Articoli con tags ‘ Gaspare Spatuzza ’


Processo Borsellino: il giorno del falso e contraddittorio del pentito Scarantino

Mag 28th, 2015 | Categoria: news
Vincenzo Scarantino (nella foto) è un pentito di mafia. Un pentito confuso, che si contraddice. Ha già ritrattato e, poi, ritrattato nuovamente, almeno un paio di volte. Nel 1998 aveva ritrattato tutto e poi ancora, quattro anni dopo. Durante il processo Borsellino si era scagliato verso chi, diceva, l’avrebbe minacciato e costretto a depistare le indagini sulla strage di via D’Amelio. Nell’aula bunker del carcere di Caltanissetta si sta tenendo il quarto processo sull’attentato a Borsellino, e Scarantino sembra essersi decisamente ridimensionato. Lui e altri falsi pentiti (Francesco Andriotta e Calogero Pulci) erano già stati accusati calunnia. Oggi, giovedì 28 maggio, è stato chiamato a rispondere alle domande dei pm Stefano Luciani e Gabriele Paci. La collaborazione di Scarantino era iniziata coinvolgendo la “famiglia” mafiosa che faceva riferimento al capo mandamento Aglieri. Determinando l’impunità per la strage del clan di Brancaccio. Per via delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Gaspare Spatuzza, sono stati chiamati alla sbarra anche i capimafia Salvino Madonia e Vittorio Tutino, nei cui confronti sono state mosse gravi accuse di strage. Sacarantino appare come una figura controversa anche a causa del suo profilo criminale molto basso: “ero un piccolo contrabbandiere”. Sembrerebbe poco probabile immaginare il suo coinvolgimento, anche nei panni di semplice...


Spatuzza confessa: “L’esplosivo per Falcone l’ho trovato io”

Mag 18th, 2012 | Categoria: news, prima pagina
di Matteo Zola
“Fui io a recuperare l’esplosivo per la strage Capaci”. Il pentito di mafia Gaspare Spatuzza, già braccio destro dei boss Graviano che si è autoaccusato di avere avuto un ruolo nella strage in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta, ha rivelato ai magistrati di Caltanissetta, che conducono le nuove indagini sulle stragi mafiose del ’92 e sull’ipotesi di una trattativa tra Stato e mafia, di avere reperito anche l’esplosivo utilizzato per compiere l’attentato di Capaci al giudice Giovanni Falcone. Alcuni stralci dei verbali sono stati pubblicati oggi dal Giornale di Sicilia. “Ricordo – dichiara Spatuzza – che Fifetto Cannella mi chiese, circa un mese prima dell’eccidio in cui morirono Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta di trovare una macchina voluminosa”. “Ci recammo a Porticello (Palermo, ndr) dove trovammo un certo Cosimo di circa trent’anni ed assieme a lui andammo su un peschereccio attraccato al molo da dove recuperammo dei cilindri dalle dimensioni di 50 centimetri per un metro legati con delle funi sulle paratie della barca. Successivamente constatai che al loro interno vi erano delle bombe”. “Recuperati i fusti – prosegue Spatuzza – li caricammo sulla autovettura per dirigerci verso la mia abitazione. Una volta arrivati a casa di mia madre, ubicata in un cortile, scaricammo i bidoni all’interno...


Trattativa tra Stato e mafia, archiviata l’indagine sul generale Subranni

Mag 18th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
via D'Amelio dopo la strage Il gip di Caltanissetta Francesco Lauricella, accogliendo la richiesta della procura, ha archiviato l’indagine per concorso in associazione mafiosa a carico del generale dei carabinieri Antonio Subranni. Il nome del generale è stato fatto agli inquirenti dalla vedova i Paolo Borsellino, magistrato assassinato dalla mafia il 19 luglio del 1992, che ha raccontato alla Procura di avere raccolto, qualche settimana prima della sua morte, le confidenze del marito. Borsellino, molto provato, avrebbe raccontato alla donna di avere saputo di una «trattativa» tra la mafia e pezzi dello Stato. Poi avrebbe aggiunto di avere «visto la mafia da vicino» e che il generale Subranni era «punciuto», vale a dire un affiliato a Cosa nostra. Parole pesantissime che portarono i pm ad iscrivere Subranni per concorso in associazione mafiosa. A carico di Subranni, però, non sono emerse altre accuse né si è riscontrata una sua partecipazione nell’intricata vicenda della trattativa tra Stato e mafia sulla quale le stessa Procura di Caltanissetta sta indagando. Qualche primo tassello si è anche riuscito a mettere nell’oscuro puzzle di rapporti pericolosi che segnarono, a inizio anni Novanta, il trapasso della prima repubblica. «Sia nel luglio del 1992, sia nell’anno 1993, la strategia di...


