Articoli con tags ‘ Ilda Boccassini ’


Milano: Cosa nostra, le mani sulla città e sugli appalti

Lug 7th, 2016 | Categoria: news
Reati tributari, riciclaggio e associazione per delinquere con l’aggravante della finalità mafiosa. Sono questi i reati contestati alle undici persone – 4 sono agli arresti domiciliari – che mercoledì 6 luglio sono state arrestate dal Gico della Guardia di Finanza su richiesta dei magistrati milanesi Sara Ombra e Paolo Storari coordinati dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, nell’ambito di un’inchiesta relativa al consorzio di cooperative Dominus Scarl specializzato nell’allestimento di stand, il quale ha lavorato per la Fiera di Milano dalla quale ha ricevuto in subappalto l’incarico di realizzare alcuni padiglioni per Expo: Francia, Qatar, Guinea equatoriale oltre allo sponsor Birra Poretti. Secondo l’accusa, gli arrestati avrebbero ottenuto in tre anni 20 milioni di appalti per l’ente Fiera attraverso la Nolostand, società totalmente controllata dall’ente Fiera che ora è stata commissariata su richiesta della Dda dal giudice Fabio Roja. Non sono indagati né hanno responsabilità penale l’Ente Fiera e Expo 2015. I magistrati, nel corso della conferenza stampa, hanno sottolineato che “nella gestione degli appalti da parte degli enti pubblici c’è stata una censurabile sottovalutazione e nessuna riflessione su alcune evidenti anomalie”. La Boccassini ha inoltre commentato: “Alcuni indagati per i reati di associazione mafiosa hanno avuto, e hanno, contatti continuativi con dirigenti e...


Blitz contro la ‘ndrangheta, quaranta arrestati

Nov 18th, 2014 | Categoria: news
Questa mattina, tra le province di Milano, Como Lecco, Monza-Brianza, Verona, Bergamo e Caltanissetta, i carabinieri del Ros, guidati dal tenente colonnello Giovanni Sozzo, hanno arrestato quaranta persone, con l’accusa di associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi. Gli arresti scaturiscono dall’inchiesta diretta dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, capo della Dda di Milano e dei pubblici ministeri Paolo Storari e Francesca Celle, che da circa due anni stanno indagando su tre gruppi della ‘ndrangheta stanziati nel Nord-Ovest: il locale di ‘ndrangheta di Calolziocorte (Lecco), il locale di Cermenate e quello di Fino Mornasco (Como), tutti strettamente collegati alle cosche originarie calabresi. Per la prima volta, durante l’operazione d’arresto, è stata anche filmata la celebrazione di affiliazione della Santa catena, il più alto grado di affiliazione ‘ndranghetista, che in passato era stata raccontata solo dai collaboratori di giustizia. Il video mostra alcuni esponenti dei tre gruppi mafiosi radunati in cerchio mentre ascoltano il giuramento di affiliazione recitato dal boss: “Nel nome di Garibaldi, Mazzini e La Marmora, con parole d’umiltà formo la santa società”. (e.p.) GUARDA IL VIDEO di Repubblica. http://milano.repubblica.it/cronaca/2014/11/18/news/ndrangheta_operazione_dda_milano_40_arresti-100810647/ (e.p.)


La Regione Lombardia non si costituisce parte civile al processo contro la ‘ndrangheta

Mag 12th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
“Ma la Lombardia dov’è?”. Non è una domanda di geografia elementare, è quanto si sono chiesti i cronisti presenti alla prima udienza del processo contro la ‘ndrangheta scaturito dall’operazione “Crimine-Infinito” che, nel luglio scorso, ha condotto a più di trecento arresti. Un’operazione diretta dalle Dda di Milano e Reggio Calabria che portò allo svelamento della fitta presenza ‘ndranghtista nel mondo politico ed economico lombardo. Le indagini della Dda di Milano, guidata da Ilda Boccassini (presente in aula assieme al pm Alessandra Dolci) avevano individuato una quindicina di ‘locali’ della ‘ndrangheta sparsi per Milano e dintorni, che puntavano anche agli appalti dell’Expo 2015. Vennero arrestate 174 persone in Lombardia e la Procura di Milano chiese e ottenne il giudizio immediato. Più di una decina hanno già patteggiato, mentre in 119 verranno giudicati con rito abbreviato a partire dal 9 giugno prossimo, tra di loro l’imprenditore milanese Ivano Perego, della Perego Strade, Giuseppe ‘Pino’ Neri, a capo della ‘provincia’ lombarda, struttura di vertice della mafia calabrese al nord, e Carlo Chiriaco, ex direttore della Asl di Pavia, che i magistrati hanno definito una “figura inquietante e paradigmatica”...


