Articoli con tags ‘ Giuseppe Salvatore Riina ’


Riina jr torna a Corleone da “persona non gradita”

Ott 3rd, 2011 | Categoria: news
Dopo aver scontato una pena di otto anni e dieci mesi per associazione mafiosa, sabato è uscito dal carcere di Voghera e, da Nord a Sud, sono iniziate le prime polemiche. Giuseppe Salvatore Riina, detto ‘Salvuccio’, 34 anni, terzogenito del capomafia Totò Riina, è tornato nella sua Corleone (Palermo), nell’abitazione della madre Ninetta Bagarella, e il sindaco ha già fatto sapere di ritenerlo ”persona non gradita”. Il figlio del boss avrebbe voluto raggiungere Padova e lavorare in un’associazone onlus, ma i giudici gli hanno imposto l’obbligo di dimora e di rientro a casa entro le 21 da scontare proprio a Corleone. Adesso, commenta Salvuccio Riina intervistato dal Corriere della Sera, ”dopo 8 anni e 10 mesi sono un uomo libero. Un uomo che ha studiato, si è diplomato, studia all’università e vuole vivere la sua vita da cittadino di questo Stato riprendendo a lavorare, come è diritto di chi ha pagato il suo conto, come vorrei ricordare a quanti richiamano sempre le regole e le norme della Costituzione”. Chi ha pagato, evidenzia Riina junior dopo le dichiarazioni del sindaco di Corleone e del governatore del...


Ospite non gradito

Apr 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare e obbligo di dimora a Corleone per “Salvuccio” Riina. Forti i timori del Comune per il ritorno in paese del terzogenito del boss Totò. A preoccupare è soprattutto la possibile riorganizzazione della “famiglia”. Ma Corleone reagisce all’unanimità e dalla voce del primo cittadino comunica che «la città non è quella che lui ha lasciato anni fa»   Non è un fatto di poco conto che lo scorso 29 febbraio il Consiglio comunale di Corleone abbia approvato all’unanimità un ordine del giorno denunciando che «la scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare di Giuseppe Salvatore Riina… con l’obbligo di soggiorno a Corleone, in questa terra dove i segni ed i simboli hanno importanza, ha turbato l’opinione pubblica, ingenerando uno stato di preoccupazione…». Come non è da sottovalutare la rappresentazione dello «stato di disagio della Città» e l’invito agli Organi dello Stato «a valutare ogni utile iniziativa per garantire serenità e sicurezza ai cittadini di Corleone ed ai loro rappresentanti nelle Istituzioni».    I traguardi dell’antimafia. Con quest’atto il Consiglio comunale ha voluto esprimere una forte critica alla lentezza della giustizia italiana, che ha provocato – come nel caso di Riina jr. – la scarcerazione di un...


Sindaco, lei predica bene e razzola male?

Ott 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Un’ottima idea dell’Amministrazione comunale corleonese: una kermesse dedicata all’antimafia (e finanziata grazie a questo). Peccato che in cartellone non ci fosse niente a riguardo. E che sia stato scelto uno slogan già coperto da copyright. Appartiene ad alcuni parenti di Totò Riina, che ora annunciano azioni legali Nel maggio del 2002, appoggiato da tutti i partiti del Polo, per l’on. Nicolò Nicolosi fu una “passeggiata” diventare sindaco di Corleone. E lui, democristiano di lungo corso, che era passato indenne dalla tempesta di Tangentopoli (arrestato per voto di scambio nel 1993, fu poi assolto e risarcito), provò persino a far sognare la gente con l’ambiguo slogan “Corleone Capitale”, usato in maniera martellante per tutta la campagna elettorale. Appena insediatosi, però, collezionò due “scivoloni” uno dietro l’altro. Prima nominò suo assessore il legale di Gianni Riina, figlio primogenito di don Totò, ex capo dei capi di Cosa Nostra; poi difese pubblicamente il diritto dell’altro figlio di Totò “u curtu”, Salvuccio, a gestire in pace l’Agrimar, un’azienda di macchine agricole. L’assessore riuscì a sedere un solo giorno sulla sua poltrona in municipio, perché poi fu costretto a dimettersi. Salvo Riina una settimana dopo venne arrestato per associazione mafiosa e l’Agrimar chiusa dalle autorità. Antimafia, ma...


Condannati i figli di Riina

Feb 10th, 2005 | Categoria: news
Doppia condanna per i figli dell’ex boss dei Corleonesi Totò Riina. Il 24 gennaio scorso la Corte di Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo per il primogenito Giovanni, autore nel ’95 di un quadruplice omicidio a Corleone.  Le vittime furono Giuseppe Giammona, la sorella Giovanna, il marito di quest’ultima Francesco Saporito e Antonino Di Caro. Giovanni Riina era già stato condannato per associazione mafiosa a quattro anni e mezzo, ed è detenuto in carcere dal ’97. Il 31­­ di­cem­bre scorso è stato condannato anche il fratello più giovane, Giuseppe Salvatore. La quinta sezione del tribunale di Palermo lo ha condannato a 14 anni e 6 mesi di reclusione – oltre che a 3 anni di libertà vigilata, una volta espiata la pena, e all’interdizione legale e perpetua dai pubblici uffici – per associazione mafiosa finalizzata alla gestione degli appalti, riciclaggio ed estorsione. I Pm della Dda Maurizio De Lucia e Roberta Buzzolani avevano chiesto la condanna a 15 anni. Secondo i magistrati, dopo l’arresto del padre e del fratello maggiore, era il piccolo Riina a seguire gli affari di famiglia.