Articoli con tags ‘ Hugo Chávez ’


Il Venezuela del dopo Chavez alle prese con gravi problemi di sicurezza pubblica

Mar 7th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Piero Innocenti
Si preannunciano serissimi problemi per il Venezuela dopo la morte, avvenuta un paio di giorni fa, del suo presidente Hugo Chavez (EL Indio, come veniva chiamato dalla gente comune), eletto sin dal 1999 e da allora saldamente al potere. A quei tempi le statistiche sulla criminalità indicavano in circa seimila gli omicidi su tutto il territorio nazionale. A fine 2011 si contavano quasi ventimila morti violente (19.336, secondo dati forniti, a gennaio 2012, dall’Associazione Venezuela Violence Monitor). Nella sola capitale Caracas, nei fine settimana, si registrano, mediamente, fra i 30 e i 50 omicidi (con punte anche di 100-120), in gran parte nei “barrios” di Petare e Catia, sulle colline che circondano la città, dove si vive in baracche di lamiera e calce. Drammatica anche la situazione dei sequestri di persona a scopo estorsivo: dai 41 casi del 1998 ai 712 denunciati nel 2010,ai 1150 del 2011 (ultimo dato disponibile fornito nel 2012 dal Cuerpo de Investigaciones Cientificas Penales y Criminalisticas). In molti casi si tratta di “sequestri lampo” che si concludono con il pagamento del riscatto e la liberazione dell’ostaggio in poche ore. Fenomeno criminale che ha colpito duramente anche la comunità degli italiani residenti nel paese. Nei primi sei...


Bogotà spara, Quito risponde

Giu 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
Raúl Reyes, vice capo delle Farc, è stato ucciso in territorio ecuadoriano dall’esercito colombiano. Legittima difesa in nome della guerra al terrorismo o violazione della sovranità territoriale? In un fuoco di accuse incrociate, l’America Latina si divide  Sabato 1º marzo 2008: in piena foresta amazzonica muore Luis Edgar Devia Silva, conosciuto internazionalmente come Raúl Reyes. Era il secondo comandante delle Farc (Forze armate rivoluzionarie colombiane, la guerriglia marxista formatasi negli anni Sessanta sulla base di gruppi irregolari, residui di una guerra civile durata dal 1948 al 1953 e che passò alla storia – grazie alle sue caratteristiche cruente – come “La Violenza”), personaggio di spicco, portavoce della segreteria del gruppo, addetto alle trattative per la liberazione degli ostaggi in mano guerrigliera tra i quali si annovera la cittadina franco-colombiana Ingrid Betancourt, ex candidata alla presidenza e rapita nel febbraio del 2002 durante la campagna elettorale che ha poi visto la vittoria di Álvaro Uribe Vélez.  Con Reyes muoiono altre 24 persone tra guerriglieri colombiani, un soldato della stessa nazionalità, studenti universitari messicani e un cittadino ecuadoriano – membro delle Farc, secondo la denuncia non provata di Bogotà –, mentre rimangono ferite tre giovani donne. L’episodio causa sconcerto ma, date le circostanze della...


La giustizia che viene dal petrolio

Dic 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Le classi povere lo amano per le coraggiose politiche sociali; gli altri Stati latinoamericani guardano a lui come leader, per dire basta all’ingerenza degli Usa (che, invece, lo odiano). Chávez non indietreggia di un passo, forte dei suoi successi. E del petrolio, arma politica di cui il Venezuela è ricchissimo La storia si ripete. Per questo, basta la memoria e la ragione per prevedere cosa accadrà in futuro nel mondo. Quasi sempre e quasi dappertutto. Non però, ad esempio, per il Venezuela o, meglio, per la sfida tra la repubblica bolivariana del Venezuela e gli Stati Uniti d’America. Da un lato, Washington non può permettere che continui a propagarsi il “virus Chávez”, per certi aspetti molto più insidioso ed efficace di quanto fu, negli anni 50 e 60, quello di Castro e Che Guevara. Dall’altro, non si vedono mosse possibili da parte dell’amministrazione Bush, che ha già giocato tutte le carte permesse nei tempi che corrono.  La prossima mossa di George?  Gli Stati Uniti hanno partecipato al colpo di Stato dell’aprile 2002, ma segretamente, e rinnegandolo quand’era chiaramente fallito. Hanno appoggiato il successivo sciopero-serrata, durato dal dicembre 2002 al febbraio 2003, organizzato dal padronato e dai sindacati padronali. Hanno aizzato il vicino...


