Articoli con tags ‘ Francesco Marino Mannoia ’


Il gran rifiuto di Mannoia

Giu 10th, 2006 | Categoria: news
Secondo l’ex sottosegretario agli interni Alfredo Mantovano, da alcuni mesi sarebbe in corso un’istruttoria da parte della Commissione ministeriale che si occupa dei collaboratori di giustizia per verificare la possibilità di escludere il pentito Francesco Marino Mannoia dal programma di protezione. Secondo alcuni organi di stampa, Mannoia riceverebbe una capitalizzazione di circa un milione di euro come anticipo di futuri sussidi per intraprendere una attività commerciale e diventare economicamente autonomo. Tuttavia Mannoia ha fatto sapere tramite il suo avvocato – secondo quanto riportato dal «Giornale di Sicilia» il 28 maggio – di essere contrario a questa soluzione in quanto impossibilitato «a intraprendere qualunque attività economica, perché, da testimone in servizio permanente qual è, nessuno gli darebbe lavoro né potrebbe mettersi in proprio». Mannoia si pentì nel 1989 ed è considerato uno dei più attendibili collaboratori della storia della mafia. Pagò quella scelta l’omicidio della madre, della zia e della sorella. Attualmente percepirebbe una somma di circa 9000 dollari al mese che, secondo il pentito, «possono sembrare tanti se si vive in Italia, ma io vivo in un Paese in cui il costo della vita è superiore a quello italiano. Mantengo 5 persone, due figli che vanno a scuola, mio padre anziano e...


Le relazioni pericolose

Set 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
(sentenza d’appello, parte III – capitolo II – pp. 1093-1185) La Corte ritiene che la specifica indagine sulla condotta dell’imputato debba prendere le mosse da un episodio essenziale nello sviluppo storico della vicenda dei rapporti fra il predetto ed esponenti di Cosa Nostra: l’incontro con il boss Stefano Bontate ed altri mafiosi avvenuto in Palermo nella primavera del 1980, qualche mese dopo l’assassinio del Presidente della Regione Siciliana, on. Piersanti Mattarella (risalente al 6 gennaio 1980). […] In questa sede si deve, innanzitutto, chiarire se lo stesso episodio possa considerarsi provato alla stregua delle indicazioni fornite dalla sola, specifica fonte, costituita dalle dichiarazioni del collaboratore Francesco Marino Mannoia.  Un testimone molto attendibile La Corte ritiene che alle stesse dichiarazioni debba essere riconosciuta piena attendibilità. Come ci si è riproposti, non si farà riferimento alla, pur sperimentata, attendibilità personale del collaboratore ed al giudizio ampiamente positivo formulato sul tema dallo stesso Tribunale, che, tuttavia, non ha ritenuto di poterne trarre argomento per conferire valore probatorio alle specifiche dichiarazioni concernenti l’imputato. Accantonando per il momento alcune discordanze, estranee al particolare tema di prova, si deve, piuttosto, valutare la consistenza delle specifiche dichiarazioni che interessano, per verificare se, in linea con quanto evidenziato nelle premesse introduttive, le...


L’omicidio Mattarella

Lug 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
Stralci dal cap. XIII della sentenza Rispondendo alle domande del P.M., il collaboratore di giustizia Francesco Marino Mannoia ha dichiarato (4 novembre 1996): P.M. SCARPINATO: Signor Mannoia, affrontiamo un altro argomento. Lei, sa quali sono state le motivazioni dell’omicidio dell’onorevole Piersanti Mattarella? Cosa sa su questo omicidio? MANNOIA: le motivazioni dell’omicidio, dell’onorevole Mattarella? P.M.: sì. MANNOIA: le motivazioni sono state quelle che in un primo tempo l’onorevole Mattarella, purtroppo, non lesinava favori a Bontade, ai Salvo, in un secondo tempo, voleva scrollarsi di dosso queste amicizie scomode, e aveva manifestato chiaramente, al Nicoletti le sue intenzioni di scrollarsi di dosso questa amicizia. Successivamente, addirittura, il Nicoletti riferì al Bontade, che Mattarella era andato a lamentarsi a Roma, per, appunto, per scrollarsi di dosso queste amicizie. Voleva… voleva portare un rinnovamento, voleva cambiare, diciamo, tutto il sistema della democrazia, portare un rinnovamento, appunto, scrollandosi di dosso queste amicizie. P.M.: Mattarella quindi, se ho capito bene, si era rivolto a Roma? Sa a chi si era rivolto a Roma? MANNOIA: no, questo io non lo so. P.M.: andiamo avanti. E quindi cosa succede? MANNOIA: allora da lì, naturalmente, è scaturito il bisogno di informare, di riunirsi tutta la commissione, per esaminare questo atteggiamento del… del Mattarella. Riunita la commissione, diciamo,...


I cugini di cosa nostra (ovvero Ignazio e Antonino Salvo)

Lug 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
Stralci dal cap. IV – sez. I, § I della sentenza (…) Nel presente processo, sono stati acquisiti ulteriori elementi di prova che denotano la particolare rilevanza del ruolo assunto dai cugini Salvo all’interno dell’organizzazione mafiosa e gli intensi rapporti da essi instaurati in un primo tempo con i massimi esponenti dello schieramento “moderato” di “Cosa Nostra” e successivamente con il vertice della contrapposta fazione dei “corleonesi”. Le risultanze del­l’istruttoria dibattimentale, inoltre, dimostrano che l’organizzazione criminale attribuiva grande importanza alle relazioni intrattenute dai cugini Salvo con ambienti politici, e che i Salvo in diverse conversazioni con autorevoli esponenti mafiosi esposero il loro stretto legame con il sen. Andreotti. Il collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta all’udienza del 9 gennaio 1996 ha riferito quanto segue, con riferimento al comportamento tenuto, nel corso della seconda “guerra di mafia”, dai cugini Salvo (…). Dalle suesposte dichiarazioni si desume, dunque, che i Salvo caldeggiarono l’ingresso (poi non realizzatosi) del Buscetta nella “Commissione” di “Cosa Nostra” e, dopo l’esplosione della seconda “guerra di mafia”, si adoperarono per favorire il ritorno del Buscetta in Sicilia allo scopo di avvalersi della sua mediazione per ottenere una pacificazione tra gli schieramenti contrapposti. Il collaboratore di giustizia ha evidenziato che Ignazio Salvo...