Articoli con tags ‘ giornalisti minacciati ’


Piccole minacce crescono, silenzi e impegni per i giornalisti ‘invisibili’

Gen 24th, 2011 | Categoria: Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
Tranne rare e lodevoli eccezioni, è ostinato il silenzio dei giornali e dei notiziari televisivi italiani sulle questioni sociali più drammatiche. Disoccupazione. Chiusura di fabbriche. Riduzione dei bilanci familiari. Ridimensionamento di storici diritti, come quello allo studio e allo sciopero. Gravi inefficienze dei pubblici servizi… Chi è colpito da questi drammi e vuole far risuonare la sua voce nei media deve salire sulle gru o sui tetti, deve mettere in precario equilibrio la propria vita, se vuole riuscire ad attirare un po’ di attenzione, conquistare qualche centimetro quadrato di carta stampata o qualche minuto secondo di cronaca tv sottraendola all’aggiornamento permanente, angoscioso quanto inutile e ossessivo, che giunge da Avetrana o da Brembate di Sopra anche quando non c’è nessuna novità, nessun barlume di notizia da comunicare. Così vanno le cose, ed è triste. Accade, anche per le vicende dei giornalisti italiani che continuino a essere aggrediti, intimiditi, censurati. Sono ormai centinaia, ma nessuno (o quasi) ne parla. E ci sarebbe che dire. Prendete, ad esempio, il caso del giornalista di Televideo Nello Rega, di cui ci siamo già occupati. Dopo che gli hanno sparato, gli hanno dato finalmente una scorta, sia pure di quarto livello, e ce ne siamo...


Il caso Rega: per avere la scorta prima ti devono sparare

Gen 10th, 2011 | Categoria: prima pagina, Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato. Direttore di Ossigeno per l’informazione, osservatorio della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza (altro…)


Vi racconto la mia amica Anabel Hernández

Dic 17th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Cynthia Rodriguez
I suoi scoop: dal “toalla gate” al trafficante che viveva in carcere arredato come un albergo di lusso, alle collusioni dei ministri con i narcos. La giornalista messicana Anabel Hernández ha denunciato questo e molto altro. Adesso, come ha dichiarato lei stessa, è in pericolo di vita: il Governo messicano sta improntando un piano per ucciderla. L’associazione “Libera” ha subito lanciato una campagna di solidarietà a sostegno della giornalista, la cui figura è raccontata in questo articolo. Scritto dalla sua amica e collega Cynthia Rodriguez e già pubblicato da “Ossigeno per l’informazione”. (altro…)


La giornalista Anabel Hernàndez minacciata di morte

Dic 13th, 2010 | Categoria: news
“Sin dalla settimana scorsa ho ricevuto informazioni affidabili sul fatto che persone del Ministero della Sicurezza Pubblica Federale stavano organizzando un attentato contro la mia persona, il cui obiettivo è la mia morte, simulando un incidente, una rapina o un tentativo di sequestro, come rappresaglia per il mio lavoro giornalistico”. Comincia così la lettera scritta da Anabel Hernàndez, la giornalista messicana di “Reporte Indigo”: un appello atto a far conoscere la propria situazione di professionista della carta stampata in pericolo di vita per aver raccontato la verità. Dalle pagine del giornale per il quale lavora e da quelle del suo “Los señores del Narco”, libro di recente pubblicazione, la Hernàndez denuncia la commistione tra i cartelli dei narcotrafficanti e alcuni esponenti del governo messicano. Ha agito consapevole dei rischi che avrebbe corso, ma “convinta che la verità fa male ma ha effetti curativi. Ciascuno di noi ha la responsabilità di fare la sua parte, dalla trincea dove ci troviamo, per combattere la corruzione”. L’associazione Libera non è ovviamente rimasta immobile davanti a un simile appello. Tonio Dell’Olio, responsabile del settore internazionale, ha ribadito che “attraverso le nostre fonti abbiamo verificato le minacce di cui Anabel Hernàndez ha parlato e purtroppo si...


