Articoli con tags ‘ gioco d’azzardo ’


Quando il gioco è patologico

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Mauro Croce di Francesca Rascazzo
La diffusione del gioco d’azzardo comporta l’aumento di giocatori dipendenti. Ma in Italia i servizi loro dedicati sono carenti e disomogenei sul territorio. E la prevenzione non gode di salute migliore (altro…)


Azzardi criminali: da Torino alla Calabria

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Ferdinando Brizzi
Il gioco d’azzardo è una fabbrica di denaro su cui le mafie allargano i loro tentacoli. Una situazione allarmante denunciata da esperti e provata dall’esperienza giudiziaria, ma su cui il legislatore continua a tacere (altro…)


I più sfortunati vincitori della storia

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Paolo Canova e Diego Rizzuto
Perché è difficile vincere al Win for Life e non esistono regole matematiche per prevedere l’uscita dei numeri. La parola a due scienziati torinesi (altro…)


Azzardo. Chi ci guadagna?

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Maurizio Fiasco, sociologo, consulente della Consulta Nazionale Antiusura di Francesca Rascazzo
È opinione diffusa che il gioco faccia bene alle entrate erariali. Eppure a incassare sono principalmente i gestori e la criminalità. Ecco spiegate verità e ipocrisie di un’industria che fattura 54 miliardi di euro all’anno (altro…)


Breve storia del gioco in Italia: tre epoche per tre strategie

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Maurizio Fiasco
Contenere, fiscalizzare o creare valore aziendale. Da fine ’800 a oggi, l’Italia ha cambiato più volte idea sulle regole del gioco. Fino all’esplosione incontrollata dell’azzardo virtuale (altro…)


Se il popolo teme il futuro, dategli l’azzardo

Set 1st, 2010 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_9_2010 Anche quando l’economia non gira, c’è un articolo che si vende benissimo. È la speranza di vincere. Un sogno che Stato e privati trasformano in moneta sonante. Cinquantacinque i miliardi spesi nel gioco nel 2009, più di 60 quelli stimati per il 2010. Ma chi ci guadagna veramente e quali sono le conseguenze di quest’industria in continua espansione? Nell’ultimo dossier di Narcomafie i dati più aggiornati, le storie meno conosciute e gli illeciti più diffusi del mondo dell’azzardo (altro…)


Le sette vite della mafia

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Tacconi
Dall’edilizia al turismo, dal gioco d’azzardo al riciclaggio, passando addirittura per le cause di divorzio tra coniugi, la mafia è ovunque. In questo contesto, la Turchia risulta non in regola con le norme di trasparenza delle operazioni bancarie e con un aumento dei volumi di traffico di denaro sporco (altro…)


Liguria. Il comune di Bordighera fa i conti con la mafia

Lug 21st, 2010 | Categoria: news
Da due giorni il comune di Bordighera ha una nuova giunta comunale dopo che la precedente è stata azzerata dal sindaco Giovanni Bosio. Tutto è cominciato circa due settimane fa, quando i carabinieri del comando provinciale hanno fatto pervenire al prefetto di Imperia Francesco Paolo Di Menna un’informativa relativa a presunti condizionamenti mafiosi sull’attività amministrativa. L’indagine, che ha portato lo scorso giugno all’arresto di otto persone (una delle quali già scarcerata) tra cui alcuni componenti della famiglia calabrese dei Pellegrino, avrebbe evidenziato rapporti tra gli indagati e alcuni politici della piccola città ligure. Da tempo si moltiplicavano a Ponente segnali inquietanti di una presenza criminale, ma gli incendi di alcune attività commerciali – tra cui uno stabilimento balneare e un ristornate furgoni e garage -, erano accolti da un clima di indifferenza e sorpresa. “Chi mi preoccupa di più, lo dico senza mezzi termini, sono il prefetto e il questore – aveva dichiarato ai giornali Andrea Orlando, membro della Commissione antimafia e deputato ligure per il Pd – non capisco proprio cosa abbia di più urgente da fare, il prefetto di Imperia, che esaminare immediatamente il rapporto dei Carabinieri sulle infiltrazioni mafiose a Bordighera”. Anche il procuratore nazionale antimafia Piero...


«Ecco come hanno conquistato Modena»

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Intervista al capo della squadra mobile di Modena Amedeo Pazzanese Come inizia la colonizzazione del modenese da parte dei casalesi? Dagli anni 70 arrivano migliaia di cittadini della provincia di Caserta, in particolare Casapesenna, Casal di Principe e San Cipriano D’Aversa. Sono colonie di onesti lavoratori, che migrano dove c’è forte sviluppo edilizio. In quel periodo a Modena mancano piastrellisti, muratori, decoratori. La Campania è il serbatoio di mano d’opera naturale. Prima arrivano i manovali da soli, poi cominciano a salire le famiglie. Intanto gli operai cominciano a costituire ditte proprie, per aggiudicarsi i subappalti e incrementare i guadagni. Quando arrivano casalesi camorristi? A partire dagli anni 80 comincia a salire una piccola manovalanza criminale, persone problematiche, a volte mandati dalle famiglie nella speranza che abbandonassero le strade cattive intraprese nell’agroaversano. Si crea una colonia di soggetti che invece di lavorare come gli altri, onestamente, cominciano a fare piccole reati, rapine, assegni a vuoto, truffe. Cominciano a frequentare le bische che sono luogo di aggregazione di emigranti campani, dove giocano d’azzardo alla bassetta e alla zecchinetta. Di chi sono le bische in quegli anni? Sono in mano a Felice Maniero, che le gestisce attraverso soggetti modenesi, che gli pagano la percentuale. Gli emigranti di origine...


Tavolo verde? Al verde

Giu 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Malgrado le sue dimensioni, ad aprile il Casinò di St Vincent – proprietà della Regione Valle d’Aosta – è stato ultimo in Italia per incassi. Continua la sua mutazione genetica da tempio dell’azzardo a centro di aiuto sociale per la pletora di dipendenti? Intanto l’ombra del riciclaggio di denaro mafioso continua ad aleggiare… Per generazioni di valdostani, il sogno dell’autonomia speciale dei privilegi si è sempre incarnato in due obiettivi: lavorare nella pletorica amministrazione regionale di piazza Deffeyes, vera imitazione del “modello Sicilia” con circa 11mila impiegati pubblici su 126mila abitanti, oppure puntare a impiegarsi al Casinò di Saint Vincent, riserva di impiego naturalmente garantita in primis al parentado della nomenklatura locale e ai migliori attivisti del partito di governo, l’Union Valdôtaine. Ora però il sogno Casinò si sta sgonfiando: i suoi conti delineano una situazione drammatica, da tempio dell’azzardo a centro di aiuto sociale. Un’azienda decotta di stile sovietico, per dirla con brunettiana brutalità. Come si cambia, per non morire. Di fronte a questa situazione è bene ricordare alcuni dati riguardanti l’assetto societario: dal 2003 il Casinò è gestito dalla Casinò spa, società controllata al 99% dall’amministrazione regionale; il restante 1% appartiene al Comune di Saint Vincent. I rapporti tra proprietario e gestore...