Articoli con tags ‘ Hiso Telaray ’


Nelle vie di Cerignola un manifesto per Hiso: “Noi non dimentichiamo”

Set 8th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
Uno sfondo nero, inequivocabile. Un numero, bianco, grosso: l’8. Otto come l’otto di settembre del 1999. Un nome: Hiso Telaray. “Ucciso dai caporali nelle campagne di Cerignola”. E’ questo, semplice, duro e immediato, il testo del manifesto che campeggerà, per tutta la giornata di oggi, nelle strade di Cerignola, paesone del basso Tavoliere, trenta chilometri a sud di Foggia, sulla strada che porta a Bari. Città di lotta e ribellione Cerignola. Tradizionalmente combattiva, orgogliosa del suo passato a forte vocazione sindacale. Sarà per quella figura umile e potente, di Giuseppe Di Vittorio, che proprio in una casetta bassa a pochi passi dall’attuale duomo, ha avuto i natali. A volere il manifesto, e a firmarlo, il presidio Libera di Cerignola, dedicato a Francesco Marcone, coordinato da don Pasquale Cotugno. “Noi non dimentichiamo!” il monito. Tanto più forte perché arriva alla fine di una delle stagioni più dure da anni per l’agricoltura pugliese, che conta tre morti e un uomo in coma a Potenza, tutti ‘vittime’ di un lavoro senza leggi, deregolamentato a favore dei forti, che alimenta divaricazioni sociali e si nutre di irragionevoli ingiustizie. Ed è per questo che, nel giorno di Hiso, il pensiero del presidio va anche “a Paola,...


Sedici anni fa l’omicidio di Hiso Telaray. Vittima di caporalato e di mafia

Set 8th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
Otto settembre. Una data che ritorna nella storia italiana. A pensarci neppure troppo, viene alla mente quel lontano giorno del 1943, quando in Sicilia, pochi giorni dopo la stipula a Cassibile, fu annunciato l’armistizio tra Italia e truppe alleate. Una data di quelle che ti insegnano a scuola, impressa sui sussidiari. La leggi en-passant, come il 2 giugno, come il 25 aprile, come il primo maggio. Sono eventi stampati sotto pelle, che appartengono a tutti e tutti sappiamo riconoscere. Eppure esiste un 8 settembre più silenzioso. L’anno è il 1999. Lo scenario, un po’ diverso da quello siciliano. Siamo comunque a Sud, nelle campagne di Cerignola. L’estate, giù nel Tavoliere, sa essere spietata. Specie se arrivi dall’Albania, di mestiere fai il bracciante e cerchi di sfangare la giornata nei campi di pomodori o nei vigneti. E’ l’8 settembre di Hiso Telaray. Ventidue anni e una tempra di quelle forti. Dall’Albania alla Puglia, seguendo la rotta adriatica (la stessa rotta della Vlora, dei barconi carichi di gente che, nei primi anni Novanta, fuggiva dalla guerra civile) per strappare alla vita – direbbe Fabrizio De André – “una goccia di splendore”. Ma la storia di Hiso è una di quelle storie senza storia, confuse...


Vittime di caporalato, vittime di mafia

Lug 23rd, 2015 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante e Marica Todaro
Sono cinque le vittime del caporalato riconosciute da Libera (il riconoscimento dell’associazione non corrisponde necessariamente al riconoscimento giudiziario) anche come vittime di mafia e incluse nell’elenco che, ogni anno, l’associazione legge nelle piazze d’Italia in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Cinque vite interrotte mentre cercavano il riscatto o, per lo meno, quel misero guadagno bastante appena per pagare qualche spesa necessaria, il panino del caporale, una maglia usata al bazar di uno dei tanti ghetti improvvisati che, in tempo d’estate, spuntano come funghi, per esempio, nelle campagne di Puglia. Cinque persone per cinque storie simili, che bastano appena per far intuire la complessità di un fenomeno che, malgrado i tempi, la meccanizzazione agricola, la crisi, e che anzi forse proprio per la commistione di questi eventi, è in continua evoluzione. Cinque storie per cinque casi per lo più sconosciuti, non del tutto chiariti, identità smarrite tra la violenza e la sopraffazione, povertà ed emarginazione. E cinque, come numero, forse è ancora troppo poco. Questo perché, ad oggi, non esiste un osservatorio nazionale che monitori le campagne o i cantieri. Il che, rende impossibile ogni stima esatta o mappatura. Senza contare dei tanti che sono...