Articoli con tags ‘ Germania ’


Lo scandalo dei rifiuti tedeschi

Apr 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Sono concentrati nelle regioni dell’ex Germania est le inchieste giudiziarie che, dal 2005 ad oggi, hanno gettato luce sui rapporti tra criminalità e gestione dei rifiuti. Dalla Sassonia al Magdeburgo, la cronaca inquietante di un’attività pericolosa e molto redditizia Quattro investigatori in mimetica, con mani e volto coperti da un liquido puzzolente per sfuggire all’olfatto dei cani da guardia, stanno rintanati da giorni in una buca nell’immondizia. A questo scomodo nascondiglio sono arrivati superando mura alte tre metri, filo spinato, guardiani armati, e da qui documentano la vita della discarica: i containers che scaricano giorno e notte, plastica che si mischia a resti di cibo, sacche di sangue scaduto e siringhe provenienti da cliniche private, taniche d’olio usato, i compressori che spianano i rifiuti e li ricoprono di terra e calcinacci per nasconderli. È il luglio 2007. Quella di Lockwitz, in Sassonia, è una delle discariche illegali spuntate come funghi dal 2005, da quando la cosiddetta legge “TaSi” ha disposto che i rifiuti non inerti non possano essere deposti, ma debbano essere smistati e poi riciclati o termovalorizzati. Un trattamento ecologico, ma molto costoso, e così i camion di spazzatura da tutto il paese snobbano gli impianti a norma e prendono...


Germania, modello Napoli

Apr 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
I rapporti tra criminalità e rifiuti non sono una prerogativa del nostro paese. Viaggio nelle contraddizioni della Germania tra criminalità, rifiuti, scorie nucleari: dove tutto funziona bene solo in appartenenza Abituati a essere all’avanguardia in campo ambientale, i media tedeschi non hanno trovato di meglio, per raccontare le numerose indagini che hanno fatto emergere i rapporti tra criminalità e smaltimento di rifiuti nella Germania federale, che fare riferimento alle miserie del nostro paese. Il settimanale «Der Spiegel» ha parlato di un “modello Napoli” in un’inchiesta sullo smaltimento illegale di rifiuti nelle regioni della Germania Est, pubblicata nel settembre 2008, mentre in Italia l’esercito assumeva stabilmente il controllo delle discariche della Campania. «Il business dei rifiuti sembrava finora una prerogativa dei mafiosi italiani − ha spiegato la rivista − eppure il modello Napoli, per la disperazione di funzionari locali, ambientalisti e politici, ha trovato in Germania parecchi imitatori». Sarebbe ingenuo pensare che soltanto nel sud Italia possano accadere cose di questo genere. D’altro canto, il fatto che capitino in un paese giustamente citato ad esempio per la gestione funzionale ed ecosostenibile dei rifiuti e le altissime quote di materiale riciclato dimostra che una gestione sostenibile dei rifiuti è persino più lontana di quanto...


La ’ndrangheta? Cercala in pizzeria

Apr 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
L’economia tedesca attira gli investimenti mafiosi da decenni, eppure in Germania è come se il problema non esistesse. I boss investono in centri commerciali, si comprano interi quartieri, truffano l’Unione europea. Ma nei guai finisce la giornalista che questi fatti li ha raccontati Intervista a Petra Reski Nei loro ristoranti si mangia bene e il servizio è impeccabile. Lavorano sodo e pagano le tasse. In strada non buttano cartacce, non sgasano in mezzo al traffico con auto di grossa cilindrata e, quando arrivano a un incrocio, danno la precedenza. I mafiosi di Germania indossano la maschera dei cittadini modello, perfettamente integrati nel paesaggio d’oltralpe. Non danno nell’occhio e, per quanto possibile, non fanno rumore. Qualche volta li tradisce il tono della voce, ma i tedeschi sanno che noi italiani siamo fatti un po’ così. Per il resto, nessuno li vede, nessuno li nota. Eppure sono tanti, tantissimi. Oltre 200 solo le famiglie ’ndranghetiste operative nei vari länder. Muovono quantità ingenti di denaro sporco, che poco alla volta infettano la ricca economia teutonica. Nessuno si sarebbe occupato di loro se una sera di mezza estate del 2007 a Duisburg, davanti al ristorante “da Bruno” non fosse andato in scena l’atto più cruento della...


La soluzione colorata

Apr 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Come e perché il sistema tedesco di riciclaggio funziona. Ritratto in dieci punti di un modello virtuoso, tra bidoni gialli, angeli azzurri e punti verdi Se abitate in Germania, gli oggetti di consumo con cui venite a contatto ogni giorno si dividono in due categorie: quelli che vanno depositati in bidoni di colore giallo, e tutti gli altri. La divisione è netta perché i rifiuti che finiscono nel bidone giallo (“gelbe Tonne”) recano stampato un logo verde con due frecce che si rincorrono, il “Grüner Punkt” (punto verde). Questo simbolo indica che l’azienda produttrice aderisce alla Sistema duale tedesco srl, un’azienda privata che si occupa dello smaltimento degli imballaggi. 1. Gelbe Tonne: bidone giallo contro il resto del mondo. Dal 1996 una legge obbliga chi produce o importa prodotti di consumo in Germania a farsi carico del loro smaltimento. La maggior parte delle aziende è entrata a far parte del consorzio “Grüner Punkt” e delega a esso questa incombenza. Il consorzio raccoglie ogni tipo di imballaggio, anche quelli compositi, cioè che incorporano materiali di diversa natura, come i cartoni del latte, la carta plastificata e contenitori in plastica e alluminio come i vasetti dello yogurt. Chi ha mai intrapreso il tentativo di staccare...


