Articoli con tags ‘ Gaetano Grado ’


“Berlusconi prese soldi dalla mafia”, parla un ‘nuovo’ pentito

Set 28th, 2012 | Categoria: news
“Berlusconi ha ricevuto soldi dalla mafia tramite Marcello Dell’Utri”, a dirlo è un nuovo pentito, Gaetano Grado, e le sue dichiarazioni (tutte da verificare) si innestano nel processo in corso contro il senatore del Pdl. La notizia viene da Palermo e la riporta il quotidiano la Stampa in un articolo a firma di Riccardo Arena: Un po’ in ritardo (“ma nessuno me l’aveva mai chiesto”, ha spiegato) per un’inchiesta e un processo che vanno avanti da 16 anni, il pentito palermitano Gaetano Grado cerca di entrare nel dibattimento contro il senatore del Pdl, imputato di concorso in associazione mafiosa davanti alla terza sezione della Corte d’appello di Palermo. Appena “sfuggito” ai pm palermitani, che lo accusavano anche di avere estorto 40 milioni, in una decina d’anni, al suo amico Berlusconi (la nuova inchiesta è stata spostata a Milano per competenza territoriale su decisione del Pg della Cassazione), Dell’Utri rischia nuove accuse nel processo per mafia. Cosa che in fondo non gli dispiace del tutto, visto che sul dibattimento pende il fantasma della prescrizione, prevista per la fine del 2014, e l’allungamento dei tempi è utile anche per la difesa. Sulla sentenza della Cassazione cui Dell’Utri, come scrive Arena, sarebbe ‘sfuggito’, dice la...


Vittorio Mangano, eroe (non) per caso

Mag 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
La vicenda dell’ex fattore di Arcore accende ancora il dibattito politico a otto anni dalla sua morte. Ecco perché Berlusconi e Dell’Utri non potevano ignorare la sua caratura criminale   Per la giustizia italiana Vittorio Mangano è stato un assassino, un trafficante di droga, un estortore e tante altre cose poco edificanti. Il senatore Marcello Dell’Utri e il presidente Silvio Berlusconi, alla vigilia delle elezioni politiche di aprile, lo hanno definito “eroe”. Un termine impegnativo, che ci si aspetterebbe accostato a figure di alto valore esemplare. Come leggere un accostamento concettuale così paradossale? Se una definizione tanto ardita fosse uscita dalla bocca di un mafioso, il problema non si sarebbe posto: nell’universo culturale di Cosa nostra “crimine” ed “eroismo” costituiscono due lati della stessa medaglia, sono concetti innaturalmente accostati e confusi ogni giorno in chi, per esempio, accetta di scontare gravose pene detentive pur di non collaborare con i magistrati o in chi, per proteggere l’organizzazione, uccide a sangue freddo inquirenti, politici, cittadini qualunque. In tutti coloro che vengono sinteticamente definiti, attraverso un ribaltamento semantico tipico del linguaggio mafioso, “uomini d’onore”: persone il cui malinteso prestigio è direttamente proporzionale alla catena di delitti di cui si sono macchiati. Ma visto che tali affermazioni...