Articoli con tags ‘ giornalismo ’


Messico, la ribellione delle donne: “Troppe aggressioni e uccisioni di giornaliste. Clima d’impunità”

Feb 16th, 2016 | Categoria: news
Un “contesto generalizzato di violenza e impunità” nei confronti dei crimini commessi “contro giornalisti e difensori dei diritti umani”. Questa la fotografia del Messico scattata dall’Associazione Centroamericana delle donne in difesa dei diritti umani (organizzazione che raggruppa 691 donne impegnate per il rispetto dei diritti umani in Messico) all’indomani dell’omicidio della freelance Anabel Flores Salazar. L’organizzazione mesoamericana alza la voce. Chiede che sia fatta luce sull’accaduto, di uscire dal clima di “impunità” diffusa, ricordando che “dal 2002 quello della Flores è il quattordicesimo omicidio perpetrato contro una giornalista” e il “terzo nel Veracruz durante l’amministrazione del governatore Javier Duarte de Ochoa”, già accusato da più più parti per il suo silenzio complice fino al punto di essersi guadagnato l’appellativo di Ammazza-giornalisti. Il numero cresce, poi, se si considerano le aggressioni. Secondo i dati raccolti dalla Rete nazionale delle donne in difesa dei diritti umani, sono 615 le intimidazioni verso le “mujeres periodistas y defensoras de derechos humanos”, 497 dei quali “durante i primi due anni dell’amministrazione di Enrique Peña Nieto”, presidente messicano in carica.   “Questa situazione, lungi dal cessare, sta peggiorando”, ha scritto in una nota ufficiale diramata ieri l’organizzazione, che ha trovato “un significativo aumento degli attacchi contro donne giornaliste”, citando gli esempi di...


Messico, continua il “martirologio” dei giornalisti. Trovato cadavere di Anabel Flores Salazar

Feb 10th, 2016 | Categoria: news
di redazione
Ai margini di un’autostrada dello stato di Puebla, seminuda, percossa, le mani legate. Morta ammazzata. Sembra un libro di Don Winslow e, invece, è pura realtà. E’ la cronaca, vera per quanto inquietante, del ritrovamento del cadavere di Anabel Flores Salazar, giornalista messicana di cronaca nera rapita lunedì scorso dalla sua abitazione di Veracruz da un commando di uomini armati. Rimasti al momento senza volto e senza nome. 32 anni, madre di due bambini (di cui un neonato), freelance del quotidiano El Sol de Orizaba, appassionata voce delle parti più oscure del Messico, la Salazar è la sedicesima vittima in sedici anni a Veracruz (dieci solo negli ultimi cinque anni). Dove informare è un mestiere pericoloso. Le autorità stanno indagando. Nel mirino del procuratore Angel Luis Bravo è finita una gang con la quale la reporter era entrata in contatto nel 2004. Contatto che aveva portato poi all’arresto di uno dei componenti del sodalizio criminale. Ma muoversi in Messico non è mai semplice. L’altissimo tasso di corruzione e la penetrazione dei cartelli nella politica complicano, e non poco, la ricerca della verità. E non a caso il Comitato per la protezione dei giornalisti si scaglia contro Javier Duarte de Ochoa, colpevole di silenzio, di avere “alle spalle una triste storia di impunità” e...


La Mehari di Siani torna a circolare nelle strade di Torre Annunziata

Set 11th, 2015 | Categoria: news
La Mehari verde di Giancarlo Siani, l’auto con la quale il giornalista del Mattino ucciso dalla camorra si spostava, tornerà a circolare per la prima volta per le strade di quella Torre Annunziata, in provincia di Napoli, dove aveva iniziato il suo lavoro e di cui aveva raccontato i tanti problemi, a cominciare dalla prepotenza dei clan. L’iniziativa si svolgerà il prossimo 21 settembre, nella ricorrenza dei 30 anni dell’omicidio, in piazza Leonardo, a Napoli sotto la sua abitazione. Ad annunciarlo l’assessore alla Cultura del Comune di Torre Annunziata, Antonio Irlando, che di Siani era amico. ‘Torre Annunziata non dimentica’ è il titolo della delibera del Comune che ha varato il progetto. L’iniziativa si svolge in collaborazione con la Fondazione Polis, di cui è presidente Paolo Siani, fratello di Giancarlo. L’auto circolerà nelle strade della città, in particolare nei quartieri teatro della guerra di camorra. La Mehari sosterà in alcuni luoghi simbolo e incontrerà tutti gli studenti delle scuole cittadine. “Il solo accenno all’idea di portare la Mehari di Giancarlo nella sua Torre – dice Irlando – ha entusiasmato tanti giovani e tanti amici che lo hanno conosciuto proprio insieme a quella che rappresentava la sua redazione on the road”. Il programma prevede...


