Articoli con tags ‘ Francesco Fortugno ’


Fortugno, la lenta marcia verso la verità

Feb 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Francesco Forgione
La sentenza di primo grado per l’omicidio di Francesco Fortugno, con quattro condanne all’ergastolo, rappresenta un risultato importante per la giustizia in Calabria e nel Paese. Intanto per la relativa  rapidità con la quale giunge, a poco più di tre anni da quella terribile giornata delle primarie dell’Unione, con il seggio di Locri insanguinato dai killer del vice presidente del Consiglio regionale calabrese. E soprattutto con i quattro responsabili già in carcere. Non è cosa da poco in una terra come questa, dove il velo dell’omertà è quasi mai scalfito dall’interno delle organizzazioni criminali e nella società. Eppure non possiamo che considerare questa sentenza solo un primo passo verso una verità più ampia che deve fare luce sul contesto politico-mafioso nel quale questo omicidio è maturato ed è stato consumato. In Calabria non si uccide una importante carica istituzionale della Regione senza che i boss della  ’ndrangheta, ai suoi livelli più alti, non siano d’accordo. E non si sceglie un luogo simbolico, come il seggio delle primarie, se non si vuole mandare un preciso segnale alla politica e allo stesso schieramento nel quale Fortugno militava. Con questa sentenza abbiamo una verità giudiziaria e una conferma del valore delle indagini svolte fino ad...


Processo Fortugno, ergastoli ai presunti responsabili

Feb 10th, 2009 | Categoria: news
Il 2 febbraio la Corte di Assise di Locri ha emesso la sentenza di primo grado contro i presunti responsabili dell’omicidio dell’ex vicepresidente del consiglio regionale calabrese Francesco Fortugno. Dopo un processo durato circa due anni e articolatosi attraverso 112 udienze, la Corte, presieduta dal giudice Olga Tarzia, ha comminato l’ergastolo sia per Alessandro Marcianò e il figlio Giuseppe, ritenuti i mandanti, sia per Salvatore Ritorto e Domenico Audino, i presunti esecutori materiali. Alessandro Marcianò era caposala all’ospedale di Locri, dove Fortugno era primario in aspettativa del pronto soccorso (la moglie, Maria Grazia Laganà, era vice direttrice sanitaria della Asl). Marcianò era noto per la sua attività di collettore di voti. Alle elezioni regionali del 2005 aveva fatto campagna elettorale per Domenico Crea, primo dei non eletti alle spalle di Fortugno e succedutogli in Consiglio regionale dopo la sua morte. Crea, non coinvolto nel processo, è stato arrestato nel gennaio 2008 dalla Dda di Reggio Calabria nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità calabrese denominata “Onorata Sanità”, che ha coinvolto anche Alessandro e Giuseppe Marcianò, oltre che capi mafia come Giuseppe Morabito, detto “’u tiradrittu”. Contributo fondamentale alle indagini sul delitto Fortugno è stato dato dalle dichiarazioni di due pentiti, Domenico Novella e Bruno...


L’omicidio Fortugno, un caso aperto

Mar 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
«Tutti gli interrogativi rimasti aperti intorno alle varie vicende legate all’omicidio Fortugno possono trovare una parziale risposta nei vari procedimenti in corso, sia perché direttamente legati all’omicidio sia perché in generale collegati agli interessi diretti della ‘ndrangheta nella sanità» Quello che ha immediatamente colpito gli investigatori intervenuti sul luogo del delitto, gli osservatori esterni, oltre che i mezzi di comunicazione, è stata la scelta delle modalità con le quali è stato compiuto l’omicidio del vice presidente del Consiglio regionale calabrese Francesco Fortugno. Modalità altamente spettacolari, inconsuete nella storia della ’ndrangheta reggina, che nei rari casi in cui ha commesso omicidi eccellenti ha evitato ogni spettacolarizzazione. Tipico il caso dell’omicidio di Ludovico Ligato, ucciso di notte, nella sua villetta al mare, senza testimoni, così come l’omicidio del sostituto procuratore generale della Cassazione, Antonino Scopelliti, che avvenne lungo una strada deserta e anche in questo caso senza testimoni. L’omicidio di Fortugno è avvenuto nell’atrio di palazzo Nieddu, seggio elettorale di Locri per le primarie dell’Unione. Il palazzo si trova in pieno centro storico e il luogo era affollato per l’afflusso degli elettori al seggio, per i giornalisti, i politici, i curiosi presenti. È il 16 ottobre del 2005 e l’ora – le 17.30 –...


