Articoli con tags ‘ faida ’


Napoli, escalation di violenza. “Mandate l’esercito”

Ago 30th, 2012 | Categoria: news
Armi e munizioni sono state scoperte e sequestrate dai carabinieri in un nascondiglio nelle fondamenta di un fabbricato nel napoletano. A Torre Annunziata, in via Settetermini nel complesso di edilizia popolare chiamato Parco Penniniello, quartiere territorio del clan Gallo-Cavalieri, i militari dell’Arma hanno trovato un fucile mitragliatore kalashnikov calibro 7.62 con 4 caricatori e 133 cartucce; una pistola mitragliatrice calibro 9×19 con 3 caricatori; 35 cartucce calibro 44 magnum; 147 cartucce calibro 9×19; 43 cartucce calibro 357 magnum; un bilancino di precisione. Le armi sono state inviate al Racis di Roma. Il ritrovamento coincide con un acuirsi della tensione nel capoluogo partenopeo, in particolare nei quartieri di Scampia e Secondigliano, teatro di una nuova faida di camorra che potrebbe presto allargarsi a tutta la città. Per questo il presidente della municipalità di Scampia, Angelo Pisani, ha espressamente chiesto l’invio dell’esercito: “Abbiamo un compito fondamentale, salvare i nostri giovani dalla camorra. Il governo deve inviare a Scampia al più presto l’esercito per presidiare le nostre strade e gli edifici”. A fargli eco è il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, che ha chiesto “misure eccezionali”: “E’ inutile nascondersi dietro un dito – ha affermato Cesaro – questa zona si è trasformata...


Bari, davanti ai carabinieri va in scena la faida

Mar 28th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Una faida che non si ferma neanche davanti ai carabinieri, teatro di un nuovo agguato di mafia è infatti la caserma dell’Arma nel quartiere Carbonara a Bari. Da una moto in corsa sono partiti due colpi di pistola. I proiettili, calibro 7.65, hanno però mancato l’obiettivo: uno si è conficcato nella cancellata di ingresso della stazione e l’altro sul muro di cinta. Sempre a Carbonara, il 15 e 16 marzo scorso, hanno avuto luogo altri due agguati. Nel mirino del killer, da solo in sella alla moto, c’era un pregiudicato che era passato dalla caserma per l’obbligo di firma. In quel momento erano tre i sorvegliati speciali vicini al cancello della caserma: uno stava per entrare, l’altro stava per uscire e il terzo era nel cortile. I carabinieri sono però convinti che i due colpi calibro 7.65 fossero indirizzati solo a uno di loro. Si tratterebbe di un giovane affiliato al clan Di Cosola. La pista di una faida interna ai Di Cosola trova ragion d’essere proprio nei due agguati precedenti. Il 15 marzo il nipote del boss e reggente del clan a Ceglie, Antonio Battista, 41 anni, è stato ferito alla mano da una raffica di proiettili mentre stava per entrare...


Arrestato nel torinese Domenico Giorgi, innescò la faida di San Luca

Nov 19th, 2010 | Categoria: news
Rivalta di Torino, piccolo comune della cintura, campagna piemontese da profondo nord. Qui ha trovato asilo Domenico Giorgi, ventott’anni, esponente dell’omonima cosca della ‘Ndrangheta arrestato stamane dai Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria che hanno seguito le sue tracce fino alle porte del capoluogo sabaudo. Fu lui, secondo gli investigatori, a far cominciare la faida di San Luca, sanguinosa guerra di ‘ndrangheta, uccidendo senza pietà Salvatore Favasuli, freddato a Casignana il 6 gennaio 2005. Omicidio di mafia ma anche, nelle ricostruzioni degli inquirenti, omicidio passionale e innesco di un vortice di violenze che varcarono le Alpi e si fermarono davanti al ristorante ‘Da Bruno’, in Tonhallenstraße, nel centro di Duisburg, cittadina industriale della Ruhr dimenticata dai tempi dell’estrazione del carbone e tornata all’onore delle cronache per i settanta proiettili usati per uccidere esponenti della famiglia Strangio.  Per sottrarsi alle vendette incrociate Giorgi ha cercato rifugio a Rivalta, dove però ha trovato le manette dei carabinieri. La cosca dei Giorgi, detta dei “Boviciani”, è collegata a quella degli Strangio, alleata con i Nirta nella faida contro i Pelle-Vottari, che nello scontro rappresentano il gruppo perdente. La faida di San Luca, il cui apice fu la strage di Duisburg, ha fatto registrare decine...


