Articoli con tags ‘ gioco d’azzardo ’


“L’azzardo predatorio azzera l’umanità”

Mar 14th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
Vent’anni di ricerca sul campo e una certezza: che l’azzardo, quello predatorio, devasta le vite, annienta l’umanità, aliena dal mondo. L’equazione evidenziata da Natasha Dow Schull, tecnologia-gioco d’azzardo, funziona alla perfezione e porta soldi, tanti soldi, caterve di soldi, nelle tasche dei produttori delle machinette. Quelle che, nel giro d’una generazione, hanno sostituito i tavoli verdi. Quelle che, oggi, impiegano centinaia di migliaia di dipendenti. Quelle da cui non c’è scampo, che illuminano la zona. Abbiamo intervistato l’antropologa statunitense, docente del MIT di Boston. Uno studio complesso, lungo e molto variegato, fondato su una metodologia di ricerca antropologica. Ma come può, oggi, l’antropologia spiegarci le mutazioni provocate nella società dal gioco d’azzardo? L’approccio etnografico è stato, per me, determinante e mi ha permesso di analizzare il ruolo dell’azzardo all’interno delle comunità su un lungo periodo e da più punti di vista. Durante il mio studio, durato dal 1992 al 2007, ho trascorso tempo non soltanto insieme ai giocatori d’azzardo ma anche con imprenditori del settore dei casinò e con diversi progettisti delle macchinette. Ho trovato che questo approccio, basato su osservazione e su lunghe interviste, mi abbia permesso di cogliere le dinamiche più complesse e nascoste dell’azzardo. Per esempio facendomi riflettere sul fatto che non...


Azzardo, dove finisce l’utopia e cominciano dipendenza e solitudine

Mar 14th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Marco Dotti e Marcello Esposito
[Questa che segue è la premessa a firma di Marco Dotti e Marcello Esposito all’edizione italiana del libro di Natasha Dow Schüll, Architetture dell’azzardo. Progettare il gioco, costruire la dipendenza. La pubblichiamo integralmente, per gentile concessione della casa editrice Luca Sassella]   L’uomo, scriveva Eugen Fink, “gioca sempre dal centro della propria vita, anche quando il gioco si disperde nel fuori di mille maschere”. “Oase des Glücks”, oasi di gioia: cosí Fink, fra i primi ad aver sciolto la questione su un piano di rigore fenomenologico, chiamava le “comunità piacevoli e temporanee”, virtuali e reali, che riunivano gli uomini – o meglio: alcuni fra loro – in un tempo e in uno spazio circoscritti in nome di un gioco che ancora si poteva dire libero, ma fieramente retto da regole. La communitas effimera – ma proprio per questo vitale – del gioco era in qualche modo una variante di quella utopia situata che Michel Foucault avrebbe chiamato, con termine non a caso borgesiano, eterotopia. Uno spazio altro che si faceva largo nel cuore, veramente nel cuore del presente e portava cosí all’evidenza una domanda: che rapporto intercorre fra gioco, tempo, soggettivazione e libertà? Su questo rapporto, piú di due secoli or sono, nella quindicesima...


Gioco d’azzardo. Una dipendenza senza sostanza

Dic 10th, 2015 | Categoria: articoli
di Giulia Panepinto
Nel libro Giocati dall’azzardo – mafie, illusioni e nuove povertà l’autrice Maria Cristina Perilli, psicoterapeuta con una lunga esperienza nello studio del gioco d’azzardo patologico, ha saputo descrivere a tutto tondo in 223 pagine le contraddizioni e le evoluzioni di un fenomeno così tormentato come è quello del gioco d’azzardo. Il libro, edito da Sensibili alle foglie, cerca di analizzare trasversalmente il GAP prendendo in prestito gli strumenti della psicologia e della sociologia per mettere a confronto il ritratto del gioco d’azzardo e dei suoi attori: la realtà della malattia, oscurata e messa da parte dall’effimero della pubblicità. L’autrice si interroga inoltre sull’efficacia delle policy riguardo prevenzione e contrasto anche in termini di gestione politica e regolamentazione. Con dati alla mano il libro cerca di spiegare forme e modalità del gioco d’azzardo senza ricondurlo ad una statistica fine a se stessa, Perilli entra nel merito delle cifre della patologia originate da difficoltà personali dell’individuo che con il gioco nulla hanno a che fare, ma che trovano in esso una valvola di sfogo. Qual è il confine fra gioco legale e illegale? Di per sé il gioco d’azzardo in Italia è proibito, la linea di demarcazione è il monopolio statale che legittima solo quei...


