Articoli con tags ‘ Gaetano Badalamenti ’


Arrestato Lipari, consigliere di Provenzano

Ott 10th, 2007 | Categoria: news
Il 18 settembre la squadra mobile di Palermo ha arrestato Giuseppe “Pino” Lipari, geometra 72 anni, considerato l’amministratore dei beni di diversi boss mafiosi e consigliere di Bernardo Provenzano. Pregiudicato, condannato a undici anni per reati di stampo mafioso, da più di un anno era tornato in libertà. Il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso dal gip di Palermo Antonella Consiglio su richiesta del procuratore aggiunto di Palermo Giuseppe Pignatone e di sostituiti procuratori Michele Prestipino e Marzia Sabella. Il reato contestato è quello di associazione mafiosa pluriaggravata. Lipari, secondo quanto riferito dagli inquirenti, è stato il curatore dei beni di Gaetano Badalamenti, boss di Cinisi a capo della cupola mafiosa ...


Confiscato il patrimonio di Badalamenti

Lug 10th, 2007 | Categoria: news
A tre anni dalla morte dell’ex boss di Cinisi Gaetano Badalamenti, la seconda sezione “misure di prevenzione” del tribunale di Palermo il 6 luglio scorso ha disposto la confisca di beni a lui riconducibili per un valore complessivo – secondo quanto riportato dal «Giornale di Sicilia» – di circa 100 milioni di euro. I giudici hanno accertato «l’assoluta sperequazione tra capacità reddituale del prevenuto e investimenti operati dal suo nucleo famigliare». Badalamenti è morto il 29 aprile 2004 nel carcere di Fairton, negli Stati Uniti, dove scontava una condanna a 44 anni di reclusione per narcotraffico stabilita dall’autorità giudiziaria americana. In Italia Badalamenti ...


Alla storia l’ardua sentenza

Set 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
«La Corte ritiene che i fatti non possano interpretarsi come una semplice manifestazione di un comportamento solo moralmente scorretto e di una vicinanza penalmente irrilevante, ma indichino una vera e propria partecipazione all’associazione mafiosa, apprezzabilmente protrattasi nel tempo» In punto di fatto i convincimenti cui sono pervenuti i primi giudici in relazione al periodo precedente (alla primavera del 1980, ndr.) sono stati, come si è visto, ampiamente rettificati dalla Corte, che ha ritenuto la sussistenza: – di amichevoli ed anche dirette relazioni del sen. Andreotti con gli esponenti di spicco della cosiddetta ala moderata di Cosa Nostra, Stefano Bontate e Gaetano Badalamenti, propiziate dal legame del predetto con l’on. Salvo Lima ma anche con i cugini Antonino ed Ignazio Salvo, essi pure, peraltro, organicamente inseriti in Cosa Nostra; – di rapporti di scambio che dette amichevoli relazioni hanno determinato: il generico appoggio elettorale alla corrente andreottiana, peraltro non esclusivo e non esattamente riconducibile ad un’esplicitata negoziazione e, comunque, non riferibile precisamente alla persona dell’imputato; il solerte attivarsi dei mafiosi per soddisfare, ricorrendo ai loro metodi, talora anche cruenti, possibili esigenze – di per sé, non sempre di contenuto illecito – dell’imputato o di amici del medesimo; la palesata disponibilità ed il manifestato buon apprezzamento del ruolo dei mafiosi da...