Strage di via D’Amelio, sette nuovi indagati

Nov 2nd, 2011 | Categoria: articoli
di Manlio Melluso
Sette nuovi indagati per la strage di via D’Amelio in cui morirono il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. Secondo le nuove ipotesi investigative ci sarebbe stata una talpa all’interno del palazzo in cui abitava la madre del magistrato ucciso da Cosa nostra. Le dichiarazioni dei pentiti del clan mafioso di Brancaccio ,Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina, che hanno smentito la versione di Vincenzo Scarantino sulla strage di via D’Amelio, continuano a produrre effetti. In questi giorni otto persone sono state scagionate dalle accuse. Adesso altre sette risultano indagate. Alcune di queste sono in carcere, come Vittorio Tutino che avrebbe aiutato Spatuzza a rubare la 126 poi imbottita di esplosivo, altre sono a piede libero. Secondo la versione dei pm guidati dal procuratore capo di Caltanissetta Sergio Lari, Cosa nostra poteva contare su una talpa all’interno del palazzo in cui abitava la madre di Paolo Borsellino. Si tratterebbe di Salvatore Vitale, il gestore di un maneggio che aveva la disponibilità di un appartamento al piano terra del palazzo. Tranchina ha rivelato che ad azionare il telecomando per l’esplosione sarebbe stato Giuseppe Graviano, nascosto e protetto dietro un muro nel giardino di via D’Amelio. Salta quindi l’ipotesi del consulente Gioacchino Genchi...


Spatuzza, per lui di nuovo il programma di protezione

Set 8th, 2011 | Categoria: news
Gaspare Spatuzza è stato riammesso nel programma di protezione del Viminale per i collaboratori di giustizia. L’ex capomafia di Brancaccio non godeva più della protezione da giugno dello scorso anno, per volontà della commissione del ministero dell’Interno presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano. Tuttavia, la recente sentenza del Tar e i nuovi pareri espressi dalle Procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo, hanno indotto i membri della commissione a fare un passo indietro, rivedendo le proprie posizioni. Gaspare Spatuzza iniziò a collaborare nell’estate del 2008, rivelando fatti salienti legati alle stragi di Capaci e di via D’Amelio del 1992; il pentito parlò inoltre di presunti rapporti intercorsi tra il boss Graviano e i politici Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi. Adesso può essere considerato a tutti gli effetti un collaboratore di giustizia. (Ma.De.)


Ilda e i pentiti

Dic 1st, 2010 | Categoria: archivio articoli, fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Lei lo aveva detto subito. Lo aveva messo per iscritto, insieme al collega Roberto Saieva, che il pentito Scarantino non era attendibile. Che le sue accuse contro altri mafiosi erano false e quindi che sarebbe stato opportuno «riconsiderare il tema della sua attendibilità generale». Ma ci sono voluti del tempo e le dichiarazioni rese dal collaboratore Gaspare Spatuzza perché la procura di Caltanissetta fosse finalmente pronta a riscrivere la verità giudiziaria sulla strage di via D’Amelio. Ilda Boccassini lasciò la procura nissena, dove si era trasferita volontariamente per indagare sulle stragi, quando constatò di non riuscire a lavorare come avrebbe voluto: «Sono stata disposta a lasciare i miei figli, a vivere in solitudine per tre anni in completo isolamento in una stanza blindata senza avere contatti con il mondo esterno e sarei stata disposta a continuare se il sacrificio fosse servito a qualcosa». Le sue parole suonano oggi come un monito contro i facili entusiasmi. Interessanti le sue considerazioni sui collaboratori di giustizia e su quello che a suo parere è l’unico strumento utile a vagliarne l’affidabilità: la professionalità dei magistrati. Le dichiarazioni dei pentiti «possono rivelarsi utilissime o creare problemi di inquinamento probatorio di dimensioni incredibili. Sta alla professionalità del magistrato...


