Articoli con tags ‘ Forza Italia ’


Palermo, nuova udienza per il processo D’Alì

Lug 7th, 2016 | Categoria: articoli
di Rino Giacalone
Oggi a Palermo dinanzi alla Corte di Appello presieduta dal giudice Daniela Borsellino, il sostituto procuratore generale Nico Gozzo ha chiesto la condanna a 7 anni e 4 mesi per il senatore di Forza Italia Tonino D’Alì, che tra il 2001 e il 2005 fu anche sottosegretario all’Interno, con i ministri Maroni e Pisanu, nel Governo Berlusconi. Per il parlamentare trapanese il reato contestato è quello di concorso esterno in associazione mafiosa. In primo grado per D’Alì fu pronunciata una sentenza di prescrizione per i fatti risalenti sino al 1994 e assoluzione per i reati contestati nel periodo successivo. Il pg Gozzo ha evidenziato i rapporti storici tra D’Alì e la famiglia mafiosa belicina che faceva capo al padrino di Castelvetrano Francesco Messina Denaro, contatti che per Gozzo sono continuati anche con l’attuale latitante Matteo Messina Denaro, il capo mafia siciliano ricercato dal 1993. I Messina Denaro furono i campieri nelle terre possedute nel Belice dal parlamentare trapanese che è stato anche uno dei più importanti banchieri italiani, attraverso la gestione della Banca Sicula (assorbita poi dalla Commerciale) e dove tra i dipendenti c’era anche un altro Messina Denaro, Salvatore, primogenito del padrino della mafia castelvetranese Francesco Messina Denaro morto,...


Operazione della Dia, arrestato l’ex ministro Claudio Scajola

Mag 8th, 2014 | Categoria: news
Claudio Scajola (nella foto), ex ministro dell’Interno (dal 2001 al 2002), delle Attività produttive (2005-2006) e dello Sviluppo Economico (2008-2010) è stato arrestato questa notte in un hotel romano dalla Direzione investigativa antimafia di Reggio Calabria. Gli uomini della Dia reggina sono stati coadiuvati dalle omologhe sezioni di Roma, Genova, Milano, Torino, Bologna, Messina e Catanzaro. Scajola è accusato di aver favorito la latitanza di Amedeo Matacena, anch’egli ex deputato di Forza Italia e noto imprenditore reggino; Matacena era stato condannato il 18 luglio 2012 dalla Corte d’Assise d’appello di Reggio Calabria a cinque anni di reclusione (oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici) per concorso esterno in associazione mafiosa, sentenza confermata dalla Cassazione il 6 giugno 2013. Amedeo Matacena si rese però latitante e fu arrestato il 28 agosto 2013 a Dubai dall’Interpol e dalla sezione Catturandi del nucleo investigativo dei Carabinieri di Reggio Calabria. Secondo gli inquirenti, Matacena stava tentando di trasferirsi in Libano, con il supporto dell’ex ministro Claudio Scajola. L’imprenditore è stato, nell’operazione odierna, colpito da un provvedimento restrittivo unitamente alla moglie Chiara Rizzo (che risulta non reperibile) e alla madre Raffaella De Carolis. In tutto sono sette le persone arrestate, tra cui anche Roberta Sacco, segretaria...


Il libro dell’estate? La requisitoria Dell’Utri

Lug 8th, 2010 | Categoria: news
di Salvo Palazzolo
Nel processo a Marcello Dell’Utri non c’è soltanto Gaspare Spatuzza a offrire spunti di ricostruzione sulla misteriosa trattativa seguita alle stragi Falcone e Borsellino. Per chi l’abbia dimenticato, vale la pena leggere la requisitoria del sostituto procuratore generale Nino Gatto, che ripercorre l’atto d’accusa nei confronti del senatore del Pdl. In 169 pagine, viene proposta innanzitutto la ricostruzione fatta dai giudici di primo grado, che avevano emesso per Dell’Utri una condanna a 9 anni: Gatto analizza poi le tesi della difesa, ripercorre le prove dell’accusa, traccia infine un quadro preciso. Il dispositivo della seconda sezione della corte d’appello di Palermo ha assolto Marcello Dell’Utri per “le condotte successive al 1992”. Tutto ciò non vuol dire necessariamente che dopo il 1992 sarebbero sparite d’incanto le tracce di quei rapporti mafiosi che il senatore palermitano ha intrattenuto dall’inizio degli anni Settanta, quelle tracce che i giudici di primo grado avevano valutato come rilevanti grazie alle dichiarazioni dei pentiti Tullio Cannella e Nino Giuffrè. La sentenza d’appello potrebbe voler dire semplicemente che i giudici non hanno trovato la prova del concorso esterno di Dell’Utri, nonostante magari rapporti...


