Articoli con tags ‘ Expo ’


Corruzione: non c’è più tempo, serve terapia d’urto

Giu 6th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina, Uncategorized
“Ieri Expo, oggi il Mose, la corruzione ci ha impoverito e ci impoverisce ogni giorno: inquina i processi della politica e dell’economia e minaccia il prestigio e la credibilità delle istituzioni’. Non c’è più tempo serve una terapia d’urto: Governo e Parlamento devono passare dalle buone intenzioni ai fatti. Subito nuovi reati, come l’autoriciclaggio e la reintroduzione del falso in bilancio, con sanzioni adeguate. Più poteri, più risorse e personale all’Autorità anticorruzione, che deve innanzitutto prevenire i fenomeni illegali. Ma soprattutto uno stop immediato alla “tagliola” della prescrizione, che smetta di decorrere dal momento dell’esercito dell’azione penale (richiesta di rinvio a giudizio o di giudizio immediato, citazione diretta, presentazione per giudizio direttissimo …). La corruzione e’ l’incubatrice del potere della mafia e il suo avamposto. Ecco perché la si deve combattere su tutta la linea, perché in Italia la corruzione non è un problema ma è il problema”. In una nota, l’Ufficio di presidenza di Libera rilancia le proposte per combattere la corruzione dopo le recenti vicende giudiziarie di Milano e Venezia. Auspichiamo che il governo e Parlamento sappiano farsi carico di questa responsabilità: Libera e Gruppo Abele, attraverso la campagna Riparte il futuro, lanciano una nuova petizione per chiedere una nuova legge completa ed efficace per combattere...


‘Ndrangheta in Lombardia, siamo solo al primo round

Ago 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli, opinioni
di Fabrizio Feo
«Avremmo potuto arrestarne più di mille… ma dove li mettevamo..» : questo commento raccolto da uno degli investigatori che hanno lavorato tra Reggio e Milano alla grande operazione del 13 luglio contro il “Crimine”, la ’ndrangheta in versione nuovo millennio, dovrebbe far riflettere. Non solo e non tanto perché in questo Paese – dato per assodato che si può privare chiunque della libertà, anche un sospettato di mafia, solo quando ci sono tutti gli elementi richiesti della legge – bisogna fare i conti con il sovraffollamento delle carceri anche quando ci sono gravi motivi che inducono all’applicazione di misure cautelari. Dovrebbe far riflettere soprattutto perché rinvia ad un passaggio dell’intervento in conferenza stampa a Milano del Procuratore Ilda Boccassini: la Boccassini ha chiarito – elencando alcuni dati – che ognuno dei locali e dei “mandamenti” di ’ndrangheta, colpiti al Nord, poteva contare su centinaia di affiliazioni. Ho sentito cifre che viaggiavano dai 250 ai 500 ’ndranghetisti per ogni “locale” . Un dato che in troppi hanno trascurato e che da un lato lascia immaginare che si è chiuso solo un “primo round”: con le famiglie di ’ndrangheta, così come sono state disegnate dalla “riforma costituzionale” dell’era Oppedisano, con i loro complici e...


La ’ndrangheta non aspetta

Dic 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
A partire dagli anni Novanta la mafia calabrese ha infiltrato l’economia, colonizzando interi settori produttivi e occupando Milano partendo dalla zona dell’Ortomercato fino ad arrivare al centro, dove continua a fare affari. All’orizzonte, il grande affare dell’Expo 2015 «In città comanda la mafia, controlla il movimento terra, l’usura, il calcestruzzo». Una frase ritornello nelle terre del sud, ma che imbarazza se a pronunciarla è Ferdinando Pomarici, a capo della Dda di Milano. Pomarici ha chiarito che ormai per la ’ndrangheta non è più tempo di sequestri di persona, ora ricicla i soldi in attività illecite. Settimane fa il quotidiano calabrese «Calabria ora» ne raccoglieva l’allarme, dopo le denunce pronunciate la scorsa estate dai sindaci della periferia milanese che si erano rivolti per via epistolare a Vincenzo Macrì, sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia. Una lettera quella dei sindaci di Cesano Boscone, Corsico e Trezzano sul Naviglio che esprimeva la profonda preoccupazione per il diffuso controllo del territorio da parte delle ’ndrine. Di mezzo, insomma, non c’erano barboni, prostitute o clandestini da “sfrattare”, ma la mafia calabrese che al Nord fa affari, oggi più di ieri. Il 15 luglio scorso, in pieno giorno, è stato ucciso con tre colpi sparati in pieno viso...