Polveriera jonica

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Francesca Chirico
Diciannove morti in meno di due anni. L’assetto ’ndranghetistico nell’area compresa tra la Locride e il Crotonese è in evoluzione. Le inchieste “Mythos”, “Mythos 2” e “Crimine” hanno assestato duri colpi alla criminalità, ma in quelle terre i regolamenti di conti spesso precedono gli arresti (altro…)


Napoli, 28 arresti nei clan Bianco e Iadonisi

Lug 5th, 2010 | Categoria: news
I carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno già eseguito le 28 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Napoli. Gli arrestati risultano essere dalle indagini affiliati ai clan Bianco e Iadonisi. L’attività dei clan, sviluppata prevalentemente nella zona ovest di Napoli, è legata allo spaccio della cocaina di provenienza colombiana. Il tragitto riconosciuto dagli inquirenti prevede anche una tappa intermedia in Spagna. La destinazione finale era sempre Napoli, poi Fuorigrotta e l’intera zona flegrea. Proprio per assicurarsi questa fetta di mercato i due clan avevano cominciato una lotta violenta che nel settembre 2005 era sfociata nell’eliminazione di Salvatore Staiano ad opera dei Bianco. Gli Iadonisi  avevano risposto cinque giorni dopo tendando di uccidere Antonio Volpe. L’indagine proseguiva da tempo e aveva già visto l’arresto di altri 11 individui e il sequestro di 260 chili di cocaina.  L’accusa per tutti è di associazione  a delinquere finalizzata al traffico di droga, omicidio, tentato  omicidio e violazione delle leggi sul possesso di armi.


‘Ndrangheta, la “faida dei boschi” si è trasformata nella “faida degli appalti”

Giu 15th, 2010 | Categoria: news
Il corpo di Salvatore Vallelunga, operaio boschivo, è stato trovato questa mattina dai Carabinieri nelle campagne di Brognaturo (Vibo Valentia) con evidenti segni di colpi di fucile sparatigli a distanza ravvicinata. Si pensa si tratti di un nuovo omicidio maturato nell’ambito della cosidetta “faida dei boschi” che solo ieri aveva visto il grave ferimento di un altro operaio boschivo, Santo Procopio, di 25 anni. L’ucciso, 51 anni, era fratello di Damiano Vallelunga, anch’esso assassinato il 27 settembre 2009 a Riace, nel corso di una festa patronale. Damiano Vallelunga era ritenuto il capo della “cosca dei viperai”. «Quella che è in atto è una vera e propria guerra che come Dda stiamo comunque affrontando con grande determinazione» ha dichiarato il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Vincenzo Lombardo, che ha riferito di un possbile coinvolgimento delle cosche della Locride. Secondo il Procuratore «lo scontro che è in atto, partito dagli interessi nel settore del disboscamento, si è esteso adesso da altri settori economici più significativi ed importanti, come il controllo degli appalti per la realizzazione di opere pubbliche». Si lavora all’aggiornamento degli organigrammi e dei rapporti tra le varie cosche coinvolte.


