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Firenze, il ricordo della strage dei Georgofili del 27 maggio 1993

Mag 27th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Piero Ferrante
“La mafia è sangue, morte e violenza e la memoria delle vittime della criminalità organizzata è un dovere”. Con queste parole, il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha ricordato, a Firenze, le vittime dell’attentato mafioso di via dei Georgofili. Una pagina nera, nerissima della Storia recente della Repubblica, quella che racconta dei 200 chili di tritolo piazzati all’interno di un furgoncino che, nella notte tra il 26 e il 27 maggio di 22 anni fa, aprirono la stagione delle stragi sventrando il cuore del capoluogo toscano. Un’esplosione che cambiò il volto del Paese. Non è un caso che, due anni fa (dunque in occasione del ventennale), Libera scelse proprio Firenze come sede della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Un’esplosione che provocò 50 feriti, mentre a rimetterci la vita furono in 5. L’intera famiglia Nencini: papà Fabrizio, mamma Angela e le piccole Nadia di appena 9 anni e Caterina, 50 giorni di vita.  Abitavano all’ultimo piano della torre dei Georgofili, a pochi passi da casa di Dario Capolicchio, studente universitario 22enne, la quinta vittima. “Una sfida allo Stato”, ha ricordato nella cerimonia della scorsa notte Grasso. Accanto a lui, il sindaco Dario Nardella. Una cerimonia...


Firenze, notte bianca agli Uffizi

Mag 24th, 2013 | Categoria: articoli
di Manuela Flore
“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.” (Peppino Impastato). (altro…)