Chi non vede la mafia alzi la mano

Dic 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
  In Lombardia la mafia ha ricominciato a sparare. Negli ultimi mesi si sono verificati almeno tre omicidi riconducibili alla ’ndrangheta.  Quello di Rocco Cristello a marzo, di Carmelo Novella a luglio, di Cataldo Aloisio a settembre. Tutti e tre legati al mondo dell’edilizia. Gli inquirenti ipotizzano una violenta riorganizzazione dei clan sul territorio. «Gli omicidi e i tentati omicidi che stanno avvenendo in Lombardia, all’interno del mondo della criminalità organizzata, segnalano che nella regione è in corso una vera e propria guerra di mafia», ci ha spiegato Vincenzo Macrì, Sostituto procuratore nazionale antimafia. All’orizzonte gli appetitosi appalti lombardi, dall’alta velocità alla prossima Expo 2015.  Ogni proiettile sparato a bruciapelo ha inferto un colpo mortale al tabù di una regione in cui le mafie sarebbero dedite prevalentemente al riciclaggio. Oggi nessuno può più dire che in Lombardia la mafia sia invisibile. Non è invisibile la sua violenza, né i suoi affari, né i suoi rapporti con la politica, come dimostrano alcune recenti inchieste. Tanto meno sono invisibili i suoi patrimoni: i più di settecento beni confiscati che collocano la Lombardia al quarto posto nella classifica nazionale, dopo Sicilia, Campania e Calabria. È vero esattamente il contrario, ma si preferisce non parlarne, essenzialmente...


Milano, dove si nasconde la mafia

Dic 12th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
I processi di negazione dell’esistenza di un forte problema mafioso a Milano e dintorni non tengono conto di una lunga e grave serie di fatti verificatisi sul territorio. Memorandum per chi si ostina a dire che “a Milano la mafia non esiste” Quando qualcuno dice che la mafia a Milano c’è, che a Milano ci sono contatti tra affari, criminalità e politica, la risposta è sempre «non strumentalizziamo, non usiamo questi temi per fini politici». Nella storia della città il «non strumentalizziamo», il «non parliamo», il «non diciamo che a Milano la mafia c’è» risale agli anni Ottanta. Perché prima non se ne parlava neanche, non ci si poneva neanche il problema. Il sindaco Pillitteri (in carica dal 1986 al 1992, ndr.) diceva che la mafia a Milano non c’era quando Cosa nostra già vi aveva impiantato una base e mandato i suoi ambasciatori. A Milano andava spesso Stefano Bontate, l’allora capo di Cosa nostra, era sovente di passaggio Tommaso Buscetta, vi vivevano Luciano Liggio (che fu arrestato in via Ripamonti), Gerlando Alberti, Tanino Fidanzati. In Lombardia tra il ’74 e l’83 ci furono ben 103 sequestri di persona, tra quelli organizzati dai siciliani di Cosa nostra e quelli dei calabresi della ’ndrangheta. Negli...


Prima dell’Expo, il grande affare è Pedemontana

Dic 10th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Sul tavolo ci sono oltre 4 miliardi di euro ed è difficile che la cifra non solletichi gli appetiti della ’ndrangheta, forte e radicata nella ricca Lombardia. La posta in palio si chiama Pedemontana Lombarda, l’autostrada, annunciata da decenni, che diverrà realtà con l’arrivo a Milano della mostra espositiva internazionale Expo 2015. Un’infrastruttura che collegherà sei province (Bergamo, Lecco, Monza, Milano, Como e Varese) per uno sviluppo complessivo di 157 chilometri di nuove strade, 87 delle quali di tracciato autostradale. Ponti, gallerie, viadotti, tratti in trincea. Un’opera innovativa e necessaria per i sostenitori del progetto e per la proprietà, la “Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.a.”, le cui azioni sono nelle mani di Milano Serravalle e Milano Tangenziali S.p.a. I detrattori parlano invece di uno scempio ambientale e dell’inutilità di un’autostrada che in alcune delle sue parti ricalca tracciati già esistenti. L’opera verrà realizzata tramite project financing, modalità utilizzata da una decina di anni in Italia per il finanziamento di interventi di pubblica utilità. Lo Stato versa parte dello stanziamento necessario (in questo caso 1.245.000.000 di euro), la società concessionaria, partecipando con propri capitali, porta a termine il lavoro, dalla progettazione alla costruzione. Il resto viene finanziato a debito, ovvero attraverso l’accensione...