Articoli con tags ‘ Giovanni Spampinato ’


La storia di Giovanni Spampinato. Torna il libro da cui è nato Ossigeno

Ott 27th, 2014 | Categoria: news
Quarantadue anni fa il giornalista de «L’Ora» venne ucciso a Ragusa. In libreria una versione aggiornata di “C’erano dei bei cani” che ricostruisce la sua storia e il contesto del delitto. Oggi, lunedì 27 ottobre, in occasione dell’anniversario dell’assassinio, torna in libreria in una versione aggiornata il libro che ricostruisce la sua vita e le vicende che portarono alla sua morte. “C’erano bei cani ma molto seri. Storia di mio fratello Giovanni ucciso perché scriveva troppo” uscì per la prima volta nel 2009 e fu presto esaurito. Il nuovo editore Melampo (276 pagine, 15 euro) ha aggiunto a questa ristampa una postfazione nella quale l’autore, il fratello del giornalista ucciso, Alberto, anch’egli giornalista, spiega come è nato questo avvincente racconto che ha il respiro di una storia collettiva e si basa su una sua autonoma inchiesta giornalistica.  «Questo libro – dice l’autore – ha certamente contribuito a mettere fine alla ritualità retorica con cui spesso si ricordavano gli undici giornalisti uccisi in Italia a causa del loro lavoro. Più che il libro – spiega Alberto Spampinato – le riflessioni nate intorno a questo libro hanno fatto comprendere che alcuni drammatici problemi, gli stessi che tanti anni fa affliggevano suo fratello e tanti...


Io, Giovanni e Ragusa quarant’anni dopo

Ott 27th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Alberto Spampinato
Ogni volta che torno a Ragusa, la città in cui sono nato, in cui ho vissuto fino all’età di vent’anni, in cui quaranta anni fa fu ucciso mio fratello, in cui sono tornato a trovare i miei genitori finché ci sono stati, provo un senso di smarrimento. E’ quella sensazione che ho cercato di descrivere, tre anni fa, nel libro “C’erano bei cani ma molto seri”. Mi colpisce, scrissi, la disinvolta smemoratezza di questa città e dei suoi abitanti. L’ho detto per scuotere quell’apatia, sapendo di urtare qualche suscettibilità. Qualcuno mi ha compreso e mi ha manifestato lo stesso sgomento, ma certamente non sono riuscito a smuovere le radici di quella smemoratezza, e forse non ci riuscirò mai. Lascia perdere, mi hanno consigliato le persone che mi vogliono bene, convinciti che è più facile sfondare un muro a testate. Ragusa è fatta così. Bisogna prenderla per quel che è. Capisco, ma non riesco a rassegnarmi. Penso che Ragusa abbia tante buone qualità da vantare e, con poco, se solo recuperasse la memoria, potrebbe diventare una comunità con buone carte da giocare, e io potrei tornarci senza avvertire quel senso di vuoto e di estraneità. Perciò provo e riprovo e cerco di fare...


Ragusa, chiude la sala stampa dedicata a Spampinato

Mag 3rd, 2012 | Categoria: news
La Federazione Nazionale Stampa Italiana chiede a gran voce che la Provincia di Ragusa riveda la sua decisione di chiudere la sala stampa aperta nel 1995 ed intitolata a Giovanni Spampinato (nella foto), giornalista del quotidiano «L’Ora» ucciso il 27 ottobre 1972 dalla mafia. Un luogo da tutti considerato non solo un punto di servizio alla categoria (in particolare per i colleghi free lance), ma anche una presenza dal chiaro significato simbolico contro qualsiasi forma di illegalità e di sopruso. La Fnsi sottolinea come questo gesto strida ancora di più considerando che è avvenuto «in una terra così tormentata e difficile per l’informazione». Ironia della sorte, dall’altro capo d’Italia – a Trieste per la precisione – è stata inaugurata una sala stampa dedicata alla giornalista russa Anna Politkovskaja, uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006. Una scelta non causale, come ha spiegato il vicesindaco Fabiana Martini: «La giornalista Politkovskaja, simbolo della libertà d’informazione e della difesa dei diritti umani, rappresenta inoltre l’attenzione dell’amministrazione comunale alle donne e alla promozione delle Pari Opportunità che la stessa commissione comunale ha appoggiato con l’adesione alla Campagna per la memoria femminile locale, nazionale e straniera». La sala stampa è infatti stata aperta al pianterreno del...


