Articoli con tags ‘ Giuseppe Rogoli ’


Undici arresti tra Puglia e Albania. E’ la nuova Sacra Corona Unita, tra droga e gioco d’azzardo.

Set 29th, 2010 | Categoria: prima pagina
di Matteo Zola
Albania, lungomare di Valona, tutto era pronto per l’inaugurazione – venerdì prossimo, primo ottobre – di un nuovo casinò. Albino Prudentino, boss di una rinata Sacra Corona Unita, gestiva oltre lo stretto di Otranto un ampio business incentrato sul gioco d’azzardo. Prudentino era stato lungimirante: “Perché questo lavoro non lo conosceva nessuno”. Con queste parole, intercettate dagli investigatori, il boss spiegava come gli introiti derivanti dal gioco d’azzardo e dai videopoker aprissero nuove possibilità rispetto al contrabbando di sigarette, vecchio business della Sacra Corona. A rompere le uova nel paniere a Prudentino è stata un’azione dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Brindisi che lo hanno arrestato su ordine della Procura distrettuale antimafia. L’azione è avvenuta contestualmente a una serie di ordinanze di custodia cautelare spiccate contro altri dieci esponenti della malavita pugliese tra cui Daniele Vicientino che, con l’aiuto di Ercole Penna, aveva ricostituito la struttura verticistica della Sacra Corona Unita, fondata da Giuseppe Rogoli – storico boss oggi soggetto al “carcere duro”- al quale però si continuava a fare riferimento. Secondo l’indagine, partita nel 2007 e denominata “operazione Calipso”, Vicientino e Penna avevano riorganizzato il sodalizio che tenne uniti i clan della Sacra Corona ai tempi di Pino...


Puglia, la mafia di “Coppe” e “Batterie”

Set 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
In molti ancora ipotizzano che la questione mafiosa in Puglia sia sinonimo di Sacra Corona Unita. Niente di più fuorviante e riduttivo. La SCU, nata ufficialmente in carcere nel 1983 con un rito di affiliazione, è localizzata in un ambito geografico ristretto, tra Brindisi e Mesagne. L’organizzazione, fondata da Giuseppe Rogoli, aveva ambizioni regionali, ma l’attività mafiosa pur alleata col cerignolano Giuseppe Caputo e col foggiano Giosuè Rizzi, si è frammentata: oggi è suddivisa in cinque gruppi chiamati “la Coppa”: la Sacra Corona Unita, La Rosa, La Nuova Famiglia Salentina, la potente Società Foggiana (scolarizzata dalla Camorra di Raffaele Cutolo) e le feroci Batterie Garganiche (Romito, Libergolis, Ciavarella, Tarantino). Alcuni esperti magistrati, impegnati in solitaria nell’ex California d’Europa a fronteggiare il dilagante fenomeno, concordano nell’affermare che i gruppi mafiosi pugliesi agiscono come “cani sciolti”, privi di un’aggregazione unitaria. Attualmente il ministero dell’Interno stima, ma per difetto, che in Puglia sono attive una cinquantina di cosche con 4 mila affiliati, molti dei quali tornati precocemente in libertà grazie all’indulto dell’anno scorso. Questo è l’esercito mafioso: la mano militare che spara alla bisogna. Ma anche in questa regione l’assalto al potere e all’economia è guidato dalle mafie istituzionali, quelle dai colletti inamidati,...