Spatuzza attendibile per il Tribunale di Palermo

Ago 4th, 2010 | Categoria: news
Attendibile. Così sentenzia il Tribunale di Palermo nei confronti del boss Gaspare Spatuzza. Uno status già riconosciuto dalla procura di Firenze nel marzo 2010, in occasione dell’arresto di Francesco Tagliavia. Oggi a giudicare “l’attendibilità intrinseca” e la “credibilità soggettiva” del pentito di mafia è stata il Gup palermitano Daniela Troja. Il riconoscimento della credibilità di Spatuzza è legato alla sentenza per l’omicidio di Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore Santino: il ragazzo fu sequestrato il 23 novembre 1993 e ucciso l’11 gennaio 1996, a quindici anni. Il suo corpo non fu mai ritrovato in quanto disciolto nell’acido nitrico. A macchiarsi di un simile omicidio sono stati Benedetto Capizzi, Cosimo Lo Nigro e Cristofaro Cannella, i quali sono stati condannati, secondo la sentenza emessa oggi, 4 agosto, a trenta anni di carcere. La credibilità di Gaspare Spatuzza, tuttavia, era già stata formalmente riconosciuta dalla procura di Firenze lo scorso 17 marzo, in seguito all’emissione di un ordine di custodia cautelare a carico di Francesco Tagliavia, in carcere per scontare le condanne inflittegli in quanto esecutore di 26 omicidi. In quell’occasione Giuseppe Quattrocchi, procuratore capo della Repubblica di Firenze, dichiarò: “Per noi Spatuzza è perfettamente attendibile. Se così non fosse stato, non avremmo avviato di...


Il libro dell’estate? La requisitoria Dell’Utri

Lug 8th, 2010 | Categoria: news
di Salvo Palazzolo
Nel processo a Marcello Dell’Utri non c’è soltanto Gaspare Spatuzza a offrire spunti di ricostruzione sulla misteriosa trattativa seguita alle stragi Falcone e Borsellino. Per chi l’abbia dimenticato, vale la pena leggere la requisitoria del sostituto procuratore generale Nino Gatto, che ripercorre l’atto d’accusa nei confronti del senatore del Pdl. In 169 pagine, viene proposta innanzitutto la ricostruzione fatta dai giudici di primo grado, che avevano emesso per Dell’Utri una condanna a 9 anni: Gatto analizza poi le tesi della difesa, ripercorre le prove dell’accusa, traccia infine un quadro preciso. Il dispositivo della seconda sezione della corte d’appello di Palermo ha assolto Marcello Dell’Utri per “le condotte successive al 1992”. Tutto ciò non vuol dire necessariamente che dopo il 1992 sarebbero sparite d’incanto le tracce di quei rapporti mafiosi che il senatore palermitano ha intrattenuto dall’inizio degli anni Settanta, quelle tracce che i giudici di primo grado avevano valutato come rilevanti grazie alle dichiarazioni dei pentiti Tullio Cannella e Nino Giuffrè. La sentenza d’appello potrebbe voler dire semplicemente che i giudici non hanno trovato la prova del concorso esterno di Dell’Utri, nonostante magari rapporti...


Il Viminale nega la protezione a Spatuzza

Giu 15th, 2010 | Categoria: news
di Elena Ciccarello
Gaspare Spatuzza non è stato ammesso al programma di protezione. Il Viminale ha rifiutato la proposta avanzata dalle procure di Firenze, Caltanissetta e Palermo che indagano sulle stragi del ’92 -’93. La Commissione centrale del Viminale per la definizione e applicazione delle misure speciali di protezione ha rigettato l’ammissione al programma perché il boss avrebbe reso le dichiarazioni su “fatti gravi” oltre i 180 giorni previsti dalla legge. In particolare Spatuzza avrebbe iniziato a rendere dichiarazioni collaborative alla magistratura inquirente il 26 giugno 2008, per poi esternare ulteriori dichiarazioni dal 16 giugno 2009 e il 4 dicembre 2009 nell’ambito del processo d’appello a carico di Marcello Dell’Utri, quindi oltre il termine massimo stabilito per legge. Per quanto si apprende dall’agenzia Adnkronos, secondo la delibera della Commissione “non vi è alcun elemento che autorizzi a ritenere che di quanto riferito in quel dibattimento Spatuzza avesse già parlato nei 180 giorni previsti dalla legge”. Restano dunque confermate solo “le ordinarie misure di protezione ritenute adeguate al livello specifico di rischio segnalato”. Il rifiuto posto dal Viminale alla richiesta delle tre procure oggi più esposte nella ricerca della verità sulle stragi si scontra con il giudizio di attendibilità sulle dichiarazioni di Spatuzza già espresso dai...


Spatuzza attendibile. Silenzio però

Apr 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Nello Trocchia
Il 17 marzo scorso la procura di Firenze ha ritenuto credibili le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza. Si apre un nuovo capitolo sulle stragi del ’93/’94, eppure i principali media hanno scelto il silenzio assoluto (altro…)