Washington, al Newseum i nomi di quattro giornalisti vittime di mafia

Apr 14th, 2011 | Categoria: news
Il “Journalist Memorial” renderà onore anche alla memoria di quattro giornalisti italiani. L’Osservatorio “Ossigeno per l’Informazione” ha infatti comunicato che i nomi di Cosimo Cristina, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato e Mauro Rostagno saranno incisi sui pannelli del Memoriale situato presso il Newseum di Washington. Sarà proprio questa sede, il 16 maggio, ad ospitare una cerimonia ufficiale durante la quale sarà presentata la lista aggiornata e che ad oggi conta 2.084 nomi, compresi quelli di Cristina, Spampinato, Impastato, Rostagno e di 59 cronisti uccisi in vari Paesi nel 2010 nel pieno delle proprie funzioni. Ricordiamo che Cosimo Cristina fu assassinato a Termini Imerese, sua città natale, il 5 maggio 1960 e che è considerato il primo giornalista ucciso dalla mafia. Giovanni Spampinato fu invece ucciso a Ragusa il 27 ottobre 1972. Neanche sei anni più tardi, il 9 maggio 1978, a Cinisi veniva ucciso Peppino Impastato. Dieci anni più tardi, il 26 settembre 1988, a trovare la morte sempre per mano mafiosa fu, a Lenzi di Valderice, Mauro Rostagno: il processo per far luce sul suo assassinio è attualmente in corso. (Ma. De.)


Rapporto Ossigeno 2010, pubblicata la seconda parte

Gen 26th, 2011 | Categoria: news
È disponibile da oggi la seconda parte del Rapporto Ossigeno 2010, che completa il Meta Rapporto presentato il 23 settembre 2010 in occasione delle celebrazioni per il premio intitolato a Giancarlo Siani. Proprio alla memoria del giovane cronista de “Il Mattino” di Napoli, ucciso a 26 anni il 23 settembre 1985, è dedicata una sezione della seconda parte del rapporto annuale di Ossigeno per l’informazione, un osservatorio promosso nel 2009 dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Presidente dell’Osservatorio è Alberto Spampinato, fratello del giornalista Giovanni, corrispondente per “L’Ora” di Palermo ucciso la sera del 27 ottobre 1972. Il Rapporto Ossigeno evidenzia i casi di 78 giornalisti minacciati in Italia e, attraverso delle tabelle nominative, racconta per chi lavorano, dove vivono, perché sono nel mirino. Un fenomeno pressoché diffuso in tutta Italia, che registra l’infelice primato in Calabria (15 casi nel 2010) e che si manifesta in due modalità differenti: con mezzi violenti o attraverso abusi legali. Alberto Spampinato ha denunciato «l’acutizzarsi del fenomeno di cui ci occupiamo. Attuando una forma di censura violenta ed estrema, dal 1960 al 1993 sono stati uccisi undici giornalisti». Da allora non si sono più verificati episodi delittuosi, ma le...


La censura violenta. Presentato il rapporto di Ossigeno per l’informazione

Set 23rd, 2010 | Categoria: prima pagina
Presentato oggi il rapporto annuale di Ossigeno per l’Informazione, l’osservatorio sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti. L’occasione è il “Premio Giancarlo Siani”, celebrato questa mattina presso la redazione del quotidiano “il Mattino” di Napoli. Allarmanti i dati del rapporto. Cinquantatre gli episodi di minacce ai giornalisti italiani accertati da gennaio 2009 a marzo 2010. Ventinove di questi rivolti al singolo, i restanti 24 collettivi, indirizzati a intere redazioni. Si stima che i giornalisti coinvolti da episodi intimidatori siano circa 400. La distribuzione sul territorio nazionale vede numericamente in testa la Calabria seguita, manco a dirlo, da Sicilia e Campania. Ma il podio non deve far credere che la censura violenta sia un fenomeno limitato alle regioni ove più conosciuta è la presenza della criminalità organizzata: seguono in elenco Lazio e Lombardia, chiudono Piemonte e Emilia Romagna. Il confronto col passato mette in luce la gravità del momento attuale. Il Rapporto 2009 di Ossigeno per l’Informazione segnalò 61 episodi nell’arco temporale di 3 anni (dal 2006 alla fine del 2008). Una media di 20 minacce l’anno, cifra in netta crescita se confrontata con i 53 casi del 2009. Le modalità delle violenze variano...


Sicilia, conosci la terra dove muoiono i cronisti?

