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“La lotta alle mafie si fa a Roma”. Così don Ciotti alla Festa di Libera

Lug 17th, 2011 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
«La lotta alle mafie si fa a Roma, in Parlamento. Noi chiediamo meno leggi ma una Legge: chiara, che non faccia sconti a nessuno». Suonano come un tuono che squarcia il cielo di Firenze le parole di don Luigi Ciotti, che dal palco Ruffini ha aperto ieri, giovedì, la settimana di eventi e momenti formativi che Libera ha organizzato e che si svolgeranno tra Firenze e Scandicci, sotto l’egida di Festa nazionale. «Anche se è difficile festeggiare – sottolinea con vigore il presidente dell’associazione – se si pensa ai 560 miliardi di euro che costituiscono il giro di volume d’affari delle mafie». Un business ampiamente foraggiato dall’evasione e dalla corruzione, piaghe sempre più granitiche, anche perché «è  dal 1999 che l’Italia non è più in linea con le norme europee, con il trattato di Strasburgo per quanto riguarda questi temi. Ecco perché abbiamo raccolto un milione e mezzo di cartoline firmate e che consegneremo al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che per noi rappresenta un punto chiaro, fermo e pulito nel nostro Paese. Mancano però anche le leggi sul caporalato, sanzionato solo con un’ammenda, oppure quelle sui reati ambientali, norme che anche Legambiente chiede a gran voce da 17 anni». Accanto...


Legami di legalità

Gen 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
All’appello “Non lasciateci soli”, lanciato dai cittadini di Locri in occasione dei funerali di Francesco Fortugno, il Comune di Firenze ha risposto con un patto di cooperazione e scambio. Un esempio ora seguito da altre amministrazioni   Il 14 ottobre 2004  più di 3 milioni di persone vollero dare il proprio apporto democratico pronunciandosi sul leader della costituenda coalizione di centro sinistra; contemporaneamente la mafia volle dare il suo segnale di prevaricazione sulla vita politico-amministrativa di questo paese, uccidendo il vicepresidente della Regione Calabria Francesco Fortugno proprio davanti a Palazzo Nieddu, sede di seggio in quelle elezioni.  Quel giorno a Locri. Il segnale fu clamoroso, e come spesso accade sollevò nella parte sana dell’Italia indignazione e voglia di partecipazione. Anche il Consiglio comunale di Firenze volle essere presente ai funerali del Vicepresidente e con il suo gonfalone entrò nella cattedrale di Locri testimoniando la vicinanza a queste terre così provate e la voglia di partecipare alla loro rinascita. Il giglio rosso in campo bianco accompagnato dagli alabardieri storici fu notato, e in molti chiesero alla nostra città di continuare a essere presente quando, finita l’emozione e spenti  i riflettori, i cittadini avrebbero ricominciato a confrontarsi con la mancanza di lavoro, l’inefficienza della pubblica...