Articoli con tags ‘ guerriglia ’


Omicidio De Palo-Toni, dopo trent’anni la ragion di Stato copre ancora la verità

Set 3rd, 2010 | Categoria: prima pagina
intervista a Giancarlo De Palo di Emilio Fabio Torsello
Si è svolta ieri la cerimonia per il trentennale della scomparsa dei giornalisti Graziella De Palo e Italo Toni, rapiti e uccisi in Libano il 2 settembre del 1980, mentre investigavano sul traffico di armi tra il Paese del Medio Oriente e l’Italia. La cosiddetta “ragion di Stato”, numerosi depistaggi e un’inchiesta viziata da troppi silenzi, hanno impedito – a trent’anni di distanza – di arrivare ad una verità definitiva sulla sorte dei due cronisti. Nel 1984, inoltre, il piombo del Segreto di Stato venne messo a coprire i rapporti tra L’Italia e l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp), guidata all’epoca dal leader Yasser Arafat, facendo cadere nel dimenticatoio l’intera vicenda. (altro…)


Il caos (ancora) al potere

Lug 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
L’uomo che incarna la collusione tra Stato e para-Stato sarà ancora Presidente. Nonostante sotto la sua presidenza si sia toccato il fondo: impunità per esercito, paramilitari e narcotrafficanti e insabbiamento delle innumerevoli stragi di civili, spesso fatti passare per guerriglieri. La Colombia è irredimibile? Ci sono storie esemplari che spiegano la realtà della Colombia più e meglio di molti saggi e analisi. Il “Paese dell’eccesso” ne fornisce ogni giorno tante, con i suoi record di sangue, i desaparecidos, i morti ammazzati in mezzo alla strada. Una barbarie che dà assuefazione, fatta anche di indifferenza, silenzio, paura. Per diventare pubbliche, qui, le tragedie devono essere più eccessive del normale. Per quantità dei morti: nella selva colombiana ne occorrono, ad esempio, almeno una decina per fare notizia, pochi meno negli inferni delle sterminate periferie urbane. E poi per qualità. Non una vittima qualunque. Non succede niente, ad esempio, se a cadere vittima di una pratica abbastanza abituale dell’esercito, quella di “confezionare il guerrigliero morto” – ammazzando chi capita dopo avergli fatto indossare una tuta mimetica per acquisire meriti e premi dai superiori in soldi e cibo, magari solo qualche pollo arrosto – sono dei poveri cristi, contadini che si sono trovati nel posto sbagliato...


Un complotto contro la Colombia?

Apr 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
(Ex ambasciatore della Colombia in Italia, Plinio Apuleyo Mendoza si è rifugiato nel nostro Paese dopo aver subito un attentato. Sostiene, come si evince da quest’articolo pubblicato nel quotidiano colombiano «El Espectador», che le accuse rivolte all’esercito colombiano in fatto di violazioni di diritti umani facciano parte di un piano di discredito del Paese ordito da organizzazioni nazionali e estere favorevoli alla guerriglia ndr.) A proposito dei diritti umani in Colombia, molti incauti credono che le coincidenze nei rapporti del Dipartimento di Stato e di Human Rights Watch siano frutto di investigazioni parallele e come tali rafforzino le rispettive conclusioni e denunce. Tutte, sicuramente, umilianti per il nostro Paese. Secondo il Dipartimento di Stato “le forze governative hanno continuato a commettere numerosi e seri abusi, compresi omicidi extragiudiziali, allo stesso ritmo del 1998”. Human Rights Watch arriva all’identica conclusione. I due rapporti assicurano, inoltre, che alti ufficiali dell’Esercito cooperano con i cosiddetti gruppi paramilitari. In un momento in cui è in discussione nel Congresso nordamericano l’appoggio al Plan Colombia, queste denunce coincidenti provocano inquietudine e allarme tra gli stessi senatori e sulla stampa. «L’Esercito colombiano coinvolto in abusi», titola il «Washington Post». E perfino i quotidiani europei, che vivendo adesso fuori dalla Colombia...