Mafia e ‘ndrangheta spiegate ai giovani. Da Ilda Boccassini

Mag 5th, 2011 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
«L’Italia ha la migliore normativa antimafia invidiata da molti altri Paesi, specie dagli Stati Uniti». Così Ilda Boccassini, Procuratore Aggiunto presso il Tribunale di Milano, ha esordito davanti alle 500 persone presenti ieri, mercoledì 4, nell’aula della facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi del capoluogo lombardo. Centinaia di persone che hanno accolto il pm con un lungo e accorato applauso; moltissimi i giovani presenti, affascinati dal magistrato carismatico che ha fatto della lotta alla criminalità organizzata il fulcro della propria carriera. Una professione «che ho scelto ma che, credetemi, comporta tanti, tanti sacrifici. Io ho sempre cercato di svolgerla al meglio, con professionalità e rigore, senza farmi condizionare dal senso comune della collettività, com’è giusto che accada in magistratura. Perché altrimenti si assisterebbe alla mancanza della democrazia». (altro…)


Milano capitale della formazione antimafia

Apr 19th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
«La corruzione – non dal punto di vista del codice penale – può intendersi come un accordo tra una minoranza (una cricca) eterogenea con lo scopo di appropriarsi dei beni e delle risorse che appartengono alla collettività. Ogni Paese demarca il confine tra potere politico e potere economico: con la corruzione, il secondo invade il primo, ma in maniera invisibile». Così Alberto Vannucci, docente della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, esordisce – dopo l’apertura dei lavori a cura di Lorenzo Frigerio, referente di Libera Lombardia e coordinatore di Libera Informazione –  al corso di formazione per docenti che Libera ha organizzato con il Coordinamento delle scuole milanesi: “Le ipoteche sulla democrazia italiana: il ruolo della corruzione e della mafia. Didattica ed esperienze a confronto”, svoltosi venerdì 15 e sabato 16 aprile a Milano. (altro…)


Libero Grassi e l’imprenditoria padana

Feb 8th, 2011 | Categoria: archivio articoli, fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Quello che abbiamo tra le mani è un volumetto realmente prezioso. “Mafia o sviluppo”, del febbraio 1992, è il primo quaderno pubblicato dall’Osservatorio Libero Grassi a pochi mesi dalla morte dell’imprenditore siciliano, ucciso dalla mafia il 29 agosto 1991. Il libro raccoglie gli atti del convegno organizzato il 4 maggio 1991 a Palermo dalla Federazione dei Verdi. «Il dibattito voleva essere un’iniziativa di solidarietà a Libero Grassi – scrive la moglie Pina Maisano nell’introduzione – ma la partecipazione non è andata oltre le 30 persone, se si toglie per qualche tempo la presenza, casuale, di una scolaresca in visita al palazzo». Erano trascorsi pochi mesi da quando l’imprenditore aveva osato sfidare i propri estorsori indirizzando loro una lettera aperta, e la tensione successiva a quel gesto è perfettamente percepibile nei toni tesi del dibattito raccolto nel volume. Dalle sue pagine prendono vita non solo i botta e risposta tra Grassi e Giuseppe Albanese, presidente dell’Api, esponente di quell’imprenditoria meno esposta sul tema della criminalità e convinta che denunce e giornalismi troppo focalizzati sulla mafia danneggino la regione e la sua economia, ma anche le parole a tratti profetiche di Umberto Santino, direttore del Centro Impastato, che invita tutti a «non fare...


