Articoli con tags ‘ Felipe Calderòn ’


Messico, trentacinquemila morti dopo

Apr 8th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
E’ stata scoperta un’altra fossa comune con 49 cadaveri a La Joya, una piccola comunità rurale del Tamaulipas, stato del nord del Messico al confine con il Texas. Lo stato di decomposizione ha spinto la polizia a sospettare che si tratti dei viaggiatori di un autobus dirottato il 25 marzo e di cui si erano perse le tracce. Il movente resta sconosciuto. Forse un movente non c’è nemmeno: quando la violenza e il sopruso diventano legge esse continuano a riprodursi al solo scopo di mantenere quel sistema di potere che su di esse si fonda. E il potere, nel Messico settentrionale, è detenuto dai narcos. La lotta al narcotraffico di Felipe Calderon, da cinque anni presidente del Messico, è prossima alla sconfitta. Una sconfitta che passa sui nomi e sui numeri dei cadaveri. Oggi, trentacinquemila morti dopo l’elezione di Calderon, ciò che di vivo resta nel paese protesta in silenzio. Un silenzio la cui voce è quella di un poeta: “Il mondo non è più degno di parola, ce l’hanno soffocata dentro”. Javier Sicilia, poeta ma soprattutto giornalista, è padre di una delle vittime della violenza dei narcos. Suo figlio è stato ucciso con altri otto ragazzi a metà...


Droni americani contro i narcos

Mar 18th, 2011 | Categoria: news
Obama e Calderon stringono un patto d’acciaio contro il narcotraffico. I presidenti americano e messicano decidono di rispondere alla violenza dei narcos con la violenza delle armi intelligenti. Così droni made in Usa sorvoleranno lo spazio aereo messicano, aerei senza pilota che potranno monitorare dai cieli le rotte dei trafficanti di droga e individuarne le basi. L’accordo tra Stati Uniti e Messico prevede anche l’addestramento di polizia e forze speciali, oltre che una nuova cabina di regia comune per lavorare insieme e scambiarsi dati di intelligence. Una strategia aggressiva per mettere fine all’escalation di violenza dei trafficanti di droga, che negli ultimi quattro anni ha lasciato sul campo più di 34000 vittime. L’esercito americano ha iniziato ad impiegare i propri droni nei cieli del Paese vicino in seguito all’uccisione dell’agente dell’immigrazione Jaime Zapata, freddato da alcuni uomini armati nel Nord del Messico il 15 febbraio di quest’anno. L’operazione è però contraria a quanto sancito dalla Costituzione messicana che vieta esplicitamente ogni ingerenza straniera, che si tratti di esercito o polizia, all’interno dei confini nazionali. Si è per questo deciso di mantenere un basso profilo, senza alcuna dichiarazione ufficiale in merito da parte dei...


Ciudad Juarez, quaranta omicidi compiuti da venerdì

Feb 21st, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Almeno quaranta omicidi sono stati compiuti da venerdì a Ciudad Juarez, la città del Messico più colpita dalle violenze legata al traffico di droga nel nord del paese, alla frontiera con gli Stati Uniti. Lo ha annunciato la Corte federale messicana. Venti persone sono state assassinate venerdì, diciannove sabato e una domenica, secondo il servizio stampa della rappresentanza a Ciudad Juarez della Corte federale dello stato di Chihuahua. “Sono omicidi che portano la firma del crimine organizzato, considerando le armi utilizzate insieme con altri elementi”, ha dichiarato questa fonte, e “si tratta di uno dei fine settimana più violenti vissuti a Ciudad Juarez negli ultimi anni”. Quasi 3mila persone sono state uccise l’anno scorso a Ciudad Juarez secondo statistiche governative, con la violenza che ha indotto decine di migliaia di persone a fuggire e costretto il 70 per cento dei negozi della città a chiudere. Il presidente messicano Felipe Calderon ha lanciato, fin dal suo insediamento nel dicembre 2006, una campagna contro i cartelli della droga, che ha mobilitato 50mila soldati e migliaia di poliziotti federali. Da questa data, ci sono stati più di ...


