Articoli con tags ‘ globalizzazione ’


Criminalità organizzata e globalizzazione

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Le mafie assomigliano sempre di più a imprese commerciali transnazionali. Per contrastarle è fondamentale la cooperazione giudiziaria internazionale tra gli Stati sui cui territori operano le organizzazioni criminali. Ecco com’è disciplinata la materia dalla normativa interna e dalle fonti internazionali (altro…)


Economia corsara

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Dopo l’11 settembre 2001 le banche americane vengono private della possibilità di fare affari con i paradisi fiscali: è la legge contro il terrorismo contenuta nel Patriot Act. L’epicentro del riciclaggio si sposta dagli Usa all’Europa. Che diventa la “lavanderia del denaro sporco”: un affare per ’ndrangheta e cartelli colombiani (altro…)


Speciale Contromafie – Stati generali dell’antimafia 2009

Ott 1st, 2009 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_10_2009 In occasione di Contromafie 2009, Narcomafie esce con un’edizione speciale. Novantasei pagine per fare un bilancio delle strategie di prevenzione e contrasto al crimine organizzato e comprenderne il grado di condizionamento su economia, politica e società. Più di trenta interventi per conoscere il ruolo dell’ associazionismo, del mondo della cultura e dell’informazione come scudo contro lo strapotere mafioso. Un monografico dedicato a chi vuole saperne di più e non vuole restare a guardare. (altro…)


Come rifiuti politici

Apr 10th, 2005 | Categoria: recensioni
Ci vuole la saggezza visionaria dei grandi vecchi per farci capire quello che sta avvenendo, i processi nei quali siamo immersi fino al collo. Ci vuole un sapere autenticamente eclettico per tracciare un ritratto della contemporaneità nel quale ciascuno potrà riconoscere, con non poca inquietudine, il proprio volto. L’ottantenne Bauman è uno dei più influenti pensatori della nostra epoca, uno che aiuta davvero ad orientarsi nel guazzabuglio che sembra essere diventato il mondo. E può farlo perché la sua è una sociologia di confine e sul confine. Nell’era dell’abolizione dei confini e del vecchio ordine geopolitico, anche le frontiere del sapere sono venute meno, e una sociologia che non si nutra di filosofia, di letteratura e di poesia ha ben poche speranze di capire gli oggetti della propria indagine. In Vite di scarto Bauman continua a fissare lo sguardo su quella diffusione planetaria del modello di vita occidentale «che ha trasformato in modo surrettizio ma radicale il contesto in cui affrontiamo le sfide della vita, invalidando le saggezze esistenti e rendendo necessario un ripensamento delle strategie di vita». Nel farlo si serve della metafora del rifiuto. I processi di produzione hanno nei rifiuti il loro “segreto oscuro e vergognoso”, ma ora che...


Un mondo in mobilità

Mar 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Per merci, capitali e servizi la globalizzazione è la parola d’ordine. Ma quando si tratta di uomini e donne valgono invece logiche difensive e contenitive. Eppure le migrazioni sono un aspetto fondamentale dello sviluppo… Difficile immaginare l’orrore provato dai pescatori di Porto Palo (Sr) che nell’issare le loro reti fanno la macabra scoperta di cadaveri impigliati. Era il 4 gennaio 1997; il 26 dicembre 1996 tra la Sicilia e Malta era affondata una nave carica di clandestini asiatici. I morti furono 283.  Non è stata la prima volta e purtroppo neanche l’ultima. Il Mediterraneo è oramai divenuto una tomba per molti immigrati che hanno preferito sfidare le leggi del mare piuttosto che le intemperanze delle leggi degli uomini. Uno strano destino, il suo: trasformarsi da culla di culture e popoli a cimitero delle vittime delle storture del sistema economico globale.   Stime non ufficiali del 2003 parlano di almeno 332 vittime e di 234 superstiti, cifre che, sommate a quelle degli anni precedenti, danno l’idea dello spaventoso genocidio in atto e che, al di là di valutazioni etiche, impongono alcune riflessioni di carattere essenzialmente politico. Ricchi ma vecchi L’immigrazione ha oramai raggiunto una valenza globale: circa 175 milioni di individui, inclusi 10,4 milioni di rifugiati, risiedono al di fuori dei propri...


Il baratto ci salverà

Feb 10th, 2004 | Categoria: recensioni
Prima che l’euro fosse, il cauri fu. Le popolari conchigliette delle isole Maldive e dell’arcipelago delle Laccadive sono state la prima moneta veramente internazionale. Per secoli favorirono gli scambi commerciali dall’Africa alla Cina; lo stesso Marco Polo le commerciava. Avevano però anche altre valenze, in particolare in Africa, dove il mercato non era – e non è – solo questione di profitto, ma soprattutto di relazioni umane. Non fu facile, quindi, per le potenze coloniali del XIX secolo imporre l’uso delle monete ufficiali: non restò che rastrellare le conchigliette dalle spiagge delle isole dell’oceano Indiano e riempirsi i galeoni per inondare i mercati africani. I cauri finirono così per svalutarsi irrimediabilmente, ma lo stile del mercato locale non cambiò: ancora oggi, quando nei villaggi del continente nero si celebrano le più importanti cerimonie, non è il “denaro” straniero a farla da padrone; il cauri continua a segnare le relazioni che costruiscono la comunità. È su storie simili che Maurizio Pittau costruisce il libro Economie senza denaro. La Emi, casa editrice degli istituti missionari italiani, da anni sceglie di pubblicare saggi popolari sui temi che sviluppano alternative concrete all’ordine mondiale imposto – con risultati disastrosi – dalla globalizzazione neoliberista. In un mondo dove...