La foglia della discordia

Nov 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Tra gli anni 80 e 90 ha fornito circa il 40% della cocaina consumata a livello mondiale. Ma a differenza di Perù e Colombia, gli altri grandi produttori di droga, la Bolivia ha il più bassotasso di criminalità del Sudamerica, non ha al proprio interno movimenti guerriglieri, né la corruzione politica ha raggiunto i livelli di paesi in condizioni analoghe. Più che Stato narcotrafficante, la Bolivia può dirsi vittima del narcotraffico.Solo la recente e sanguinosa crisi ha ridestato l’opinione pubblica occidentale sul paese più povero dell’America Latina Dopo 35 giorni di protesta, 80 morti e 400 feriti, il 18 ottobre scorso, all’indomani della sua designazione a Presidente dopo la fuga di de Lozada (primo capo di Stato nella storia della democrazia boliviana ad aver abbandonato l’incarico prima della scadenza del suo – secondo – mandato), Carlos Mesa ha affermato nella sua prima conferenza stampa a La Paz: «Il governo è disposto a negoziare sulle coltivazioni della foglia di coca, sulla base di dati certi riguardanti la coltivazione legale, direttamente con i produttori. Abbiamo leggi vecchie che non tengono conto della realtà. I boliviani sono rispettosi delle leggi internazionali ma non vogliono che la loro sovranità sia intaccata… la lotta al narcotraffico sarà un aspetto della lotta alla povertà…». Alla fine di agosto, pochi giorni prima...


La rivoluzione del colonnello

Apr 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Scioperi a oltranza fallimento delle riforme, disoccupazione e povertà diffuse.La “rivoluzione bolivariana” di Hugo Chávez, al suo quinto anno, sta portando il Venezuela sull’orlo della guerra civile Le lunghe file per rifornirsi di benzina costituiscono forse l’immagine che meglio fotografa l’attuale Venezuela. A Caracas la maggioranza dei distributori sono chiusi ed i pochi che ricevono combustibile sono presi d’assalto da lunghissimi serpentoni d’automobili. Dal 2 dicembre lo sciopero convocato dagli oppositori di Hugo Chávez ha paralizzato la produzione e la distribuzione della benzina in questo Paese, quinto al mondo tra i produttori di petrolio. La situazione è la stessa anche fuori dalla capitale: i rifornimenti arrivano solo via mare, attraverso petroliere che importano la materia prima dall’estero e la benzina viene distribuita secondo l’ultimo numero di targa delle automobili. Da quando è stato dichiarato lo sciopero generale, il sindacato ed i lavoratori di Petróleos de Venezuela si sono trasformati nel maggiore avversario di Chávez, in un confronto teso e a tratti drammatico che ripropone la divisione che, su più vasta scala, dilania il Paese. Mentre il petrolchimico sciopera, a Tacagua, uno dei sobborghi poveri di Caracas, i simpatizzanti di Chávez manifestano per appoggiare il governo. Intervistati dalla televisione, rispondono che il governo può fare...


Chavez, l’antiyankee

Mar 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Eletto presidente nel 1999 con 2.896.940 voti contro 1.882.583 consensi ottenuti da Francisco Arias Cardenas, il comandante Hugo Chavez sta attuando nel suo Paese una serie di riforme di vasta portata. Il Congresso è stato sciolto e un referendum si è concluso con l’approvazione di una nuova Costituzione, mentre il 10 dicembre scorso è stato ratificato che il latifondo sarà ufficialmente eliminato mediante la promulgazione di una legge sulle Terre. Un provvedimento contrastato dall’oligarchia latifondista, che da tempo conduce una campagna contro di lui. «Il latifondo scomparirà dal Venezuela o io smetto di chiamarmi Hugo Chavez», ha sentenziato il presidente durante la sua trasmissione radiofonica “Alò Presidente” trasmessa recentemente dallo Stato di Barinas. Allo stato attuale Chavez gode di una grande popolarità. Ma seppure in molti, anche tra gli avversari, ne riconoscano gli sforzi, non è riuscito fino ad oggi a risanare una situazione economica e sociale molto preoccupante, nonostante il massiccio aumento degli introiti petroliferi. Il suo programma economico si basa fondamentalmente sul controllo statale di settori chiave come l’estrazione petrolifera e il sistema bancario, contro i ventilati progetti di privatizzazione che circolavano durante la precedente amministrazione. Insomma, ce n’è abbastanza per turbare i sonni degli Stati Uniti. Chavez ha impresso una...


Venezuola, piccoli narcostati crescono

Mar 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Un traffico di droga che negli anni Novanta ha assunto dimensioni allarmanti, la complicità di esponenti delle istituzioni, la scarsa efficacia delle operazioni di contrasto. Il Venezuela ha tutti i requisiti per diventare una nuova Colombia La presidenza di Hugo Chavez ha voluto rappresentare sin dall’inizio una spina nel fianco nella politica estera degli Stati Uniti, sia in materia di petrolio – il Venezuela ha deciso di creare una sorta di fronte antistatunitense vendendo il greggio a Cuba a prezzo di favore – sia di lotta al narcotraffico. A riguardo è significativo l’episodio accaduto l’anno scorso dopo la chiusura della base aerea panamense di Howard: gli Usa avevano bisogno di un altro Paese cui appoggiarsi per effettuare il programma FOL di vigilanza dello spazio aereo (un programma di lotta al narcotraffico ma anche di controllo strategico dell’intera aerea caraibica), ma una volta chiesta e ottenuta l’autorizzazione delle Antille Olandesi, è spuntato il veto di Chavez. Appoggiato dall’esercito – anche da quella parte che ne aveva contrastato l’elezione – l’ex colonnello si è infatti appellato al principio della sovranità nazionale, visto che per gli americani far decollare gli aerei dalle basi delle Antille significava sconfinare necessariamente nello spazio aereo venezuelano...