Pasticche gialle

Set 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Dietro l’apparente basso profilo, nella comunità cinese che vive a Padova e provincia si nascondono bande criminali in lotta per il controllo del traffico di ecstasy e ketamina. Teatro degli scontri sono spesso le discoteche che loro stesse gestiscono   (altro…)


Scongiurata guerra di mafia in provincia di Messina

Mag 10th, 2009 | Categoria: news
Il procuratore capo di Messina Guido Lo Forte e il sostituto Giuseppe Verzera il 5 maggio hanno emesso cinque fermi finalizzati a stroncare sul nascere una possibile faida tra le famiglie mafiose di Barcellona Pozzo di Gotto. I provvedimenti sono stati eseguiti, oltre che nel messinese, ad Asti e a Belluno. Le indagini della Dda sono state avviate in seguito agli omicidi di Carmelo De Pasquale, assassinato il 15 gennaio a Barcellona Pozzo di Gotto, e Carmelo Mazza, ucciso il 27 marzo a Olivarella. Si tratta di delitti maturati nell’ambito della contrapposizione tra cosche barcellonesi in lotta per l’egemonia sul versante tirrenico della provincia di Messina. Secondo i carabinieri che hanno eseguito i fermi della Dda, alcuni dei fermati «sottovalutando le progettualità ostili di un altro gruppo mafioso, erano subentrati a Carmelo Mazza, avviando attività estorsive ai danni di una ditta ed esercitando violenza privata nei confronti di un prelato».


Una guerra lunga 30 anni

Mag 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Al portone d’ingresso, lungo la Provinciale 32, non c’è un cartello con l’orario delle messe e sulla torre manca la campana. In compenso, in mezzo alle case dirupate di contrada Pontevecchio, si distingue per la facciata imbiancata, con le luci natalizie che pendono spente facendo gli auguri. A quale santo o Madonna sia dedicata non si sa: nell’elenco ufficiale delle chiese di Seminara non compare. Per indicarla, da queste parti, usano il nome del proprietario: è la chiesa dell’uomo-mitra. Quando il 16 dicembre 1976 Salvatore Pellegrino si consegna ai carabinieri di Palmi sembra più grande dei suoi 30 anni: ai fotografi regala un sorriso pacioso, quasi estraneo al dolore patito e inferto, indifferente alla sconfitta. Dei Pellegrino è infatti l’ultimo a poter imbracciare un fucile, gli altri li hanno decimati i Gioffré. «L’uomo mitra – ricorderà 32 anni dopo Vincenzo Gioffré, figlio del boss Rocco, rievocando la mattanza in un’intercettazione dell’inchiesta “Topa”– solo è rimasto e si è ritirato… soli si sono fermati non si è messo nessuno in mezzo». La faida di Seminara si era placata per estinzione di una delle due parti. Dei sedici morti e ventisei feriti che il paese della Piana di Gioia Tauro aveva conteggiato dal...


“Il Sindaco lo decide mio padre”

Mag 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Seminara: un comune sciolto per mafia e commissariato, una faida mai sopita. In manette sindaco e vice sindaco per condizionamento del voto. A contendersi controllo del territorio, estorsioni e traffici illeciti anche sei donne, arrestate nell’ultima operazione della Dda di Reggio Calabria lo scorso aprile «Chi deve fare il sindaco, a Seminara, lo decide mio padre. Hai capito? Il sindaco di Seminara lo decide mio padre». Il dubbio che Vincenzo Gioffré, il 12 aprile 2007, stesse solo scherzando i carabinieri di Palmi non l’hanno mai avuto. Se tuo padre si chiama Rocco Gioffré ‘u ndolu, ha cominciato a delinquere a 15 anni (reato di pascolo abusivo) senza più fermarsi, è uscito vincitore da una delle faide più sanguinarie della storia calabrese e figura nelle maggiori inchieste di ‘ndrangheta sulla Piana di Gioia Tauro, forse è il caso di verificare. Soprattutto con le elezioni amministrative ormai alle porte e un Consiglio comunale già sciolto per mafia nel 1991. Mesi dopo, davanti al materiale raccolto dai militari dell’Arma dei carabinieri, dubbi non ne ha avuti neppure il gip del tribunale di Reggio Calabria Anna Maria Arena che, con l’accusa di «aver fatto parte di un’associazione per delinquere di stampo mafioso finalizzata al totale...