Calabria, in manette il consigliere regionale Domenico Crea

Feb 10th, 2008 | Categoria: news
Lunedì 28 gennaio il gip Roberto Lucisano, su richiesta dei pm Francesco Scuderi, Mario Andrigo e Marco Colamonici della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, ha disposto l’arresto di 18 persone nell’ambito dell’inchiesta “Onorata Sanità” sui rapporti tra politica, sanità e ’ndrangheta. Gli indagati in totale sono 47. In carcere è stato rinchiuso il consigliere regionale Domenico Crea, 56 anni, di Melito Porto Salvo, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Tra gli altri arrestati anche il figlio Antonio, direttore sanitario della clinica “Villa Anya” (di proprietà del padre), e la nuora Laura Autelitano. Il Gip ha disposto il sequestro di Villa Anya, “residenza sanitaria assistenziale” ...


Legami di legalità

Gen 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
All’appello “Non lasciateci soli”, lanciato dai cittadini di Locri in occasione dei funerali di Francesco Fortugno, il Comune di Firenze ha risposto con un patto di cooperazione e scambio. Un esempio ora seguito da altre amministrazioni   Il 14 ottobre 2004  più di 3 milioni di persone vollero dare il proprio apporto democratico pronunciandosi sul leader della costituenda coalizione di centro sinistra; contemporaneamente la mafia volle dare il suo segnale di prevaricazione sulla vita politico-amministrativa di questo paese, uccidendo il vicepresidente della Regione Calabria Francesco Fortugno proprio davanti a Palazzo Nieddu, sede di seggio in quelle elezioni.  Quel giorno a Locri. Il segnale fu clamoroso, e come spesso accade sollevò nella parte sana dell’Italia indignazione e voglia di partecipazione. Anche il Consiglio comunale di Firenze volle essere presente ai funerali del Vicepresidente e con il suo gonfalone entrò nella cattedrale di Locri testimoniando la vicinanza a queste terre così provate e la voglia di partecipare alla loro rinascita. Il giglio rosso in campo bianco accompagnato dagli alabardieri storici fu notato, e in molti chiesero alla nostra città di continuare a essere presente quando, finita l’emozione e spenti  i riflettori, i cittadini avrebbero ricominciato a confrontarsi con la mancanza di lavoro, l’inefficienza della pubblica...


De Sena: “Contro la ‘Ndrangheta siamo al punto di partenza”

Lug 10th, 2007 | Categoria: news
Secondo quanto dichiarato all’Ansa dal prefetto di Reggio Calabria Luigi De Sena a margine della audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia del 5 luglio scorso, in tema di lotta alla ’Ndrangheta lo Stato è ancora «al punto di partenza». De Sena ha spiegato che «anche se dopo l’omicidio di Francesco Fortugno – l’ex vicepresidente del Consiglio regionale calabrese assassinato a Locri il 16 ottobre 2005, ndr. – c’è stata una pallida presa di coscienza, i risultati non si debbono attendere nel breve e medio periodo, ma solo nel lungo termine». Secondo il super prefetto il percorso indispensabile per contrastare la criminalità organizzata della regione è quella ...


Contro le mafie, in prima linea

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
La logica imprenditoriale, il traffico di armi e droga, le alleanze con il crimine organizzato straniero: questi i principali punti analizzati dal “superprocuratore” Piero Grasso, in occasione del primo resoconto sulle mafie italiane dinanzi alla Commissione parlamentare antimafia A pochi mesi dalla sua ufficiale costituzione (legge 277 del 27 ottobre 2006, ndr.) la Commissione parlamentare antimafia ha audito lo scorso 13 febbraio il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, al fine di conoscere lo stato della presenza mafiosa nel nostro Paese, i risultati più importanti ottenuti sul versante della repressione e, da ultimo, le indicazioni specifiche per migliorare la legislazione vigente. Le mafie come imprese criminali. Da un punto di vista generale, le parole di Grasso hanno evidenziato come le mafie italiane abbiano adottato nel corso del tempo una logica d’azione di carattere imprenditoriale, riducendo il ricorso alla violenza e all’intimidazione solo quando considerate necessarie. Gli ingenti capitali mafiosi sono accumulati soprattutto attraverso il traffico di droga e di armi, attività che hanno permesso l’instaurazione di alleanze tra le diverse mafie italiane e tra queste ultime e le organizzazioni mafiose straniere. Inoltre, ha sostenuto Grasso, sono stati accertati rapporti tra le nostre mafie e le organizzazioni terroristiche straniere (Eta spagnola) o paramilitari (Farc...


