Articoli con tags ‘ Giuseppe Linares ’


Trasferito il comandante dei Ros di Firenze che indagò anche sull’imprenditore Bulgarella

Ott 17th, 2016 | Categoria: articoli
di Rino Giacalone
Una scena già vista nel nostro Paese. Bravi investigatori che con la scusa di una promozione vengono rimossi dal loro incarico e mandati altrove. A Trapani questa scena la conosciamo bene. Il dirigente della Mobile Giuseppe Linares promosso non ha potuto più guidare l’ufficio investigativo della Questura. Questioni di grado. La Mobile di Trapani non è previsto che possa essere diretta da un primo dirigente quale era diventato Linares dopo anni di contrasto alla mafia trapanese e alla dilagante corruzione, e così Linares fu mandato dapprima alla divisione anticrimine poi a far da direttore alla Dia di Napoli. Anni dopo stessa cosa si è determinata per il successore di Linares, Giovanni Leuci, anche lui prossimo alla promozione, dopo avere riempito pagine di rapporti sulle connessioni tra mafia e ndragheta, sui traffici di cocaina, è stato mandato a Varese. Adesso la stessa cosa accade a Firenze che è lontana da Trapani ma solo geograficamente perché mille affari illeciti le tengono vicine e già questo dai tempi di Gian Giacomo Ciaccio Moltanto il pm ucciso dalla mafia nel 1983 quando era prossimo a trasferirsi alla procura fiorentina. La sorte toccata a Linares e Leuci adesso riguarda un ufficiale dei Ros, l’ex comandante...


Trasferimento a Napoli di Giuseppe Linares: la risposta di Alfano

Feb 4th, 2014 | Categoria: articoli
di Rino Giacalone
Un paio di interrogazioni parlamentari rimaste nel cassetto da mesi, infine il ministro dell’Interno Alfano è stato di parola. Quando qualche settimana addietro il capogruppo al Senato di 5 Stelle, il senatore Santangelo, lo aveva accusato di fuggire via dai suoi obblighi parlamentari, non rispondendo in aula alla interrogazione – calendata –  sul trasferimento a Napoli dell’ex capo della divisione anticrimine della Questura di Trapani, Giuseppe Linares (nella foto), il capo del Viminale aveva risposto affermando che avrebbe parlato del caso in commissione antimafia. E ieri, lunedì 3, così è stato. Linares, ex capo della Mobile di Trapani, promosso primo dirigente alcuni anni addietro e posto alla guida della divisione anticrimine (dove ha fatto lievitare notevolmente il numero delle proposte di sequestro di beni a mafiosi e favoreggiatori), dall’autunno scorso ha lasciato la Sicilia e posto a capo della direzione Dia di Napoli. “Promoveatur ut amoveatur” per tanti, un esperto “cacciatore” di mafiosi, Matteo Messina Denaro in testa, portato ad occuparsi di altra mafia, la camorra. Il ministro Alfano  ha parlato del trasferimento in termini di emergenza. Parlando della latitanza (ventennale) di Matteo Messina Denaro, boss del Belice e non solo, il latitante numero uno di Cosa nostra, ha detto in...


“Siamo stati ad un passo da prendere Matteo Messina Denaro”. La testimonianza di Giuseppe Linares

Mag 2nd, 2012 | Categoria: articoli
di Rino Giacalone
Tribunale di Marsala, udienza del 27 aprile contro Matteo Messina Denaro più altri. Lui è il capo mafia appena 50 enne, boss indiscusso di Castelvetrano e della cupola provinciale di Trapani, latitante da 19 anni, dal giugno del 1993; gli altri sono i suoi complici, i più stretti “picciotti”, quelli maggiormente fidati, poi ci sono i “postini”, i favoreggiatori, quelli della manovalanza, ma anche l’alter ego, il cognato Vincenzo Panicola. Aula strapiena, ma non è pubblico normale, sono i parenti degli imputati, Giuseppe Linares li sfiora entrando in aula. Linares è l’ex capo della Squadra Mobile di Trapani, quello che più di altri ha guidato la “caccia” al super boss. O meglio quando si era messo in carreggiata per fargli terra bruciata attorno, è stato promosso e portato ad altro incarico. Prima di allora aveva inanellato un successo dietro l’altro, dalla metà degli anni ’90 in poi inseguendo la corruzione di politici e burocrati, gli imprenditori a disposizione della mafia, gli appalti pilotati, il voto di scambio, era riuscito ad arrivare ai nascondigli di tutti i latitanti, mancava, e manca, l’ultimo, Matteo Messina Denaro per l’appunto. Per la sua cattura il Viminale ha messo su un pool, ne fanno parte...