A Mosca un altro giornalista massacrato

Nov 9th, 2010 | Categoria: news
Oleg Kashin trent’anni, professione reporter, contrattualizzato dal periodico Kommersant, è stato aggredito nella notte dell’8 novembre, sotto casa sua, nei pressi del centro di Mosca. Lo scopo dell’aggressione non era quello della rapina e questo è facilmente deducibile dal fatto che i pochi valori (portafogli e cellulare) che Kashin aveva con sé gli sono rimasti addosso. L’intento dell’aggressione si trova nelle ferite che il corpo del giornalista ha riportato: mandibola fratturata, cranio lesionato, gambe e braccia spezzate. Un particolare è significativo. Le dita della mano destra, con la quale Kashin svolge il suo lavoro, sono state oggetto preciso dell’accanimento violento. Gli aggressori erano in due e uno di questi era dotato di un tubo metallico, nascosto dietro a un mazzo di fiori. Le immagini riprese dalle telecamere dei palazzi mostrano la violenza: uno dei due uomini blocca i movimenti del giornalista, l’altro abbandona i fiori per infierire col maglio. Kashin si trova ora in ospedale, in coma farmacologico, e in condizioni preoccupanti. Secondo il direttore del periodico, Mikhailin, per il quale Kashin lavora l’aggressione è dovuta all’attività professionale della vittima: Kashin frequenta e scrive sui movimenti di opposizione e di difesa dei diritti umani. Dalla redazione del periodico, per volontà del direttore, è...


On line il Meta-Rapporto 2010 sui cronisti minacciati in Italia

Ott 26th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Nella sezione ‘Ossigeno per l’informazione’ del sito www.odg.it è disponibile il Meta-Rapporto 2010, presentato a Napoli lo scorso 23 settembre. La versione definitiva del Rapporto 2010 sarà disponibile il prossimo mese di novembre su www.fnsi.it e su altri siti. Si tratta del secondo rapporto annuale di Ossigeno, un osservatorio promosso nel 2009 dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, con sede a Roma presso le due organizzazioni. Questo Meta- Rapporto 2010 illustra e documenta gli episodi di minacce e intimidazioni a giornalisti di cui si e’ venuti a conoscenza nel 2009 e nei primi mesi del 2010. Il precedente Rapporto Ossigeno 2009 ha illustrato gli episodi relativi al triennio 2006-2008. 26 ott 2010 – Meta-rapporto di Ossigeno per l’Informazione 23 sett 2010 – Presentazione del Rapporto Ossigeno di Alberto Spampinato 23 sett 2010 – Messaggio del Presidente Giorgio Napolitano 23 sett 2010 – La censura violenta


Pino Maniaci minacciato dalle cosche

Ott 20th, 2010 | Categoria: news
Ancora una minaccia di morte recapitata presso la redazione di Telejato, alla persona di Pino Maniaci, conduttore della piccola emittente televisiva di Partinico. Destinatario della busta è il coraggioso giornalista, ma il contenuto della missiva coinvolge anche i suoi familiari, collaboratori nell’impresa giornalistica. «Non puoi attaccare tutti – si legge – altrimenti ci pensiamo noi a te e alla tua famiglia». La matrice è di chiaro stampo mafioso – «la sentenza è stata emessa» recita il messaggio – e si presume provenga da una delle due fazioni di Cosa nostra attive nella zona di Partinico. Da qualche tempo quell’area del palermitano vive una fase di riorganizzazione. Gruppi ricollegabili alla famiglia dei Lo Piccolo stanno tentando infatti la scalata al potere, detenuto storicamente dalla cosca Fardazza/Vitale. Alle origini dell’intimidazione probabilmente un’inchiesta giornalistica di Telejato su alcuni beni confiscati a Cosa nostra. Nel servizio si denunciava la condotta di un amministratore giudiziario che avrebbe gestito una cava sottratta a una famiglia mafiosa attraverso una società costituita insieme ai parenti dell’ex proprietario colpito dalla misura di prevenzione. Maniaci, non nuovo alle minacce, ha inoltrato la lettera al commissariato e presentato denuncia.