Inchiesta “Black Monkey”, Nicola Femia rinviato a giudizio

Gen 23rd, 2014 | Categoria: news, Uncategorized
Nicola Femia (foto), ritenuto a capo di un’organizzazione che faceva profitti con il gioco d’azzardo legale ed illegale, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.Così si è espresso ieri, mercoledì 21 gennaio, Andrea Scarpa, Gup nell’ambito dell’inchiesta “Black Monkey”. Oltre a Femia, sono state rinviate a giudizio altre ventidue persone (tra cui i due figli di Femia, Rocco Maria Nicola e Guendalina, e il genero, Giannalberto Campagna), a molte delle quali è contestato il reato di 416 bis. Degli otto imputati che avevano chiesto ed ottenuto il rito abbreviato, due sono stati assolti, mentre agli altri il Gup ha comminato pene variabili da un anno e sei mesi a sette anni e sei mesi, riconoscendo l’associazione a delinquere semplice e non quella, come richiesta dal pm, di stampo mafioso. Femia, durante un’intercettazione telefonica, si rivolge a Guido Torello, altro indagato, notevolmente infastidito per essere stato additato come uno dei padroni del gioco d’azzardo in Emilia Romagna. Femia fa riferimento alle inchieste del giornalista Giovanni Tizian, e senza esitazione annuncia: «Gli sparo in bocca ed è finità lì». In seguito a questi dialoghi intercettati, al giornalista del gruppo «L’Espresso» e già collaboratore di «Narcomafie» è stata...


Cosa nostra, arresti made in Usa

Gen 21st, 2011 | Categoria: news
Una maxi retata oltreoceano ha inferto un duro colpo a Cosa nostra, colpendo tutte e sette le grandi famiglie mafiose della costa atlantica. L’Fbi ha arrestato oltre 110 persone tra i quali spiccano i 91 membri appartenenti alle famiglie Gambino, Genovese, Colombo, Bonanno e Lucchese che vantavano il dominio su New York; a queste si aggiungono i De Cavalcante in New Jersey e i Patriarca, famiglia che da sempre controlla il Rhode Island. Diversi i reati a loro imputati: omicidio, estorsione, racket, gioco d’azzardo, incendi dolosi, strozzinaggio nelle industrie cementizia e portuale, traffico di droga. Tuttavia si tratta di attività di matrice americana senza ramificazioni in Italia. È dunque una casualità il fatto che una delle persone coinvolte nella maxiretata sia stata arrestata in Sicilia, a Siracusa: si tratta del 31enne Walter Samperi, affiliato al clan Colombo e accusato di attività estorsiva commessa tra il 2004 e il 2010 nella Grande Mela. Della famiglia Colombo sono state arrestati anche il capo – Andrew Russo – il suo vice e il consigliere. In manette anche il capo della famiglia Patriarca, l’ultra ottuagenario Luigi Manocchio e “re” delle estorsioni. «Questi arresti – ha commentato il ministro della Giustizia newyorkese – segnano un importante passo...


Arrestato Gennaro Solito, un altro colpo alla nuova Sacra Corona Unita

Set 30th, 2010 | Categoria: news
L’operazione Calipso assesta gli ultimi colpi. L’azione che ieri ha portato a spiccare undici ordini di custodia cautelare contro i nuovi boss di una ricostituita Sacra Corona Unita arriva alle battute finali. I carabinieri del Ros di Gallarate e della stazione di Milano Malpensa hanno arrestato Gennaro Solito, 56 anni, di Ceglie Messapica, indagato per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. Solito figurava nell’elenco degli undici ordini di custodia cautelare spiccati ieri dalla Procura Distrettuale Antimafia. Non è stato fermato con gli altri perché non si trovava in Italia, ma in Thailandia. La sua latitanza ha avuto però vita breve. Solito aveva assunto, nell’assetto della nuova Sacra Corona, il ruolo di referente nella zona di Ceglie Messapica dove imponeva il pizzo agli imprenditori, controllando altresì il locale traffico della droga. Gli investigatori hanno accertato il suo coinvolgimento nel business del gioco d’azzardo, col quale l’organizzazione si finanziava, imponendo forniture di slot machines truccate alle sale da gioco della zona.


Undici arresti tra Puglia e Albania. E’ la nuova Sacra Corona Unita, tra droga e gioco d’azzardo.

Set 29th, 2010 | Categoria: prima pagina
di Matteo Zola
Albania, lungomare di Valona, tutto era pronto per l’inaugurazione – venerdì prossimo, primo ottobre – di un nuovo casinò. Albino Prudentino, boss di una rinata Sacra Corona Unita, gestiva oltre lo stretto di Otranto un ampio business incentrato sul gioco d’azzardo. Prudentino era stato lungimirante: “Perché questo lavoro non lo conosceva nessuno”. Con queste parole, intercettate dagli investigatori, il boss spiegava come gli introiti derivanti dal gioco d’azzardo e dai videopoker aprissero nuove possibilità rispetto al contrabbando di sigarette, vecchio business della Sacra Corona. A rompere le uova nel paniere a Prudentino è stata un’azione dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Brindisi che lo hanno arrestato su ordine della Procura distrettuale antimafia. L’azione è avvenuta contestualmente a una serie di ordinanze di custodia cautelare spiccate contro altri dieci esponenti della malavita pugliese tra cui Daniele Vicientino che, con l’aiuto di Ercole Penna, aveva ricostituito la struttura verticistica della Sacra Corona Unita, fondata da Giuseppe Rogoli – storico boss oggi soggetto al “carcere duro”- al quale però si continuava a fare riferimento. Secondo l’indagine, partita nel 2007 e denominata “operazione Calipso”, Vicientino e Penna avevano riorganizzato il sodalizio che tenne uniti i clan della Sacra Corona ai tempi di Pino...