Ciancimino: Forza Italia nata dalla trattativa Stato-mafia

Feb 10th, 2010 | Categoria: news
«Mio padre mi spiegò che Forza Italia era il frutto della cosiddetta trattativa tra Stato e mafia». Lo ha dichiarato Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, deponendo lo scorso 8 febbraio nell’ambito del processo contro il generale dei carabinieri Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, accusati di aver favorito la latitanza di Bernardo Provenzano, in particolare impedendone l’arresto nel 1995 a Mezzojuso, in provincia di Palermo, dove il boss si trovava per un summit di mafia. Ciancimino ha spiegato il significato di un pizzino, di cui risulta strappata la parte iniziale, consegnato ai magistrati alcuni mesi fa, che sarebbe stato scritto da Provenzano a Silvio Berlusconi tra il 1994 e il 1995, in cui si legge: «… posizione politica intendo portare il mio contributo (che non sarà di poco conto) perché questo triste evento non ne abbia a verificarsi. Sono convinto l’onorevole Berlusconi vorrà mettere a disposizione le sue reti televisive». Il triste evento sarebbe stato, secondo Ciancimino, un attentato contro Piersilvio Berlusconi. La lettera fu consegnata per una consulenza a Vito Ciancimino, il quale la riscrisse con alcune correzioni. Un bozza della versione corretta è stata depositata a sorpesa in aula da Massimo Ciancimino, il quale...


La metropolitana autonomista

Nov 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Un miliardo di euro. Tanto valgono nel complesso i lavori di ampliamento della ferrovia Circumetnea. Una storia iniziata qualche anno addietro, che da subito si è guadagnata le attenzioni di grosse imprese e determinati settori del mondo politico: a partire da Forza Italia e Pino Firrarello, per finire dritta dritta nelle mani di Raffaele Lombardo. Alcune parti di quest' articolo non sono visibili agli utenti non registrati. Per registrarsi è necessario abbonarsi.


L’eroe di Berlusconi e Dell’Utri

Apr 10th, 2008 | Categoria: news
L’8 aprile scorso, intervistato da Klaus Davi sul suo programma online “Klauscondicio” (visibile su YouTube) il senatore del Popolo delle libertà Marcello Dell’Utri, a proposito di Vittorio Mangano, ha dichiarato: «Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all’ergastolo, è morto per causa mia. Era malato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. A modo suo è un eroe». Dichiarazioni confermate a stretto giro di posta, il 9 aprile, dallo stesso Berlusconi: «Mangano non era uno stalliere, ma il fattore che ad Arcore stava con tutta la famiglia. Poi ha avuto delle disavventure nella vita che lo hanno messo un po’ in mano a una organizzazione criminale, ma non ci risulta che siano state pronunciate sentenze definitive nei suoi confronti. Dice bene Dell’Utri, perché Mangano fu tenuto in carcere, aggredito da un male, fino a un giorno prima della morte. E i pm si rivolgevano a lui affermando: “Dì qualcosa contro Berlusconi e ti mandiamo a casa subito”. Ma lui non inventò nulla contro di me». Vittorio Mangano già negli anni Settanta...


