Articoli con tags ‘ Gomorra ’


Saviano, Maroni e l’antimafia d’autore

Nov 18th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Fabio Anibaldi
La parola illuminante l’ha detta, come spesso capita, Barbara Spinelli: «i misteri di un’opera sono nell’opera, non nell’autore» (“la Repubblica”, 17 novembre). Spinelli si riferiva al berlusconismo, difficile da valutare se ci limitiamo a zoomare sul personaggio e non invece sulla «forza, la stoffa, gli ingredienti» del suo potere. Ma le parole di Spinelli aiutano anche a collocare nel giusto sfondo la polemica tra Roberto Saviano e Roberto Maroni: Saviano che denuncia in tv la diffusione della ‘ndrangheta in Lombardia e il suo “interloquire” con la Lega, Maroni che chiede indignato il diritto di replica ad accuse che giudica infamanti per poi proporre allo scrittore, nel giorno dell’arresto del boss Iovine, di “deporre le armi”. Non è qui in questione il valore delle persone. Saviano ha avuto il merito di scrivere un libro eccezionale, che ha venduto in tutto il mondo perché ha saputo fondere i codici dell’inchiesta con quelli della letteratura, costruendo sulle mafie un racconto convincente e nuovo, lontano sia dalle pedanterie accademiche che dalle riduzioni di folclore. Maroni è un ministro degli Interni che sul fronte della repressione mafiosa ha ottenuto risultati innegabili, peraltro riconosciuti dallo stesso Saviano. È in questione l’idea stessa di mafia che sottostà a questa...


Gomorra perde il suo re, arrestato Antonio Iovine

Nov 18th, 2010 | Categoria: news, prima pagina
Antonio Iovine, classe 1964, da quattordici anni latitante. Una latitanza terminata con un blitz di appena tre minuti da parte della Squadra Mobile di Napoli che lo ha arrestato a Casal di Principe, ad appena un chilometro da casa sua, ospite di un muratore incensurato, Marco Borrata, ora indagato come fiancheggiatore. Iovine, detto O’ninno, nato a San Cipriano d’Aversa, nel casertano, era nella lista dei trenta latitanti più pericolosi stilata dal Viminale, una lista in cui figurano ancora Matteo Messina Denaro, numero uno di Cosa Nostra, e Michele Zagaria, l’altro diarca dei Casalesi. Con Zagaria Iovine ha diretto gli affari criminali del clan, anzi, ne rappresentava l’innovatore, capace di esportarne gli affari anche in basso Lazio, Emilia, Toscana e Lombardia, fino all’Europa. Tramite una fitta rete di affiliati presenti su tutto il territorio e anche in amministrazioni pubbliche, Iovine riusciva sempre a essere informato su appalti e affari in cui potersi infiltrare. Il suo fiore all’occhiello erano la spazzatura e il traffico di rifiuti tossici e ciò gli valse il nomigliolo di “ministro della Mondezza”. Iovine salì al trono dei Casalesi nel 1998 dopo l’arresto di Francesco Schiavone, detto Sandokan per una vaga somiglianza con Kabir Bedi, l’attore dell’omonima fiction televisiva. Iovine e Schiavone oltre...


Dieta all’amianto contro la calura estiva

Lug 28th, 2010 | Categoria: Biutiful Cauntri, news
di Peppe Ruggiero. Giornalista e coautore del documentario Biutiful Cauntri
Con l’arrivo del caldo torrido si consiglia una dieta a base  di verdure, ortaggi e frutta. Andatelo a dire ai cittadini del Triangolo delle Bermude, gli abitanti dei tre comuni vesuviani Boscoreale, Poggiomarino e Striano dove la Procura di Torre Annunziata ha scoperto che  amianto e altri rifiuti tossici pericolosi tra cui vernici, diluenti e solventi, venivano interrati nei fondi agricoli coltivati del Napoletano da un’organizzazione criminale che faceva scomparire cosi’ tonnellate di rifiuti speciali. Concime alla diossina, insalata all’amianto, verdure verniciate. Come nel film Gomorra. Piu’ di quello visto nel documetario Biutiful Cauntri.   (altro…)


In manette attore di Gomorra

Nov 10th, 2008 | Categoria: news
Bernardino Terracciano, 53 anni, originario di Villa Literno in provincia di Caserta, attore nel film “Gomorra” di Matteo Garrone, è stato arrestato nell’ambito di un blitz contro il clan dei Casalesi il 10 ottobre scorso. In manette altre 8 persone, mentre tre risultano ricercate. Tra esse il super latitante Giuseppe Setola, ritenuto il leader del gruppo di fuoco responsabile della strage di Castel Volturno del 18 settembre scorso, in cui morirono 6 extracomunitari.


L’ipocrisia del “Plan Campania”

Lug 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Napoli come Bogotà, un parallelo azzardato ma, alla luce dei fatti, neanche troppo. Identico l’approccio emergenziale, identici i fallimenti delle strategie. Che finiscono (loro malgrado?) a salvaguardare l’interesse di una casta con pochi scrupoli   «Come la Colombia», «… non è la Colombia», «… misure da Colombia»: dopo l’annuncio di mandare le truppe sulle strade italiane si sono lette frasi ad effetto e accostamenti forse forzati. Ma solo un po’. Negli ultimi tempi, l’Italia sembra correre a grandi falcate verso il peggio dell’immaginario internazionale quanto a violenza, corruzione, delinquenza e autoritarismo. In questa rincorsa Napoli e la Campania sovrastano persino la Calabria e la Sicilia, pur legate da vari affari sporchi con la Colombia. Le accomuna  anche un rigido controllo informativo: in Colombia, come a Napoli, i conflitti moderni si vincono più con giornali e televisioni che con le armi.    Dove i media non arrivano. 19 giugno scorso: nell’aula bunker del carcere di Poggioreale si attende il verdetto d’appello per il clan dei Casalesi. Pochi chilometri a nord, a Chiaiano, amministratori, cittadini e militanti dei centri sociali decidono come rispondere all’imposizione della discarica da parte del sottosegretario Guido Bertolaso. Due notizie importanti, ma la prima sovrasta, fino ad annullarla, l’altra.  È comprensibile: più che...


Saviano, i Casalesi, i politici

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Lunedì 17 settembre, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico campano, Roberto Saviano è tornato a Casal di Principe, la città feudo della camorra da cui, un anno prima, aveva esortato la popolazione a ribellarsi ai mafiosi. Il gesto di gridare «Iovine, Schiavone, Zagaria, non valete nulla! Loro poggiano la loro potenza sulla vostra paura, se ne devono andare da questa terra», gli era costato, unitamente al successo del best seller Gomorra, l’imposizione di una scorta a tutela della sua incolumità. La manifestazione, fortemente voluta dall’assessore regionale alla cultura Corrado Gabriele, doveva essere l’occasione per parlare di legalità e democrazia agli studenti là dove ce n’è più bisogno. L’assessore aveva puntato molto sul linguaggio dei simboli, non solo pretendendo la presenza di Saviano nonostante le esortazioni della procura di Napoli a disdire l’invito per motivi di sicurezza, ma riservando due sedie in prima fila ai super latitanti Antonio Iovine, di San Cipriano d’Aversa, e Michele Zagaria, di Casapesenna. Ai quali, nei giorni precedenti, Gabriele aveva inviato una provocatoria lettera aperta (tradotta in otto lingue e spedita ai rappresentanti dei paesi dove la camorra gestisce i propri traffici) attraverso la quale li invitava in piazza a Casal di Principe, visto il ruolo determinante...