Articoli con tags ‘ Giuseppe Fava ’


Il viaggio di Pippo non è finito

Mar 22nd, 2016 | Categoria: articoli
di Piero Ferrante
Cinquant’anni, letti sui libri di Storia, paiono poco più d’un soffio di fiato. Vederli scorrere, per chi c’era e c’è, dev’essere tutta un’altra cosa. Anno 1966. Cinquant’anni appunto. 48, per i maniaci della matematica. Di sicuro, più d’un’epoca fa. Diverso era il mondo, diverse le ripartizioni. Uguali sono la gioia sottesa al vivere e il dolore al morire, la rabbia del mare, l’alternanza delle stagioni. E la Sicilia. Il 1966 è l’anno del Processo alla Sicilia. Un meraviglioso affresco meridionalista, per metà verista e per il resto pasoliniano, dipinto a parole da Pippo Fava sul giornale catanese La Sicilia. 35 reportage e altrettante tappe di un lungo viaggio nelle viscere dell’isola. 48 anni dopo, I Siciliani giovani riprendono le tracce sparse in giro da Fava. A seguirle, è stata la fotografa Mara Trovato. Tornando negli stessi paesi, tra le stesse strade di montagna, nelle stesse periferie, guardando gli stessi muri scrostati, le stesse feste popolari e religiose, la Trovato ha immortalato gli attimi infiniti del vivere siciliano. E da qui, da questa alternanza di vecchie parole e nuove immagini (che, in verità, non si capisce bene dove finiscano le une e comincino le altre e quanto scambiabili possano essere gli attributi) nasce l’e-book Il viaggio non...


Un Uomo

Gen 5th, 2016 | Categoria: prima pagina
da I Siciliani 1984
L’editoriale firmato dalla redazione de I Siciliani nel gennaio 1984, all’indomani dell’omicidio di Pippo Fava, direttore e fondatore della rivista.    Pippo Fava ha scritto un sacco di libri, e cose di teatro anche. Però Pippo Fava non è mica uno importante. Per esempio, arriva una centoventiquattro scassata, dalla centoventiquattro esce uno con la faccia da saraceno e un’Esportazione che gli pende da un angolo della bocca e ride e quello è Pippo Fava. Bene, un giorno a Pippo Fava gli dicono di fare un giornale, è una faccenda strana affidare un giornale a Fava che, dice la gente perbene, è uno che non si sa mai che scherzi ti combina: comunque il giornale c’è, si chiama il Giornale del Sud e subito Pippo Fava lo riempie di ragazzi senza molta carriera ma in compenso mezzi matti come lui. «Tu, come ti chiami?». «Così e cosà». «E cosa vorresti fare?». «Mah, politica estera…». «Ok, cronaca nera». La cronaca, al Giornale del Sud, la si fa all’avventura. Non si conosce nessuno, si parte proprio da zero. Ci sono storie divertenti, tipo quella del povero emarginato napoletano che arriva in redazione e tutti fanno i pezzi commoventi sul povero emarginato e poi arriva Lizzio dalla questura per un paio di stupri… Si...


“I mafiosi sono in Parlamento” l’ultima intervista di Giuseppe Fava

Gen 5th, 2016 | Categoria: prima pagina
a cura di Piero Ferrante
Questo di seguito è il testo dell’ultima intervista di Giuseppe Fava rilasciata il 28 dicembre 1983 a Enzo Biagi durante la trasmissione Film Story.   Biagi: Fava, nei tuoi racconti sulla mafia a che cosa ti sei ispirato? Fava: Biagi mi ispiro alle mie esperienze giornalistiche. Si sta facendo un’enorme confusione sul problema della mafia. Ti faccio un esempio: i fratelli Greco, accusati dell’omicidio del giudice Chinnici sono degli scassapagghiari, delinquenti da tre soldi. I mafiosi sono in ben altri luoghi e in ben altre assemblee. I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Se non si chiarisce questo equivoco di fondo…, cioè non si può definire mafioso il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale. Questa è roba da piccola criminalità che credo faccia parte ormai, abiti in tutte le città italiane, in tutte le città europee. Il problema della mafia è molto più tragico e più importante, è un problema di vertice della gestione della nazione ed è un problema che rischia di portare alla rovina, al decadimento culturale definitivo l’Italia. Biagi: E’ vero che la realtà spesso...


