Articoli con tags ‘ Foggia ’


Gargano, nuovo duplice omicidio. Sfigurati con la lupara

Dic 9th, 2010 | Categoria: news
Un altro duplice omicidio nel Gargano, dopo quello dei fratelli Piscopo, imprenditori di Vieste. A morire qusta volta sono Pietro e Sante Zimotti, rispettivamete padre e figlio, allevatori di Cagnano Varano, piccolo comune di settemila anime in provincia di Foggia. I due sono stati vittime di un vero e proprio agguato mentre si recavano verso Carpino, nell’entroterra garganico, per far legna e nutrire il bestiame della loro masseria. Gli assassini li attendevano nascosti nel sottobosco, inutile il tentativo di fuga: l’esecuzione di Pietro Zimotti è avvenuta con un colpo di fucile calibro 12 alla schiena. Il figlio Sante, invece, è stato raggiunto da tre colpi al torace, uno alla coscia e al volto. Le modalità mafiose emergono dall’uso del fucile a pallettoni, la cosiddetta “lupara”, e dal colpo in faccia che la malavita locale utilizza per chi ha commesso uno “sgarro irreparabile”. «Un agguato garganico», lo definisce il procuratore capo di Lucera, Domenico Seccia. Sull’accaduto indagano i carabinieri del Comando provinciale di Foggia, coordinati dal pm Elisa Sabusco. Salgono così a ventidue i morti ammazzati dall’inizio dell’anno in provincia di Foggia, ben centoquarantuno negli ultimi dieci anni. Una lunga scia di sangue che innerva viottoli acciottolati, sentieri e pascoli del promontorio. Dopo...


Foggia, esecuzione in pieno giorno

Gen 10th, 2009 | Categoria: news
Pasquale Vallarlo, 40 anni, è stato assassinato in un agguato alla periferia di Foggia il 7 gennaio scorso. L’uomo, con alcuni precedenti per truffa, era considerato dagli inquirenti vicino a Lilino Mansueto, boss della criminalità organizzata foggiana detta “Società”. Vallarlo è stato ucciso alle 9 del mattino da sette colpi di pistola in via Domenico Fioritto, nei pressi di una farmacia e di una scuola materna. Grazie al pronto intervento della polizia del commissariato (che dista poche centinaia di metri dal luogo dell’agguato) è stato fermato il presunto killer: si tratta di Roberto Di Sibbio, 25 anni, considerato uomo del clan Sinesi-Francavilla, contrapposto a quello di Mansueto. L’uomo è stato fermato mentre fuggiva a bordo di una Polo grigia indossando guanti di lattice. Al momento dell’arresto era in possesso di tre pistole e un passamontagna. I proiettili trovati nel corpo di Vallarlo sono stati sparati da due armi diverse. Le indagini dovranno accertare se il killer ha agito da solo sparando con due pistole o se esiste un complice fuggito alla cattura. Il questore di Foggia, Bruno D’Agostino, ha dichiarato: «Si tratta di un episodio grave, anche se temperato dalla soddisfazione dell’immediato intervento. La guerra di mafia è ancora aperta...


L’analisi della Dna

Feb 28th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Nella relazione annuale presentata a gennaio, la Direzione nazionale antimafia, guidata dal procuratore Piero Grasso, ha confermato le tendenze della criminalità organizzata registrate in Puglia negli ultimi anni. Ecco una sintesi DISTRETTO DI BARI (Bari, Foggia). La criminalità organizzata barese, scrive il consigliere Giovanni Melillo, presenta una struttura in continua e rapida evoluzione. I principali gruppi criminali, pur in assenza di un comune vertice aggregante, hanno dimostrato di saper mutare i propri assetti organizzativi e relazionali attraverso spaccature e alleanze capaci di determinare il declino o l’ascesa di vecchi e nuovi clan. L’assenza, nel più recente periodo, di contrasti armati tra cartelli e singole compagini criminali storicamente contrapposte rappresenta un successo dell’attività repressiva, ma va letta anche come risultato del tentativo dei capi dei principali gruppi criminali ritornati in libertà (fra essi, in primis, Savino Parisi) di guidare un nuovo processo di espansione criminale e affaristica, attraverso il rinnovo di complessi accordi spartitori relativi ai vari ambiti territoriali e funzionali. La criminalità organizzata di Foggia, nonostante gli sforzi delle attività di contrasto, che pure hanno contribuito a condizionarne gli assetti e le strategie, è invece quella a cui attualmente corrisponde il livello di rischio più grave. La serietà del fenomeno, secondo...


