Articoli con tags ‘ Ilda Bocassini ’


Alemanno ascoltato dalla Boccassini sui rapporti tra politica e ‘ndrangheta

Dic 15th, 2011 | Categoria: news
Il sindaco Gianni Alemanno è stato ascoltato dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, nella persona del procuratore aggiunto Ilda Boccassini, come persona informata dei fatti e ha dovuto giustificare i suoi contatti con Giulio Lampada, il boss della ‘ndrangheta arrestato il 1° dicembre nell’inchiesta sulle infiltrazioni nel mondo della politica, dell’economia e della magistratura del clan Valle. Contatti che il sindaco ha definito normali incontri politici, in totale buona fede. Alemanno è stato convocato nei giorni scorsi per aiutare i magistrati a ricostruire la mappa delle relazioni politiche instaurate in questi anni dal faccendiere calabrese che ha costruito il suo impero a Milano investendo nei videopoker e da qui ha avviato rapporti con esponenti locali e nazionali del Pdl. Il sindaco di Roma, che non è indagato, è citato più volte nell’ordinanza d’arresto firmato dal gip Giuseppe Gennari. Il tramite fra Alemanno e Lampada sarebbe Franco Morelli, consigliere regionale calabrese e tra i fondatori di Area, la rivista di destra sociale che fa capo proprio ad Alemanno. Lampada, che da tempo frequenta Morelli  –  un suo zio era nello staff del politico  –  riesce...


‘Ndrangheta in Lombardia, siamo solo al primo round

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Fabrizio Feo
«Avremmo potuto arrestarne più di mille… ma dove li mettevamo..» : questo commento raccolto da uno degli investigatori che hanno lavorato tra Reggio e Milano alla grande operazione del 13 luglio contro il “Crimine”, la ’ndrangheta in versione nuovo millennio, dovrebbe far riflettere. Non solo e non tanto perché in questo Paese – dato per assodato che si può privare chiunque della libertà, anche un sospettato di mafia, solo quando ci sono tutti gli elementi richiesti della legge – bisogna fare i conti con il sovraffollamento delle carceri anche quando ci sono gravi motivi che inducono all’applicazione di misure cautelari. Dovrebbe far riflettere soprattutto perché rinvia ad un passaggio dell’intervento in conferenza stampa a Milano del Procuratore Ilda Boccassini: la Boccassini ha chiarito – elencando alcuni dati – che ognuno dei locali e dei “mandamenti” di ’ndrangheta, colpiti al Nord, poteva contare su centinaia di affiliazioni. Ho sentito cifre che viaggiavano dai 250 ai 500 ’ndranghetisti per ogni “locale” . Un dato che in troppi hanno trascurato e che da un lato lascia immaginare che si è chiuso solo un “primo round”: con le famiglie di ’ndrangheta, così come sono state disegnate dalla “riforma costituzionale” dell’era Oppedisano, con i loro complici e...


Milano – Reggio, sgominata la “Lombardia”

Lug 14th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Lorenzo Frigerio
Più di 40 summit di mafia nel giro di due anni, oltre 500 affiliati in tutta la Lombardia, 15 “locali” di ‘ndrangheta sbaragliati, 304 arresti divisi in parte equa tra Lombardia e Calabria, 55 perquisizioni, 60 milioni di euro di beni sequestrati, ingenti quantitativi di droga e armi finiti sotto chiave: sono solo alcuni delle cifre che restituiscono, del tutto parzialmente, ma efficacemente, la complessità dell’inchiesta denominata “Il crimine” e condotta dalla DDA di Milano e da quella di Reggio Calabria che ha scosso nelle ultime ore l’opinione pubblica, soprattutto lombarda. “La più vasta operazione mai condotta nei confronti delle mafie, della ‘ndrangheta in particolare, nella storia del paese”: così i giudici Giuseppe Gennari e Andrea Ghinetti nell’ordinanza descrivono il blitz delle forze dell’ordine contro i clan presenti in Lombardia, terra di conquista e di saccheggio. Sono state colpite le famiglie leader della ‘ndrangheta delle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone: i Pelle di San Luca, gli Iamonte di Melito Porto Salvo, i Pesce-Bellocco e gli Oppedisano di Rosarno (in manette anche l’ottantenne boss Domenico Oppedisano considerato al vertice delle famiglie di ‘ndrangheta). ...


Conviene essere onesti?

Nov 15th, 2009 | Categoria: fuoricatalogo
Nel 1998 il fu «Diario della settimana», storico  giornale diretto da Enrico Deaglio, uscì con un supplemento dal titolo quanto mai attuale: Conviene essere onesti? Spiegava Deaglio, in prefazione, che il libretto nasceva come “strumento che potrà essere usato nelle scuole”. Erano gli anni in cui andavano diffondendosi i progetti di “educazione alla legalità” per ragazzi e l’idea di quanto fosse importante riuscire ad immaginare un’Italia senza mafia. All’interno del testo, ottanta pagine, trovano voce, tra gli altri, Andrea Camilleri, Ilda Bocassini e Francesco La Licata. Ma il primo motivo per rileggere oggi il libro sta nel breve e puntuale saggio di Marcelle Padovani, giornalista e scrittrice francese, corrispondente in Italia de «Le nouvel observateur», nota soprattutto per il libro scritto con Giovanni Falcone Cose di Cosa nostra. La Padovani stila un decalogo per i giornalisti di mafia a partire dalla ferma convinzione che la lotta al crimine organizzato non possa essere né «un optional né una scelta estranea alla deontologia del giornalista». Le regole, in sintesi, sono queste: prima, il giornalista non dovrebbe mai pubblicare nulla che possa essere utile alla mafia; seconda, evitare ad ogni costo le dietrologie per attenersi invece a un solido pragmatismo; terza, citare sempre fonti, date e...