Set 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Luciano Mirone
Gli otto giornalisti uccisi in questa regione in quarant’anni sono soltanto la punta dell’iceberg. Nella terra in cui tanti «portatori di verità» vengono soppressi per aver condotto un’inchiesta o per aver semplicemente scritto un articolo, certamente la democrazia è debole. Lo sa bene chi ha raccolto il testimone di impegno degli otto colleghi assassinati e facendo quotidianamente il proprio dovere si trova di fronte a ostacoli, a un dramma di cui non si ha la chiara percezione. Sì, perché in Sicilia non esiste solo un giornalismo che muore di lupara (altro…)


Ragusa, il prezzo di un’inchiesta

Nov 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli, articoli
Lo scorso 27 settembre uno storico e giornalista ragusano è stato condannato in primo grado a 8 mesi di carcere per aver diffamato il procuratore capo Agostino Fera, da quarant’anni impiegato presso il tribunale ibleo, protagonista di molti processi controversi La vicenda che ha portato alla condanna carceraria (8 mesi, in primo grado) dello storico e giornalista Carlo Ruta ha inizio nel novembre del 2000, quando la Provincia di Ragusa decise di acquistare alcuni immobili per il ricovero di strumenti meccanici, auto di servizio, mezzi per la protezione civile. La spesa preventivata era di un miliardo e cinquecento milioni delle vecchie lire. Il bando venne pubblicato per solo un mese, dal 30 novembre al 30 dicembre. Forse anche per l’esiguità dei termini, pervenne un’unica offerta, che l’Ufficio tecnico provinciale ritenne inadeguata. Anziché prorogare i termini di presentazione, ed eventualmente pubblicizzare meglio il bando, l’Utp decise di procedere per una ricerca informale degli immobili. Pochi mesi dopo, l’offerta di vendita pervenne dagli imprenditori Vito Noto e Giovanni Chiaromonte, indicati nella relazione dell’Ufficio tecnico come «amministratori della costituenda Ellepi srl»: in sostanza, titolari di un’impresa non ancora esistente. Nulla di strano? L’offerta, inoltre, riguardava una proprietà legalmente non disponibile, perché ancora appartenente a un’anziana...


Martiri per la verità

Nov 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Sono nove i giornalisti caduti per mano mafiosa tra il 1960 e il 1993. Ecco le loro storie. Cosimo Cristina. Il ritrovamento, il 5 maggio del 1960, del corpo di Cosimo Cristina lungo i binari della ferrovia di contrada “Fossola”, a Termini Imerese (Pa), costituì il primo caso di omicidio di un giornalista da parte della mafia e, per molti aspetti, uno dei più inquietanti casi di insabbiamento del dopoguerra. La morte di Cristina, giovane collaboratore de «L’Ora» di Palermo e fondatore del giornale «Prospettive Siciliane», con il quale aveva iniziato a indagare su alcuni oscuri delitti che legavano a filo doppio Termini Imerese con il mondo mafioso, fu additata alla pubblica piazza come suicidio e come tale archiviata rapidamente senza una indagine accurata. Il caso Cristina venne riaperto solo sei anni dopo dal vicequestore palermitano Mangano, che portò a una ricostruzione della morte come vero e proprio omicidio. Le successive indagini probatorie confutarono l’analisi di Mangano, ma nella loro incompletezza e suscettibili di contraddizione adombrano una scia di mistero su di un caso tuttora impunito. Mauro De Mauro. Intricato, misterioso, indecifrabile il retroscena sotteso al sequestro di Mauro De Mauro, giornalista de «L’Ora», avvenuto il 16 settembre 1970, quando alcuni...


Scritti col sangue

Mag 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Ucciso perché faceva bene il suo mestiere. Dice anche questo la sentenza che ha condannato in appello i mandanti dell’omicidio di Mario Francese, uno dei tanti giornalisti che negli ultimi trent’anni hanno pagato con la vita le loro inchieste sulle mafie Lo scorso 17 febbraio sono state depositate le motivazioni della sentenza di appello che condanna i mandanti dell’omicidio di Mario Francese. L’8 gennaio Giuseppe Lumia, dei Ds, ha presentato alla Commissione Antimafia la proposta di aprire un’indagine sull’assassinio di Beppe Alfano. Due giornalisti uccisi dalla mafia perché, ricalcando un passo della sentenza Francese, facevano bene i cronisti ed esprimevano uno straordinario impegno civile.  Come molti altri loro colleghi, morti perché troppo bravi. Così bravi da essere dimenticati per anni, e rispolverati solo in qualche anniversario.  La Cupola? Eppur si muove Palermo, 16 settembre 1970. Ragusa, 27 ottobre 1972. Cinisi, 9 maggio 1978. Palermo, 26 gennaio 1979. Luoghi e date delle morti di Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese.  Le loro esperienze professionali hanno un significato particolare perché, negli anni più torbidi della storia del nostro Paese, hanno saputo mettere a fuoco i cambiamenti e la struttura della cupola mafiosa prima di ogni altro. In quegli anni in Sicilia – mentre i gruppi neofascisti collegati ai colonnelli...