo cadenzato dall’acqua. Le gocce che ricadono sono l’unico rumore del mattino che si sente procedendo verso il mercato galleggiante di frutta e verdura di Srinagar, dove decine di imbarcazioni si danno appuntamento all’alba per vendere o comprare frutta e verdura, aghi per cucire, shampoo. Il sole comincia a riscaldare l’aria. Nonostante la stagione, la notte fa freddo e la gente è intabarrata. Gli uomini si aggiustano il mantello tradizionale kashmiro, marrone di lana grezza, mentre le donne si coprono con coperte colorate.  C’è pace e silenzio in questo magico angolo di Kashmir, dominato dalle vette himalayane che sbucano dalle nuvole monsoniche cariche di pioggia. È facile capire perché questa terra un tempo fosse per tutti “Shangri La”, il paradiso in terra. Un tempo.  Le shikara rosse si fermano a fianco delle altre radunate nel mercato galleggiante. Dai baldacchini spuntano...


India: ” Tre colpi” alla rivolta etnica

Apr 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
La lotta al narcotraffico rischia spesso di assumere i caratteri di un’azione di “legittima violenza”. Come nell’India nord orientale, dove all’azione del governo centrale contro il traffico di stupefacenti si aggiungono le tensioni tra le diverse etnie Un clima di grande tensione regna attualmente negli Stati del nord est indiano, abitati da diverse minoranze etniche locali, oltre che dagli indiani provenienti da altre parti della nazione e dai cittadini del Bangladesh, particolarmente numerosi nello Stato di Assam. Si tratta in effetti di una delle zone più povere dell’India, dove il sottosviluppo, gli alti tassi di disoccupazione, la mancanza di investimenti e la carenza di servizi e infrastrutture (senza dimenticare la vicinanza al Burma, principale Stato esportatore delle sostanze illecite) hanno determinato un consumo massiccio di eroina, specialmente tra la popolazione giovanile. Una ricerca condotta nel 1991 dal governo centrale a Imphal, la capitale del Manipur, ha evidenziato che le sostanze più consumate, dopo i derivati della cannabis, sono in ordine di importanza l’alcool, l’eroina e gli sciroppi a base di codeina. La maggioranza delle persone dipendenti consuma una varietà di sostanze: il 98% di essi, ad esempio, consuma alcool ma solo nel 44% dei casi questa si rivela la sostanza più usata....