L’illusione del riscatto

Mag 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Da alcuni anni i trafficanti bulgari stanno abbandonando i metodi violenti di reclutamento, per far leva invece sulle difficoltà finanziarie e sociali delle vittime, spesso consapevoli di recarsi all’estero per prostituirsi, ma non delle condizioni di schiavitù cui vanno incontro   Quando nel giugno 2006 è partita per la Germania insieme a sua zia, in cerca di una vita migliore, Yana sapeva molte cose. Sapeva che sarebbe andata ad Amburgo. Probabilmente sapeva che avrebbe lavorato come prostituta, come aveva già fatto, di tanto in tanto, sulle strade e nei vicoli di Sofia, la città dove è cresciuta in un istituto per minori. Quello che non poteva immaginare è che, arrivati in Germania, avrebbe trovato molte, agghiaccianti sorprese.    Una storia come tante, troppe. L’uomo che le aspettava, il compagno di sua zia, l’ha portata in un vecchio appartamento. Lì l’ha costretta a spogliarsi di fronte ad altri uomini e a indossare biancheria intima. Sua zia le ha preso soldi e passaporto, e le ha spiegato che avrebbe dovuto lavorare per loro fino a restituire duemila euro, i soldi spesi per farla arrivare ad Amburgo. Yana ha scoperto presto di non essere più padrona della sua vita.  «Ho dovuto fare tutto quello che volevano, anche le...


Un brusco risveglio

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
La proiezione internazionale della ’Ndrangheta è una realtà che gli inquirenti denunciano da decenni. Per questo la strage di Duisburg non può essere trattata alla stregua di un’emergenza. E se le indagini dei servizi di intelligence sono state trascurate, significa che è tempo di un impegno politico nuovo e di attente strategie. Ecco l’analisi di un professionista della Polizia di Stato Troppo spesso ci si dimentica che la strategia della sommersione da parte delle mafie è praticata quando ci sono le condizioni per un’intesa, anche tacita, con settori della politica, dell’economia, delle istituzioni. La mafia calabrese non si sottrae a queste regole. Nel corso della mia esperienza professionale nella Polizia di Stato ho avuto occasione di entrare in contatto con due esponenti di rilievo della ’Ndrangheta: Roberto Pannunzi di Platì (Rc) e Giuseppe Nirta, di San Luca (Rc).  I due incontri sono avvenuti in Colombia, mentre ero distaccato presso l’ambasciata d’Italia in Bogotà, come esperto antidroga della Direzione centrale per i servizi antidroga del Dipartimento della pubblica sicurezza.  Un capomafia di spessore. Roberto Pannunzi, classe 1948, nato a Roma, fu catturato, dopo mesi di indagini, a Medellín il 28 gennaio 1994, da unità antidroga della Polizia nazionale colombiana, mentre si accingeva a partecipare al...


Rischio infiltrazioni

Gen 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
In Spagna il crimine organizzato non sembra coinvolto nel traffico illecito di rifiuti. Ma impianti obsoleti e una gestione inadeguata possono attirare nuove figure criminali In Spagna i primi casi di traffico di rifiuti si sono registrati nella prima metà degli anni 90, più precisamente tra il 1992 e il 1995, quando si scoprì che la Catalogna, la Galizia e l’Andalusia erano divenute meta privilegiata di carichi di rifiuti speciali provenienti dalla Germania. La nascita di vere e proprie reti internazionali di traffico, organizzazioni continuative dedite alla gestione illecita dei rifiuti per conto di terzi, cui partecipavano imprenditori spagnoli del settore dei rifiuti, coincide con l’imposizione di leggi restrittive nel settore in Germania. Tuttavia è solo una fase che sembra avere breve durata. Recentemente non sono stati riscontrati casi di importazione di rifiuti speciali dall’estero: tutte le infrazioni riscontrate riguardano lo smaltimento abusivo di rifiuti “autoctoni”. La grande maggioranza delle infrazioni riscontrate si riferisce infatti a pratiche di gestione illegale dei rifiuti speciali operate da proprietari di siti di smaltimento o dagli stessi produttori industriali che smaltiscono abusivamente i propri rifiuti. In apparenza, tutto tranquillo Le ricerche condotte in Spagna non hanno riscontrato la presenza di articolate organizzazioni capaci di pianificare lo smaltimento illegale dei rifiuti, prendendo in...