Denuncia in tredici atti

Giu 10th, 2003 | Categoria: recensioni
Nasce dai dibattiti del primo forum di Porto Allegre Un mondo migliore è possibile, libro denuncia costruito attraverso la testimonianza di figure eminenti della cultura mondiale. Il testo è curato ed edito da Gianni Minà, direttore della rivista Latinoamericana e ella collana “Continente Desaparecido” di Sperling & Kupfer. «Tredici prestigiosi rappresentanti del mondo schierato in prima linea nelle battaglie quotidiane per la difesa dei diritti di tutti – recita l’introduzione – raccontano ognuno dalla propria prospettiva ( l’etica, la politica, la comunicazione, la guerra, la pace, le popolazioni indigene, la giustizia, la fame, la sete, la memoria) una realtà completamente diversa da quella che ci viene descritta, proposta, osannata ogni giorno da quasi tutti i giornali e le televisioni del pianeta, della quale non ha però più alcun legame con la vita vera, della quale, anzi, è spesso una rappresentazione grottesca». Tra le interviste ricordiamo quelle a Lula, attuale presidente brasiliano, a Frei Betto, teologo della liberazione, a Noam Chomsky, linguista di fama mondiale e acerrimo critico della politica dell’amministrazione Bush. E ancora quella a Baltasar Garzòn, giudice spagnolo, allo scrittore Manuel Vasquez Montalban, ai du premi Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel- argentino scampato al destino di desaparecido...


Se la politica ostacola il cambiamento

Mag 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Guerra e globalizzazione, liberismo e povertà, risveglio della società civile e arroganza del potere. Un noto giornalista riflette sulla situazione mondiale, non risparmiando accuse a una certa sinistra e alle democrazie “di facciata” Gianni Minà, partiamo dalla guerra… Vorrei dire subito che le guerre  hanno a che fare con gli interessi delle mafie. C’è un libro di Sandro Calvani e Marta Melis, Saccheggio globale, che ho appena pubblicato nella collana “Continente desaparecido” (edizioni Sperling &Kupfer, ndr.) dove questa verità è dimostrata nei particolari. Credo che in ogni parte del mondo ci sia un tipo di finanza che specula sui traffici illeciti e le guerre sono l’occasione migliore perché questi affari prosperino. In questi business sono coinvolti anche i grandi Stati, quelli che si autodefiniscono civili e democratici. È appena finita la guerra in Sierra Leone o dicono che sia finita – speriamo di sì. Quando vedevamo quel minuto di immagini trasmesso dai telegiornali italiani con i bambini soldato reggere a mala pena fucili ipermoderni, ci doveva sorgere il dubbio che a vendere quelle armi e a metterle in mano ai bambini fossero le grandi nazioni civili e democratiche, quelle leader del settore come Usa, Gran Bretagna, la pacifica Svezia, l’Italia, la Francia. Ma il giornalista...


Se il crimine diventa merce

Mag 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Pubblichiamo di seguito alcuni stralci di “Globalizzazione e criminalità”, di Monica Massari e Stefano Becucci (Laterza 2003, 810) L’espansione della criminalità a livello mondiale e la sua accresciuta pericolosità sono tra gli effetti negativi più visibili del processo di globalizzazione. Su questa posizione convergono sia gli studiosi dei fenomeni sociali, che gli opinion makers e i semplici cittadini che, secondo i risultati dei sondaggi periodicamente diffusi dalla stampa, vedono nella criminalità variamente intesa una fonte di profonda insicurezza esistenziale. Sono pochi, però, coloro che si interrogano su quale sia la reale portata del fenomeno, le sue caratteristiche peculiari e le linee di tendenza ipotizzabili sulla base dei dati a disposizione. Il riferimento al legame esistente fra globalizzazione e criminalità è il più delle volte generico, se non orientato a demonizzare fenomeni, come le migrazioni, che con la criminalità ben poco hanno a che fare. Occorre invece capire se siamo in presenza di forme nuove di criminalità rispetto a quelle conosciute in passato e quali sono le caratteristiche che il fenomeno assume in epoca di globalizzazione. Comprati e venduti […] Le accresciute possibilità di movimento, legate al progressivo abbattimento delle frontiere e alla circolazione di capitali, merci e servizi, nonché all’avvento delle nuove tecnologie, hanno favorito...


Piegati alla finanza globale

Apr 10th, 2003 | Categoria: recensioni
Un libro di forte critica alla globalizzazione così come la conosciamo, questo di Stiglitz. Numerosi sono ormai gli scritti sull’argomento e in quelli nuovi si rischia quantomeno la mancanza di originalità. Non è il caso de La globalizzazione e i suoi oppositori. L’autore – premio Nobel per l’economia nel 2001, consigliere di Clinton e, dal 1997 al 2000, senior vice president e chief economist della Banca mondiale – ha visto le cose dall’interno, nel campo dei fautori della globalizzazione, e dispone dunque di informazioni di prima mano, il che gli permette di esaminare con conoscenza diretta diverse esperienze critiche, determinate – o fortemente aggravate – dalla politica degli organismi deputati a gestire economia e finanza sul piano internazionale. Nel testo si percorrono così diversi scenari, dalle privatizzazioni in Russia alla gestione della recente crisi dell’Est asiatico, dall’aiuto all’Etiopia all’atteggiamento della Cina. L’attenzione si concentra sul Fondo monetario internazionale che, contrariamente a quanto pensava Keynes quando si adoperò per istituirlo, oggi non è finanziatore di deficit impegnato a sostenere la piena occupazione, ma ha assunto una prekeynesiana posizione di austerità fiscale e ricerca di rapido pareggio di bilancio. In effetti la sua azione si fonda – dice Stiglitz – sul...