Perquisizioni ai giornalisti, una scorciatoia pericolosa

Ott 17th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
L'Editoriale di Ossigeno per l'Informazione
  Perquisizioni ai giornalisti. Senza precise contestazioni e fondate motivazioni non dovrebbero essere mai disposte. I divieti della Corte di Giustizia Europea. Una sentenza chiarissima. Da molti anni, in base alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, le sentenze della Corte di Giustizia Europea considerano esplicite violazioni della libertà di stampa perquisizioni come quelle eseguite nei giorni scorsi nelle abitazioni dei giornalisti di Palermo Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza e Riccardo Lo Verso e quelle altrettanto preoccupanti di un mese fa nella redazione de «L’Ora della Calabria». Ho rispetto per i magistrati e per il loro lavoro. Ma anche i giornalisti e il loro lavoro meritano rispetto da parte dei magistrati. Gli inquirenti non dovrebbero sottoporre a perquisizione le loro abitazioni e le redazioni presso cui lavorano senza contestazioni precise, senza motivazioni specifiche e ben fondate. Ciò purtroppo avviene ancora di frequente nel nostro Paese. Sappiamo che formalmente la legge lo consente, ma la magistratura ha la facoltà e il dovere di interpretare la legge ed applicarla senza scorciatoie, senza contraddirne lo spirito e senza porsi fuori dal quadro giudiziario europeo. Quaranta anni fa per lottare contro il terrorismo furono concesse agli inquirenti inedite facoltà di accesso nelle abitazioni di cittadini non indagati, per...


Premio Cutuli, disponibile il bando di concorso

Ago 30th, 2013 | Categoria: news
Maria Grazia Cutuli era nata a Catania il 26 ottobre 1962. Fu uccisa in Afghanista, dove si trovava come inviata del quotidiano «Corriere della Sera», il 19 novembre 2001. Quello stesso giorno, la testata milanese pubblicava il suo articolo “Un deposito di gas nervino nella base di Osama”. A lei, alla sua memoria, al suo impegno è dedicato un premio internazionale di giornalismo. Le categorie sono suddivise in stampa estera, stamp nazionali, giornalisti emergenti nati in Sicilia o comunque che svolgono attività giornalista in Sicilia, dottorati discussi nelle Università dell’Unione Europea, tesi di laurea di primo e secondo livello discusse nelle università italiane. I candidati che intendono presentarsi nelle categorie accademiche devono aver discusso la propria dissertazione finale nell’ultimo biennio e aver conseguito una votazione non inferiore a 100/110. Gli argomenti devono essere attinenti – per tutte le categorie – ai temi trattati da Maria Grazia Cutuli. La giuria sarà nominata ad ottobre, i premi saranno – come consuetudine – assegnati nel mese di novembre. La scadenza di presentazione delle domande è fissata al 30 settembre 2013. Per prendere visione del bando completo: http://www.corriere.it/cultura/13_agosto_29/premio-cutuli-2013-regolamento (Ma.De.)


Giornalisti precari, poveri e ricattabili. Nasce la Carta di Firenze

Ott 14th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Massi
Di dignitoso, a volte, c’è soltanto il nome con cui li chiamano. Free lance. E letto così sembrerebbe un mestiere avventuroso. Ma di avventuroso nella vita della maggior parte dei free lance italiani c’è solo come arrivare alla fine del mese con quei miseri compensi che vengono elargiti dagli editori. Free lance o collaboratori poco importa la definizione, ma nella sostanza c’è un precariato che è diventato un tema forte anche per l’ordine nazionale dei giornalisti. E’ nata così la due giorni “Giornalisti e giornalismi” che si è tenuta a Firenze nel secondo week-end di ottobre. “Diamo le notizie, ma non facciamo notizia”. In uno degli slogan ripetuti, con una frequenza piuttosto assidua, nel corso della due giorni fiorentina, c’è il quadro di come il giornalismo, almeno in Italia, si sia trasformato e del livello cui è arrivata la divisione del lavoro. Chi sta in strada a cercare le notizie è spesso un collaboratore, sottopagato. Dieci euro a pezzo, in media, quando va bene. Tre, sempre di euro si tratta, quando va male. Ma nelle storie che si accavallano sul palco del teatro Odeon di Firenze ci sono testimonianze che smontano quello che potrebbe sembrare come un’equazione fin troppo facile...


