Articoli con tags ‘ Gerusalemme ’


La convivenza armata

Ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Gli instabili equilibri tra israeliani e palestinesi si fondano, anche, sulla militarizzazione dei territori. E, da entrambe le parti, c’è chi con le armi fa ottimi affari In Israele e nei territori palestinesi di armi se ne vedono continuamente. In una situazione di tensione e di conflitto permanente che dura da sessant’anni, la militarizzazione è diventata parte della vita quotidiana e si è insinuata nelle immagini della società. Ma l’argomento armi rimane un tabù, da entrambe le parti, anche se per diverse ragioni. In Palestina, la gente preferisce non parlarne: «È un discorso sensibile», risponde quando la si interroga in proposito. In Israele, la proliferazione di armi leggere possedute da militari e civili passa inosservata, come si trattasse di un dato acquisito, e si preferisce piuttosto discutere di sicurezza.  Eppure, le armi giocano una parte fondamentale nel conflitto, e aumentano esponenzialmente mano a mano che ci si avvicina alle zone calde. Sono le mitragliatrici dell’Idf, l’esercito israeliano, e delle forze di sicurezza palestinesi. Sono, anche, i fucili dei civili israeliani, spesso coloni, che sentono il bisogno di proteggersi da soli. Le armi della resistenza palestinese (o dei terroristi, a seconda della prospettiva da cui si guarda), invece, rimangono nascoste, e compaiono solamente...


Tra il muro e il “tunnel”

Dic 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
L’occupazione militare ha messo in ginocchio la Città Santa anche socialmente. Disoccupazione, paura, povertà sono i maggiori indiziati dell’ennesima emergenza: l’abuso di droghe. Soprattutto nella parte araba della città. È qui che si trova un Centro di recupero e sostegno per i tossicodipendenti di ogni etnia e religione «Il Centro Caritas è vicino a Bab ez-Zahira» dice la voce all’altro capo del telefono. «Come ci si arriva?»  «Conosci Herod’s Gate (Porta d’Erode)? Sono la stessa cosa, in arabo la chiamiamo Bab ez-Zahira (Porta Fiorita)». La Rough Guide aveva ragione: tenere sempre presente che: “A Gerusalemme tutto ha tre nomi: quello ebraico, quello arabo e la versione anglicizzata”. Una metafora esauriente che fa luce sulla misteriosa trinità che è Al Quds, Yerushalaim e Jerusalem. Da salvato a salvatore. Il Centro Caritas per il recupero di tossicodipendenti si trova a Gerusalemme est, la parte araba della città, e per raggiungerlo si passa accanto alla Porta di Damasco, dove il suq (mercato) è in pieno svolgimento. Sopra la porta torreggiano un paio di soldati israeliani con fucile in spalla. Sono lì a tenere d’occhio la folla e a ricordare chi è il più forte, ma sembrano ignorare ciò che accade appena più in là, ai lati della porta:...


Vivere a Gerusalemme

Giu 10th, 2005 | Categoria: recensioni
Vivere a Gerusalemme. Può sembrare un controsenso. Sarebbe meglio dire sopravvivere a Gerusalemme, una città in cui c’è un tempo massimo anche per andare al mercato e si rischia la vita ogni volta che si prende l’autobus, in cui un padre di famiglia può vedere la propria casa saccheggiata e distrutta e il proprio figlio picchiato e arrestato senza un perché, in cui una donna è costretta a partorire in automobile ad un check point perché i soldati non le fanno raggiungere l’ospedale. E nascere a Gerusalemme significa ereditare decenni di odio e respirare ogni giorno della propria vita una paura e una voglia di vendetta atavica, che i tanti soprusi quotidiani possono solo acuire. Quale sarà la generazione capace di rompere con il passato? Se è vero che i giovani sono i paladini del cambiamento, chi saranno quelli in grado di rifiutare la logica dell’“occhio per occhio e dente per dente”? Nel romanzo di Barbara Schiavulli si chiamano Arin e Daniel: lei giovane kamikaze araba convinta (a colpi di droghe e lavaggi del cervello) a diventare “strumento di Dio”; lui militare di leva israeliano, obbligato dal suo Governo a fidarsi solo del suo mitra. Si incontrano sul bus n. 6,...