Trapani, minacce a Giuseppe Linares

Giu 10th, 2009 | Categoria: news
La scritta “Più Capaci, meno Linares”, con una croce, è comparsa su un cavalcavia di Trapani, in frazione Fulgatore, la notte tra il 23 e il 24 giugno. La frase è stata prontamente cancellata e in città sono circolati volantini di sostegno al capo della mobile. La genesi del gesto, forse, va ricercata in due importanti operazioni di polizia condotte da Linares nei giorni precedenti. Il 16 giugno l’operazione Golem aveva scoperto e disarticolato una rete di fiancheggiatori del boss Matteo Messina Denaro, che aveva permesso al boss di Castelvetrano, latitante da 16 anni, di viaggiare all’estero con documenti falsi e continuare a tenere contatti con decine di boss mafiosi trapanesi rinchiusi in regime di 41 bis in diverse carceri italiane. Gli arresti,  su richiesta dei pm della Dda di Palermo Scarpinato, Principato, Guido e Micucci sono stati eseguiti a Roma, Trapani, Palermo e Piacenza. Perquisizioni sono state disposte nelle carceri abruzzesi, campane, siciliane e calabresi. Dall’inchiesta, che ha portato all’esecuzione di 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere, sono emersi i viaggi del boss in Austria, Svizzera, Grecia, Spagna e Tunisia. I suoi interessi si spingerebbero fino al Venezuela, dove in passato sono stati arrestati i latitanti Vincenzo Spezia e...


Delitto Rostagno, svolta nelle indagini

Apr 10th, 2008 | Categoria: news
Le indagini sulla morte di Mauro Rostagno – giornalista della rete televisiva di Trapani “Rtc” e anima della comunità di recupero Saman di Valderice, ucciso a colpi di fucile la sera del 26 settembre 1988 – sarebbero a una svolta. Secondo una perizia balistica, effettuata con le più recenti tecnologie, sui proiettili che hanno ucciso l’ex esponente di Lotta continua, l’arma che ha sparato sarebbe stata utilizzata in precedenti delitti di mafia. Cadrebbero, dunque, definitivamente le piste investigative che avevano cercato i mandanti dell’omicidio al di fuori di Cosa nostra trapanese. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della Dda di Palermo Antonio Ingroia e sono condotte dalla Squadra mobile di Trapani guidata da Giuseppe Linares. Gli inquirenti stanno verificando le acquisizioni investigative relative ai delitti di mafia connessi all’arma incriminata per individuare esecutori e mandanti. Attualmente indagato risulta l’ex boss di Trapani Vincenzo Virga, arrestato per mafia il 20 febbraio 2001. Alcuni collaboratori di giustizia avevano già parlato in passato del coinvolgimento di Cosa nostra nel delitto. Vincenzo Sinacori, ex killer di Mazara del Vallo, ha raccontato di un incontro tra Francesco Messina Denaro (di Castelvetrano, padre del super latitante Matteo) e il mazarese Francesco Messina durante il quale...


In manette il re dei supermarket

Gen 10th, 2008 | Categoria: news
Il 20 dicembre 2007 è stato arrestato a Castelvetrano Giuseppe Grigoli, 58 anni, titolare della Società “Gruppo 6 G.D.O. srl”, che controlla 46 supermercati “Despar”, marchio della grande distribuzione alimentare in Sicilia. L’accusa è di concorso in associazione mafiosa. La società, con un capitale sociale di 12.500.000 euro, è stata sequestrata. Secondo i magistrati della Dda di Palermo Michele Prestipino, Marzia Sabella, Roberto Piscitello e Costantino de Robbio, coordinati dagli aggiunti Roberto Scarpinato e Giuseppe Pignatone, socio occulto di Grigoli sarebbe il superboss latitante Matteo Messina Denaro. L’alleanza avrebbe consentito a Grigoli l’espansione dei suoi affari da Castelvetrano a tutta la provincia di Trapani e a quelle di Agrigento e di Palermo. L’inchiesta nasce da alcuni pizzini inviati a Bernardo Provenzano da Messina Denaro e ritrovati dagli inquirenti nel covo di Corleone dove “Binnu ’u Tratturi” fu arrestato l’11 aprile 2006. Il capo della squadra mobile di Trapani Giuseppe Linares ha dichiarato che «Grigoli è il modello di imprenditore che la nuova svolta di Confindustria deve puntare a isolare».