Articoli con tags ‘ Grande Aracri ’


La Dia smantella un’associazione a delinquere specializzata nelle bancarotte fraudolente

Set 1st, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Giovedì 1 settembre, la Direzione investigativa antimafia di Genova ha disposto arresti e perquisizioni in diverse regioni dell’Italia centrosettentrionale, effettuando sequestri preventivi di beni per un valore stimato in oltre 150 milioni di euro. Su mandato della Procura di Piacenza – che coordina le indagini la Direzione Investigativa Antimafia genovese, coadiuvata dalle articolazioni di Milano, Torino e Firenze -, ha eseguito 8 provvedimenti restrittivi e denunciato 14 persone in stato di libertà. Si tratta di soggetti tutti appartenenti a un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di bancarotta fraudolenta, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. I sequestri hanno interessato società e beni aziendali, conti correnti bancari, fabbricati, beni immobili e mobili registrati, tutti illecitamente accumulati, situati nelle province di La Spezia, Massa Carrara, Milano, Piacenza, Prato, Lodi e Siena, e completamente riconducibili al gruppo industriale piacentino “Dorini”, operante nel settore della vendita e assistenza post-vendita di veicoli commerciali Volvo, con ramificazioni in quello immobiliare. L’attività del sodalizio criminale era finalizzata allo svuotamento patrimoniale delle società in stato di insolvenza, trasferendo nel contempo i beni aziendali in aziende di nuova costituzione le cui quote erano intestate a soggetti di fiducia. Le società insolventi venivano trasferite in Bulgaria e Romania per impedire, così, la dichiarazione di fallimento in Italia ed il conseguente esercizio dell’azione penale...


Bologna, la ‘ndrangheta alla sbarra. In Fiera maxiaula bunker il processo Aemilia

Ott 29th, 2015 | Categoria: articoli
Nella Fiera super blindata muove i primi passi il maxiprocesso Aemilia sulla ‘ndrangheta nel Nord Italia: oltre 200 imputati coinvolti per decine di reati. È un avvenimento senza precedenti per la regione Emilia-Romagna, per i numeri e per le dimensioni dell’inchiesta: stanno costituendosi parti civili Comuni, province, associazioni che si occupano di legalità. In Emila la cosca ed i suoi alleati avevano messo le mani su tutto a iniziare dagli appalti per la ricostruzione post terremoto, cercato di condizionare elezioni amministrative in diversi Comuni per pilotare le istituzioni come fossero state burattini. A Bologna un processo del genere non si era mai visto. Lo si capisce dalla frenesia di ufficiali e dirigenti delle forze di polizia che impartiscono ordini perentori a sottoposti che si muovono con discrezione, ma in maniera costante lungo ogni possibile varco o accesso alla zona del bunker. Dentro l’aula da 500 posti, siedono i mammasantissima della cosca Grande Aracri di Cutro. Ci sono i loro picciotti e i prestanome, i professionisti e i politici che con loro hanno fatto affari o trovato accordo. Alla sbarra c’è il “sistema” della ‘ndrangheta che nel giro di dieci anni si è presa parte dell’Emilia Romagna. Ci sono boss e reggipanza che hanno trasformato...


Le condanne del processo “Filottete”, l’inchiesta avviata anche grazie alle dichiarazioni di Lea Garofalo

Lug 23rd, 2015 | Categoria: articoli, Uncategorized
di Marika Demaria
“Quell’uomo non voleva morire. Aveva il diavolo in corpo”. 1995, viale Montello 6, Milano. È notte fonda quando Giuseppe Cosco rientra in casa e riporta questa frase alla cognata, Lea Garofalo. Una frase che la donna, qualche anno dopo, nel 2002, racconterà ai Carabinieri, quando inizierà il suo tortuoso cammino come testimone di giustizia. Cosco aveva così apostrofato Antonio Comberiati, pluripregiudicato, “socio in affari” dei Cosco per quanto riguardava la piazza di spaccio di quella zona milanese. Un omicidio per il quale non si è mai aperto alcun processo, non si è mai individuato il responsabile. Lea Garofalo sarà uccisa la sera del 24 novembre 2009 a Milano; Giuseppe Cosco, dei sei imputati a vario titolo per aver cagionato la morte della donna e averne occultato e distrutto il cadavere, è l’unico che in secondo grado è stato assolto. Comberiati. Un cognome che torna, a distanza di anni, insieme a quello di Lea Garofalo. Grazie infatti anche alle sue dichiarazioni rese nel corso degli anni, il 30 ottobre 2013 – a distanza di undici giorni dai funerali della giovane donna – il comando provinciale dei Carabinieri di Crotone coordinati dalla procura antimafia di Catanzaro ha eseguito l’operazione “Filottete”. Un’inchiesta che ha permesso...


Brescello, sindaco Coffrini non si dimette. E Fava interpella Alfano

Apr 23rd, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Claudio Fava (nella foto), vicepresidente della Commissione nazionale antimafia, si è rivolto al ministro dell’Interno Alfano per sapere se sussistano i presupposti per l’invio di una commissione d’accesso nel comune di Brescello ai sensi dell’articolo 143 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. Il sindaco di Brescello (comune di Reggio Emilia), Marcello Coffrini, ha ammesso pubblicamente, da tempo, di essere in rapporti “di cortesia e frequentazione” con un esponente del clan della ‘ndrangheta di Cutro, in provincia di Crotone, della ‘ndrina “Grande Aracri”. Al sindaco è stato in più occasioni suggerito di dimettersi. Tuttavia sembra che le sollecitazioni provenienti dal mondo politico e implicitamente anche dalla “Commissione d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere”, di cui lo stesso Fava fa parte, non siano di alcun interesse per Coffrini, che permane nel suo ruolo di sindaco.