Il giornalista che “puntava il dito sulla normalità”. 32 anni fa l’omicidio di Pippo Fava

Gen 5th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
Catania, 5 gennaio 1984. E’ un giovedì di inizio anno. Giuseppe Fava, per tutti Pippo, sta uscendo dalla redazione del mensile I Siciliani, il giornale di cui è fondatore e direttore. Sono le 21.30. La sera è inoltrata. Fava sale a bordo della sua auto, una Renault 5. Ha fretta. Deve andare, di corsa, al teatro Verga. Francesca, la sua nipotina, sta recitando in Pensaci Giacomino. E’ contento, Pippo. Ma in via dello Stadio, appena prima di mettere piede giù dalla macchina, cinque colpi di 7,65 lo freddano.  Alla nuca. L’esecuzione è mafiosa. Il giornalista muore sul colpo. La Storia ci restituisce l’immagine di un’auto ferma su un marciapiede, di fronte a una serranda abbassata, sotto il manifesto che pubblicizza un circo, il finestrino in frantumi. Pippo è dentro. Una sorte segnata, quella di Fava. Lui, nato e cresciuto a Palazzolo Acreide (Siracusa) da una famiglia di maestri elementari e nonni contadini, col talento per la parola in una Sicilia muta di fronte alla mafia. Giornalista per scelta, dedito alla verità. Mestiere per amor del quale rigettò la carriera avvocatizia, quella per cui aveva studiato. La gavetta a Sport Sud, il passaggio attraverso il Giornale dell’Isola e il Corriere di Sicilia l’approdo al quotidiano Espresso...


In memoria di Elena Fava

Dic 28th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Lorenzo Frigerio
La notizia della scomparsa di Elena Fava mi arriva alle prime ore del mattino, mentre sono su un treno diretto a Roma ed è come un pugno nello stomaco all’improvviso. Inizialmente non posso crederci, non mi sembra vero, poi la conferma che toglie ogni residua speranza. Purtroppo. Per la seconda volta e in meno di un anno Libera Informazione si trova a fare i conti con la scomparsa di uno dei suoi soci fondatori. Prima a luglio Santo Della Volpe, presidente e direttore che aveva raccolto il testimone da Roberto Morrione, scomparso nel 2011. E ora Elena Fava, anche lei stroncata da un male implacabile che l’ha sottratta in pochi mesi ai suoi affetti più cari. E a tutti noi. Quando proposi a Roberto Morrione di coinvolgere la Fondazione Fava e, nello specifico, proprio Elena nel cammino tutto da avviare di Libera Informazione, ricordo che Roberto condivise fin da subito il senso della proposta: chiamare lei significava avere nel nostro Consiglio d’Amministrazione un familiare di vittima di mafia e, al tempo stesso, un’associazione/fondazione impegnata ancora oggi nel nome delle idee e del lavoro della vittima stessa, riproponendo in qualche modo sul versante giornalistico l’impostazione vincente di Libera. Memoria e impegno:  un binomio eticamente...


Milano, al via il progetto “Giornalisti contro la mafia”

Ott 29th, 2015 | Categoria: news
Impegno civile, professionalità e coraggio di denunciare: queste le doti che contraddistinguono i giornalisti celebrati da Libera, in collaborazione con diversi atenei milanesi (Statale, Bocconi, Bicocca, Politecnico), nell’ambito del nuovo progetto “Giornalisti contro la mafia”. Il ciclo di eventi si propone di dar rilevanza all’esperienza di quei giornalisti che, attenti e amanti della propria terra, sono entrati in conflitto con le organizzazioni mafiose, pagando a caro prezzo la lotta per la verità. Il primo appuntamento sarà il 20 novembre al Politecnico (Piazza Leonardo) e sarà incentrato sulla figura di Giuseppe Fava, l’intellettuale ucciso dalla mafia il 5 gennaio 1984. Ospite dell’incontro, l’onorevole Claudio Fava, figlio del giornalista. Gli organizzatori hanno infatti comunicato che, per impegni imprevisti e improrogabili dell’ospite Paolo Siani, è stato annullato l’appuntamento del 4 novembre, durante il quale si sarebbe dovuta analizzare la figura di Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985 e fratello, appunto, di Paolo.  Per maggiori informazioni rivolgersi a ondantimafiosa@gmail.com oppure Facebook.com/Uniliberamilano