Vi racconto la mia amica Anabel Hernández

Dic 17th, 2010 | Categoria: articoli, prima pagina
di Cynthia Rodriguez
I suoi scoop: dal “toalla gate” al trafficante che viveva in carcere arredato come un albergo di lusso, alle collusioni dei ministri con i narcos. La giornalista messicana Anabel Hernández ha denunciato questo e molto altro. Adesso, come ha dichiarato lei stessa, è in pericolo di vita: il Governo messicano sta improntando un piano per ucciderla. L’associazione “Libera” ha subito lanciato una campagna di solidarietà a sostegno della giornalista, la cui figura è raccontata in questo articolo. Scritto dalla sua amica e collega Cynthia Rodriguez e già pubblicato da “Ossigeno per l’informazione”. (altro…)


La giornalista Anabel Hernàndez minacciata di morte

Dic 13th, 2010 | Categoria: news
“Sin dalla settimana scorsa ho ricevuto informazioni affidabili sul fatto che persone del Ministero della Sicurezza Pubblica Federale stavano organizzando un attentato contro la mia persona, il cui obiettivo è la mia morte, simulando un incidente, una rapina o un tentativo di sequestro, come rappresaglia per il mio lavoro giornalistico”. Comincia così la lettera scritta da Anabel Hernàndez, la giornalista messicana di “Reporte Indigo”: un appello atto a far conoscere la propria situazione di professionista della carta stampata in pericolo di vita per aver raccontato la verità. Dalle pagine del giornale per il quale lavora e da quelle del suo “Los señores del Narco”, libro di recente pubblicazione, la Hernàndez denuncia la commistione tra i cartelli dei narcotrafficanti e alcuni esponenti del governo messicano. Ha agito consapevole dei rischi che avrebbe corso, ma “convinta che la verità fa male ma ha effetti curativi. Ciascuno di noi ha la responsabilità di fare la sua parte, dalla trincea dove ci troviamo, per combattere la corruzione”. L’associazione Libera non è ovviamente rimasta immobile davanti a un simile appello. Tonio Dell’Olio, responsabile del settore internazionale, ha ribadito che “attraverso le nostre fonti abbiamo verificato le minacce di cui Anabel Hernàndez ha parlato e purtroppo si...


Messico, la guerra e la fine di Tony Tormenta

Nov 8th, 2010 | Categoria: news
Antonio Ezequiel Cardenas Guillen, altrimenti detto “Tony Tormenta”, è stato ucciso sabato dai militari della marina messicana in un conflitto a fuoco presso Matamoros, una delle città sotto il controllo dei narcotrafficanti del cartello del Golfo, lungo la “frontiera Chica”, ossia la zona di confine col Texas. Cardenas deteneva il comando diretto del cartello del Golfo e aveva ereditato l’onere dal fratello Osiel, catturato nel 2003. Le informazioni in merito alla guerriglia urbana non sono ancora chiarissime e questo già dice quanto sia stata devastante. L’Ansa afferma che la durata dei combattimenti sia quantificabile in otto ore. Altri numeri della stessa fonte dicono che oltre al boss Cardenas, tra i trafficanti, siano caduti 4 individui e lo stesso numero di vittime sembra confermato tra i militari coinvolti nello scontro. Va considerato il fatto che tra marines e esercito le forze dell’ordine abbiano schierato nell’operazione 150 unità con tanto di jeep e elicotteri. Più fonti parlano anche di un morto nelle schiere dei cronisti che narravano la vicenda: Carlos Alberto Guajardo Romero, reporter del  quotidiano locale El Expreso – il dodicesimo giornalista ucciso in Messico dall’inizio del 2010. Il dato che allarma è quello relativo alle vittime civili: 47 morti. Dato non ancora...


Messico: il web contro la violenza dei narcos

Ott 8th, 2010 | Categoria: articoli
intervista a Cynthia Rodriguez di Simone Bauducco e Davide Ziveri
Inviati di guerra nel proprio paese. Come definire se non con queste parole la condizione dei giornalisti messicani. Sessantacinque inviati uccisi in 10 anni, 11 desaparecidos e 16 attacchi contro le sedi di giornali. Questi i numeri della guerra scatenata dai narcos nel paese che ha appena festeggiato il suo bicentenario. Uno Stato dove esistono vere e proprie aree di silenzio e dove il destino di chi prova a indagare è nelle mani dei narcotrafficanti. A Tamaulipas, a febbraio, sette giornalisti sono scomparsi nel nulla. Solamente il lavoro di un giornalista texano, che si è infiltrato nella zona, è riuscito a riportare l’attenzione su questo caso. Una spirale di violenza che ha esasperato gli animi dei cittadini delle regioni più colpite. Ma nel Messico dei narcos oggi si intravede qualche piccolo segnale di speranza. I famigliari delle vittime iniziano a parlarsi tra loro. Alcuni giornalisti hanno creato la rete “Periodistas a piè” per provare a unire il fronte della stampa che ha rinunciato alle illusorie promesse del potere e continua a non piegarsi di fronte alla violenza dei narcos. Cynthia Rodriguez è una giovane giornalista messicana del quotidiano “Proceso” che da quattro anni vive in Italia. Nel suo libro d’inchiesta “Contacto en Italia” ha...


