Articoli con tags ‘ Guatemala ’


“Guatemala, uno stato mafioso. La comunità internazionale ci aiuti”

Mar 16th, 2016 | Categoria: articoli
di Piero Ferrante
Quando parla, usa un misto di decisione e dolcezza, mettendoci quella tenerezza che qualcuno, già prima di lei, diceva essere necessaria per combattere la causa degli sfruttati. Le mani che gesticolano senza sosta, la voce lieve ma senza indecisioni, gli occhi scuri puntati sempre dritti davanti a sé, una figura esile ma che non tradisce neppure per un istante tentennamenti. Claudia Samayoa, in visita a Torino per un evento pubblico organizzato dalle Acli provinciali, si concede a Narcomafie per un’intervista che, più che altro, è un grande appello. A rompere il silenzio internazionale sul Guatemala. Silenzio che genera solitudine, in uno Stato condannato dalla geografia a essere periferia dell’Impero. Ruolo triste, soprattutto se il centro, potente, potentissimo, è lì a un tiro di schioppo. E se quel centro ha nella sua strategia internazionale il controllo del backyard. Dal 2000 la Samayoa coordina l’Udefeugua, sigla che indica l’Unità per la protezione dei difensori dei diritti del Guatemala. Le sue lotte, molte delle quali combattute al fianco del premio Nobel per la Pace Rigoberta Menchù, “spaventano i tiranni”, come avrebbe scritto il poeta Marcos Ana. La Samyoa infatti è anche membro della Convergenza per i diritti umani del Guatemala e la coalizione...


Flash sul Guatemala e il narcotraffico nel 2015

Apr 27th, 2015 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Il Guatemala è uno dei paesi dell’America Latina che più ha conosciuto crisi, ingiustizie e sviluppo disordinato negli ultimi anni. La democrazia è una “novità” degli ultimi diciannove anni da quando, cioè, terminò una guerra civile, con decine di migliaia di vittime, durata trentasei anni, tra governi autoritari di destra e guerriglieri di sinistra. Qui, la mancanza di acqua le scarse coltivazioni di mais, riso, patate e fagioli, rendono la situazione generale molto precaria. Oltre il 50% della popolazione vive sotto la linea della povertà. Le elezioni per il nuovo presidente della Repubblica, previste a settembre 2015 (contestualmente alla elezione del vice presidente, di deputati e di oltre trecento municipalità), saranno un banco di prova importante per cercare di ridare slancio all’economia e risollevare il paese da una situazione economico sociale particolarmente insoddisfacente. Il territorio guatemalteco è, ancora oggi, quello più frequentemente utilizzato dai narcotrafficanti colombiani per l’invio di cocaina verso il mercato nordamericano ma che è anche territorio di “insediamento” dei cartelli messicani (di Sinaloa e dei Los Zetas) e terreno di scontro con i gruppi guatemaltechi che vorrebbero mettersi in proprio nel commercio della cocaina. Che il traffico di cocaina sia sempre consistente lo si deduce anche dall’azione di...


Guatemala, accusato di genocidio l’ex ditattore Rios Montt. Un processo storico

Mar 26th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Kolocho
Città del Guatemala, martedì 19 marzo, Piazza dei Tribunali, dove ha sede il palazzo di giustizia, è tagliata in due. Da un lato i familiari delle vittime e dall’altro i sostenitori di Josè Efraìn Rios Montt, sotto processo per genocidio e crimini contro l’umanità. E’ un processo storico per il Guatemala e la gente si accalca fuori dal tribunale. Rios Montt, ex generale di 86 anni, è  accusato di aver ordinato la morte, la tortura e l’esilio di migliaia di membri delle comunità indigene maya durante il suo governo durato dal 1982 al 1983. La piazza è gremita, 1500 persone tra maya e ladinos. Sembra una metafora della spaccatura dell’opinione pubblica in questi giorni cruciali per il Guatemala. Striscioni sono appesi alle cancellate del palazzo di giustizia, dicono: “Sí hubo genocidio y violación sexual” (C’è stato genocidio e stupro) mentre altri striscioni, sostenuti da ex membri delle Patrullas de Autodefensa Civil, la milizia paramilitare istituita da Montt, affermano che “non c’è stato alcun genocidio”, riprendendo un’affermazione fatta dall’attuale presidente guatemalteco Otto Pérez Molina. Sono le otto di mattina e tra poco, nella sala A del tribunale di Maggior Rischio della Corte suprema di giustizia, avrà inizio il processo che vede coinvolto,...


Intervista a Ingroia: “Ci aspetta il processo più importante della nostra storia”

Ott 31st, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Gianluca Palma
Il procuratore in partenza per il Guatemala, dove andrà per conto dell’Onu, parla del processo sulla trattativa che inizia in questi giorni e della degenerazione della politica in Italia. Sul ddl anti-corruzione che il governo sta varando dice “è insoddisfacente”. Al via in questi giorni il processo sulla trattativa Stato-mafia, “il processo più importante nella storia recente della nostra Repubblica” secondo Antonio Ingroia, pubblico ministero della Procura di Palermo che in questi anni ne ha curato le indagini. A margine di un’iniziativa dal titolo “La mafia ringrazia”, svoltasi il 30 Ottobre a Roma al teatro “Ambra alla Garbatella” organizzata dalla rivista MicroMega, il procuratore ha spiegato a Narcomafie: “Ora inizia la fase di verifica delle prove che abbiamo acquisito in questi anni”. Dott. Ingroia, lei ha dato un contributo essenziale a questo processo, si aspetta un risultato importante? Credo che ci siano le premesse perché possa accertarsi un pezzo di verità su quella trattativa, non credo tutta ma una parte certamente importante si. Ma occorreranno non meno di quattro o cinque anni, visti i tempi i lunghi tempi della giustizia italiana, che sono tali a causa di alcune leggi. Lei recentemente ha dichiarato che dal Guatemala dirà molte più cose di quelle che avrebbe...


Caccia ai narcopescatori

Feb 28th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Dopo l’11 settembre trasportare droga per via aerea è diventato sempre più rischioso. Dal Centroamerica i narcos si riorganizzano via mare. E, in barba allo spiegamento di pattuglie costiere volute dagli Usa, reclutano pescatori disposti a diventare corrieri in cambio di qualche dollaro “El pescadito” a mezzogiorno è un locale affollato di pescatori che, tra una birra e un ceviche (antipasto a base di pesce, ndr.), si raccontano storie e aneddoti. Quando entrano due sconosciuti, sono pochi ad avvedersene. Il loro atteggiamento è sospetto: osservano la gente e, con il cellulare, fotografano gli avventori seduti al bancone. Usciti, mostrano gli scatti a un uomo seduto su un fuoristrada che dà l’“ok”. Rientrano con pistole alla mano e trasformano il bar in un inferno. Trenta i proiettili diretti ai clienti al bancone: 2 muoiono crivellati, altri 3 riportano varie ferite. Il lavoro è terminato, nuove fotografie testimoniano la riuscita dell’agguato.      La legge dei più forti. Il narco vendica gli sgarbi in questa maniera, con sangue e terrore. I pescatori di Quepos, fino a qualche tempo fa un tranquillo villaggio a un paio di chilometri da Manuel Antonio, una delle spiagge turistiche più rinomate della Costa Rica, hanno conosciuto il guadagno facile e gli...