Articoli con tags ‘ Francesco Bidognetti ’


Camorra, Bidognetti accusato di disastro ambientale

Dic 11th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
Il curriculum criminale di Francesco Bidognetti (nella foto), alias Cicciotto ‘e mezzanotte, storico capo dell’omonimo clan dei Casalesi, si arricchisce di una nuova pensate accusa. La Dia di Napoli ha infatti eseguito nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di disastro ambientale aggravato dal metodo mafioso. Secondo gli inquirenti, dalla fine degli anni 80, Bidognetti avrebbe smaltito illegalmente circa 800milia tonnellate di rifiuti in varie discariche di Giugliano, comune della provincia nord di Napoli. Si tratterebbe in gran parte di rifiuti industriali provenienti da aziende del Nord, in particolare quelli dell’Acna di Cengio, sversati in Campania grazie alla copertura fornita della Ecologia 89, società creata dallo stesso boss. Oltre a Bidognetti, l’indagine dei magistrati di Napoli riguarda anche Giulio Facchi, ex subcommissario per l’emergenza rifiuti in Campania, e i due presunti “strateghi” dei veleni, l’imprenditore Gaetano Cerci e l’avvocato Cipriano Chianese. Proprio Chianese, già arrestato nel 2006 e tuttora ai domiciliari, fu per molti anni titolare delle società Sestri e Resit che gestivano le discariche ubicate a Giugliano: ventuno ettari di territorio nella piena disponibilità dei clan di Casal di Principe in cui sarebbero finiti scarti di lavorazioni, rifiuti speciali, ospedalieri e urbani. Un business colossale già descritto...


Avvocati prezzolati?

Set 28th, 2010 | Categoria: news
In mattinata gli agenti della Dia di Napoli hanno arrestato Michele Santonastaso, avvocato di Santa Maria Capua Vetere, difensore di Francesco Bidognetti e del superlatitante Antonio Iovine nell’ambito del maxiprocesso al clan dei casalesi, Spartacus. Insieme a lui sono finiti in manette anche Michele Bidognetti e Luigi Cimmino. L’accusa per tutti e tre è di corruzione, falsa testimonianza e falsa perizia. Reati che gli indagati avrebbero compiuto per agevolare gli affiliati ai clan Bidognetti, Cimmino e La Torre. Se Bidognetti e Cimmino hanno nomi pesanti nell’ambiente camorristico – quest’ultimo è il boss del Vomero mentre Michele è il fratello del boss Francesco Bidognetti – il nome di Santonastaso è noto invece nell’ambiente penalista. L’arresto di Santonastaso segue quello dell’altro difensore storico del clan Bidognetti, Carmine D’Aniello, finito in manette il 4 giugno scorso con l’accusa di associazione mafiosa, subordinazione, induzione a non rendere dichiarazioni all’autorità giudiziaria, riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Santonastaso e D’Aniello, entrambi difensori di Bidognetti e Iovine in Spartacus, furono i depositari della lettera con la quale i due boss accusarono i giornalisti Roberto Saviano e Rosaria Capacchione, insieme al magistrato Raffaele Cantone, di influenzare la Corte del processo. L’avvocato Santonastaso, il 13 marzo 2008, lesse in aula le...


Vendetta trasversale dei Casalesi

Giu 10th, 2008 | Categoria: news
In un agguato compiuto la notte tra il 30 e il 31 maggio è stata gravemente ferita Francesca Carrino, 25 anni, nipote della collaboratrice di Giustizia Anna Carrino, ex compagna del boss casalese Francesco Bidognetti. La ragazza è stata colpita nell’abitazione della nonna, a Villaricca, in provincia di Napoli. Alcuni uomini sono giunti su un’auto munita di lampeggiante spacciandosi per funzionari della Direzione investigativa antimafia e quando Francesca Carrino si è affacciata sull’uscio hanno aperto il fuoco con almeno due pistole sparando una dozzina di colpi. Secondo i medici la vittima non sarebbe in pericolo di vita. Gli inquirenti ritengono che il vero obiettivo dei killer fosse la madre della ragazza, Maria, sorella della collaboratrice Anna Carrino, presente con la figlia nell’abitazione di Villaricca. Le donne sono state inserite nel programma di protezione riservato ai collaboratori e ai loro famigliari. Anna Carrino, che in passato aveva svolto un ruolo attivo nel clan Bidognetti, in particolare come messaggera delle direttive del marito dal carcere, ha dichiarato che continuerà a collaborare con la magistratura. Ad aprile, grazie alle sue dichiarazioni, sono state eseguite 52 ordinanza di custodia cautelare contro il clan dei Casalesi.


Processo Spartacus, minacce dagli imputati

Apr 10th, 2008 | Categoria: news
I presunti boss del clan dei Casalesi Francesco Bidognetti e Antonio Iovine, condannati in primo grado all’ergastolo nell’ambito del processo Spartacus e oggi sottoposti al giudizio di appello, il 14 marzo scorso hanno chiesto, tramite i loro legali, il trasferimento del processo dal distretto di Napoli per legitima suspicione. Gli avvocati hanno letto nell’aula bunker di Poggioreale l’istanza di remissione, sottoscritta dai due imputati, contenente pesanti accuse all’indirizzo di Roberto Saviano, autore del best seller Gomorra, della cronista de «il Mattino» Rosaria Capacchione, e dell’ex pm della Dda di Napoli Raffaele Cantone. Secondo Bidognetti e Iovine (tuttora latitante) i giudici non sarebbero nella condizione di esercitare serenamente le loro funzioni perché condizionati dal pm Cantone – che avrebbe gestito irregolarmente i pentiti – con l’aiuto dello scrittore e della giornalista, definiti «prezzolati». Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza ha stabilito di sottoporre Rosaria Capacchione alla protezione di una scorta. La cronista de «il Mattino» era l’unica senza tutela delle tre personalità attaccate in aula dagli imputati.


Un duro colpo per i Casalesi

Nov 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Dopo 7 anni, si è concluso il primo maxiprocesso contro i camorristi di Casal di Principe: 140 indagati tra cui il Gotha dell’organizzazione, 21 ergastoli, 90 condanne e la ricostruzione di dieci anni di traffici illeciti e guerre tra clan. Con filoni d’indagine che hanno portato a nuovi e clamorosi risultati giudiziari «La sentenza è il riconoscimento dell’impianto accusatorio. Le accuse hanno retto al dibattimento ed è stata accolta la stragrande maggioranza delle richieste di pena formulate dall’accusa. Un processo che ha riguardato non solo il Gotha del clan dei Casalesi, ma anche figure di secondo piano e in cui, soprattutto, c’ è stato il riconoscimento da parte della Corte sulla parte economica, perché a molti dei condannati sono stati confiscati tutti i beni». Il pm Federico Cafiero De Raho pronuncia queste parole il 15 di settembre, quando sono da poco passate le 13.00 e nell’aula bunker del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Ce) il presidente della Corte, Catello Marano, ha appena finito di leggere le trenta pagine del dispositivo della sentenza di primo grado del processo “Spartacus”. Nessun legittimo sospetto. La Corte ha ricostruito la mappa dei clan della Camorra dell’area di Casal di Principe (Ce), le guerre intestine per...