Arrestato “El Grande”, boss del narcotraffico messicano

Set 13th, 2010 | Categoria: news
Sergio Villeareal Barragan detto “El Grande” è stato arrestato a Puerto de Hierro, nello stato di Puebla, dai marines messicani. Si tratta di uno dei membri più importanti del cartello Beltran Leyva, dilaniato da una faida interna che ha causato centocinquanta morti. I problemi all’interno del cartello sono iniziati il 16 dicembre 2009, quando le forze di sicurezza messicane uccisero il capo Arturo Beltran Leyva. Il cartello era stato poi colpito anche dall’arresto, il 30 agosto scorso, di Edgar Valdez Villarreal, detto ‘La Barbie’. A quel punto la lotta per il potere si è fatta violenta scatenando una guerra tra bande. Secondo Alejandro Poire, portavoce del governo federale sulla sicurezza: “Villarreal Barragan è stato fermato mentre usciva da una casa insieme ad altre tre persone”. L’arresto è avvenuto senza violenza e avrebbe portato al sequestro di quattro veicoli, di cui tre blindati. El Grande, 41 anni, è un ex poliziotto federale. Deve il suo soprannome all’altezza, superiore ai due metri. La rivista messicana “Proceso” aveva recentemente definito Villarreal Barragan “il boss più potente e temuto”. Era entrato in polizia a vent’anni ma ben presto ha preferito corrompersi coi narcotrafficanti iniziando a lavorare per vari cartelli. Sulla sua testa c’era una taglia da due milioni di dollari. Secondo...


Un piano, due finalità

Nov 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Per rispondere allo strapotere dei cartelli del narcotraffico il Messico ha accettato l’attuazione di un piano di rinforzo sotto l’egida degli Stati Uniti. Ma l’Iniziativa Mérida è in realtà concepita come braccio armato di un disegno egemonico di estensione dei mercati Usa e di controllo di territori considerati strategici Si chiama Iniziativa di cooperazione per la sicurezza regionale – denominazione che esprime con chiarezza la finalità ultima alla quale risponde la sua elaborazione – ma è meglio conosciuta come Piano Messico, nome abbandonato pochi mesi fa e sostituito da Iniziativa Mérida, una modifica promossa per prudenza dalle stesse autorità per evitare facili e poco graditi accostamenti con il Plan Colombia, di cui è fratello minore e non meno controverso.     Il Plan Mexico è stato presentato come un piano per affrontare l’espansione e la crescente violenza delle grandi organizzazioni criminali imperanti in Messico e con derivazioni in America centrale: i sette cartelli della droga e le bande di sicari al loro servizio, tra i quali si annoverano Los Zetas e Los Pelones, messicani, Los Kaibiles, ex militari guatemaltechi, le “clicas” (cellule) della Mara Salvatrucha di origine salvadoregna, che agiscono nel sud del territorio messicano, e le bande del quartiere Logan di San Diego...


Un narcostato a tutti gli effetti

Nov 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Dietro l’escalation di violenza che si registra in Messico c’è la riorganizzazione dei tradizionali cartelli del narcotraffico, strutture dinamiche e mutevoli, aperte ad apporti, anche solo occasionali, di operatori a loro esterni. Geografia delle nuove organizzazioni criminali   Seicentocinquanta sequestri di persona nei primi otto mesi del 2008, oltre tremila omicidi nello stesso periodo (nell’intero 2007 furono 2.600), trecentoquaranta poliziotti assassinati (tra questi, nel maggio del corrente anno, il capo della polizia dello Stato di Morelos), una corruzione dilagante, collusioni sempre più marcate tra apparati di sicurezza e cartelli del narcotraffico, attentati in stile colombiano degli anni Novanta; tra gli ultimi, il 15 settembre di quest’anno, quello di Morelia (capitale dello Stato di Michoacan de Ocampo), con nove morti e oltre cento feriti (vedi articolo p. 28, ndr.). Gli Stati Uniti del Messico sembrano definitivamente avviati a trasformarsi in una narcocrazia. Un processo nefasto, iniziato da oltre un decennio, che ha avuto un picco di espansione ai tempi dell’ex presidente Vicente Fox (leader del Partito Rivoluzionario Istituzionale, in carica dal 2000 al 2006) e che sta registrando, oggi, dimensioni talmente drammatiche da indurre l’attuale presidente, il conservatore Felipe Calderòn (Partito di Azione Nazionale) ad adottare contromisure eccezionali (la richiesta al Congresso di un aumento del...