La guerra narcotizzata

Mar 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Javier Giraldo Parla padre Javier Giraldo, direttore della rivista colombiana Justicia y Paz. In testa alla lista dei minacciati di morte, da esiliato continua a battersi per i diritti umani in una Colombia ormai sull’orlo del conflitto militare Ormai è un anno che il gesuita Javier Giraldo è costretto a vivere lontano dalla sua Colombia. Oltre a dirigere Justicia y Paz, un organismo di religiosi e laici che si occupano di diritti umani, da tempo Giraldo capeggia le liste dei condannati a morte, che vengono recapitate ai diretti interessati e talvolta appaiono sui giornali. Condannati a morte non dallo Stato, quello visibile, che ha abolito da decenni la pena capitale, ma dalle cosiddette “forze oscure” dello Stato invisibile, che la pena capitale l’applicano tutti i giorni, più volte al giorno. A differenza di molti altri esuli – giornalisti, professori, sindacalisti e magistrati – che vagano spaesati soprattutto nelle capitali europee (la solidarietà è una merce che scade presto), Giraldo ha continuato, e forse incrementato, il suo lavoro di denuncia della barbarie colombiana, anche in Italia dove ha incontrato diverse personalità del governo e ha animato varie iniziative dell’associazionismo di solidarietà. Che impressione ha avuto dai suoi incontri? Ho constatato che la...


Il padre ritrovato

Feb 10th, 2000 | Categoria: recensioni
Nella parte della mia biblioteca anni Settanta, in qualche modo sopravvissuta al successivo diluvio, ho ritrovato un libro dalle pagine ingiallite e, in evidenza, segnate da frequenti compulsazioni. Uscito nel 1969 per le edizioni della Libreria Feltrinelli, Il sangue dei leoni ebbe ampia diffusione: non in ragione del “prezzo politico” e neppure solo per la solidale attenzione allora riservata ai movimenti anticolonialisti. Rivolte di popolo, guerre civili e sanguinose repressioni scuotevano interi continenti, modificando le mape geopolitiche del cosiddetto Terzo Mondo. In questo caso, del Congo: le prime 75 pagine, infatti, sono costituite da un “Appello dei combattenti a tutto il popolo congolese per una riscossa in massa contro la reazione di Kinshasa” e dal discorso “cultura e indipendenza nazionale” tenuto dal delegato Eduard-Marcel Sumbu al Congresso culturale dell’Avana. Ma il “successo editoriale” del volume fu senz’altro dovuto alla seconda ( e assai più corposa, della quale la prima costituiva in certo modo pretesto) parte del volume: il manuale antiguerriglia delle Special Forces statunitensi, corredato da dettagliati disegni e particolareggiati schemi, grazie la quale si potevano agevolmente apprendere uso e caratteristiche delle varie armi da fuoco, composizione dei diversi esplosivi e congegni, calcoli balistici nonché formule per demolizioni e sabotaggi,...


I costi umani di una “missione umanitaria”

Feb 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
La guerra è finita. Il Kosovo è ormai liberato. Ma tanti sono i problemi quotidiani di un territorio che si avvia all’indipendenza. La politica è in panne e la guerriglia va riorganizzandosi. Il futuro della regione dipenderà dalle scelte dell’Occidente Quando Artan indossò per la prima volta quell’uniforme, di due misure più grande – uno scudetto dell’Esercito di Liberazione del Kosovo rosso sfolgorante cucito sulla spalla destra – non poteva sapere che il nuovo millennio si sarebbe aperto con una nuova occupazione della terra per la quale si apprestava a combattere. Fantastoria? Non la pensano così gli irriducibili dell’UCK, l’ufficialmente disciolto esercito indipendentista, che continuano a combattere una battaglia fatta di terrore e vendette per liberare dai kosovari non-albanesi il Kosovo “occupato” dall’ONU. Infatti, nel momento in cui Milosevic dichiarò la resa, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite emanò una risoluzione, la 1244, che avrebbe dovuto regolare la presenza di militari e civili stranieri sul suolo jugoslavo, di cui il Kosovo era parte integrante. A Milosevic si garantiva così l’immodificabilità dei confini della Repubblica Federale Jugoslava e quindi il possesso dei giacimenti minerari della provincia contesa. Di lì a poco la forza militare internazionale (KFOR, Kosovo Force) prima, e l’ONU poi, si sarebbero...