Vincenzo Mandalari, latitante e arrestato nell’hinterland milanese

Gen 24th, 2011 | Categoria: news
Era riuscito a sfuggire per un pelo al maxi blitz – operazione “Il Crimine” –  del 13 luglio 2010 che portò all’arresto di 304 persone tra Calabria e Lombardia. Vincenzo Mandalari, 50 anni originario di Guardavalle, in provincia di Catanzaro, era scappato dalla sua villa bunker di Bollate, facendo perdere le tracce di sè e inducendo i criminali finiti in manette a credere che “don Enzo” fosse stato vittima della lupara bianca, pagando quel suo “vizio” di chiacchierare al telefono, rivelando infiltrazioni della ‘ndrangheta nell’edilizia. Telefonate che hanno permesso ai Carabinieri del gruppo di Monza di intercettare il capo del ‘locale’ ‘ndranghetista di Bollate e di provvedere al suo arresto, avvenuto venerdì sera alla stazione ferroviaria di San Giuliano Milanese, dove l’uomo attendeva la moglie. Al comparire delle forze dell’ordine, Mandalari ha esibito senza troppa convinzione la carta d’identità commentando: «Non pensavo che mi avreste trovato». Vincenzo Mandalari, figlio di Pino, uno dei fondatori del coordinamento regionale delle famiglie calabresi “Lombardia”, era titolare di un’impresa di strade e costruzioni, la “Imes srl”. L’ordine di custodia cautelare, firmato dal gip Andrea Ghinetti su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia Ilda Boccassini, Alessandra Dolci e Paolo Storari, parla di “associazione a delinquere di...


Omertà lombarda

Dic 16th, 2010 | Categoria: news
Nonostante i fenomeni di estorsione e usura continuino a verificarsi in Lombardia, le vittime non denunciano i loro “cravattai”. A lanciare il grido d’allarme il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, la quale ha aggiunto che il dato che non stiano pervenendo denunce «è un fatto sintomatico e ne prenderemo atto. Non possiamo immaginare che, dopo l’operazione Crimine, i fenomeni di estorsione e usura siano stati eliminati, anche perché essi esistono e li stiamo monitorando continuamente». Una situazione che assume significati ancora più preoccupanti se si pensa che «dalle associazioni di categoria non pervengono denunce relative ai fenomeni estorsivi – come avvenuto per esempio a Palermo – e se la si contestualizza nel momento di crisi che stiamo vivendo». Tali aspetti sono emersi nel corso della conferenza stampa indetta dalle Procure di Milano e Reggio Calabria: alla presenza dei loro rispettivi procuratori – Ilda Boccassini, per l’appunto, e Giuseppe Pignatone – è stato reso noto che oggi la Dda lombarda inoltrerà la richiesta di giudizio immediato per 174 delle oltre 300 persone arrestate lo scorso 13 luglio nell’ambito dell’operazione Crimine, saltando così la fase dell’udienza preliminare. La parte dell’inchiesta coordinata dalla Dda reggina sarà invece chiusa a gennaio: «Il ramo reggino è più...


Ilda e i pentiti

Dic 1st, 2010 | Categoria: archivio articoli, fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Lei lo aveva detto subito. Lo aveva messo per iscritto, insieme al collega Roberto Saieva, che il pentito Scarantino non era attendibile. Che le sue accuse contro altri mafiosi erano false e quindi che sarebbe stato opportuno «riconsiderare il tema della sua attendibilità generale». Ma ci sono voluti del tempo e le dichiarazioni rese dal collaboratore Gaspare Spatuzza perché la procura di Caltanissetta fosse finalmente pronta a riscrivere la verità giudiziaria sulla strage di via D’Amelio. Ilda Boccassini lasciò la procura nissena, dove si era trasferita volontariamente per indagare sulle stragi, quando constatò di non riuscire a lavorare come avrebbe voluto: «Sono stata disposta a lasciare i miei figli, a vivere in solitudine per tre anni in completo isolamento in una stanza blindata senza avere contatti con il mondo esterno e sarei stata disposta a continuare se il sacrificio fosse servito a qualcosa». Le sue parole suonano oggi come un monito contro i facili entusiasmi. Interessanti le sue considerazioni sui collaboratori di giustizia e su quello che a suo parere è l’unico strumento utile a vagliarne l’affidabilità: la professionalità dei magistrati. Le dichiarazioni dei pentiti «possono rivelarsi utilissime o creare problemi di inquinamento probatorio di dimensioni incredibili. Sta alla professionalità del magistrato...