Articoli con tags ‘ Giorgio Napolitano ’


Trattativa Stato-mafia, la consulta vuole gli atti ma i pm resistono

Set 26th, 2012 | Categoria: news
Gli inquirenti palermitani ritengono “perlomeno inusuale” e “un’intromissione, un’invasione di campo” la richiesta dei giudici della Corte costituzionale di ricevere i “brogliacci” delle intercettazioni delle telefonate del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, con l’ex ministro degli Interni, Nicola Mancino. Una richiesta che i pm rispediscono al mittente definendola “poco chiara” ma sembra evidente che, dietro ai toni istituzionali, ci sia una malcelata insofferenza nei confronti della richiesta. Una scintilla che può far riaccendere il fuoco della polemica attorno all’inchiesta sulla trattativa tra Stato e mafia. Proprio indagando sulla presunta trattativa gli inquirenti siciliani hanno intercettato le telefonate di Mancino per scoprire se l’ex ministro, all’epoca non ancora indagato, dicesse la verità quando negava i rapporti tra Cosa nostra e  uomini dello Stato. Napolitano ha poi sollevato la questione per la decisione dell’ufficio inquirente di non distruggere subito le conversazioni “captate per caso” – così ha sempre sostenuto il procuratore, Francesco Messineo – e comunque giudicate “irrilevanti” dagli stessi pm. La Consulta, chiamata a decidere sul ricorso presentato da Giorgio Napolitano contro la Procura di Palermo, ha chiesto ai pm siciliani, fra le altre cose, il numero e le date delle chiamate registrate dalla Dia e riguardanti conversazioni fra il presidente della...


Vent’anni fa la strage di via D’Amelio. Quando la verità?

Lug 19th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
«Impeachment. Sì, chiedo l’impeachment per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, perché a mio giudizio si sta frapponendo alla ricerca della verità sulla morte di mio fratello Paolo». Salvatore Borsellino parla di un vero e proprio attentato alla Costituzione, facendo riferimento alla presa di posizione del Capo dello Stato che ha aperto un conflitto contro la procura di Palermo presso la Corte Costituzionale. Il pm Antonio Ingroia e i sostituti Lia Sava, Nino Di Matteo e Guido Palermo hanno infatti predisposto il vaglio di intercettazioni telefoniche intercorse tra Nicola Mancino – all’epoca della strage ministro dell’Interno – e l’allora presidente della Camera dei Deputati Giorgio Napolitano, che rivendica la propria immunità. Rita Borsellino, sorella del magistrato, ammette di essersi «sentita schiaffeggiata dalle parole del Presidente: non parlo come sorella, ma come comune cittadina che, a distanza di venti anni, chiede di conoscere la verità sulla strage di via D’Amelio». Il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ha commentato: «È assodato che il Presidente della Repubblica non possa essere intercettato ma è anche vero che i giudici hanno lavorato in ottemperanza delle leggi. Ora dovrà decidere la Consulta», mentre il ministro Paola Severino ha sentenziato:«È importante mantenere la segretezza delle telefonate del Capo...


La trattativa nella trattativa

Giu 19th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Si diceva «tormentato» Nicola Mancino, ex ministro degli Interni dal giugno 1992 all’aprile del 1994, dall’inchiesta sulla trattativa fra Stato e mafia nella quale, da semplice testimone, si è trovato ad essere iscritto nel registro degli indagati per la (supposta) falsa testimonianza resa al processo Mori. E il tormento di Mancino lo ha spinto a cercare un’aiuto nel Quirinale che, a quanto emerge dalle intercettazioni della Procura di Palermo, non si è tirato indietro. L’inchiesta sulla presunta trattativa tra Stato e mafia sta mostrando tutte le sue pieghe, gravide di misteri. Le richieste di Mancino al Quirinale Già il 16 giugno scorso il Quirinale ha dovuto smentire le “irresponsabili illazioni” in merito al contenuto di una lettera, pubblicata su Il Fatto quotidiano e ripresa da alcuni giornali, inviata dal Quirinale al procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito. In questa lettera si chiedono chiarimenti sulla configurabilità penale della condotta degli esponenti politici coinvolti nell’indagine. Alla lettera è allegata una missiva di Mancino a Napolitano in cui si segnalava l’opportunità di raggiungere una visione giuridicamente univoca tra le procure di Palermo, Firenze e Caltanissetta, tutte parallelamente impegnate nella verifica del ruolo di ex ministri e parlamentari nel biennio della trattativa. Un modo per “sfilare” l’inchiesta alle procure che se ne stanno occupando, Palermo e...