A teatro per ragionare di ‘ndrangheta

Gen 14th, 2015 | Categoria: cronache sommerse, news, Uncategorized
L’associazione milanese di cultura e spettacolo “Teatro Officina” (www.teatroofficina.it) debutterà, dal 30 gennaio al primo febbraio prossimi, lo spettacolo teatrale dal titolo “Maphia 1963_2015” . Una riflessione sui meccanismi della ‘ndrangheta e mafia anche tra i giovani: lo spettacolo si basa su testi di Tano Avanzato, Massimiliano Vergani e Giuseppe Fava, per la regia di Massimo De Vita e con la partecipazione degli adolescenti del laboratorio “Il centro dell’emozione” del Teatro Officina. Per assistere alla prima nazionale, che si svolgerà in via Sant’Erlembardo 2 a Milano, è necessario prenotarsi attraverso la compilazione dell’apposito form disponibile sul sito oppure inviando un’email all’indirizzo info@teatroofficina.it o telefonando allo 02/2553200 (dal lunedì al venerdì, dalle 14 alle 19). Il costo dell’ingresso è di dieci euro, comprensivo della tessera associativa annuale.  


“Dietro la facciata”: concorso giornalistico Giuseppe Fava

Mar 4th, 2014 | Categoria: news
Il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Direzione Generale per lo Studente, l’integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione, e la Fondazione Giuseppe Fava, in collaborazione con l’agenzia di stampa «Ansa», indicono per l’anno in corso il concorso giornalistico Giuseppe Fava, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Come si legge nel bando di concorso, “il concorso coincide con le celebrazioni del trentennale dell’assassinio di Fava, ucciso dalla mafia a Catania il 5 gennaio 1984, e intende contribuire a ricordare il giornalista che ha sacrificato la propria vita per la piena attuazione della libertà di espressione sancita dall’articolo 21 della Costituzione Italiana. Nella Sicilia degli anni 80, Fava creò un giornale chiamato “I Siciliani” che formò un gruppo di cronisti ventenni ai quali Fava diede una concreta opportunità di formazione professionale e civile. Per loro Fava fu un maestro e a loro diede un esempio che continua a essere un modello anche per i ragazzi che oggi vogliono praticare la professione del giornalista in piena libertà”. L’obiettivo del concorso dal titolo “Apri la finestra sulla tua città e raccontaci dove vedi la mafia, l’illegalità e le ingiustizie” è di sensibilizzare i ragazzi alla conoscenza e all’approfondimento dei temi legati alla...


Modica, al via il Festival del Giornalismo

Ago 30th, 2013 | Categoria: news
Oggi, venerdì 30 agosto, e domani, sabato 31, la cittadina ragusana di Modica sarà la patria dell’informazione. Dibattiti, workshop, incontri con grandi firme di caratura nazionale. Queste le peculiarità della quinta edizione del Festival del Giornalismo, che nel corso degli anni è uscito sempre di più dalla nicchia, affermandosi nel panorama italiano. Il programma della giornata odierna prevede il ricordo dei giornalisti Mauro Rostagno, Giuseppe Fava e Peppino Impastato, affidati a Lillo Venezia (già direttore della testata «Il Male»), Paolo Brogi («Corriere della Sera»), Rino Giacalone («LIberainformazione» e «Il Fatto quotidiano») e Riccardo Orioles («I Siciliani Giovani»). Domani, ampio spazio ai tre laboratori pratici incentrati sulla video inchiesta, sul fotogiornalismo e sulle tematiche ambientali. Previsto inoltre un focus sulla figura di Mukhtar Ablyazov. Il festival del Giornalismo di Modica è organizzato dalla redazione del mensile «Il Clandestino» in collaborazione con l’associazione Libera, con il giornale «I Siciliani Giovani» e con il Comune di Modica. Per maggiori informazioni: http://www.festival-del-giornalismo.it/ (Ma.De.)  


Ciao, Roberto

Mag 20th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
“Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace – per vigliaccheria o calcolo – della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, le violenze che non è stato capace di combattere”. Così scriveva nel 1981, sul “Giornale del Sud”, Giuseppe Fava, il direttore dei “Siciliani” ucciso dalla mafia il 5 gennaio del 1984. Così intendeva la professione Roberto Morrione . La sua passione e la sua tenacia, al termine di una luminosa carriera in Rai, si sono tradotte nella costruzione di un nuovo progetto di informazione accanto all’associazione Libera. Roberto si è spento questa mattina. Per noi tutti è stato un maestro. Lo ricordiamo con il primo documento a cui avevamo lavorato insieme, presentato in occasione degli Stati generali dell’Antimafia (Roma, 17-19 novembre 2006), e che aveva gettato le basi per la nascita di Libera Informazione. A Mara, sempre al suo fianco, alla famiglia e ai colleghi della redazione, va il nostro abbraccio. La...