Il fertilizzante della malavita

Gen 10th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Droga, armi, omicidi, riciclaggio. Ma soprattutto traffici illeciti di rifiuti. Era questa l’attività più redditizia per il clan foggiano retto da Francesco Gaeta e recentemente smantellato dopo aver smaltito illecitamente, in quasi 10 anni, oltre 100mila tonnellate di scorie tossiche Nello spargere veleni in giro per la Puglia il clan Gaeta era maestro. Un’abitudine ben consolidata e remunerativa. Molto remunerativa. Un clan, quello retto – secondo gli inquirenti – dal capo bastone Francesco Gaeta che in una decina di anni si è dedicata ad ogni genere di malefatta, dallo spaccio di droga, ai traffici di armi e droga, omicidi, riciclaggio, truffa. E soprattutto traffici illeciti di rifiuti. Assai meglio della droga, la monnezza, soprattutto quella tossica, dà meno nell’occhio e fattura business da capogiro: secondo gli inquirenti, i Gaeta in questi anni a trafficare monnezza hanno guadagnato almeno 5 milioni di euro. Un’indefinita serie di delitti. “Veleno” è il nome dato all’operazione scattata lo scorso 25 settembre sulla base delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e di un’intensa attività investigativa: carabinieri e Digos, coordinati dalla Direzione distrettuale di Bari e dalla Procura di Foggia, mettono le manette ai polsi a 52 persone (mentre 24 sono denunciate) sgominando uno dei clan più
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Via libera agli ecomostri

Set 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Speculazioni edilizie sempre più frequenti nonostante stringenti vincoli archeologici e paesaggistici, relazioni pericolose tra boss, politici e imprenditori per accaparrarsi finanziamenti pubblici: così soffoca nell’illegalità una delle perle dell’Adriatico Come dimenticare l’accanimento col quale i bonificatori della natura hanno dato un nuovo assalto alle aree costiere del Gargano? Il 24 luglio approfittando del vento di libeccio – e della secolare latitanza dello Stato – la manodopera a buon mercato controllata dalla mafia locale ha dato fuoco ai rari pini d’Aleppo. Risultato: 3 morti, 371 feriti (di cui 98 ustionati gravemente), 4 mila sfollati, 2 mila ettari di pinete andate in fumo e circa 120 milioni di euro di danni economici. I tecnici del Corpo Forestale dello Stato hanno individuato ben 12 focolai d’origine dolosa, sparsi tra Peschici e Vieste, senza contare Lesina e Mattinata. Sarà una nuova strategia della tensione criminale? Un dato è certo: l’infiltrazione mafiosa nell’economia locale. Un fenomeno segnalato periodicamente dalle relazioni della Commissione parlamentare antimafia, ma sistematicamente sottovalutato. Anche se nelle zone carbonizzate non è possibile un’immediata edificazione – se non dopo 15 anni – in base alla legge 353 del 2000, passato il clamore piove il cemento, poiché nessun comune della provincia di Foggia ha ancora...


Foggia, racket dei funerali

Mag 10th, 2007 | Categoria: news
Il magistrato della Procura di Foggia Giuseppe Gatti, da anni impegnato nella repressione di reati contro la pubblica amministrazione, doveva essere assassinato da un clan mafioso locale. È quanto emerge da un’inchiesta condotta dalla Dda di Bari che mercoledì 16 maggio ha ordinato l’arresto di 10 persone tra presunti mafiosi, titolari e dipendenti di imprese di pompe funebri accusati di imporre il pizzo ai propri concorrenti e di dirottare su imprese amiche il disbrigo delle pratiche amministrative per il trasporto dei defunti, a tariffe maggiorate. Secondo un collaboratore di giustizia, l’omicidio del sostituto procuratore Gatti doveva essere perpetrato nella stazione ferroviaria della città. Altri 22 indagati sono dipendenti degli Ospedali riuniti di Foggia, guardie ...


Foggia, altro che criminalità stracciona

Apr 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Come è possibile che il 9 ottobre scorso una città come Foggia si sia improvvisamente scoperta governata da un sistema mafioso di malavitosi criminali (la cosiddetta Società), speculatori edili (al vertice dell’Associazione Industriali) e uomini politici (dalla Regione al Comune), legati agli affari del mattone? Per comprenderlo è utile ripercorrere alcune tappe fondamentali della storia criminale della città. Un incremento della presenza della criminalità organizzata a Foggia si ebbe quando si decise di impiantare il carcere speciale della Camorra (dove, ricordiamo per appunto di cronaca, fu inventato anche il caso Tortora), che ha ospitato anche il soggiorno di elementi di spicco di Cosa Nostra. Nel 1979 il camorrista Raffaele Cutolo, fuggito dal manicomio criminale di Aversa, si reca all’Hotel Florio sulla strada Foggia-San Severo a insediare la Nuova Camorra Organizzata (Nco) con malavitosi locali e futuri imprenditori del grano e del pomodoro. All’epoca il commissario di polizia Gigli, che stava indagando sulla vicenda per conto del magistrato Maritati, venne allontanato contro la sua volontà con un provvedimento di trasferimento. Dopo l’insediamento camorristico della Nco, il controllo del traffico della droga e la supremazia sul territorio vengono sanciti con la strage del “Bacardi” del 1° maggio 1986, in cui vengono trucidati quattro malavitosi locali. Nell’ottobre...