Articoli con tags ‘ favoreggiamento ’


‘Ndrangheta in Val d’Aosta, istituita commissione consiliare speciale

Gen 26th, 2012 | Categoria: news
Anche  la Valle d’Aosta si doterà di una commissione consiliare speciale sulle infiltrazioni mafiose. La seduta del Consiglio Regionale di ieri (nella foto la sede di Palazzo Regionale), mercoledì 25, ha infatti approvato all’unanimità la risoluzione presentata dal gruppo di minoranza Alpe. La commissione sarà composta da sette consiglieri regionali (due dei quali appartenenti alle forze politiche di minoranza) ed entro il 31 ottobre dovrà presentare al Presidente del Consiglio regionale Albert Cerise una relazione. Dalla stessa si dovranno evincere i settori maggiormente a rischio di infiltrazioni (o all’interno dei quali si siano già verificati episodi); le strategie da attuare per entrare in sinergia con apparati simili presenti in altre realtà d’Italia; le attivirà di studio e le proposte pratiche amministrative (nonché interventi normativi) che possano creare argini di contrasto del fenomeno. La commissione consiliare speciale sulle infiltrazioni mafiose si affianca alla legge regionale numero 11 approvata nel 2010 (“Politiche e iniziative regionali per la promozione della legalità e della sicurezza”) e alla firma del protocollo tra la Regione Valle d’Aosta e la Direzione Investigativa Antimafia (risalente all’11 maggio 2011) atta a monitorare la fruizione dei dati relativi all’esecuzione di appalti pubblici sul territorio valligiano. Territorio che di recente – il 20...


Arrestati due fiancheggiatori del boss Raccuglia

Dic 16th, 2010 | Categoria: news
Omonimo del boss cui favoriva la latitanza. Salvatore Giuseppe Raccuglia, 41 anni, è stato arrestato stamane con l’accusa di essere un fiancheggiatore del capoclan Domenico Raccuglia, con lui è finito in manette Andrea Di Matteo, 43 anni. Secondo le indagini i due sarebbero affiliati alla ‘famiglia’ di Altofonte. Il loro arresto è stato possibile grazie a un proseguimento delle indagini che portarono alla cattura, nel novembre 2009, proprio del boss Domenico Raccuglia, fino ad allora uno dei latitanti più pericolosi del nostro Paese  – almeno secondo l’elenco dei trenta criminali più ricercati emanato dal Viminale, che individuò in lui l’erede di Matteo Messina Denaro. Gli investigatori, ricostruendo la rete di appoggi che consentì a Raccuglia una latitanza di quindici anni, sono giunti a identificare nei due arrestati di oggi i principali favoreggiatori economici e logistici del boss. Contestualmente, nel corso della stessa operazione, i militari hanno proceduto ad un sequestro di beni, scaturito da autonomo procedimento di prevenzione. Beni per un valore complessivo di circa 50 milioni di euro, tra cui un lussuoso yatch di venti metri, una Ferrari e una Bmw X6, sono stati sequestrati all’imprenditore palermitano Vincenzo Graziano, di 59 anni. Secondo le indagini l’ingente patrimonio sarebbe frutto dell’attività...


Arrestato noto avvocato milanese

Feb 10th, 2009 | Categoria: news
Paolo Sciumè, noto avvocato milanese, è stato arrestato il 24 gennaio. Il Gip di Palermo Roberto Conti, che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare, gli ha concesso gli arresti domiciliari. Secondo i magistrati della Dda palermitana Scarpinato, Ingroia e Asaro, Sciumè avrebbe commesso il reato di intestazione fittizia di beni appartenenti a membri di Cosa nostra con la finalità di favorire la mafia. Il Gip ha concesso gli arresti domiciliari poiché non ha riconosciuto l’aggravante mafiosa. Lo studio del noto legale, che ha collaboratori dislocati in diverse città italiane, è stato perquisito. Nell’ambito della stessa inchiesta l’8 maggio 2008 erano stati arrestati il banchiere Nicola Bravetti, dirigente della banca svizzera Arner Bank (e membro di una associazione interbancaria per la lotta al riciclaggio) e gli imprenditori palermitani Francesco e Ignazio Zummo, condannati rispettivamente a cinque e tre anni di carcere per associazione mafiosa e favoreggiamento. Su un conto di una filiale della Arner Bank sita alle Bahamas, i magistrati avevano sequestrato un conto con 13 milioni di euro ritenuto nella disponibilità degli Zummo. Sciumè è membro del consiglio di amministrazione di Mediolanum, Parmalat e Teatro alla Scala.


Le coordinate dell’imputazione

Nov 11th, 2007 | Categoria: archivio articoli
«Tra gli imputati vi è quindi anche Salvatore Cuffaro. Risponde di due delitti di favoreggiamento […] sinteticamente riconducibili a due vicende […]. La condotta infatti si risolve sempre nella comunicazione di notizie riservate, utili a bloccare indagini che […] erano potenzialmente in grado di compromettere varie propaggini territoriali di Cosa nostra» […] Tra gli imputati vi è quindi anche Salvatore Cuffaro. Risponde di due delitti di favoreggiamento, di cui all’art. 378 del codice penale (di seguito c.p., ndr.), sinteticamente riconducibili a due vicende che in questo processo abbiamo già sotto altri profili affrontato: la vicenda delle informazioni ad Aiello, Ciuro e Riolo in ordine alla loro sottoposizione a indagini nell’ottobre del 2003, e quella della rivelazione della presenza di una microspia all’interno dell’abitazione di Giuseppe Guttadauro tra la primavera e l’estate del 2001 (per i profili di tutti i coprotagonisti qui nominati, cfr. articolo p. 19, ndr.). Oltre a questi due delitti, com’è noto, Cuffaro deve rispondere anche di altri due capi d’imputazione […]: rivelazioni di segreto d’ufficio commesse in concorso formale con i delitti di favoreggiamento. Con riferimento poi alla sola condotta della primavera/estate del 2001, a Cuffaro è contestata una circostanza aggravante ad effetto speciale, che è quella dell’art. 7 della legge 203...


Appalti, clausola anti-pizzo

Giu 10th, 2005 | Categoria: news
Il Comune di Bagheria, guidato dal sindaco Pino Fricano, ha deciso la linea dura contro gli imprenditori che pagano il pizzo. Nei bandi delle gare d’appalto è stata inserita una clausola di esclusione per tutti coloro che non denunciano gli estorsori. «Dobbiamo far sì che la denuncia, non il pagamento del pizzo, sia conveniente per gli imprenditori» ha dichiarato l’assessore alla legalità Pippo Cipriani, ex sindaco di Corleone. «La clausola è anche una garanzia per l’operatore economico, che all’estorsore potrà dire: “Non pago perché rischio di non lavorare più”». Due ditte sono già state escluse dalla gara per la sistemazione urbanistica del “Piano stenditore” di Aspra, un appalto del valore di un milione e mezzo di euro: entrambe risultano coinvolto nell’ultima inchiesta della Procura di Palermo sul racket a Bagheria come vittime che non hanno ammesso il pagamento del pizzo, nonostante i loro nominativi risultassero in un “libro mastro” di Cosa Nostra. Si tratta della “Beldef s.r.l.” e della “Mangiapane Mariano”. I titolari sono inquisiti dalla Procura con l’accusa di favoreggiamento.