Adorato come un dio: storie e segreti di Matteo Messina Denaro

Mag 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
La voce ricorrente tra chi indaga è quella di un’impronta precisa, lasciata da un “politico” nei pizzini di contrada Montagna dei Cavalli di Corleone, dove si nascondeva il boss Bernardo Provenzano.  I pizzini con le “impronte” sono quelli firmati da Alessio, l’alias usato da “Diabolik”, altro alias ancora di Matteo Messina Denaro, 44 anni, gli ultimi 13 dei quali trascorsi da latitante. È lui, per molti, il nuovo capo indiscusso di Cosa Nostra, è lui l’Alessio che dialoga per iscritto con Binnu Provenzano. E il nome del “politico” invitato a mettersi a disposizione, o più probabilmente a rinnovare un patto a suo tempo sottoscritto con Cosa Nostra trapanese, sarebbe passato dalle mani di Filippo Guttadauro, il cognato di Matteo.  Che il giovane don Matteo sia nel cuore di Provenzano è fuor di dubbio. «Lei dice che io sono migliore di lei? No, non sono migliore, io mi rivedo in lei e credo nella nostra “causa”. Sono cresciuto in questo e così sarà fino alla mia morte. Suo Alessio». Rispondeva così a Binnu Provenzano che si era congratulato dicendogli di ritenerlo migliore di se stesso. Dalle intercettazioni viene fuori il profilo di un uomo venerato dai picciotti, come i vincenti che si vedono in...


Il volto vincente di Cosa Nostra

Mag 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Matteo Messina Denaro, “ministro degli Esteri” di Cosa Nostra, è latitante grazie alla cosiddetta zona grigia di cui la mafia si nutre. Molti dei favoreggiatori sono stati scoperti, ma puntualmente soppiantati, perché nel contesto culturale trapanese l’adoperarsi in favore di organizzazioni criminali viene avvertito come dovuto e pagante Arresti, scandali e condanne a Trapani non debbono far notizia, meglio che non siano conosciuti. Se proprio non li si può tacere, bisogna scriverli sui giornali in modo tale che si capisca poco. Ma di segnali ce ne sono tanti a Trapani. Fatti all’apparenza inspiegabili che, però, alla fine una ragione l’hanno sempre. “Beati i perseguitati…”. Segnali. Uno lo si colse il 25 febbraio del 1998, giorno dei funerali di Calogero Minore, il boss trapanese deceduto di morte naturale, fratello di Salvatore che ebbe sorte diversa e violenta, strangolato e sciolto nell’acido dai Corleonesi nel novembre del 1982. Calogero, invece, è morto nel suo letto e senza che i processi in corso nei suoi confronti fossero stati chiusi. È morto come un vero patriarca, senza carte macchiate, ma tutti sapevano chi era. Le esequie nella chiesa più importante della città, a pochi metri dalla sua casa, nella Basilica dell’Annunziata. Rione Borgo, regno dei Minore....


Marcello Dell’Utri, confermata la condanna

Mag 10th, 2007 | Categoria: news
Il 15 maggio 2007 la III sezione della Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna a due anni inflitta in primo grado al senatore Marcello Dell’Utri e al boss di Trapani Vincenzo Virga per tentata estorsione ai danni del’ex presidente della Pallacanestro Trapani, Vincenzo Garraffa. La vicenda risale ai primi anni novanta quando, secondo i giudici, l’allora presidente di Publitalia Marcello Dell’Utri procurò alla società sportiva guidata da Garraffa una sponsorizzazione della Dreher-Heineken del valore di 1,5 miliardi di lire. Dopo la firma del contratto Dell’Utri non si sarebbe accontentato dei 170 milioni di provvigione pagati da Garraffa ma avrebbe preteso il pagamento di altri 530 milioni in nero, avvalendosi ...


Mastella: “I miei rapporti con Campanella”

Feb 10th, 2007 | Categoria: news
Il ministro della Giustizia Clemente Mastella il 16 gennaio scorso ha deposto a Palermo come teste di difesa nell’ambito del processo contro il deputato di Forza Italia Gaspare Giudice, accusato di associazione mafiosa, e di quello sulle talpe nella Dda che vede tra gli imputati il presidente della regione Sicilia Salvatore Cuffaro, dell’Udc, accusato di favoreggiamento a Cosa Nostra. Il Ministro ha così giustificato i suoi rapporti con Francesco Campanella, ex presidente del Consiglio comunale di Villabate, mafioso oggi collaboratore di giustizia, celebre per avere fornito a Bernardo Provenzano la carta d’identità falsa con cui il boss di Corleone si recò a Marsiglia per farsi operare alla prostata: «Era un...