Lasciateci entrare! vietato l’ingresso dei giornalisti nei Cie

Mag 27th, 2011 | Categoria: news
LASCIATECI ENTRARE! APPELLO DEI GIORNALISTI PER L`INGRESSO DELLA STAMPA NEI CIE “Fora da i ball, giornalisti compresi. In Italia è di nuovo censura. Dal primo aprile una circolare del ministero dell`Interno (prot. n. 1305 del 01.04.2011) vieta alla stampa l`ingresso nei centri di identificazione e espulsione (Cie) e nei centri di accoglienza per richiedenti asilo politico (Cara). Il pretesto giuridico è la dichiarazione dello stato di emergenza per gli sbarchi. Un salto indietro di diversi anni, quando la direttiva Pisanu stabilì che nei centri di espulsione, che allora si chiamavano Cpt, nessun giornalista poteva entrare, se non al seguito di qualche delegazione parlamentare. Anzi pure peggio, perché oggi la stampa non può entrare nemmeno con i parlamentari. Chiediamo pertanto al governo di rispettare il diritto di cronaca e l`articolo 21 della Costituzione, che sancisce la libertà di stampa. La censura non può essere istituita con una circolare del Viminale. I cittadini hanno il diritto di essere informati. E la stampa di monitorare quello che succede nei centri dove in queste ore sono detenuti migliaia di cittadini tunisini in attesa del rimpatrio forzato”. Primi firmatari: Gabriele Del Grande, freelance,...


Ciao, Roberto

Mag 20th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
“Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace – per vigliaccheria o calcolo – della verità si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, le violenze che non è stato capace di combattere”. Così scriveva nel 1981, sul “Giornale del Sud”, Giuseppe Fava, il direttore dei “Siciliani” ucciso dalla mafia il 5 gennaio del 1984. Così intendeva la professione Roberto Morrione . La sua passione e la sua tenacia, al termine di una luminosa carriera in Rai, si sono tradotte nella costruzione di un nuovo progetto di informazione accanto all’associazione Libera. Roberto si è spento questa mattina. Per noi tutti è stato un maestro. Lo ricordiamo con il primo documento a cui avevamo lavorato insieme, presentato in occasione degli Stati generali dell’Antimafia (Roma, 17-19 novembre 2006), e che aveva gettato le basi per la nascita di Libera Informazione. A Mara, sempre al suo fianco, alla famiglia e ai colleghi della redazione, va il nostro abbraccio. La...


Piccole minacce crescono, silenzi e impegni per i giornalisti ‘invisibili’

Gen 24th, 2011 | Categoria: Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato
Tranne rare e lodevoli eccezioni, è ostinato il silenzio dei giornali e dei notiziari televisivi italiani sulle questioni sociali più drammatiche. Disoccupazione. Chiusura di fabbriche. Riduzione dei bilanci familiari. Ridimensionamento di storici diritti, come quello allo studio e allo sciopero. Gravi inefficienze dei pubblici servizi… Chi è colpito da questi drammi e vuole far risuonare la sua voce nei media deve salire sulle gru o sui tetti, deve mettere in precario equilibrio la propria vita, se vuole riuscire ad attirare un po’ di attenzione, conquistare qualche centimetro quadrato di carta stampata o qualche minuto secondo di cronaca tv sottraendola all’aggiornamento permanente, angoscioso quanto inutile e ossessivo, che giunge da Avetrana o da Brembate di Sopra anche quando non c’è nessuna novità, nessun barlume di notizia da comunicare. Così vanno le cose, ed è triste. Accade, anche per le vicende dei giornalisti italiani che continuino a essere aggrediti, intimiditi, censurati. Sono ormai centinaia, ma nessuno (o quasi) ne parla. E ci sarebbe che dire. Prendete, ad esempio, il caso del giornalista di Televideo Nello Rega, di cui ci siamo già occupati. Dopo che gli hanno sparato, gli hanno dato finalmente una scorta, sia pure di quarto livello, e ce ne siamo...


La mafia in altalena

Dic 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Chiara Pracchi
L’ultimo in ordine di tempo è stato Roberto Saviano a puntare il dito contro la “distrazione” della Lega mentre le mafie si diffondevano al Nord. Prima di lui ci avevano provato Luigi De Magistris, dell’Idv, e il procuratore Antonio Ingroia, ma le loro invettive non avevano ottenuto la stessa risonanza mediatica. Da quando Saviano ha lanciato la sua accusa, invece, ne è scaturito un florilegio di articoli che andavano a ripescare vecchi numeri della Padania, quando il quartier generale di via Bellerio si scagliava contro “il mafioso di Arcore” o lo incalzava con le famose undici domande sull’origine dell’impero Fininvest. Limitarsi, però, a una contrapposizione passato/presente, rinfacciando alla Lega ciò che è stata e che non è più, rischia di farci travisare la lunga storia di incomprensioni che sembra aver caratterizzato la lettura del fenomeno mafioso (nel senso generale del termine) da parte del Carroccio. Più realisti del re Quando nasce nel 1997, l’organo di stampa della Lega aspira a essere un giornale di denuncia, portatore di una forte carica moralizzatrice. In quest’ottica l’attenzione per le infiltrazioni mafiose nel Nord e nell’economia legale è alta, così come frequenti sono gli attacchi alla Commissione parlamentare antimafia, allora guidata da Ottaviano Del Turco, e...