Articoli con tags ‘ Gargano ’


Sequestrati beni alla mafia garganica

Giu 13th, 2011 | Categoria: news
Avrebbero ottenuto mutui ipotecari nonostante redditi molto bassi, e garantivano il pagamento delle rate con i proventi di attività illecite. Lo hanno scoperto le indagini della Dia di Bari, la direzione investigativa antimafia, che stamane ha disposto il sequestro preventivo di beni, emesso dal gip di Bari, a carico di cinque esponenti di spicco della mafia garganica, riconducibili al clan Li Bergolis. Secondo gli investigatori, gli indagati, già arrestati per traffico di cocaina ed hashish, avrebbero tramite i mutui accresciuto il patrimonio immobiliare, cointestando beni mobili ed immobili anche ai familiari. I sequestri, di appartamenti, garage ed auto, sono stati eseguiti dagli uomini della Dia di Bari, in collaborazione con i carabinieri del comando provinciale di Foggia.


Colpita la mafia del Gargano, arrestato Giuseppe Pacilli

Mag 16th, 2011 | Categoria: news
Giuseppe Pacilli, “Peppe u’ montanare”, 39 anni, arrestato tre giorni fa dalla squadra mobile di Foggia e dagli agenti del commissariato di Manfredonia, era uno dei trenta latitanti più pericolosi in circolazione. Ora lo attendono undici anni di reclusione per associazione mafiosa. L’intervento è stato compiuto da unità elitrasportate della Polizia di Stato. L’arresto ”é il frutto di mirate indagini svolte da un gruppo di lavoro composto da operatori del Servizio Centrale Operativo e delle Squadre Mobili di Foggia e bari, nel contesto di uno specifico dispositivo di intervento predisposto dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza teso ad aggredire le cosche mafiose operanti in puglia”. L’attività di ricerca di Pacilli è stata coordinata dai magistrati della Procura Distrettuale Antimafia di Bari. Gli investigatori sono convinti che Pacilli non abbia mai allontanato dal Gargano, ritenuto figura di vertice del clan Li Bergolis, protagonista fin dagli anni Settanta di una sanguinosa faida con il clan Alfieri Primosa e, negli ultimi anni, Romito, rovesciando una lunga scia di sangue su tutto il Gargano. Nella guerra di mafia che ha bagnato di sangue il Gargano, Pacilli era il braccio operativo del boss Franco Libergolis (nipote di Francesco), catturato, lo...


Gargano, nuovo duplice omicidio. Sfigurati con la lupara

Dic 9th, 2010 | Categoria: news
Un altro duplice omicidio nel Gargano, dopo quello dei fratelli Piscopo, imprenditori di Vieste. A morire qusta volta sono Pietro e Sante Zimotti, rispettivamete padre e figlio, allevatori di Cagnano Varano, piccolo comune di settemila anime in provincia di Foggia. I due sono stati vittime di un vero e proprio agguato mentre si recavano verso Carpino, nell’entroterra garganico, per far legna e nutrire il bestiame della loro masseria. Gli assassini li attendevano nascosti nel sottobosco, inutile il tentativo di fuga: l’esecuzione di Pietro Zimotti è avvenuta con un colpo di fucile calibro 12 alla schiena. Il figlio Sante, invece, è stato raggiunto da tre colpi al torace, uno alla coscia e al volto. Le modalità mafiose emergono dall’uso del fucile a pallettoni, la cosiddetta “lupara”, e dal colpo in faccia che la malavita locale utilizza per chi ha commesso uno “sgarro irreparabile”. «Un agguato garganico», lo definisce il procuratore capo di Lucera, Domenico Seccia. Sull’accaduto indagano i carabinieri del Comando provinciale di Foggia, coordinati dal pm Elisa Sabusco. Salgono così a ventidue i morti ammazzati dall’inizio dell’anno in provincia di Foggia, ben centoquarantuno negli ultimi dieci anni. Una lunga scia di sangue che innerva viottoli acciottolati, sentieri e pascoli del promontorio. Dopo...


Vertice sulla mafia nel Gargano. Nessuno li chiami ‘pastori’

Dic 6th, 2010 | Categoria: news
Una mafia di montagna, a lungo sottovalutata, nata dalle dispute territoriali e sul bestiame nell’arcaico mondo contadino pugliese. Una mafia di pastori che ormai ha cambiato pelle, capace di controllare il territorio, di gestire il racket e le latitanze, il traffico di droga e i flussi finanziari. Una mafia “sottovalutata”, quella garganica, come affermato dal sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, all’indomani del vertice che a Vico del Gargano ha cercato di fare il punto sulla situazione. Una situazione che ha visto 141 omicidi in dieci anni, 77 dei quali ancora irrisolti. Ultimo, in ordine di tempo, quello dei fratelli Piscopo, imprenditori turistici a Vieste, scomparsi misteriosamente e poi ritrovati carbonizzati in una radura presso Peschici. Giustiziati con rito mafioso. Quell’evento fece gridare Antonio Laudati, competente per il distretto antimafia anche nel territorio della Capitanata, all’emergenza nazionale affermando che “quella garganica è la più feroce di tutte le mafie” e che “si tratta di un fenomeno sottovalutato e ricondotto a faide locali, di pastori e a forme di arretratezza criminale. Invece questa vera e propria guerra di mafia, che è stata scatenata sul Gargano, è riconducibile a una grandissima ricchezza”. Da quel grido d’allarme nasce il summit di Vico, organizzato dalla Procura Distrettuale...