Messico: il web contro la violenza dei narcos

Ott 8th, 2010 | Categoria: articoli
intervista a Cynthia Rodriguez di Simone Bauducco e Davide Ziveri
Inviati di guerra nel proprio paese. Come definire se non con queste parole la condizione dei giornalisti messicani. Sessantacinque inviati uccisi in 10 anni, 11 desaparecidos e 16 attacchi contro le sedi di giornali. Questi i numeri della guerra scatenata dai narcos nel paese che ha appena festeggiato il suo bicentenario. Uno Stato dove esistono vere e proprie aree di silenzio e dove il destino di chi prova a indagare è nelle mani dei narcotrafficanti. A Tamaulipas, a febbraio, sette giornalisti sono scomparsi nel nulla. Solamente il lavoro di un giornalista texano, che si è infiltrato nella zona, è riuscito a riportare l’attenzione su questo caso. Una spirale di violenza che ha esasperato gli animi dei cittadini delle regioni più colpite. Ma nel Messico dei narcos oggi si intravede qualche piccolo segnale di speranza. I famigliari delle vittime iniziano a parlarsi tra loro. Alcuni giornalisti hanno creato la rete “Periodistas a piè” per provare a unire il fronte della stampa che ha rinunciato alle illusorie promesse del potere e continua a non piegarsi di fronte alla violenza dei narcos. Cynthia Rodriguez è una giovane giornalista messicana del quotidiano “Proceso” che da quattro anni vive in Italia. Nel suo libro d’inchiesta “Contacto en Italia” ha...


Agguato a Belpietro nel paese smemorato

Ott 4th, 2010 | Categoria: Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato. Direttore di Ossigeno per l’informazione, osservatorio della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza
Innanzitutto rinnovo la solidarietà al direttore di Libero, Maurizio Belpietro, un giornalista che esprime le sue opinioni senza peli sulla lingua, che svolge inchieste e racconta i fatti senza curarsi di compiacere chi non la pensa come lui, anzi compiacendosi di fargli le bucce e di coglierlo in castagna. Questo giornalista testardo e coraggioso, da otto anni vive sotto scorta. Spesso non mi trovo d’accordo con le posizioni del direttore di Libero, ma ciò non toglie nulla alla stima professionale e alla considerazione umana che ho per lui. Le sue argomentazioni e i fatti che racconta, spesso mi lasciano perplesso, ma mi aiutano a capire, e per un giornalista i fatti sono la cosa più seria, quando sono presentati con tutte le etichette a posto, ovvero spiegando qual è la fonte e permettendo al lettore di valutare il grado di attendibilità. Dunque a Belpietro rivolgo senz’altro le parole di Voltaire: “Non condivido per nulla le tue idee, ma mi farei uccidere perché tu le possa manifestare”. Ebbene,la notte del 30 settembre scorso, Belpietro s’è preso una bella paura. Era rincasato accompagnato dalla sua scorta, si era appena chiuso l’uscio di casa dietro le spalle, quando ha sentito tre colpi di pistola...


Avvocati prezzolati?

Set 28th, 2010 | Categoria: news
In mattinata gli agenti della Dia di Napoli hanno arrestato Michele Santonastaso, avvocato di Santa Maria Capua Vetere, difensore di Francesco Bidognetti e del superlatitante Antonio Iovine nell’ambito del maxiprocesso al clan dei casalesi, Spartacus. Insieme a lui sono finiti in manette anche Michele Bidognetti e Luigi Cimmino. L’accusa per tutti e tre è di corruzione, falsa testimonianza e falsa perizia. Reati che gli indagati avrebbero compiuto per agevolare gli affiliati ai clan Bidognetti, Cimmino e La Torre. Se Bidognetti e Cimmino hanno nomi pesanti nell’ambiente camorristico – quest’ultimo è il boss del Vomero mentre Michele è il fratello del boss Francesco Bidognetti – il nome di Santonastaso è noto invece nell’ambiente penalista. L’arresto di Santonastaso segue quello dell’altro difensore storico del clan Bidognetti, Carmine D’Aniello, finito in manette il 4 giugno scorso con l’accusa di associazione mafiosa, subordinazione, induzione a non rendere dichiarazioni all’autorità giudiziaria, riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Santonastaso e D’Aniello, entrambi difensori di Bidognetti e Iovine in Spartacus, furono i depositari della lettera con la quale i due boss accusarono i giornalisti Roberto Saviano e Rosaria Capacchione, insieme al magistrato Raffaele Cantone, di influenzare la Corte del processo. L’avvocato Santonastaso, il 13 marzo 2008, lesse in aula le...