Decapitato il clan dei Casalesi: arrestato Michele Zagaria

Dic 7th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Nella tarda mattina di oggi – 7 dicembre –  la primula rossa Michele Zagaria è stato arrestato, dopo sedici anni di latitanza, grazie ad un’operazione delle Squadre Mobili di Napoli e Caserta, oltre che del Servizio Centrale Operativo di Polizia: a coordinare i magistrati della Dia partenopea. Le forze dell’ordine nella notte hanno assediato la zona di Casapesenna, nel Casertano, per poi fare irruzione nel covo del superboss a capo dei Casalesi. Michele Zagaria si trovava in un nascondiglio sotteraneo scavato al di sotto di un’abitazione in via Mascagni, a Casapesenna. All’arrivo delle forze dell’ordine, il boss di Gomorra, rivolgendosi ai magistrati, ha commentato: «Avete vinto voi, ha vinto lo Stato»; subito dopo è stato colto da malore. Nato il 21 maggio 1958, Michele Zagaria “capastorta” era considerato il capo indiscusso del clan dei Casalesi, specie dopo l’arresto – avvenuto nel novembre 2010 – di Antonio Iovine; latitante dal 1995, su di lui gravano accuse di reati quali associazione di stampo mafioso, omicidio, rapina, estorsione. Viene considerato il re del cemento a livello nazionale: i suoi interessi si sono estesi fino al Lazio, alla Toscana, all’Umbria, all’Abruzzo, alla Lombardia e, in particolare, all’Emilia-Romagna. In merito al prezioso lavoro svolto...


19 luglio 1992: per non dimenticare

Lug 19th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
«A diciannove anni di distanza, il sacrificio di Paolo Borsellino richiama la magistratura, le forze dell’ordine e le istituzioni tutte a intensificare, con armonia di intenti e spirito di effettiva collaborazione, l’azione di contrasto delle mafie e delle sue più insidiose forme di aggressione criminale. La strage rappresentò il culmine di una delle fasi più gravi e inquietanti della sanguinosa offensiva della criminalità organizzata contro le istituzioni democratiche». (altro…)


Giù le mani dal bene comune

Dic 10th, 2010 | Categoria: news
Il Parlamento Europeo di Bruxelles risponde in maniera positiva alle richieste di Libera e Flare, l’emanazione internazionale dell’associazione fondata nel 1995 da don Luigi Ciotti. Davanti al consesso, quest’ultimo ha spiegato che “la mafia è un fenomeno continentale, e che ogni anno in Italia la corruzione sottrae ad ogni cittadino mille euro, per un totale di 60 miliardi di euro l’anno che finiscono nelle casse dell’illegalità. Bisogna fare qualcosa. Tutti dobbiamo essere più vigili e attenti”.  Nella giornata europea contro la corruzione, celebrata giovedì 9 dicembre, don Luigi Ciotti ribadisce l’importanza del fenomeno e rilancia sottolineando la necessità di dotarsi di leggi contro la corruzione, di una direttiva che permetta di confiscare ai corrotti i loro beni e che questi ultimi siano messi a disposizione per il riutilizzo sociale. La risposta della commissaria alla Giustizia Cecilia Malmstrom, collegatasi in video conferenza con la sede del Parlamento Europeo, è stata pronta e decisa: “Entro il 2011 la proposta sarà presa in esame; la Commissione attuerà un pacchetto di strumenti per la lotta alla corruzione, con l’obiettivo che, entro il 2014, tutti gli Stati membri si dotino di autorità centralizzate per la gestione dei beni criminali confiscati e recuperati, attualmente presenti in venti...