Gargano, trovati i corpi degli imprenditori scomparsi

Nov 29th, 2010 | Categoria: news, prima pagina
Erano scomparsi il 18 novembre scorso. Giuseppe e Martino Piscopo, fratelli di 51 e 45 anni,  imprenditori nel settore turistico, gestivano un villaggio vacanze nei pressi di Vieste, in Puglia.  Dopo dieci giorni di ricerche i loro corpi sono stati ritrovati. La carcassa di un’auto bruciata, nascosta in una radura tra Vieste e Peschici, conteneva i due corpi irriconoscibili: le mani legate dietro la schiena, uccisi sul sedile posteriore con un colpo di lupara e tre di pistola. Poi il rogo per distruggere cadaveri, macchina e tracce. Secondo gli investigatori della Procura di Foggia, che ha condotto le indagini, il tutto si è svolto nell’arco di un quarto d’ora tra rapimento e omicidio. “Le modalità del duplice omicidio dimostrano che la mafia è tornata a colpire sul Gargano in maniera efferata e violenta». Lo scrive la Procura Distrettuale Antimafia di Bari. Un omicidio di mafia, dunque. Contrariamente a quanto pensato in un primo momento i due imprenditori, descritti come “tranquilli lavoratori”, intrattenevano forse rapporti pericolosi perché: “Non è che un duplice omicidio si possa realizzare così, in modo semplice e da sprovveduti. C’è qualche questione che bisogna approfondire” dichiara Antonio Diomeda, comandante provinciale dei carabinieri, che aggiunge: “Evidentemente c’è...


Elezioni e scommesse: la camorra padrona

Ott 20th, 2010 | Categoria: articoli
di Nello Trocchia
Le mani sulle elezioni, il controllo delle scommesse, la gestione del traffico di droga, una rete capace di strozzare imprese e compromettere il futuro di territori senza democrazia. Sullo sfondo un patto federativo per rinsaldare alleanze e condividere progetti e dinamiche criminali. E’ lo scenario che emerge dall’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Napoli (coordinata dall’aggiunto Rosario Cantelmo, pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa) che ha portato a 22 fermi, eseguiti da oltre 160 carabinieri, tra le province di Roma, Salerno, Avellino e Bologna, oltre che in quella partenopea. Tra gli arrestati 5 donne, una è Nicoletta Romano, avvocata del Foro di Torre Annunziata, reato contestato usura. L’operazione, denominata Golden Goal, ha colpito i clan camorristici D’Alessandro, egemone  a Castellammare di Stabia, gli Afeltra-Di Martino, operanti a Gragnano, Lettere, Pimonte e Agerola. Clan che, secondo le indagini, si erano federati, uniti in un patto per allargare l’egemonia nei territori di appartenenza. Dall’inchiesta emerge l’interferenza dei gruppi criminali nelle elezioni amministrative a Gragnano del giugno 2009, altro che democrazia e voto libero. Voto di camorra. Fabio Di Martino, figlio del capo-clan Leonardo, “ ha condizionato – ...


Gargano, ucciso capoclan in un agguato

Nov 10th, 2009 | Categoria: news
Francesco Libergolis 67 anni, capo storico della famiglia omonima, è stato assassinato in un agguato di stampo mafioso lo scorso 27 ottobre nella campagna di Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia. Libergolis, detto “Ciccillo”, è stato colpito con numerosi colpi di arma da fuoco al volto. Secondo gli inquirenti, si tratta dell’ultimo episodio di una faida che si trascina da oltre 30 anni e che vede contrapposte le famiglie Libergolis-Romito e quelle degli Alfieri-Primosa. Iniziata per questioni di abigeato e per una disputa relativa a un pascolo, la faida ha già lasciato sul campo circa 40 morti e negli anni si è trascinata in alcune regioni del nord come Piemonte e Lombardia.


Via libera agli ecomostri

Set 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Speculazioni edilizie sempre più frequenti nonostante stringenti vincoli archeologici e paesaggistici, relazioni pericolose tra boss, politici e imprenditori per accaparrarsi finanziamenti pubblici: così soffoca nell’illegalità una delle perle dell’Adriatico Come dimenticare l’accanimento col quale i bonificatori della natura hanno dato un nuovo assalto alle aree costiere del Gargano? Il 24 luglio approfittando del vento di libeccio – e della secolare latitanza dello Stato – la manodopera a buon mercato controllata dalla mafia locale ha dato fuoco ai rari pini d’Aleppo. Risultato: 3 morti, 371 feriti (di cui 98 ustionati gravemente), 4 mila sfollati, 2 mila ettari di pinete andate in fumo e circa 120 milioni di euro di danni economici. I tecnici del Corpo Forestale dello Stato hanno individuato ben 12 focolai d’origine dolosa, sparsi tra Peschici e Vieste, senza contare Lesina e Mattinata. Sarà una nuova strategia della tensione criminale? Un dato è certo: l’infiltrazione mafiosa nell’economia locale. Un fenomeno segnalato periodicamente dalle relazioni della Commissione parlamentare antimafia, ma sistematicamente sottovalutato. Anche se nelle zone carbonizzate non è possibile un’immediata edificazione – se non dopo 15 anni – in base alla legge 353 del 2000, passato il clamore piove il cemento, poiché nessun comune della provincia di Foggia ha ancora...