Con l’azzardo vincono solo le mafie

Set 23rd, 2010 | Categoria: news
Il gioco d’azzardo, più che una risorsa fiscale, è una risorsa per le mafie. Lo dimostra il sequestro di beni per 5 milioni di euro effettuato oggi dai Carabinieri ai danni del clan ‘ndranghetista dei Lucà. L’organizzazione indagata riciclava i proventi del narcotraffico acquistando dal reale vincitore del ‘Superenalotto’ le schedine vincenti e  e si faceva poi accreditare le vincite dalla Sisal di Milano su appositi conti correnti. Il provvedimento di sequestro, che ha riguardato anche due immobili a Marina di Gioiosa Jonica è stato emesso dalla Corte d’Appello di Catanzaro, nei confronti di Nicola Luca’, esponente della cosca Mancuso, già condannato a 14 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. L’ennesimo esempio di come mafia e gioco d’azzardo siano legati. L’ultimo numero di Narcomafie entra nel dettaglio di queste relazioni pericolose. Sorprendenti i numeri dell’inchiesta: dal 2003 si è assistito a un incremento della spesa delle famiglie destinata al gioco e dai 17,3 miliardi del 2003 si è passati a 35,4 nel 2006, per arrivare ai 54,4 del 2009. E per il 2010 si prevede di superare i 60 miliardi. Un’industria del calibro di Fiat, Telecom e Enel, con un fatturato che nel 2009 ha raggiunto il...


Se il popolo teme il futuro, dategli l’azzardo

Set 15th, 2010 | Categoria: prima pagina
di Francesca Rascazzo
Crescita zero, mutuo della casa, cassa integrazione: come guardare avanti? Che cosa sperare per il domani? La crisi economica ha improvvisamente colpito le nostre vite tranquille, lasciando a secco i conti correnti e alimentando paura, insicurezza, diffidenza. Stando ai dati Istat, oltre 2 milioni di famiglie (8 milioni di individui, oltre il 13% della popolazione) sono in condizioni di povertà relativa: persone che dispongono, per beni e servizi, di una capacità di spesa pro capite inferiore alla media nazionale. Le famiglie non comprano e l’economia non gira, ma c’è un articolo che si vende benissimo. Si chiama “speranza di vincere”, possibilmente tanto, per migliorare così, e solo così, la propria vita. Vincere in televisione indovinando “il pacco”, o dal tabaccaio indovinando il terno, oppure grattando la combinazione giusta, o ancora giocando ad un tavolo virtuale, dove i soldi che perdi non li vedi nemmeno, mentre scivolano via dalla carta di credito. In ricevitoria, in sala scommesse, oppure a casa, soli di fronte al computer: il gioco è come, quando e dove vuoi. Nei tempi morti di un lavoro che manca, nei vuoti relazionali della solitudine quotidiana, il gioco c’è: è lì intorno mentre compri le sigarette, prendi un caffè al bar,...


Italia, terra di gioco (ir)responsabile?

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Daniela Capitanucci - Associazione And (Azzardo e Nuove Dipendenze)
A dispetto della crisi economica, il settore dei giochi pubblici anche nel 2009 ha mostrato un incredibile tasso di crescita, con un aumento rispetto all’anno precedente di circa il 14%, e un consuntivo di 54 miliardi di euro. In Italia è possibile “comprare” gioco in più di 150.000 luoghi e solo meno di 3.000 di questi sono centri specializzati (agenzie e negozi di scommesse e sale Bingo): il resto sono tabaccai, bar, supermercati ed altri punti di commercio “generico” (dati tratti da Remo Molinari, Jamma, 2009. Gioco e minori. Quanta ipocrisia!). In aggiunta a questi, da un po’ di tempo, abbiamo a disposizione anche qualche centinaio di self service per comprare Gratta & Vinci. E’ sufficiente entrare in uno qualsiasi di questi luoghi per constatare quanto il gioco abbia pervaso la nostra vita quotidiana, quella dei nostri figli e dei nostri nipoti. Problema nazionale, risposte locali. Il dilagare del gioco d’azzardo legale nel nostro tessuto sociale ed economico, anche se è sotto gli occhi di tutti, viene ancora minimizzato o ignorato nella più totale ipocrisia: il Gap (gioco d’azzardo patologico) viene trattato in Italia ancora alla stregua di un “vizio” individuale, appannaggio di rari personaggi intrinsecamente devianti, piuttosto che un problema...