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Processo Claps, riapre il processo. E Don Marcello Cozzi scrive a Restivo

Mar 19th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di redazione
Domenica 12 settembre 1993. La diciassettenne Elisa Claps scompare nel nulla, a Potenza. Il suo corpo sarà ritrovato il 17 marzo 2010, nel sottotetto della chiesa della città. Anni di silenzi, di dolore, di depistaggi. Il maggior indiziato è Danilo Restivo, che nel 2010 sarà condannato con una pena esemplare – «Fine pena mai» sentenzierà il giudice della Corte del Winchester – per aver ucciso e mutilato la sua vicina di casa, la giovane Heather Barnett. L’11 novembre 2011, Danilo Restivo viene condannato in primo grado dal tribunale di Salerno a trent’ani di reclusione per aver ucciso Elisa Claps. Domani, mercoledì 20 marzo, inizierà il processo di appello. In tutti questi anni, don Marcello Cozzi è stato al fianco della famiglia della giovane, per cercare insieme la verità. Alla vigilia dell’apertura del secondo grado di giudizio, il vice presidente di Libera scrive una lettera proprio a Danilo Restivo. Di seguito pubblichiamo il testo (nella foto, un momento dei funerali della giovane). (altro…)


Omicidio Elisa Claps, al via il processo

Nov 8th, 2011 | Categoria: news
Oggi, giovedì 8 novembre, Danilo Restivo non siederà al banco degli imputati nell’aula del tribunale di Salerno, dove si celebrerà la prima udienza del processo per la morte di Elisa Claps. E non sarà nemmeno collegato in videoconferenza dall’Inghilterra, dove attualmente è detenuto – condannato all’ergastolo –  con l’accusa di aver assassinato, il 12 novembre 2002, la sua vicina di casa Heather Barnett. Filomena Claps, la mamma della ragazza potentina scomparsa e uccisa il 12 settembre 1993 i cui resti sono stati ritrovati il 17 marzo 2010 nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza, non potrà guardare negli occhi l’unico imputato per la morte di sua figlia. Ma sarà lì, in aula, con la forza leonina racchiusa in un corpo fragile e minuto che l’ha contraddistinta per questi interminabili 18 anni. La famiglia Claps, difesa dall’avvocato Giuliana Scarpetta, si costituirà parte civile, al pari della città di Potenza e dell’associazione “Telefono donna”. Si è ventilata l’ipotesi che anche la Diocesi potentina faccia pari scelta; una notizia alla quale la famiglia Claps ha risposto: “Abbiano la dignità di non farlo”. I genitori e i fratelli di Elisa Claps infatti, nel corso di questi diciotto anni di ricerche e indagini troppo...