Corrotti! Presentata a Roma la campagna di Libera e Avviso Pubblico

Dic 7th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Elena Ciccarello
Oltre un milione di firme contro la corruzione e per il bene comune. Un appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché promuova l’adeguamento del nostro codice alle leggi internazionali anticorruzione. E perché venga finalmente data piena attuazione alla norma, già introdotta nella Finanziaria 2007, che prevede la confisca e il riutilizzo sociale dei beni dei corrotti. Questi i contenuti della campagna promossa da Libera e Avviso pubblico, presentata oggi in conferenza stampa a Roma. Una raccolta di firme, per mettere freno a un fenomeno dilagante che ammala il nostro Paese: in Italia, la corruzione è sistema. Lo dice la Corte dei Conti, ne sono convinti gli italiani, lo provano i dati. È una tassa occulta che costa agli italiani circa 50/60 miliardi di euro l’anno, quasi mille euro a testa, dalla culla alla pensione. Un furto al bene comune con cifre da capogiro, basti pensare che il valore di tutti i beni sequestrati e confiscati alla mafia negli ultimi due anni e mezzo (18 miliardi) non sono sufficienti a coprire neppure un quinto di quanto è stato contemporaneamente sottratto ai cittadini come costo della corruzione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Nella classifica di Transparency International l’Italia è...


Messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Set 23rd, 2010 | Categoria: articoli
inviato al Direttore del Mattino Virman Cusenza
Roma, 22 settembre 2010 A 25 anni dal barbaro assassinio di Giancarlo Siani è importante ricordare sempre, senza ombra di ritualità, alle nuove generazioni il suo coraggioso esempio di impegno professionale, di senso civico e di educazione alla legalità. Così come è apprezzabile la scelta di caratterizzare la VII edizione del premio giornalistico dedicato al giovane cronista de “Il Mattino” assassinato dalla camorra con il convegno dell’Osservatorio “Ossigeno per l’informazione” sull’impegno del giornalismo italiano a sostegno dell’azione delle forze dello Stato e delle rappresentanze più illuminate della società civile per contrastare e debellare la inquietante presenza e la minaccia della criminalità organizzata. Ai familiari e a quanti oggi rendono omaggio al sacrificio di Giancarlo Siani giunga il mio partecipe saluto. Giorgio Napolitano


A Reggio, nella notte, esplode una bomba indirizzata al procuratore Di Landro

Ago 26th, 2010 | Categoria: news
“Credono di intimidirci con queste aggressioni e questi attentati, ma noi continueremo a fare il nostro lavoro”. Così Salvatore Di Landro, procuratore generale di Reggio Calabria, commenta a caldo l’atto intimidatorio avvenuto questa notte, intorno alle 2, quando un ordigno collegato ad una miccia a lenta combustione e confezionato con del tritolo è stato fatto esplodere davanti al suo portone.  In quel momento Di Landro si trovava in casa con la moglie. La deflagrazione – che non ha causato alcun ferito – ha provocato gravi danni alle finestre, al portone dell’edificio e mandato fuori uso l’ascensore. Ma per fortuna nessuna lesione alle persone: nella palazzina, situata nella zona Parco Caserta, nel centro di Reggio Calabria, vivono, oltre ai coniugi Di Landro, anche altre famiglie. Sul luogo dell’attentato sono giunti gli artificieri e la polizia scientifica: per precauzione la via è stata chiusa al traffico e sottoposta a bonifica. A casa del procuratore Salvatore Di Landro si sono recati subito anche il procuratore aggiunto Nicola Gratteri, il magistrato di turno Danilo Riva e il questore di Reggio Carmelo Casabona. L’attentato di questa mattina, giovedì 26, di evidente matrice ‘ndranghetista, è l’ultimo di una serie di episodi che si sono susseguiti nell’arco di pochi mesi....


Intercettazioni: una tela di Penelope, neppure Berlusconi ci crede

Giu 16th, 2010 | Categoria: Una boccata d'ossigeno
di Alberto Spampinato. Direttore di Ossigeno per l’informazione, osservatorio della FNSI e dell’Ordine dei Giornalisti sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza
”Sento che ora si parla di mettere in calendario per il mese di settembre il ddl intercettazioni. Poi bisognerà vedere se il capo dello Stato vorrà firmarlo. E quando uscirà, se non piacerà, i pm della sinistra si appelleranno alla Corte Costituzionale che, secondo quanto mi dicono, lo boccerà”. Perché il premier Silvio Berlusconi, che finora si è mostrato sicuro del risultato, esprime tanto scoramento? Perché, io credo, fa finalmente una valutazione realistica delle difficoltà, e probabilmente si prepara a rinunciare alla parte più hard e più discutibile del provvedimento. (altro…)