Reggio Calabria, indagata la vedova Fortugno

Mar 10th, 2007 | Categoria: news
Il 27 febbraio scorso la Guardia di finanza, su mandato della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, ha notificato un avviso di garanzia all’on. Maria Grazia Laganà, vedova del vicepresidente del Consiglio regionale calabrese Francesco Fortugno, assassinato a Locri il 16 ottobre 2005. La signora Laganà, eletta deputato nelle fila della Margherita e membro della Commissione antimafia, è indagata per il reato di truffa ai danni dello Stato, relativamente a un appalto di forniture sanitarie risalente al 2005, periodo in cui era vicedirettrice sanitaria dell’ospedale di Locri. L’on. Laganà, da mesi in polemica con i magistrati della Dda di Reggio Calabria che conducono le indagini sull’assassinio del marito, a suo dire...


Maria Grazia Laganà: «Indaghi Grasso sul caso Fortugno»

Ott 10th, 2006 | Categoria: news
La vedova di Francesco Fortugno, Maria Grazia Laganà, oggi deputata al Parlamento nella lista della Margherita, in un’intervista pubblicata dal quotidiano «la Repubblica» il 21 settembre, ha lanciato l’allarme sullo stato delle indagini sull’omicidio di suo marito, ucciso il 16 ottobre 2005. L’on. Laganà, medico appartenente a una nota famiglia politica della Locride di tradizione democristiana, ha denunciato la scarsa efficacia delle indagini sul fronte dei rapporti tra ’Ndrangheta e politica e ha chiesto al Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso di seguire personalmente l’inchiesta giudiziaria condotta dalla Dda di Reggio Calabria: «Non è accettabile che in una vicenda come questa, così destabilizzante, il Pm delegato al procedimento (Giuseppe Creazza, nda.) venga trasferito ad altro incarico, proprio nel momento in cui l’indagine doveva indirizzarsi sul versante più importante, quello del mondo politico». La vedova Fortugno ha anche indicato una pista: «Si cerchino i mandanti dell’omicidio di mio marito partendo dagli attentati subiti da altri politici calabresi». Tra questi c’è il tentato omicidio subito nel febbraio 2004 da Saverio Zavettieri, ex assessore regionale della giunta Chiaravelloti, di centrodestra, oggi schierato nel centrosinistra. All’epoca suggerì agli inquirenti di cercare i mandanti tra esponenti della Cdl. Il 24 settembre, interpellato da «la Repubblica», Zavettieri...


Arrestato presunto mandante dell’omicidio Fortugno

Lug 10th, 2006 | Categoria: news
In manette il presunto mandante dell’omicidio di Francesco Fortugno, il vicepresidente del Consiglio regionale calabrese assassinato il 16 ottobre scorso. Si tratta di Alessandro Marcianò, 55 anni, impiegato come caposala all’ospedale di Locri dove Fortugno svolgeva il ruolo di primario del Pronto soccorso (in aspettativa) e dove sua moglie, Maria Grazia Laganà, quello di vicedirettore sanitario. È stato arrestato anche il figlio ventottenne di Marcianò, Giuseppe, infermiere presso la stessa struttura sanitaria. Movente dell’omicidio sarebbero state, secondo gli inquirenti, ragioni di carattere personale, ma anche di carattere politico. I due uomini, infatti, hanno appoggiato alle elezioni regionali del 2005 un candidato sgradito a Fortugno, Domenico Crea, approdato alla Margherita dopo aver militato per anni nelle fila dell’Udc. Giuseppe Marcianò, già arrestato nei mesi scorsi per traffico di stupefacenti e di armi, durante la campagna elettorale per le elezioni regionali del 2005 collaborò attivamente con la segreteria politica di Crea, che risultò primo dei non eletti e subentrò a Fortugno in consiglio regionale dopo l’omicidio del 16 ottobre. Il 29 giugno Crea, che non risulta in alcun modo indagato, in seguito a numerosi inviti giunti da più parti a fare un passo indietro dalla politica per ragioni di opportunità, si è...